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Studenti in team per comunicare un brand

EmployAbility Studenti in team per comunicare un brand Gli allievi del corso “Communication management and branding” del Cimo hanno partecipato a una challenge che li sfidava a immaginare la comunicazione di Cera di Cupra per una platea di giovani, senza creare distonia nei clienti abituali. Un arricchimento per tutti gli stakeholder coinvolti che si traduce in effettive opportunità di placement per i ragazzi, partendo dai progetti da loro realizzati, e un processo di #EmployAbility frutto del consolidato connubio tra formazione e imprese. Ciccarelli”, all’interno del corso di “Communication management and branding” (all’interno di CIMO), con l’obiettivo di allargare il proprio target verso la Generation-Z. Un progetto reale, quindi, che si propone di indagare obiettivi strategicamente di impatto sull’azienda, e che si sviluppa in una relazione gomito a gomito tra i referenti aziendali - clienti - e gli studenti in team come se fossero all’interno di un’agenzia. Ciccarelli è una realtà fortemente legata al territorio, dove da tempo portiamo avanti un dialogo costante con enti e istituzioni e un particolare occhio di riguardo verso la valorizzazione dei giovani talenti attraverso esperienze sul campo - ha sottolineato Laura Pala , Brand Manager Farmaceutici dott. Gli studenti hanno lavorato con uno spirito da veri equilibristi del branding: individuare touchpoint, linguaggi e angolazioni di dialogo nuovi che risultassero attrattive per il nuovo consumatore ma non distoniche per il consumatore storico. Il team vincitore, composto da studenti provenienti da tutti i curricula del corso di studi ( Simona Coluccelli , Margherita Lontaro Baracchini , Silvia Macellari , Giulia Marras , Martina Santino ), si è cimentato in ricerche qualitative e quantitative per capire le abitudini di consumo del target.

 

Un premio al merito per i nuovi studenti

Borse di studio Un premio al merito per i nuovi studenti Covid-19 non ferma il sostegno di Università Cattolica e Istituto Toniolo che promuovono online il Concorso per 100 borse di studio, con un importo fra i 2.000 e 3000 euro ciascuna. La partecipazione è aperta a diplomandi e laureandi di primo livello 21 maggio 2020 Un contributo alla ripresa, un’iniziativa per dare futuro al Paese. Università Cattolica e Istituto Toniolo promuovono il primo Concorso Nazionale completamente online per l’assegnazione di 100 borse di studio di merito per iscriversi all’università. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli studenti diplomandi e laureandi di primo livello d’Italia. Nelle scorse edizioni il Concorso si svolgeva in presenza, in 10 città italiane contemporaneamente: quest’anno le prove si terranno unicamente online rendendo possibile la partecipazione a studenti di tutto il territorio nazionale. Va ricordato che queste sovvenzioni, attivate con fondi propri dell’Ateneo, si aggiungono alle oltre 3mila borse di studio erogate annualmente da Fondazione EDUCatt per il diritto allo studio secondo il criterio misto reddito-merito. Due le categorie di Concorso: START rivolto a diplomandi o diplomati che intendono immatricolarsi in Università Cattolica per l’anno accademico 2020-21; RUN per studenti laureandi o laureati di primo livello che intendono iscriversi in Università Cattolica per l’anno accademico 2020-21.

 

Francesca, laurea online nel segno di Aristotele

In bianco, “perché ogni facoltà ha il suo colore e il nostro è il bianco, l’avevo appreso poco prima che il mondo cambiasse”. In questo ritratto c’è Francesca , 26 anni di Crotone , studentessa di Lettere e filosofia nel campus di Milano . Foto simbolo di un’epoca che un giorno forse ricorderemo come quella in cui ci si laureava da casa, a distanza, senza strette di mano, bacio accademico o salto delle siepi. In modo inaspettato, ma, forse anche per questo, con una gioia maggiore: “quando non si sa come avvengono le cose, come la seduta online che è completamente nuova, non si hanno aspettative da mantenere per essere soddisfatti. Parole cariche ancora di emozione per la soddisfazione di essere riuscita a portare a termine il sogno di una vita. E questo grazie alla sua determinazione e alla disponibilità massima dei docenti, in questa fase difficile che le ha regalato temi di riflessione per la tesi dal titolo 'Aristotele: spunti per l’impresa? Il flourishing nel Change Management per una vision d’impresa virtuosa'. Alla base, l’idea aristotelica che la saggezza filosofica possa guidare un campo solo apparentemente lontano, soprattutto in una fase come questa: “il momento che stiamo vivendo ci ha insegnato molte cose, prima di tutto che di rapporti umani ne abbiamo bisogno.

