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Là dove Benedetto fece la storia

La cornice è molto suggestiva: già durante il viaggio in autobus mattutino si capisce che qui sono pochi gli insediamenti antropici, mentre dominano il quadro le colline ricchissime di vegetazione. Le stradine sono ritorte, la natura è sovrana: non a caso lungo il percorso vediamo i resti della sfarzosa villa dell’imperatore Nerone, che scelse questo posto per la propria tranquillità. Con le dovute misure di sicurezza, che abbiamo rispettato per tutta la giornata, le goliardie campanilistiche colorano le prime ore del mattino in autobus, anche se dopo il periodo di supremazia campana si passa sempre alle solite canzoni conosciute da tutti. Inutile precisare che tutti si alzano da tavola sazi, dato che i paesi di questa zona hanno una nota e apprezzata tradizione mangereccia. La guida ci mostra altri affreschi che raccontano episodi della vita di San Benedetto, istruendoci sui suoi metodi pastorali e su alcuni miracoli che egli compì in vita, i quali appaiono estremamente semplici, per quanto si possa dire tale un miracolo. Nella tradizione monastica, questo miracolo porta ai monaci il messaggio di avere cura dei propri attrezzi da lavoro, e in generale di predisporsi bene alle mansioni lavorative che vengono a loro assegnate. Alla fine della giornata, nonostante la stanchezza, coroniamo il viaggio con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa centrale della sede romana della nostra Università, con il nostro Assistente Pastorale Don Luca De Santis, in occasione della ricorrenza della festa di San Giovanni XXIII, patrono del nostro collegio.

 

Il collegio sulle orme di San Benedetto

I motivi per cui si decide di cominciare con una gita sono molteplici: permettere di socializzare ai nuovi membri del collegio, avere l’occasione di visitare posti mai visitati, che possano far scaturire in noi momenti di riflessione e crescita. Quest’anno però non è un anno come gli altri e quindi la scelta, coraggiosa, di mantenere questa tradizione ha assunto un significato ancora più grande. La gita a cui faccio riferimento è stata dedicata a San Benedetto da Norcia e ci ha portato a visitare, lo scorso 10 ottobre, luoghi, nei pressi della cittadina di Subiaco, che furono fondamentali nella sua vita e nel suo cammino di santità. La regola benedettina, riassunta nella famosa formula “Ora et Labora”, scritta subito dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente, è un’indicazione che il santo ci offre sul ruolo cruciale del Lavoro, della Riflessione e della Preghiera in un momento di grande subbuglio e disorientamento generale. Noi collegiali, con la guida di una nuova e rinnovata direzione, siamo pronti ad affrontare le sfide che si presenteranno quest’anno, magari proprio con l’augurio e l’auspicio di poterlo fare …”Sui passi di San Benedetto”. studente del sesto anno corso di laurea in Medicina e chirurgia #collegi #studenti #subiaco #nuovojoanneum Facebook Twitter Send by mail Print NERO SUBIACO. LA TESTIMONIANZA di Pino D’Ambrosio * Il nuovo anno accademico inizia per i collegiali del Nuovo Joanneum, nel contesto della proposta formativa “ Omnia vestra in caritate fiant - L’amor che move il sole e l’altre stelle”, con un ritrovo fuori porta nell’hinterland romano organizzato dalla nuova e rinnovata direzione del collegio.

 
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