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Vieni fuori!

Parola del giorno Vieni fuori! A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Antonio Cecchini | 29 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vita non ha qui una connotazione astratta, ma è l’annuncio di un fatto: Gesù riporta in vita l’amico Lazzaro! Il cristianesimo non è un vago deismo. Gesù è Dio; è la Vita stessa. Non è un maestro che dimentica la vita dei suoi studenti, ma il Maestro che rinnova la loro vita. Non è uno stoico che vive nell’atarassia, ma piange per Lazzaro; senza però accodarsi alle vane condoglianze, alle vuote parole, al pensiero dominante. Egli è la Vita! Per questo ha il potere di gridare “Vieni fuori!” davanti a quella tomba; e la morte è costretta ad allentare la sua morsa.

 

Un miracolo che cambia la vita!

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 4, 43-54) Un figlio malato, un padre che non ha alternative in quanto umanamente possibili e va da “quel Gesù” che conosceva per sentito dire con la certezza che avrebbe potuto guarire il figlio. Un atto di fede totale sulla parola di Gesù ed un annuncio di salvezza che diventa realtà: tuo figlio vive! Ascolta "Un miracolo che cambia la vita!" su Spreaker. Al di là del miracolo è importante rilevare la storia di conversione di quest’uomo: l’angoscia per la possibile perdita del figlio e l’impotenza di fronte al progredire della malattia, lo mettono nella condizione di incontrare Gesù personalmente. Esce per cercarlo, per incontralo, per implorarlo, per ottenere ciò che sembra impossibile e nell’incontro con Gesù vive un’esperienza di fede così profonda che cambia la sua vita “e credette lui con tutta la sua famiglia”. Allora perché non fare come lui? Usciamo quindi per andare ad incontrare “quel Gesù” che forse ad oggi conosciamo solo per “sentito dire” o solo perché che ci è stato “insegnato”. Ci è offerta la possibilità di incontrarlo oggi con le nostre paure e smarrimenti, in modo autentico e lasciare che sia Lui a cambiare la nostra vita.

 

Riflessi del mistero

Parola del giorno Riflessi del mistero A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Marco Salvioli | 25 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Luca (Lc 1,26-38) Ascolta "Riflessi del mistero" su Spreaker. Nel meditare il racconto dell’Annunciazione la nostra mente viene visitata dalle immagini di alcune tra le opere più celebri della storia dell’arte in Occidente. Se in Cristo, infatti, il Dio invisibile si rende visibile e quindi rappresentabile, la Bibbia ci è stata donata affinché possiamo raffigurarci – secondo verità – la storia della salvezza. Non temiamo, quindi, di rappresentarci personalmente il mistero della salvezza, includendo noi stessi in Cristo.

 

Regolare i conti

Parola del giorno Regolare i conti A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by p. Enzo Viscardi | 17 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Siamo stati fermati bruscamente! Tutto quel tempo che pensavamo di non avere più, ci è offerto completamente, anzi quasi imposto, con tutto il suo peso e le sue potenzialità. Un tempo da vivere da soli e con gli altri in una intimità che lungi dall’essere fisica, ci apre ad una nuova coscienza di fratellanza; ci sentiamo precari e spinti ad avere uno sguardo di compassione ed amore gli uni per gli altri. È il tempo per regolare i conti con noi stessi e soprattutto con gli altri.

 

Essere ritrovati

Parola del giorno Essere ritrovati A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by G. De Vecchi | 14 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Il Vangelo odierno narra una storia affine a quella di ciascuno di noi. Racconto banale? Scontato? Eppure: succede “qualcosa” a uno dei protagonisti, che, però, coinvolge tutti. Che sprona, tutti, nessuno escluso, a mostrare fragilità e punti di forza, ribaltando proprio ciò che si considera debolezza e forza. “Qualcosa” che obbliga a fare verità su di sé, sulle relazioni. “Qualcosa”, in definitiva, che permette “di tornare in vita”, di “essere ritrovati”, di vivere le relazioni in pienezza e verità. Con Dio. “Qualcosa” cui possiamo affidarci con un sorriso di abbandono attivo e di speranza responsabile, per essere ritrovati (vv. 24.32).