 

Cecilia suona per la città travolta dal Covid

Coronavirus Cecilia suona per la città travolta dal Covid La studentessa del terzo anno di Economia e management internazionale, con una passione per il pianoforte da quando è bambina, dedica a Piacenza "Nuvole Bianche". Ho suonato per me stessa, per i miei vicini e per tutti quelli che avrebbero rivisto il video sui miei canali social, per trasmettere vicinanza in questo momento critico per l’Italia e per Piacenza in particolare». Ho voluto mostrare la mia solidarietà alle persone che soffrono e a chi rischia anche la propria vita, portando un messaggio di speranza. La musica come un ponte che congiunge i momenti difficili che abbiamo passato con il futuro che ci aspetta, in cui potremo tornare alla nostra quotidianità e a riabbracciare i nostri affetti». Alcuni mi hanno ringraziato, altri si sono aperti con me e mi hanno raccontato della loro situazione e di quello che stanno passando e delle emozioni che hanno provato sentendomi suonare, soprattutto le persone che stanno passando questi giorni di quarantena in solitudine». Cecilia in questi giorni sta seguendo le lezioni online, sta studiando per la sessione d’esame in arrivo e intanto prepara la tesi di laurea. E anche la vita sociale non si ferma, seppur in forma virtuale: «Con i miei compagni ci organizziamo e facciamo spesso video chiamate per svolgere i lavori di gruppo e studiare insieme».

 

PodCatt, gli studenti parlano alla radio d’Ateneo

Studenti PodCatt, gli studenti parlano alla radio d’Ateneo Un progetto di Almed e Direzione comunicazione dell’Università Cattolica, con il contributo di Voicecatt, ha portato on air la vita universitaria. La situazione eccezionale ha imposto una rivisitazione del progetto che non ha potuto essere presentato con le modalità previste in origine e ha richiesto un adattamento grazie agli strumenti online a disposizione in smart working. La radio, lo sappiamo, già da qualche anno è tornata a far parlare di sé: per la crescita degli ascolti, per la capacità di entrare in relazione con i pubblici più giovani, per la sperimentazione dei linguaggi e dei formati - dichiara la direttrice di Almed, Mariagrazia Fanchi -. Il nostro progetto di avvicinamento al linguaggio radiofonico parte da workshop e laboratori aperti a tutti gli studenti per approdare al master Fare Radio , in collaborazione con Radio Italia. Sono molti i soggetti che hanno creduto nella sperimentazione di questo format radiofonico come sottolinea Matteo Tarantino , coordinatore delle “Voci degli studenti” e docente di Media e reti sociali in Cattolica: «Il progetto rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione creativa fra studenti, docenti e Ateneo. La sua realizzazione è interamente merito del talento dell’associazione Voicecatt, studenti di diverse facoltà capitanati da Ettore Bertolotti, che aveva già dato prova delle sue capacità collaborando con l’ateneo per PodCatt sull’antologico VoiceCatt Selection. Questo progetto raccoglie le voci fresche e piene di una contagiosa vitalità che i giovani sanno trovare anche nelle difficoltà e sanno trasmettere agli adulti.

 

#eCatt, matematica e fisica fanno felici i bimbi in ospedale

Ma, di questi tempi, le normative in vigore per la prevenzione del contagio da Covid-19 hanno obbligato a un ripensamento della stragrande maggioranza delle attività che, in molti casi, hanno trovato nel web e nella tecnologia una dimensione alternativa. È stato fatto sostituendo la presenza fisica all’interno dei reparti con quattro video di sei minuti ciascuno, realizzati da 17 studenti della facoltà di via Musei per i piccoli pazienti ricoverati. Esperimenti di fisica, giochi matematici, rebus e tabelline per stupire, incuriosire e divertire: d’accordo con i docenti e gli insegnanti della sezione ospedaliera i ragazzi hanno condensato nei filmati le attività ludico-didattiche inizialmente pensate per essere illustrate tra le corsie dei reparti. Volendo diventare insegnante si è trattato di un’ottima occasione per avvicinarmi alla professione e capire cosa significa avere a che fare con la didattica, in questo caso a distanza, per le scuole di diverso ordine e grado», racconta Camilla Chiarini iscritta alla triennale di Matematica. Il vero rammarico? La mancanza di interazione umana e il non poter osservare le reazioni di stupore o meraviglia dei ragazzi di fronte alle scoperte; la speranza è quella di poter ripetere l’esperienza in ospedale l’anno prossimo», auspica Pietro Malacarne , che come Camilla frequenta la triennale di Matematica. Il Service Learning non si limita a promuovere una maggior conoscenza degli aspetti che contraddistinguono il valore della cittadinanza, bensì invita gli studenti a compiere concrete azioni solidali nei confronti della comunità nella quale si trovano a operare. Un’attività il cui valore è ribadito anche dagli orientamenti internazionali, che raccomandano di collegare gli apprendimenti disciplinari alle competenze chiave o di cittadinanza.

