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Statistica per il territorio

Dati e territorio Statistica per il territorio I dati al servizio del territorio, per fotografare situazioni, descrivere lo stato delle cose, ed elaborare così strategie di svulippo mirate alla risoluzione e al miglioramento. In Cattolica presentato il Rapporto Annuale Istat 2019 by Emma Vitiello | 12 dicembre 2019 Al servizio del territorio, per fotografare situazioni ed elaborare, aprtire da essi, strategie di miglioramento per i luoghi e persone che li abitano. Sono i dati del rapporto annuale Istati 2019, presentanti del corso dell'incontro "L’informazione statistica al servizio del territorio - Presentazione del rapporto Annuale Istat 2019", promosso dalla facoltà di Scienze Politiche e Sociali l’importanza dei dati nel nostro presente e il potere che possono esercitare per migliorare la situazione. Durante l’incontro, nato dalla collaborazione tra Istat , Comune di Brescia e Università Cattolica, si è ampliamente illustrato l’importanza della costruzione di un rapporto statistico annuale e, in particolare, si sono mostrati i punti di forza del territorio bresciano e gli aspetti che possono essere ancora migliorati. Ad aprire l’incontro è stato il preside della facoltà di Scienze Politiche e Sociali, Guido Merzon i, che ha sottolineato come il periodo in cui viviamo sia un momento storico di forte cambiamento, dove l’unica luce che può illuminare la strada sia il dato. Gian Carlo Blangiardo , Presidente Istat, ha affermato che il Rapporto Annuale e, in generale, la raccolta dei dati è fondamentale per migliorare diverse situazioni sociali. Il Rapporto Annuale 2019, presentato da Roberto Monducci , Direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, ha messo in rilievo il quadro dei rischi e delle opportunità del Sistema Italia, evidenziandone i punti di forza e quelli di debolezza.

 

Sguardo verso il futuro

A raccontarlo agli studenti della facoltà di Scienze linguistiche è il nipote Paolo che oggi è l’amministratore delegato del Gruppo Streparava . La storia dell’azienda, fondata nel 1951 e diventata un’impresa famigliare nel 1981, è quella di una crescita che continua ancora oggi; oltre alle tre sedi italiane (Adro, Varese, Bologna), l’azienda conta anche tre sedi nel mondo: Spagna, Brasile e India. Introdotto da Roberto Belotti , docente del corso di International Business Strategy, Paolo Streparava ha raccontato come l’azienda riesca ad essere produttiva nonostante le difficili regole di mercato, con l’obiettivo di migliorarsi sempre più sotto il punto di vista gestionale e produttivo con lo sguardo rivolto alle possibilità future. Come ha sottolineato il professore Belotti, colpisce questa tensione al futuro, perché nel panorama italiano, fatto soprattutto di piccole-medio imprese, è difficile avere una strategia che tenti di arrivare a cogliere le evoluzioni future per essere pronti ai cambiamenti. Si tratta di un’azienda che punta ad un’organizzazione del lavoro che vuole mettere al centro le energie dell’uomo nelle sue diverse declinazioni: fisiche, mentali ed emotive. E’ stata inoltre creata la possibilità di usufruire di “un tempo sacro” per ogni dipendente: l’iniziativa vuole garantire delle ore per dedicarsi completamente a una serie di attività, come l’aggiornamento o l’acquisizione di nuove skills, senza essere disturbati. Alla fine del suo incontro, Paolo Streparava ha invitato tutti gli studenti ad andare in azienda perché è importante mantenere un rapporto e un filo diretto con gli studenti e le università.

 

Magatti, ricostruiamo il senso di comunità

di Mauro Magatti * C’è un aspetto che le ricerche degli ultimi anni mette in evidenza e riguarda la ricostruzione del senso di comunità (una domanda su cui converge l’88% degli intervistati in un sondaggio SWG). Si avverte il bisogno di un clima più positivo, dove sia possibile ricostruire quel bene intangibile ma così prezioso che è la fiducia. Che si basa su tre pilastri: la qualità dei soggetti attivi sul territorio (istituzioni pubbliche, ma anche imprese, scuole, ospedali, associazioni di categoria, parrocchie): è nel rapporto con tali soggetti che i cittadini si formano la loro idea della realtà. Che sia l’immigrato illegale, l’amministratore corrotto o l’imprenditore che sfrutta il lavoro c’è bisogno di sapere che coloro che distruggono il bene comune siano effettivamente perseguiti. Al di là dell’aspetto economico (che pure conta) queste tre dimensioni marcano la domanda di un diverso modo di stare insieme. Ma può essere invece che ciò costituisca una straordinaria occasione per ritessere una vita sociale che negli anni si è sfrangiata. Al di là di ciò che produciamo e consumiamo, occorre lavorare per ricostruire la qualità del nostro tessuto sociale: a partire dalla cura della persona e dei territori.