 

Quale dialogo?

Parola del giorno Quale dialogo? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Michele Aramini | 31 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 8,21-30) Gesù si trova ancora a dibattere con un gruppo di interlocutori che resistono alla sua parola. Il tema è la sua identità, affrontato qui sotto l'angolatura della sua morte ormai vicina. L'avvio della controversia è dato da una tesi iniziale per cui la sua scomparsa prossima susciterà una ricerca tra i suoi avversari. A riguardo troviamo un'affermazione molto forte, nei termini della minaccia di un giudizio: «morirete nel vostro peccato», cioè lontani da Dio perché non credere all'«Io sono» di Gesù significa negare che la realtà divina è manifestata in lui. Così facendo, la comunicazione tra loro e Gesù è impossibile. Sappiamo che in alcuni casi non è affatto sufficiente la disponibilità al dialogo, anzi in certe situazioni è solo l'occasione per creare ulteriori grovigli se non ferite più profonde.

 

Vorrei parlare con te

Parola del giorno Vorrei parlare con te A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Claudio Stercal | 22 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 9,1-41) Sorprende sempre considerare come, anche nel Vangelo di Giovanni, il Messia si riveli volentieri "parlando" con i suoi interlocutori. Prima con la donna samaritana: «Sono io, che parlo con te» (Gv 4,26); poi con il cieco nato: «È colui che parla con te» (Gv 9,37). Forse per noi non è facile "parlare" con Gesù, ma questa resta la strada per cercarlo. Prestando attenzione ai luoghi e ai momenti nei quali è possibile ascoltarlo: nel nostro cuore, nel creato, nel prossimo, nella Bibbia, nei sacramenti, nel suo Spirito. Anzi, illudersi di essere autosufficienti rischierebbe di farci perdere molto, persino l'incontro con Chi ama "parlare con noi".

 

Il dono dell’angelo

Parola del giorno Il dono dell’angelo A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Marco Salvioli | 19 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 1,16.18-21.24a) Per quanto appaia a volte monotona e ripetitiva, la vita ci pone di fronte ad eventi francamente imprevedibili che eccedono le consuete categorie interpretative, generatesi dall’incontro tra la nostra mente e la realtà. Anche quando ci disponiamo ad agire con giustizia, non possiamo farlo che entro i limiti di categorie che si sono formate all’interno di determinate relazioni interpersonali, di un ambiente culturale specifico, in un preciso periodo storico. La storia della salvezza procede secondo un disegno che oltrepassa i limiti categoriali attraverso i quali interpretiamo la realtà; solo un angelo in sogno ha potuto rivelare a san Giuseppe che il bambino atteso da Maria, evidentemente senza il suo concorso, veniva dallo Spirito Santo. E la vera grandezza di quell’uomo giusto consistette proprio nell’affidarsi a quella parola che gli offriva gratuitamente una luce che egli non poteva darsi da sé. La sacra Scrittura, lettera inviataci dallo Spirito Santo per guidarci alla salvezza, offre a ciascuno di noi quella stessa luce per interpretare quanto ci accade non solo in ordine agli utili schemi dell’esperienza e della scienza, ma anche secondo il manifestarsi della volontà di Dio. Fr. Marco Salvioli O.P.