 

Dai chiostri alle stampanti 3D: le visiere anti-Covid di Arianna

CORONAVIRUS Dai chiostri alle stampanti 3D: le visiere anti-Covid di Arianna Con il progetto “We Can Help” la studentessa di Beni Culturali assieme ai suoi amici ha già assemblato oltre un migliaio di protezioni per aiutare a combattere la pandemia 28 aprile 2020 «Come posso rendermi utile in questa emergenza?». Da una semplice domanda Arianna Molinari , studentessa di Scienze dei Beni Culturali nella sede di Milano, ha fatto nascere con i suoi amici una realtà che sta aiutando Varese e il suo territorio a fronteggiare la crisi sanitaria. Si chiama “We Can Help”: sono una decina di ragazzi che con le loro stampanti 3D producono visiere per il personale sanitario impegnato in prima linea nella lotta all’epidemia che ha bloccato il mondo. L’idea è nata dalla stampante 3D che Arianna ha fatto a Nicolò Broggin i, il suo ragazzo nonché giovane ingegnere meccanico. La scintilla è stato un servizio al telegiornale che raccontava della possibilità di stampare visiere; rimboccarsi le maniche è stata una conseguenza praticamente automatica. È un bel mix: ingegneri, fisioterapisti, matematici e un altro studente Unicatt, Andrea Menon , studente di Linguaggi dei Media che ha scelto di unirsi al gruppo dopo aver perso suo padre a causa del Coronavirus. Avevo da un po’ l’idea di fare una donazione ma mettermi in gioco in prima persona, vedere che gli oggetti che facciamo aiutano concretamente chi combatte il virus è una cosa che riempie il cuore».

 

SOS, webinar gratuiti per universitari

Giovedì 30 aprile , sempre alle ore 18.00, sarà affrontato il tema “Santi, sani e felici, anche in casa: la spiritualità dello studio oggi” , con gli interventi di monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, e suor Maria Patrizia , priora del convento di clausura cottolenghino di Pralormo (TO). Secondo monsignor Claudio Giuliodori «in un tempo di profondi sconvolgimenti saper dare continuità in modo creativo e dinamico all’attività formativa, rappresenta una risposta concreta ed efficace alla tentazione di lasciarsi andare in balia degli eventi. Condividendo pensieri e atteggiamenti, che ci aiutino ad essere resilienti e costruttivi, possiamo contribuire al nostro bene e a quello delle comunità familiari, accademiche e sociali a cui apparteniamo». Il welfare universitario passa di qui oggi e la spiritualità dello studio non può che essere illuminata dalla vita claustrale: trasformare croci in opportunità di risurrezione è la nostra vocazione». I webinar saranno aperti a chiunque voglia seguirli e visibili sul canale youtube del Servizio per l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino. I partecipanti potranno interagire via chat con gli ospiti ed i video saranno fruibili anche successivamente. webinar #studenti #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La mia laurea in quarantena

Ad aprirci una pagina del suo diario di vita in queste settimane difficili, è Maria , laureanda magistrale della facoltà di Scienze politiche e sociali. Lei, che viene da un piccolo paese della provincia di Sassari, è restata nella città dove due anni fa ha deciso di venire a studiare. Un lavoro finale che parte dallo stage di ricerca, durato alcuni mesi all’interno dell’associazione Libera, e che racconta da vicino l’esperienza di 7 minori sottoposti alla sospensione del processo e alla messa alla prova dopo aver commesso dei reati. Quando è arrivata la notizia che tutti i voli da e per la Lombardia erano bloccati, per Maria, come per altri studenti fuorisede, il pensiero è andato subito al tempo che sarebbe trascorso prima di rivedere i propri familiari e alla laurea senza di loro”. Anche se il giorno della laurea non sarà come lo aveva immaginato, almeno i suoi genitori li vorrebbe accanto: “Se sono qua è grazie a loro che hanno fatto sacrifici, anche economici, per permettermi di realizzare il mio sogno. Pensare alla laurea in una situazione così grave le sembra un po’ egoista, ma il suo è uno sguardo verso il futuro, e riuscire a vedere il futuro in un momento come questo non è facile. Si vedrà, andrà come deve andare”, ma di una cosa è certa, “non può finire così, dopo tutto, qualcosa di bello ci sarà”.

