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Transazione fiscale, basta tentennamenti

Economia e Giurisprudenza Transazione fiscale, basta tentennamenti Si parla da 15 anni dello strumento che permette alle imprese in crisi di ristrutturare il debito con lo Stato. Ma si tratta anche di un gran vantaggio per lo Stato, che ha la possibilità di recuperare denaro che potrà impiegare a vantaggio di tutti i cittadini, rispetto a probabili fallimenti che invece renderebbero nulla tale speranza». Il salvataggio di un’impresa in crisi consente allo Stato di “guadagnare” nuovamente un contribuente per il futuro, senza poi tenere conto delle ripercussioni territoriali che ciò comporta, su tutte il risvolto occupazionale. Con la transazione fiscale, dunque, si raggiunge l’obiettivo di salvare un'impresa che sarebbe stata destinata a chiudere definitivamente, salvaguardando quindi, oltre al gettito fiscale e all'attività economica in sé e per sé, anche parecchi posti di lavoro». Quali sono dunque i motivi che rallentano la sua applicazione? «Innanzitutto, si tratta di istituto che (ancorché introdotto in forme e con denominazioni diverse da oramai una quindicina di anni) è culturalmente nuovo al nostro ordinamento, e quindi è occorso del tempo per abituarvicisi. Ma l’effetto del rinvio, al momento, è che la transazione fiscale resta priva di quelle novità che le avrebbero dato nuovo slancio, e che sarebbero state di grande ausilio alle imprese in periodo che prevedibilmente conoscerà molte (e gravi) crisi. Occorre dunque immaginare una novella legislativa che – in uno dei prossimi decreti – consenta la immediata entrata in vigore delle nuove norme sulla transazione fiscale».

 
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