 

Come te stesso

Parola del giorno Come te stesso A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Gaia De Vecchi | 20 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Marco (Mc 12,28b-34) Amare il prossimo “come se stessi” non rimanda solo a uno stile quantitativo. Anzi: ci invita pressantemente a uno stile qualitativo, definito, nel contempo, da distanza relazionale e da com-presenza percettiva. Distanza necessaria non solo a garantire il diritto alla differenza, ma anche il diritto di esistenza; che tutela la dignità e la responsabilità, onde evitare di cadere in forme simbiotiche o in qualche perverso “gioco delle colpe”. Com-presenza percettiva in cui la relazione (personale, sociale) sgorga dalla legittima e paritaria esistenza di ciascuno. E ci preserva da due forti tentazioni: quella di invidiare (in-videre) l’altro, oscurandone il volto; quella – speculare – del narcisismo, tesa a considerare sé stessi come unico criterio della relazione.

 

Lontani ma vicini

Parola del giorno Lontani ma vicini A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Renato Delbono | 21 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 18, 9-14 ) Arroganza è il credere che tu stia così in alto da non aver bisogno di un orecchio incollato al terreno. Credersi in alto, distante, lontano da tutte quelle situazioni di limite, di fragilità. Un’illusione di onnipotenza che si manifesta nel non essere cosciente di sé, nel marcare la differenza “io non sono come gli altri uomini”. Il tempo in cui stiamo vivendo, è prova ed occasione! Ascolta "Lontani ma vicini" su Spreaker. Nel dramma di questi giorni di sofferenza, obbligati a tenere le “distanze”, ci accorgiamo che la distanza fisica non è quella del cuore.

 

Quel di più che serve per vivere

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 5, 17-19) VERSETTO: non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Il vangelo del giorno, in realtà, termina con un altro versetto che suona così: «se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». La trasgressione della legge rende minimi nel Regno dei cieli, dice Gesù; ma l’incapacità di superare la legge condanna a rimanere fuori. Il Vangelo ricorda che la giustizia non è la legge e che la vita non è il bios. Mentre ci sforziamo di non tralasciare nessuna indicazione sanitaria, non lasciamoci ingannare: il cristianesimo continui, come può, ad additare l’eccedenza, quel di più che serve a vivere e ad esser giusti. Il bene, oltre che praticato, deve essere voluto scelto; e la difesa del bios non può mai arrestare il dono della vita.

 

Nessuno genera se non è generato

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 5,31-47) “Nessuno genera se non è generato” (L. Giussani) Ascolta "Nessuno genera se non è generato" su Spreaker. E’ un tema centrale e ricorrente nel Vangelo di Giovanni, soprattutto nei capitoli dal 5 all’8 e che ritornerà nei discorsi dell’Ultima Cena (capp. La testimonianza di Cristo è innanzitutto quella del suo rapporto con il Padre, dell’essere generato e mandato dal Padre. Questo è il cuore della sua missione: che gli uomini conoscano Dio non come Mistero inarrivabile, ma come Padre misericordioso. Gesù ridesta continuamene il senso religioso dell’uomo, la sua dipendenza in tutto da Dio non come fatale sottomissione o vana pretesa di autonomia, ma come abbandono pieno di fiducia. Davanti a Cristo, il testimone del Padre, la nostra libertà può resistere e combatterlo o lasciarsi investire da una tenerezza che ci ridona il nostro vero volto: non servi ma figli, cioè liberi perché suoi.

 

Quel che veramente vogliamo

Parola del giorno Quel che veramente vogliamo A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Roberto Maier | 24 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 5,1-16) Ascolta "Quel che veramente vogliamo" su Spreaker. Mette i brividi perché risveglia un sentimento oscuro quello che connette la malattia alla colpa che noi, uomini moderni e razionali, abbiamo superato da tempo. No: il male non è colpa nostra, non c’è dubbio; e non è neppure colpa di Dio. Ma il male svela, domanda, impietosamente chiede conto di ciò che hai nel cuore, di cosa veramente vuoi. Il fianco aperto di Gesù in croce ci ha mostrato cosa il Signore ha nel cuore, che cosa ardentemente vuole: che anche noi desideriamo, finalmente, guarire. Facendolo, ha trasformato il suo momento più oscuro in una rivelazione, ha «trasformato la valle del pianto in una sorgente».