 

Al lavoro sul territorio

I risultati della ricerca sono stati presentati lo scorso 3 ottobre al Centro Pastorale Paolo VI nell’ambito dell’incontro “L’Università incontra il territorio: una ricerca con I punti di comunità del progetto Brescia città del Noi” . Ciascun gruppo di studenti ha lavorato con piccole comunità di persone, in particolare giovani tra i 18 e 24 anni. “Al netto dei dati emersi, si tratta di una sperimentazione che in termini didattici rimarca la precisa volontà dell’università di collaborare col territorio in modo attivo. I ragazzi hanno svolto la funzione di psicologi jr, e hanno avuto la possibilità di attuare nel contesto di situazioni concrete alcune delle metodologie professionali viste in aula” ha specificato la prof.ssa Elena Marta . psicologia #territorio #cittadinanzattiva #bresciacittadelnoi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

A Matera la Terza missione della Cattolica

Università Cattolica incontra Matera 2019 A Matera la Terza missione della Cattolica Si terrà nella Città dei Sassi dal 9 al 12 settembre il Seminario di Teologia. Un confronto sul contributo dell’Università allo sviluppo del tessuto socio-economico del Paese, con gli inteventi di monsignor Stefano Russo e di monsignor Vincenzo Zani 04 settembre 2019 L’Università Cattolica e la terza missione, tra percorsi formativi, proposte culturali, obiettivi futuri. È il filo conduttore che quest’anno caratterizzerà il tradizionale seminario dei Docenti di teologia e degli Assistenti pastorali che si svolgerà nell’ambito delle attività di “ Università Cattolica incontra Matera 2019 ”. Per quattro giorni, da lunedì 9 a giovedì 12 settembre , i 53 tra docenti di Teologia e Assistenti Pastorali dell’Ateneo si ritroveranno nella Città dei Sassi per riflettere sul contributo che l’Università Cattolica può dare allo sviluppo del tessuto socio-economico del Paese. Le giornate di studio saranno l’occasione non solo per immergersi nel dibattito che sta animando la Capitale Europea della Cultura 2019 ma anche per raccontare, attraverso incontri e testimonianze, le tante iniziative di Terza missione che l’Ateneo sta svolgendo nel territorio italiano, in particolare al Sud e in Basilicata. L’incontro prenderà il via lunedì 9 settembre alle ore 15.30 nel Salone degli Stemmi (Episcopio di Matera) con i saluti di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo , arcivescovo di Matera-Irsina, di Franco Anelli , rettore dell’Università Cattolica, di Raffaello Giulio De Ruggieri , sindaco di Matera, Salvatore Adduce , presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019. Dopo l’introduzione di don Pier Davide Guenzi , docente di Teologia all’Università, si alterneranno le relazioni di Mario Taccolini , prorettore dell’Università Cattolica, monsignor Claudio Stercal , docente di Teologia in Cattolica, Ernesto Diaco , direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università.

 

Imprese e paradigmi di sostenibilità

OPTER - Osservatorio per il Territorio Imprese e paradigmi di sostenibilità Le storie esemplari di imprenditori e di imprese che sono riusciti a coniugare efficienza economica e solidarietà. marzo 2019 L’ Osservatorio per il territorio (OpTer) , in collaborazione con UBI Banca e con il patrocinio di AIB, promuovono da marzo a giugno il ciclo di incontri “Orizzonte impresa: paradigmi di sostenibilità” . Questa conciliazione, se da un lato risulta oggi particolarmente complicata per la massiccia presenza di forme di innovazione tecnologica che tendono a disgregare il mondo del lavoro e della società in generale, è dall’altro essenziale per generare forme di sviluppo umano sostenibile”. Lo sviluppo umano – di tutta la persona e di tutte le persone – nasce proprio dalla capacità degli imprenditori di svolgere in maniera competente e responsabile il loro lavoro. Il territorio bresciano, caratterizzato dalla compresenza di un tessuto imprenditoriale straordinariamente capace e creativo e di un sistema bancario tradizionalmente virtuoso e da sempre concretamente vicino alle sue imprese, costituisce il terreno ideale per analizzare le chiavi dello sviluppo umano nel 21emo secolo. Siamo quindi fortemente convinti dell’importanza di realizzare incontri di formazione ed approfondimento, come questo ideato con Opter e AIB, che sono volti ad evidenziare come coniugare solidarietà e profitto non sia solo possibile, ma necessario”. Il primo e l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri si svolgeranno presso l’Aula Magna della sede di Brescia dell’Università Cattolica, gli altri 4 incontri si terranno presso la Sala Conferenze “Corrado Faissola” di UBI Banca a Brescia.