 

Studenti e volontari nel cuore della realtà

La Buona notizia - Presenza Studenti e volontari nel cuore della realtà Sono iscritti all’Università Cattolica e, senza trascurare le lezioni a distanza, hanno deciso di dare il loro contributo al Paese in questo periodo di emergenza sanitaria, aiutando anziani e ammalati. Piccole storia di ordinaria solidarietà by Antonella Olivari | 08 aprile 2020 Non sono rimasti chiusi in casa, nella propria stanza a seguire le lezioni che i loro docenti hanno continuato ad erogare, seppur a distanza. Molti studenti hanno deciso di dare il loro contributo come volontari per aiutare le persone più deboli, anziani e ammalati, a fare la spesa e consegnarla a domicilio, a ritirare ricette dal medico, acquistare farmaci o a ricevere semplici telefonate per fare compagnia e sostegno psicologico. E poi ci sono quelli che hanno intensificato il loro impegno come volontari della Croce rossa e Protezione civile, ma anche quelli che hanno messo a frutto la loro competenza come videomaker per permettere ai fedeli di seguire le celebrazioni eucaristiche in diretta per la Diocesi di Brescia. Marta Galetti , iscritta al secondo anno di Scienze dell’Educazione e Formazione nella sede Brescia, sta collaborando con il suo comune, Borgosatollo, per portare spesa, medicinali e pasti a domicilio alle persone che non possono uscire di casa perché molto deboli o perché in quarantena. Sono convinta che l’aiuto reciproco e la solidarietà possano pian piano combattere la paura e le difficoltà che incontriamo quotidianamente in questo periodo, per questo continuiamo a rimanere attivi e disponibili per qualsiasi richiesta di aiuto». Anche Mariavittoria Guerrini , iscritta al secondo anno di Scienze della formazione primaria , sta collaborando da ormai tre settimane con l’Associazione Alberi di vita che opera a Mompiano (BS) per la distribuzione di pacchi alimentari e farmaci.

 

Alfonso: Non torno a casa, resto in collegio

Collegi Alfonso: Non torno a casa, resto in collegio Nonostante l’esplosione dell’epidemia, il laureando in Filosofia dell’Ateneo, ha deciso di non tornare a casa e di restare con altri cinque compagni. Una scelta responsabile per salvaguardare la famiglia e completare la tesi 09 aprile 2020 Alfonso Zú nica, 23 anni, laureando in Filosofia, racconta perché ha scelto di non rimpatriare nel suo paese, la Spagna, preferendo trascorrere la quarantena in collegio insieme con altri soli cinque compagni. Innanzitutto perché avevo paura di portare il virus ai miei, per il rischio di contagio che implicavano le numerose tappe che bisognava percorrere nel rientro a casa e, infine, per lo studio. Sono una persona che si affeziona molto ai posti, infatti una delle cose che più mi mancano è poter passare le giornate proprio tra i chiostri della Cattolica e nel dipartimento di filosofia. Del resto, questa quarantena, oltre che permettermi di avanzare con la stesura della tesi, mi permette di stringere delle belle amicizie con i pochi collegiali rimasti. Si è formato tra di noi un gruppo di ragazzi, con interessi e caratteri comunque molto diversi, ma che sta imparando ad ascoltarsi e volersi bene in un modo che la frenetica vita universitaria, piena di impegni, esami, appuntamenti, lezioni, non permetteva. Addirittura quando per qualche giorno ho pensato ad accettare uno dei passaggi che il consolato mi offriva, saputa la notizia, i ragazzi si sono rattristati molto e mi hanno chiesto di rimanere, ricordandomi quanto ci divertiamo insieme.

 

TEDxUNICATT, un tempo da valorizzare

Studenti TEDxUNICATT, un tempo da valorizzare I giovani organizzatori dell’iniziativa, spostata a data da definire a causa dell’emergenza coronavirus, hanno scelto di sfruttare questa attesa per continuare a porsi domande e cercare risposte 23 marzo 2020 L’emergenza coronavirus ha messo in standby anche il primo TEDx targato Cattolica . Tutte le attività e gli eventi sono sospesi e non poteva essere diversamente per l’iniziativa nata dall’idea di un gruppo di studenti dell’Ateneo, che si sarebbe dovuta svolgere il 1° marzo, dedicata al tema Time . Questa situazione ha fatto riflettere tutti» commentano Matteo Bonadies e Matteo Scalabrini , organizer di TEDxUNICATT. Ci siamo trovati davanti a due opzioni: fermarci o reagire e abbiamo capito che la nostra missione, in quanto TEDx, è diffondere idee, non paura, speranza, non sconforto, soprattutto in un momento del genere». Davide Marelli , responsabile dei canali social dell’evento, ha lanciato la #20daystedxchallange : guardare un TED al giorno, per togliere la noia di torno, impiegando in maniera costruttiva anche solo una piccolissima parte del tempo che per forza di causa maggiore ci siamo ritrovati a disposizione. Nei prossimi giorni anche gli speaker potranno dare il proprio contribuito consigliando ai follower una canzone, un libro, un film, una ricetta, un hobby. L’obiettivo è fare in modo che la quarantena sia non solo un dovere, ma anche una scelta e perché no, a tratti, anche un piacere; imparare a trasformare le difficoltà in opportunità, riscoprendo il valore delle cose, dei momenti e delle persone che troppo spesso diamo per scontato.