 

Parlare liberamente

Parola del giorno Parlare liberamente A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Federico Gallo | 27 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 7,1-2.10.25-30) «Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla». Tira brutta aria in Giudea, si desidera la morte di Gesù; lui deve restarsene in Galilea, finché – inesorabilmente – la festa delle Capanne non lo attrae a Gerusalemme, dove si reca di nascosto insieme ai suoi discepoli. Qui però non può tacere: si mette ad insegnare nel tempio, il Padre lo ha mandato per questo. Eppure il Padre ci invia per non tacere, per portare la luce, per compiere il nostro mandato di apostoli. Viene in mente il solerte coraggio di fra’ Cristoforo, che non teme di affrontare don Rodrigo nel «covile della fiera» per esortarlo a scegliere il bene rigettando il male: «Per amor del cielo, per quel Dio, al cui cospetto dobbiam tutti comparire».

 

La patria dei profeti

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 4, 24-30) È saggio, a volte, guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Una delle sue filastrocche, Il cielo è di tutti, inizia così: «Qualcuno che la sa lunga / mi spieghi questo mistero: / il cielo è di tutti gli occhi / di ogni occhio è il cielo intero». E conclude con una di quelle domande, apparentemente innocenti, che solo i bambini sanno fare: «Spiegatemi voi dunque, / in prosa o in versetti, / perché il cielo è uno solo / e la terra è tutta a pezzetti?». Una prospettiva che appare in sintonia con il Vangelo; per esempio con il brano di Luca 4,24-30 dove gli abitanti di Nàzaret, piuttosto che condividere l'amore di Dio che si manifesta senza confini, scelgono di cacciare via il loro concittadino Gesù e progettano persino di ucciderlo. Fossero anche una vedova di Sarèpta di Sidone o il comandante di un esercito straniero, Naaman il Siro. Colui che ha creato il cielo non sembra amare i confini.

 

Il pregiudizio

Parola del giorno Il pregiudizio A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Angelo Maffeis | 28 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Colui che ha suscitato entusiasmo, che è stato riconosciuto come profeta e messia, che dice una parola che nessun altro ha mai detto, è lo stesso che desta sospetto perché viene dalla Galilea e che si vuole arrestare per metterlo a tacere. L’evangelista Giovanni non si limita a raccontare una serie di fatti, ma mette allo scoperto il meccanismo del rifiuto di Gesù e della sua condanna, e vi vede il paradigma dell’incredulità di tutti i tempi. Prima di essere giudicato da Pilato, Gesù è stato vittima del pregiudizio che ha impedito di riconoscerne la missione e comprenderne l’identità. La gente e i capi del popolo concordano infatti sul principio che dalla Galilea non sorge profeta. E la suggerisce Nicodemo, traendola proprio dalla Legge di cui si fanno forti quelli che hanno già condannato Gesù.

 

Quale sete?

Gesù desidera conoscere, entrare in dialogo nella posizione di chi mendica: anche lui è un assetato come la donna. Questo “dammi da bere”, esprime la passione di Dio per l’uomo e vuole suscitare il desiderio del dono di quell’acqua che è eterna. Solo quest’acqua può estinguere la sete di bene, di verità, di bellezza. Solo quest’acqua donata dal Figlio, può dissetare i deserti dell’anima. Un tempo di arsura, come quello che stiamo vivendo, può essere un’occasione propizia per farci incontrare dal Signore e con Lui entrare nelle domande più profonde della nostra esistenza. “quale è la nostra sete”, “a quali pozzi ci abbeveriamo”.