 

Produttivi e in rete grazie alla fibra ottica

Brescia Produttivi e in rete grazie alla fibra ottica La ricerca condotta dal dipartimento di Psicologia della Cattolica ha rilevato i benefici tecnologici e relazionali in seguito all’installazione della connessione a banda ultralarga in Valsabbia, nella provincia bresciana. I residenti dei 25 comuni della Valle Sabbia, nella provincia bresciana, sembrano non avere dubbi circa gli effetti positivi conseguenti all’installazione di una rete di connessione di ultima generazione. A palesarlo sono i dati registrati dalla ricerca “Smart Community made in Brescia” condotta dalla Cattolica su 500 campioni e che ha evidenziato come - secondo il 78% degli intervistati, ovvero 3 su 4 - lo sviluppo economico del territorio valsabbino abbia subito un upgrade , favorendo nuove opportunità lavorative (secondo 6 intervistati su 10). Altri fattori positivi percepiti dagli utenti diretti interessati sono stati inoltre la riduzione dell’isolamento della comunicazione, l’agilità delle relazioni interpersonali, delle cooperazioni sociali, ma anche con la pubblica amministrazione (secondo 7 su 10). Un progetto pensato già nel 2014 e avviato concretamente nel 2015 con un contributo pubblico di 2 milioni e 600mila euro stanziato da Comunità Montana di Valle Sabbia» fa sapere Daniele Peli , AD di Intred Spa, azienda che si è occupata dell’esecuzione materiale del progetto. L’obiettivo, come l’agenda digitale indica, è di raggiungere entro il 2020 la connettività a 100 megabit per secondo per l’85% della popolazione, a 30 megabit per tutta la popolazione nazionale, a 100 per i luoghi pubblici e a banda ultra larga per aree industriali. Giulia Panizza , Federico Maffezzoni e Monica De Luca, laureati in Psicologia e in Scienze linguistiche alla Cattolica, si sono infine occupati di somministrare i questionari agli stakeholders del territorio secondo un’ottica partecipativa.

 

La Cattolica tra terza e quarta missione

Università Cattolica incontra Matera 2019 La Cattolica tra terza e quarta missione Nella seconda giornata del seminario di Teologia a Matera è emerso il ruolo dell’università come bene comune. settembre 2019 La terza missione dell’Università Cattolica e le sue origini, passando dalla storia del suo fondatore Agostino Gemelli ai giorni nostri con le testimonianze dei laureati. È stato questo il tema protagonista della seconda sessione di lavoro del seminario di Teologia in corso in questi giorni a Matera, dove sono riuniti i cinquantatré docenti di Teologia e assistenti pastorali dell’Ateneo. A moderare gli interventi è stato don Piero Davide Guenzi , docente di Teologia in Cattolica e presidente Teologi Moralisti, che, prima di introdurre i relatori, ha ribadito il contributo dell’insegnamento della teologia alla Terza missione in quanto «sapere dell’intero» e pertanto preziosa «risorsa per tutte le discipline». Già nell’articolo 1 si legge infatti: “L’Università Cattolica, secondo lo spirito dei suoi fondatori, fa proprio l’obiettivo di assicurare una presenza nel mondo universitario e culturale di persone impegnate ad affrontare e risolvere alla luce del messaggio cristiano e dei principi morali, i problemi della società e della cultura”». Per questo ha suggerito il docente di Teologia Claudio Stercal - il cui intervento è stato letto da don Guenzi – bisogna tener presente che «esistono molte modalità con cui la Terza missione prende forma, non tutte ancora pienamente riconosciute o inserite in procedure standard da parte delle università». Di qui la necessità di parlare di una Quarta missione , che «costituisce il senso stesso dell’Università come bene comune per il bene comune e che struttura in modo dinamico il rapporto fra le differenti missioni.