 

Psicologia, su Facebook per dialogare con gli studenti

Questo gruppo vuole essere uno spazio aperto - positivo, flessibile e creativo - in cui si possano condividere riflessioni sulla situazione che stiamo vivendo e su ciò che stiamo imparando da essa, e spunti su come dare significato e gestire al meglio la vita quotidiana e lo studio». Una ricerca svolta in queste settimane da psicologi dell’Università Cattolica evidenzia che le persone che più subiscono gli effetti negativi delle restrizioni di questo momento sono quelle che hanno un atteggiamento molto rigido. È molto facile fare l’elenco di quello che non possiamo più fare, ossia di quello che abbiamo perso. Forse, però, è più utile ragionare, oltre che su quello che possiamo fare, anche su quello che possiamo guadagnare in questo periodo. Anche le riflessioni possono aiutare, magari guidate da alcune frasi che ci guidino nel cogliere nuovi significati in ciò che stiamo vivendo e d’incoraggiamento a farne un’occasione di cambiamento. Che “mulino” nella mia vita la situazione attuale potrebbe mettere in moto? Insomma questo momento storico senza precedenti (la prima epidemia di questa portata nel mondo moderno, può essere anche un’opportunità. Anche gesti apparentemente banali e scontati come studiare, lavorare, svolgere le mansioni domestiche, prenderci cura delle persone accanto a noi possono vestirsi di una luce nuova se compiuti con la cura e l’attenzione che ci fa scorgere gli aspetti positivi.

 

Giornelli, la nostra risposta all’emergenza

Nella prima fase inoltre il Centro sanitario ha funzionato come presidio, sia per la comunità universitaria in generale, sia in particolare per i ragazzi dei Collegi, che hanno avuto la possibilità di ottenere assistenza immediata anche per verificare gli eventuali sintomi. I recenti Decreti Nazionali hanno richiamato tutta la popolazione ad attenersi scrupolosamente alle prescrizioni e alle restrizioni attualmente in vigore, che hanno come scopo principale la salvaguardia della salute personale e della collettività. Allo stato attuale, non è ancora possibile prevedere quando si inizierà a vedere un’inversione di tendenza, ma abbiamo ragione di sperare che applicando scrupolosamente le indicazioni nazionali riusciremo a fronteggiare questa emergenza inedita ed estremamente complessa. A tutte le persone che hanno organizzato e gestito il lavoro, a tutti gli operatori di linea, a tutti i lavoratori che hanno continuato a prestare la loro opera con spirito di responsabilità deve andare un ringraziamento particolare. È grazie a loro che la Fondazione esiste e può dare pieno adempimento alla propria missione di supporto dell’Ateneo. Questa è stata un’occasione per ciascuno di mostrare le proprie qualità e per rendere più solidi i legami invisibili che rendono coesa una comunità. Ci riabbracceremo presto, e avremo allora imparato a lavorare ancora meglio per il bene dell’Università e dei giovani che da lei e dalle famiglie ci sono affidati.

 

I Collegi non si fermano

Ateneo I Collegi non si fermano Nonostante la situazione critica i collegiali di tutta Italia non perdono il sorriso. Andrà tutto bene», come recitano i cartelloni dai davanzali dei Collegi dell’Ateneo by Valentina Giusti | 27 marzo 2020 Al momento la situazione è stazionaria: dai Collegi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nessuno entra e nessuno esce. Le residenze sono aperte esclusivamente per gli ospiti interni che non sono tornati a casa all’inizio della sospensione delle lezioni, i visitatori non sono ammessi. Il loro motto è quello che rimbalza di bocca in bocca, di tastiera in tastiera, di balcone in balcone in tutta Italia: andrà tutto bene. Così anche i ragazzi del Collegio San Luca-Barelli a Roma : l’invito che emerge dai social è proprio quello di prendersi cura l’uno dell’altro, ma a distanza. Rispettare i dieci comportamenti da seguire del ministero della Salute, seguire assieme le Sante Messe in diretta dalla pagina Facebook della diocesi di Roma, prendere parte al ritiro spirituale predicato da don Fabio Rosini , ovviamente sempre in streaming: sono questi i modi per mantenersi virtualmente vicini e darsi ascolto. Le ragazze del Ker Maria infine raccontano le loro due settimane di quarantena su Instagram, pubblicando foto scattate (in momenti diversi) nel loro giardino ed esprimendo il desiderio di poter tornare presto a farne molte altre tutte assieme.