 

L’adultera: un incontro che rimette in cammino

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 8,1-11) “Donna, dove sono?” Ascolta "L’adultera: un incontro che rimette in cammino" su Spreaker. Basta questa constatazione e lo sguardo pieno di misericordia e di amore di Gesù, per far sentire a quella donna, forse per la prima volta, che ha una dignità, che lei non è il suo peccato, che può cambiare vita e camminare su una strada nuova. Questa donna rappresenta tutti noi, “adulteri” davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. Oggi isolati nelle nostre case come monaci possiamo percepire e stare con Dio. Un Dio povero che si prende cura della nostra fragilità. Non basta la sola scienza, è fondamentale contare sulla Grazia del Padre: Lui comprende la nostra tragedia, la nostra sete d’infinito, la nostra ignoranza e la nostra paura di morire. Perciò non siamo da soli ma con Dio, come l’adultera davanti a Gesù sperimentiamo la sua misericordia che ci spinge sostenuti dalla sua Grazia, a convertire la nostra libertà dal male al bene.

 

Covid-19, i commenti alla Parola del giorno

Ateneo Covid-19, i commenti alla Parola del giorno Per iniziativa del Centro pastorale i 50 tra assistenti pastorali e docenti di Teologia propongono riflessioni sul Vangelo del giorno in tempi di emergenza. Una community virtuale di preghiera al Collegio Augustinianum by Katia Biondi | 27 marzo 2020 In tempo di Quaresima l’Università Cattolica si affida al web e ai social media per le riflessioni teologiche. In questa fase di emergenza sanitaria legata al Covid-19 il Centro pastorale d’Ateneo ha intrapreso un cammino spirituale “virtuale” intitolato “Le voci della Cattolica sulla Parola del giorno ”. Gli oltre 50 tra assistenti pastorali e docenti di Teologia delle quattro sedi dell’Università quotidianamente, prendendo spunto dal Vangelo del giorno, offrono brevi spunti di riflessione e testi evocativi che aiutano a interpretare, alla luce delle Sacre Scritture, le giornate che stiamo vivendo. Anche questo può esser un prezioso contributo per affrontare un momento così difficile dove tutto viene messo in discussione – dichiara monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica –. Di fronte allo smarrimento e alle tante domande che ci assillano, diventa ancor più importante ricevere luce e conforto dalla Parola di Dio e andare assieme alle sorgenti della fede e della sapienza umana». La storica residenza di Milano, sotto la guida dell'assistente spirituale don Daniel Balditarra , ha dato vita a un percorso di fede “a distanza” fra tutti i collegiali sparsi per il Paese ma in contatto tra loro grazie alla piattaforma Microsoft Teams.

 

Incontro con Camillo Ruini

Milano Incontro con Camillo Ruini Il cardinale, già vicario del Papa e presidente della Conferenza episcopale italiana, apre con la sua lezione tra teologia e approccio sistemico il ciclo di seminari Ricerche sistemiche in filosofia, nelle scienze e nelle arti . ottobre 2017 L’anima e la sua immortalità tra teologia e approccio sistemico è il tema della lezione che il cardinale Camillo Ruini terrà in largo Gemelli a Milano giovedì 26 ottobre . L’intervento del cardinale, già vicario del Santo Padre e presidente della Conferenza episcopale italiana, apre il ciclo di seminari Ricerche sistemiche in filosofia, nelle scienze e nelle arti promosso dal dipartimento di Filosofia dell’Ateneo. La crisi dell’idea di anima e della sua immortalità pone un grande problema alla teologia» ha scritto il cardinale presentando il suo intervento. Mostriamo anzitutto che anche per la teologia attuale l’immortalità dell’anima è irrinunciabile. Mostriamo poi come nella concezione sistemica la nozione di organizzazione corrisponda al concetto teologico di anima. Osserviamo inoltre che non è contraddittoria la sopravvivenza del principio di organizzazione nonostante la dissoluzione del fenomeno umano nella morte.