 

Il territorio, l’università del gusto

IVREA Il territorio, l’università del gusto Gli studenti del master in Comunicazione per le industrie creative hanno condotto un modulo del loro percorso formativo nel Canavese, alla scoperta dell’enogastronomia di Ivrea. luglio 2016 di Elena Sofia Lione e Giulia Vesco * Una due giorni all’insegna del gusto e un tuffo nel passato, fatto di leggende e curiosi aneddoti, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Per la prima volta il modulo “ Gusto e sostenibilità ” del master universitario in Comunicazione per le industrie creative diretto dalla professoressa Laura Bovone e coordinato dalla professoressa Carla Lunghi , si è svolto lontano da largo Gemelli. Prima parte del laboratorio, una lezione condotta dall’imprenditore culturale e docente del modulo di Gusto e Sostenibilità Domenico Tappero Merlo , sui prodotti tipici del Canavese e sul potere evocativo della loro storia. Nell’ambito di un corso di studi orientato alla comunicazione e alla sostenibilità, è stato significativo per noi studenti aver avuto un accesso privilegiato a un’esperienza in loco così formativa. La passione del professor Tappero Merlo, che ci ha formato per l’intera giornata su come affrontare una riqualificazione del territorio in termini di comunicazione, ci ha portati alla scoperta di un luogo ricco di tradizione e purtroppo ancora sconosciuto ai più. Cogliere ciò che rende speciale un luogo, la sua storia, le sue tradizioni, è ciò che di più importante può fare chi si occupa di comunicazione: trasmettere i valori e la cultura per attrarre e coinvolgere visitatori consapevoli nell’affascinante atmosfera di questi luoghi.

 

Cibo e cultura, idee marketing

Piacenza Cibo e cultura, idee marketing Componimenti poetici per evocare le sensazioni di un’annata di vini e proposte emozionali legate ad arte, sostenibilità e alimentazione biologica nella ristorazione. febbraio 2018 Prendi 15 aziende dell’agroalimentare, della ristorazione e del turismo della provincia di Piacenza, 120 studenti universitari pieni di entusiasmo e idee, tre mesi di studio e lavoro per sviluppare contenuti di marketing digitale. La sfida è stata lanciata ai suoi studenti dal professor Roberto Nelli , docente di Content &; Digital Marketing della laurea magistrale in General Management della sede di Piacenza dell’Università Cattolica. Un’iniziativa che ha coinvolto La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli , alcune imprese piacentine della filiera territoriale (agroalimentare, turismo, ristorazione e cultura) e i consorzi/associazioni di promozione enogastronomica locale. L’obiettivo del lavoro è stato quello di proporre una strategia di marketing che avesse per oggetto la proposta di contenuti originali e rilevanti per il target-group dell’azienda e che potesse essere collocata a supporto della più generale strategia di marketing dell’azienda stessa» spiega il professor Nelli. È stata un’esperienza molto impegnativa: «Gli studenti sono stati chiamati a cambiare prospettiva nell’approccio al marketing, proponendo alle realtà coinvolte una strategia di contenuti in chiave editoriale che ponesse al centro dell’attenzione gli interessi e le aspettative dei loro interlocutori nei diversi mercati in cui operano. Dopo un’attenta valutazione ha deciso all’unanimità di premiare a pari merito l’elevata qualità dell’analisi e della progettazione di due gruppi, i Wanna Marketing e i Digital Players che hanno così conseguito il massimo del punteggio anche ai fini dell’esame di Content &; Digital Marketing.

 

Come nasce un brand del gusto

CATTOLICAPOST Come nasce un brand del gusto Martina Lombardi lavora alla creazione di un marchio territoriale per Ivrea e il Canavese. Un progetto che coinvolgerà anche gli studenti del master in Comunicazione per le imprese creative, in cui si è diplomata, con laboratori e show cooking sul campo. by Iacopo Catarsi | 28 gennaio 2016 Promuovere un marchio territoriale che valorizzi la realtà locale puntando sulle tipicità del gusto. Il nostro lavoro di responsabili della comunicazione per le industrie creative consiste nell’aiutare gli artigiani di questa zona a farsi conoscere, con una pagina facebook o un sito web, al grande pubblico. Ma con questo week-end sul campo i partecipanti del 2015-16 avranno qualcosa in più: saranno completamente immersi nel territorio per tutta la durata del loro soggiorno». Sarà infatti possibile conoscere i prodotti del Canavese direttamente in loco e osservare da vicino il lavoro degli artigiani. Lì si terranno le lezioni, lì gli artigiani proporranno degustazioni e uno chef stellato della zona cucinerà sfruttando al massimo le potenzialità dei prodotti locali.