 

Studenti Master chef (e il prof. dà i voti)

Piacenza Studenti Master chef (e il prof. dà i voti) Ritorna il cooking show degli studenti di Food Marketing. Tra piatti a tema, risate e l’immancabile mistery box 06 dicembre 2019 Sedici studenti dell'Università Cattolica di Piacenza, allievi del corso di Food Marketing, hanno vestito i panni dei grandi chef e si sono sfidati in una gara di cucina sui generis. I ragazzi, armati di grembiule e mestolo si sono posizionati nella cucina del Barino a Piacenza e hanno dato vita a una sorta di puntata di Masterchef. Quattro i temi che hanno caratterizzato le prove in round da 45 minuti ciascuno: Halloween (primo al sapore di zucca), Siciliano (primo con pistacchio), Autunno (secondo cucinato con funghi) e Mediterraneo (secondo aromatizzato con arance, limoni). E non poteva mancare la mistery box con pochi e selezionati ingredienti segreti. I giudici d'eccezione sono stati i professori Stefano Boccaletti e Antonio Chizzoniti, insieme alle allieve dell'ateneo Talita Caldo e Silvia Ciotti che alla fine hanno premiato l’estro creativo degli studenti del primo anno, campioni del Cooking show 2019. studenti #foodmarketing #chef Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cresce My Mentor, bussola per il futuro

Piacenza Cresce My Mentor, bussola per il futuro 76 studenti e 76 professioni coinvolti nella quinta edizione progetto. Parola chiave? Relazione 07 novembre 2019 Un percorso di avvicinamento al mondo del lavoro, un diverso modo di fare squadra, attraverso l’affiancamento di un pool di mentor, che diventa per gli studenti un fondamentale momento di crescita personale grazie alla disponibilità di professionisti disponibili a un costante affiancamento. Nel 2019/20 il percorso coinvolgerà 76 studenti delle lauree magistrali in Gestione d’Azienda, in Giurisprudenza, in Scienze e Tecnologie Agrarie, in Scienze e Tecnologie Alimentari e in Agricultural and food economics. saranno anche i mentor, provenienti da varie funzioni aziendali (Finanza, Amministrazione contabilità, Pianificazione e controllo di gestione, Marketing e commerciale, Risorse umane, Consulenza strategica, Imprenditorialità): ciascuno di essi avrà il compito di supportare gli studenti degli ultimi anni di corso, svolgendo il ruolo di consigliere, guida e precettore. “Per questa edizione di My Mentor - ha sottolineato la preside di Economia Annamaria Fellegara - possiamo contare su uno sviluppo della piattaforma informatica e del sito; ma quel che più conta, l’imprescindibile “parola chiave” è la relazione, che nasce dalla capacità di dialogo ed ascolto attento e reciproco”. “Questa formula - ha detto Marco Trevisan preside di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali - è un successo di innovazione, tanto che dagli studenti è venuta la richiesta per un ampliamento del numero di mentee”. mentor #mondolavoro #studenti #crescitaprofessionale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il nuovo campus si presenta al Dies

L'annuncio del rettore Franco Anelli che, insieme all'aumento delle matricole, ha segnalato il nuovo corso di laurea magistrale di Scienze politiche e sociali e la prima Cattedra Unesco della Cattolica. Sono i numeri di Cattolica 2, la nuova sede dell’Università Cattolica di Brescia, che verrà realizzata nel giro di un paio d’anni a Mompiano, nella zona nord ella città. A rendere il progetto del Campus ancora più puntuale, è anche la crescita costante delle immatricolazioni – che ha registrato quest’anno un + 6% - e l’esigenza di ampliare l’offerta formativa per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro inserito in un contesto sempre più globale. A breve, infatti, la facoltà di Scienze politiche e sociali avvierà un nuovo corso di laurea magistrale in “Gestione del lavoro e comunicazione per le organizzazioni – curriculum in Gestione delle Organizzazioni nei sistemi globali (GEOR)” , a completamento del percorso triennale già attivo. Anelli cita la nuova Costituzione Apostolica “Veritatis Gaudium” in cui “Papa Francesco, riferendosi all’insegnamento della teologia, parla della necessità di un dialogo tra questa e le scienze laiche; e insieme di leadership che indichino strade con spirito di servizio. La funzione pedagogica di questa antica istituzione è imprescindibile: forte della tradizione che rappresenta e, al contempo, in grado di dare costante dimostrazione della capacità innovazione e di vivacità della sua proposta» ha sottolineato il primo cittadino. Tra le novità di prestigio che hanno scandito la giornata del Dies Academicus anche l’annuncio delle prima cattedra Unesco assegnata alla Cattolica, in particolare proprio alla sede di Brescia, e dedicata a “L’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli”.