 

L’Ateneo verso il Sinodo sui giovani

È l’obiettivo principale del seminario di studio che annualmente riunisce i Docenti di teologia e gli Assistenti pastorali delle quattro sedi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Giovani, università e discernimento” : questo il titolo dell’iniziativa promossa dal Collegio dei Docenti di teologia e dal Centro pastorale dell’Ateneo in collaborazione con l’ Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori che, in programma da lunedì 11 a giovedì 14 settembre , quest’anno si terrà nella sede di Roma dell’Ateneo (largo Francesco Vito, 1). I lavori si apriranno nel pomeriggio di lunedì 11 settembre (ore 15.30, Sala Italia) con i saluti di Mario Taccolini , prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Cesare Mirabelli , vice presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ed Enrico Zampedri , Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. Dopo l’introduzione di monsignor Claudio Giuliodori , Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, seguiranno la relazione di monsignor Mariano Crociata e gli interventi di Ernesto Diaco , Antonia Testa e don Massimo Cassola , sul tema: “Educare i giovani al discernimento: prospettive ecclesiali e culturali”. La giornata del 12 settembre (dalle ore 8 alle 18) sarà dedicata ai giovani, con la partecipazione di don Roberto Maier e gli approfondimenti dei docenti dell’Ateneo Alessandro Rosina , Pier Cesare Rivoltella e Maria Luisa Di Pietro . Mercoledì 13 settembre (dalle ore 8 alle 17.30) i Presidi dell’Ateneo Domenico Bodega , Claudio Bosio e Rocco Bellantone , coordinati da, Giovanni Marseguerra , offriranno i loro contributi sul tema centrale della formazione di giovani professionisti artefici del cambiamento. I lavori termineranno giovedì 14 settembre (dalle ore 8 alle 13) con una tavola rotonda su “Sinodo sui Giovani e Università Cattolica: opportunità e prospettive”, con relazioni di don Paolo Bonini , monsignor Angelo Zani , Antonella Sciarrone Alibrandi , Francesco Botturi e Marco Salvioli .

 

Mons. Raspanti apre i corsi di Teologia

“ Teologia e discernimento: nuovi ambienti e nuovi linguaggi ”: è il titolo della lezione inaugurale che il vice presidente della Cei pronuncerà, alle ore 13, nell’Aula Magna dell’Ateneo (largo Gemelli, 1 Milano). Interverranno il rettore Franco Anelli e l’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori . Gli insegnamenti di Teologia dell’Università Cattolica intendono offrire una conoscenza motivata, ragionata e organica dei contenuti della Rivelazione e della vita cristiana. Il piano di studio curricolare dei corsi di laurea triennale prevede per gli studenti iscritti la frequenza a tre corsi semestrali di Teologia. Per il biennio di specializzazione è proposto un corso semestrale su tematica inerente il curriculum frequentato. Complessivamente sono 45 i docenti di Teologia nelle quattro sedi dell’Università Cattolica: 23 a Milano, 6 a Brescia, 5 a Piacenza-Cremona, 11 a Roma. teologia #prolusione #cei Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Parola di Dio, parole degli uomini

ateneo Parola di Dio, parole degli uomini La prolusione di monsignor Bruno Forte , arcivescovo di Chieti-Vasto, ai corsi di Teologia dell’Ateneo. Barth aveva replicato con Quindici risposte al Professor von Harnack, che a sua volta gli rispose con una lettera aperta, cui seguirono un’ulteriore replica di Barth e un intervento conclusivo di Harnack. Il Maestro berlinese rimproverava ai “detrattori della teologia scientifica fra i teologi” l’aver abdicato al metodo storico-critico, il solo in grado di evitare il rischio di confondere “un Cristo immaginario con quello reale”, oltre che di procurare alla teologia dignità e rispetto fra le scienze. Il contingente resta solo un pallido rimando all’eterno: una teologia che non dipendesse dalla Parola di Dio non sarebbe neanche teologia. Rispetto all’appello finale di Harnack al suo interlocutore perché ammetta che “mentre suona il proprio strumento, Dio ne ha anche altri”, la posizione del giovane Teologo resta tranciante: “tutto è terribilmente relativo”, solo Dio merita ascolto e obbedienza. Le sacre Scritture contengono la parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente parola di Dio; sia dunque lo studio delle sacre pagine come l’anima della sacra teologia” . La portata di questo testo è immediatamente percepibile se si pensa alla polemica nata a partire dalla Riforma contro l’aridità della teologia delle Scuole, che riduceva l’uso della Sacra Scrittura ai cosiddetti “dicta probantia”, asserviti al primato dell’argomentazione concettuale.