 

Paper marketing per il territorio dei laghi

Brescia Paper marketing per il territorio dei laghi Gli studenti al secondo anno della Laurea magistrale Ge.Co. hanno consegnato al presidente della Provincia Samuele Alghisi i progetti di comunicazione digitale (e non solo) pensati per la promozione delle aree turistiche lacustri della provincia bresciana. by Bianca Martinelli | 20 dicembre 2018 Nell’era del digitale e delle telecomunicazioni in continua evoluzione verso dinamiche social e di condivisione, diventa sempre più necessario affiancare una comunicazione di tipo tradizionale ai mezzi offerti dal web. I progetti, pensati durante il corso “Marketing del territorio e della Pmi” tenuto in Cattolica dalla prof.ssa Maria Paola Pasini , “sfruttano appieno il ventaglio delle possibilità offerte dalla comunicazione digitale, senza però dimenticare quella tradizionale offline. Le proposte sono ora state formalmente consegnate al territorio bresciano , ai sindaci e agli amministratori locali, mentre “gli studenti rimarranno a disposizione di enti e comuni che vorranno svilupparle” ha concluso la prof.ssa Pasini. geco #comunicazione #territorio Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Territorio, un valore da incrementare

Cattolicapost Territorio, un valore da incrementare Il master in Ideazione e progettazione di eventi culturali , il primo del suo genere in Italia, è alla sua quattordicesima edizione. Tra le sue sfide, quella del marketing territoriale condotto attraverso la cultura, come ha spiegato una lezione aperta by Davide Fantinati | 07 aprile 2016 Valorizzare il territorio, il patrimonio culturale, promuoverlo, fare marketing territoriale: sono temi sempre più al centro del dibattito pubblico. Capita di recepire con fastidio il termine “territorio”, che in realtà è semplicemente il paesaggio, naturale e artificiale; la terra, il mondo o frammento di mondo in cui abitiamo. Valorizzarlo significa metterlo a valore, assumerlo come identità, fattore di appartenenza e comunicazione, anzi di comunione e riconoscimento; e quindi significa incrementare questo valore, comunicarlo anche all’esterno, soprattutto a chi non lo conosce ancora». Di queste cose si occupa il master “Mec”, alla sua quattordicesima edizione, primo a essere creato in Italia: tratta in modo consistente di questi temi, perché colloca gli eventi contemporanei al centro di strategie istituzionali e di comunicazione, pubblica e privata. Il marketing territoriale non è, anzitutto, solo una stampella del turismo: è importante prendere per mano i cittadini, perché un territorio attraente per chi ci vive, lo diventa anche per gli ospiti», ha ricordato nel suo intervento Antonio Lampis , direttore della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia autonoma di Bolzano. O ancora coinvolgendo i negozi di quartiere, di prossimità: attraverso un’alleanza con la Confesercenti si valorizzano i piccoli negozi, e i gestori si implicano nella promozione delle iniziative culturali, perché ogni comunicazione che sia relazionale funziona molto di più di una trasmessa».

 