 

In rete per fare volontariato

Brescia In rete per fare volontariato Al via il progetto “VolontariaMente in rete” con cui la facoltà di Psicologia promuove l’inserimento dei propri studenti all’interno delle realtà associative della città. Numeri che si sposano con quei “3.838 enti non profit registrati a Brescia alla data 31 dicembre 2017, ovvero più del 14% del totale presente in Lombardia” come dichiarato dalla consigliera di CSV e terzo settore Margherita Rocco . Da questi dati l’Ateneo ha avviato la creazione del progetto che farà incontrare l’offerta degli studenti con la costante richiesta espressa da parte delle associazioni. Tutto ciò avverrà anche grazie alla presenza dei due tutor Alessandra Scollato , Psicologa di Comunita e Tutor degli studenti della Facolta di Psicologia e Federico Maffezzoni , laureato alla Cattolica in Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali. Ai due è affidato il compito di “essere punti di riferimento e indirizzare ogni partecipante verso la realtà più adatta, sia per in termini di competenze acquisite sia a livello di inclinazioni personali. L’effetto positivo sarà duplice secondo Silvia Bonizzoni , dirigente responsabile del Settore Servizi Sociali per la Persona, la Famiglia e la Comunita del Comune di Brescia. “Per gli studenti la possibilità di sperimentare sul campo le skills relazionali fondamentali per la futura professione, mentre per una città come la nostra, in cui l’80% dei servizi di prossimità è reso possibile grazie al volontariato, questo significa un’iniezione di nuove e fresche energie”.

 

Double Degree, volti d’Europa

Sono gli studenti del programma Double Degree in Management Internazionale della facoltà di Economia e Giurisprudenza che, nel campus piacentino dell’Università Cattolica, hanno conseguito il diploma di laurea e lanciato in aria il tocco per celebrare il risultato raggiunto. Gli studenti che hanno tagliato il traguardo sono 63 di cui 45 italiani e 18 internazionali. I loro volti, e la loro felicità, sono ripresi nel video pubblicato in questa pagina, che documenta i momenti salienti della cerimonia di consegna del titolo che si è svolta lo scorso 22 dicembre a Piacenza. Quando vi guardiamo in faccia, vediamo il futuro e la speranza dell’Europa» ha detto la preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza, prof.ssa Anna Maria Fellegara , orgogliosa dei suoi studenti presenti nel centro congressi piacentino insieme a una folla festante ed emozionata di amici e parenti. Trascorrere due anni lontani da casa, alla vostra età, affrontando numerosi impegni di studio e approcciando una lingua straniera e una cultura diversa da quella in cui siete nati, è molto impegnativo. Siamo orgogliosi di voi, apprezziamo il modo in cui avete superato i momenti difficili, il modo in cui vi siete sostenuti a vicenda stringendo delle relazioni profonde con amici e colleghi». Chi, invece, decide di proseguire con il cammino di studi, «riesce ad essere accettato nelle business school più prestigiose del mondo».

 

Studenti in Giappone, lezioni sul campo

Milano Studenti in Giappone, lezioni sul campo Visite a scuole d’infanzia e primarie, scambio di esperienze, giornate open di partecipazione alle attività didattiche e ai corsi universitari. Una ventina di studenti, guidati dal direttore del Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Innovazione e alla Tecnologia (Cremit) Pier Cesare Rivoltella , stanno partecipando a un viaggio studio dal 20 al 30 maggio presso la Shinwa Women’s University. Visite a scuole d’infanzia e primarie, scambio di esperienze, giornate open di partecipazione alle attività didattiche e ai corsi universitari, centralità della musica e delle arti, intercultura e apertura al mondo, confronto sulle ricerche scientifiche in corso nei diversi gruppi di ricerca: questi gli ingredienti delle giornate giapponesi. È una novità di quest’anno il viaggio degli studenti italiani - spiega il professor Rivoltella, docente di Didattica generale e Tecnologie dell’Istruzione - ma la collaborazione tra la Cattolica e la Shinwa University risale al 2017». Su sponda nipponica, l’altro artefice dell’incontro è il professor Hiroyuki Yamamoto, già rettore della Shinwa e docente di Didattica della musica (che è una disciplina centrale nella scuola giapponese): «Sono un cantante lirico e dalla musica deriva la mia passione per l'Italia e la cultura italiana. Già avvenute alcune tappe importanti: «Nel settembre 2017 una ventina di studentesse giapponesi è venuta a Milano, in occasione di un tirocinio in una scuola milanese». Rivoltella viene poi coinvolto nella firma di un protocollo di collaborazione tra le due Università, mentre nel settembre 2018 il rettore della Shinwa torna con altre 20 studentesse in Italia.