 

La croce? Una buona notizia

vita e pensiero La croce? Una buona notizia È la rivelazione massima e inaudita della solidarietà di Dio nei confronti dell’uomo. Certo se si riduce la croce al “prezzo” che il Figlio ha pagato al Padre per riparare i peccati dell’uomo, finendo – di conseguenza – con insinuare l’idea di un Dio “giusto al modo degli uomini”… allora difficilmente si potrà parlare della croce come di una lieta notizia. La croce è lieta notizia perché in essa Gesù ha risposto alla domanda che ci ha accompagnato nella nostra lettura biblica dall’inizio alla fine, e che da sempre accompagna la storia dell’uomo. Invece sta proprio qui – nel dono di sé, nel non salvare se stesso – la verità di Gesù, trasparenza della verità di Dio. Il Figlio di Dio è rimasto sulla croce perché non ha voluto aggirare lo scandalo che accompagna la vita dell’uomo e il corso della storia. Se l’amore è la verità di Dio, perché troppe volte lo si sperimenta sconfitto e improduttivo? Di questo scandalo la croce è l’immagine ingigantita, non la cancellazione. Rimanendo fermo e silenzioso sulla croce, Gesù ha condiviso l’esperienza più dolorosa dell’uomo, al quale troppe volte sembra che la via di Dio non mantenga ciò che promette. Con la sua croce il Figlio di Dio si è inserito nel centro della contraddizione, nel punto più delicato, ma anche il più vero, dell’uomo e del suo cammino.

 

Risintonizzarsi sui giovani

Milano Risintonizzarsi sui giovani Durante la lectio di apertura dei corsi di Teologia intitolata “Teologia e discernimento: nuovi ambienti e nuovi linguaggi” il vice presidente della CEI, monsignor Antonino Raspanti , si interroga su un nuovo possibile dialogo tra la Chiesa e i giovani. marzo 2018 * di monsignor Antonino Raspanti L’indizione di un Sinodo dei Vescovi sui giovani e la pubblicazione del Documento preparatorio I giovani, la fede e il discernimento vocazionale producono tanti interventi, creando un vivace dibattito, a mio parere necessario e alquanto proficuo per la chiesa e per la società. Il primo e più evidente dato è il distacco numericamente ampio dei giovani dall’istituzione ecclesiale e dalle sue pratiche, rispetto al secolo scorso, il tema teologico maggiormente interessato è quello della trasmissione della fede in Italia e in genere nell’Occidente, terre di antica tradizione cristiana.[. Dare spazio al sogno e all’inedito dei giovani non significa (però) allentare le redini del comando e concedere qualche possibilità a trovate più eccentriche, bensì sintonizzarsi con il dato antropologico del venir alla luce di una vera novità che è la persona umana stessa. Usando per essa il termine vocazione, la visione cristiana indica che questo venir alla luce non sia semplice frutto di dinamiche biologiche, psicologiche e sociali, bensì che a suscitare e animare queste dinamiche sia l’azione di Dio stesso, che chiama in causa anche quella dell’uomo/educatore. È la ragione per cui il Documento preparatorio insiste sulla necessità di ascoltare i giovani: «Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi. Si intuisce che il discernimento vocazionale non possa prescindere da (questo) discernimento culturale, le cui dinamiche non sono soltanto individuali o di un piccolo gruppo di persone, ma coinvolgono processi sociali e storici molto più ampi.

 

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