Un nuovo umanesimo integrale

Alta Scuola per l'Ambiente Un nuovo umanesimo integrale Lavoro, giovani ed ecologia integrale sono stati i temi del seminario organizzato dall’Alta Scuola per l’Ambiente. La questione territoriale riguarda tutti a prescindere da origini e classi sociali, ma quale impatto hanno le nostre azioni sul territorio? 19 dicembre 2019 Il territorio riguarda e comprende tutti noi a prescindere dalle origini, dalla classe sociale, dal lavoro che facciamo. Lavoro, giovani Ecologia integrale", organizzato dall’Alta Scuola per l’Ambiente (ASA), diretta dal professor Pierluigi Malavasi , è proprio questo e la domanda a cui rispondere è quello di capire l’impatto che hanno le nostre azioni sul territorio. Il vero patto che oggi bisogna realizzare è quello tra i giovani e il territorio verso un nuovo umanesimo integrale e solidale. Don Bignami ha sottolineato che uno dei cambiamenti chiave per il territorio parte da noi, che siamo abituati a chiederci chi siamo, invece di chiederci per chi siamo. Oggi a seguito della quarta rivoluzione industriale che investe tutti i campi, il lavoro richiede più che mai che ogni persona ci metta qualcosa di suo. In questo senso, Zini ricorda che l’energia dei giovani è l’energia vitale che serve nel mondo del lavoro per cambiare la situazione. Infine, sottolinea come i 100 Km che corrono tra Brescia, Bergamo e Milano siano il territorio fortunato che più attira i giovani e mantiene promesse.

 

Più spazio alla medicina del territorio

Open Week Master & Postlaurea Più spazio alla medicina del territorio Deospedalizzazione e presa in carico delle cronicità sono le priorità per un Servizio sanitario nazionale che regga i colpi della peggiore epidemia. Esso si è presentato a questa prova con alle spalle un decennio di crescita limitata delle risorse disponibili e con un certo livello di iniquità nella distribuzione delle risorse nei diversi contesti territoriali. Dal 31 marzo l’Altems ha iniziato a studiare queste risposte per dare una lettura tecnico-scientifica di modelli organizzativi di risposta delle diverse regioni e abbiamo evidenziato che la differenza l’hanno fatta gli investimenti pregressi nei sistemi di assistenza territoriale, in un sistema nazionale generalmente “ospedalocentrico”, e nella telemedicina. Con le risorse che arriveranno probabilmente dall’Europa sotto varie forme sarà ineludibile ristrutturare la Sanità del territorio, capendo che abbiamo bisogno di nuove figure professionali nella multidisciplinarietà, senza tralasciare il grande tema della digitalizzazione di tutti i servizi pubblici del Paese». Ci siamo trovati di fronte a un nemico sconosciuto che inizialmente non eravamo in grado d’interpretare nelle sue manifestazioni» racconta Antonio Gasbarrini , docente di Medicina Interna alla facoltà di Medicina e chirurgia. Tutte queste competenze permetteranno di sviluppare, inoltre, un nuovo impegno dei cittadini, anche attraverso le associazioni dei pazienti, ricordando che il Servizio Sanitario nazionale è un grande presidio che va difeso anche con la responsabilità dei comportamenti individuali». Certamente occorre una programmazione ex ante per arrivare preparati a nuove difficoltà e per fare tutto questo c’è bisogno di competenze ben formate e nuove: è il “capitale umano” ora al centro come fattore cruciale di ogni organizzazione».

 

Al via una stagione turistica alternativa

L'analisi Al via una stagione turistica alternativa Il Covid ha pesantemente influenzato un settore che rappresenta il 13% del Pil. Come sarà l’estate appena iniziata? Più turismo locale, più slow, più italiani che stranieri. Parla il professor Guido Lucarno , coordinatore della laurea in Scienze turistiche 30 giugno 2020 di Guido Lucarno * La fine del lockdown sembra aver scatenato la voglia di riappropriarsi degli spazi che ci era usuale frequentare nel tempo libero. In Lombardia, negli ultimi week end, le strade che portano verso i laghi, le montagne e le città d’arte hanno cominciato improvvisamente a riempirsi di automobili e ciclomotori come nei migliori momenti delle grandi partenze per le vacanze. Sono sembrate le prove generali della ripresa di un settore di attività, quello del turismo, che più ha sofferto e che ancora soffre le conseguenze del blocco forzato. Recenti campagne pubblicitarie, magistralmente realizzate per il piccolo schermo, stanno riproponendo paesaggi, centri d’arte, tradizioni e culture delle nostre regioni (affascinante anche lo spot sul territorio bresciano) che da troppo tempo ci si era colpevolmente dimenticati di avere a pochi chilometri da casa. Le prove generali dei giorni scorsi, con file di auto incolonnate, a pochi chilometri dalle città, come nei momenti dell’esodo di agosto, ci suggeriscono che, almeno in parte, anche il turismo non sarà come prima. docente di Geografia, coordinatore del corso di laurea in Scienze turistiche e valorizzazione del territorio , facoltà di Lettere e filosofia, campus di Brescia #turismo #covid #territorio #turisti Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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