 

Erasmus, una scuola di diversità

UCSC INTERNATIONAL Erasmus, una scuola di diversità A Valencia, la studentessa di Psicologia Asya ha scoperto che questa esperienza ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. Ammetto che per molti versi ho ritrovato negli spagnoli caratteristiche simili a quegli degli italiani: Valori come, l’importanza della famiglia, degli amici, l’attenzione alla cura della comunità, la cultura del cibo, la gentilezza e l’ospitalità, tipici anche di noi italiani, sono amplificati in una cittadina come Valencia. L’Erasmus è magico da questo punto di vista; ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. La diversità è bellezza, ma lo può essere solo se da parte di tutti ci sono rispetto e la volontà di riconoscersi diverso, non appiattirsi ai luoghi comuni, ed arricchire/arricchirsi con gli altri e negli altri. È anche per questo motivo che ho deciso, dal primo giorno a Valencia, di condividere quotidianamente su Instagram una foto rappresentativa della giornata, e di raccontare il mio “Día”. Ho raccontato di tutto, delle cose belle, dei posti visitati, della gente conosciuta, delle cadute prese, delle corse fatte, delle volte che ho riso, che ho pianto e che mi sono arrabbiata. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

Viaggio ai confini della storia

brescia Viaggio ai confini della storia Per cinque studenti della facoltà di Lettere e Filosofia della sede di Brescia, accompagnati dal loro professore, 135 km a piedi per 6 giorni di cammino lungo il Vallo di Adriano, alla scoperta di ciò che rimane di una delle più affascinanti rovine romane. Così si è definita, ovviamente in latino, la la “ Walking Summer School ” organizzata e finanziata dalla sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha portato in Inghilterra cinque studenti della facoltà di Lettere e Filosofia accompagnati dal professor Massimo Rivoltella , docente di Letteratura Latina. Da segnalare il percorso naturalistico che si è snodato per il Parco Nazionale del Northumberland, e la fugace visita a Edimburgo, luogo di arrivo e partenza dei voli da e per l’Italia. Il Vallo di Adriano è monito di un passato di grandezza ma anche di un futuro unificato ancora dall’eredità culturale latina» ricorda il professor Rivoltella. L’esperienza è stata magnifica, resa tale anche dal contributo di questi stupendi compagni di viaggio che sono stati gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che sono stati con me in questo tragitto». latino #summerschool #studenti #estate Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Un nuova biblioteca al Gemelli

Roma Un nuova biblioteca al Gemelli Inaugurata lo scorso 25 gennaio, alla presenza dell’Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini, la nuova biblioteca per gli studenti della Facoltà di Medicina e chirurgia al quarto piano del Policlinico. “L’uso del colore differenziato, delle superfici vetrate e della progettazione minuziosa delle luci artificiali creano una sinergia progettuale equilibrata e di spessore architettonico – ha spiegato l’architetto Romano Berluti , responsabile dell’Ufficio Tecnico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. Una biblioteca non è solo un deposito di libri, ma anche un luogo di vita e di incontro per i nostri studenti e quindi un recupero del luogo e della funzione degli Atenei. Noi vogliamo creare delle comunità e quindi degli spazi di comunità, luoghi dove si depositano e si fanno crescere delle idee". biblioteca #medicina #studenti Facebook Twitter Send by mail Print PER STUDIARE E PER VIVERE L'UNIVERSITA' Inserita all’interno di un edificio esistente, il nuovo concept ha reso gli spazi più funzionali e contemporanei. La nuova struttura presenta anche una partizione orizzontale della libreria su tutti i piani creando un corridoio interno che ospita i servizi e le varie postazioni. Questa tecnologia consentirà di migliorare l’accessibilità ai contenuti didattici mediante i contatti on line con le case editrici di tutto il mondo, alleggerendo il carico di documenti cartacei.

 

Liliana Segre, la colpa d’essere nata

Milano Liliana Segre, la colpa d’essere nata La neo senatrice a vita racconta in aula magna agli studenti delle scuole superiori milanesi la disumanità delle leggi razziali, emanate 80 anni fa in Italia, e la deportazione in Germania. Due parole che la senatrice ha spiegato bene a una platea di studenti delle scuole superiori milanesi ed alcuni universitari, durante l’incontro nell’aula magna dell’Ateneo lo scorso 10 maggio dal titolo “ A ottant’anni dall’emanazione delle leggi razziali: istituzioni e società per una memoria attiva ”, promosso dalla Prefettura di Milano. Ho provato all’età di tredici anni quello che iniziava ad essere l’irreparabile: per quaranta giorni sono stata rinchiusa nella cella 202 a San Vittore. Per un anno lavora presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, per poi essere deportata in Germania. Ciò che è triste è che l’indifferenza c’è ancora oggi». Concetto ripreso anche dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini : «Indifferenza è quando diciamo che quello che capita agli altri non ci tocca. Per questo dobbiamo chiedere scusa da parte dei nostri padri e nonni che hanno permesso che tutto questo accadesse».

 

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