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Bordeaux, Erasmus al profumo di Francia

Postcard Bordeaux, Erasmus al profumo di Francia Benedetta, di Scienze linguistiche, ha respirato l’atmosfera francese in ogni vicolo, in ogni paesaggio e in ogni angolo del campus dell’università. Un'esperienza da vivere tutta d'un fiato 29 novembre 2019 di Benedetta Campelli * “Mes chèrs parents, je pars. Je ne m’enfuis pas, je vole!” “Cari genitori, io parto! Non scappo via, volo!” - La famiglia Bélier Con queste parole nel cuore è iniziata la mia avventura per l’ Erasmus a Bordeaux, in Francia. Mi sono totalmente innamorata della città in cui mi trovavo. A un’ora dalla città si trova un paesino di nome St. Emilion caratterizzato dai vigneti che in autunno mostrano colori e fanno assaporare uva, vini e profumi indimenticabili. Una volta finita l’esperienza, guardando indietro ai passi fatti con impegno, ognuno potrà riconoscere di aver camminato un bel pezzo di strada tirando fuori una forza che non si immaginava neanche di avere. Trascorrere un periodo della propria vita all’estero è un’avventura che consiglio a chiunque, dà una grande energia, arricchisce sotto ogni punto di vista e proietta verso un futuro più stimolante.

 

Exchange tra le meraviglie d’Australia

postcard Exchange tra le meraviglie d’Australia Laura , studentessa di Methods and Topics in Arts Management , ha sperimentato il modello universitario australiano ma, soprattutto, ha incontrato un mondo nuovo e affascinante con cui misurarsi e crescere. Mettersi costantemente in gioco con sé stessi e con gli altri ti permette di apprezzare l’impatto positivo che ognuno di noi può avere nel proprio piccolo. A livello accademico, mi sono trovata davvero molto bene con le unit che ho scelto alla Deakin University di Melbourne . Nonostante non sia stato immediato trovare dei corsi adatti al mio percorso di studi, sono rimasta soddisfatta delle scelte che ho fatto e dei traguardi raggiunti. Passare tanto tempo con loro ha nettamente rafforzato il mio inglese, quell’inglese che non si studia sui libri ma che serve nella vita quotidiana. È stato proprio con un gruppo di ragazze in exchange come me che ho viaggiato, una volta terminati gli esami, per visitare prima Cairns e poi Sydney. Penso che la forza dell’Australia sia proprio quella di essere un continente che sa valorizzare la sua diversità, unendo la sua maestosità e grandiosità in stile americano con luoghi europei “a misura d’uomo” e una natura (sia flora che fauna) spaventosamente meravigliosa.

 

A Charlotte a scuola di diversità

Mi sono sentita in molte occasioni più “viva”, più coraggiosa, più intraprendente, più propensa ad abbracciare idee improvvise di viaggi, di esperienze nuove. In un contesto del genere infatti tutte le emozioni sono amplificate rispetto alla quotidianità che vivi in Italia, perché hai la consapevolezza che ci sarà una “data di scadenza”, che hai solo cinque mesi per ambientarti, creare amicizie, viaggiare, prepararti agli esami, per divertirti. Senza ombra di dubbio le persone con cui è più semplice legare sono gli altri studenti Exchange come te, con cui condividi il fatto di aver lasciato tutto per qualche mese, di aver deciso di intraprendere questa meravigliosa avventura senza sapere chi e cosa avresti trovato nel tuo cammino. Questo ti porta a credere di più nell’umanità in generale, in quanto ti ritrovi parte di una compagnia fatta di ragazzi provenienti dai contesti più disparati, diversi interessi, diversi corsi di studio, diverse attitudini e desideri, ma con i quali stai condividendo la stessa esperienza di vita. Ti senti parte di un gruppo in cui si impara ad andare oltre le differenze, a non giudicare modi di pensare e vivere diversi, perché diverso non significa sbagliato, anzi, è proprio quella diversità che rende ciascuno di noi unico e indispensabile. Senti di avere capito che non serve preoccuparsi troppo per una sconfitta ma anzi devi essere pronto a metterti in gioco, a buttarti e vedere come va. Sicuramente alla fine di questa esperienza sei pronto ad aprirti a nuove esperienze e possibilità che altrimenti prima ignoravi. Credi di più in te stesso, nelle tue capacità, di poter riuscire a fare tutto quello che desideri e nessuno potrà più fermarti nel perseguire i tuoi sogni più ambiziosi.

 

Stage e inglese, accoppiata di successo

posctard Stage e inglese, accoppiata di successo Per Emilio , di Scienze bancarie, l’esperienza a Dublino è servita per svolgere un corso di lingua e perfezionarla attraverso un internship in una grande società irlandese 31 ottobre 2019 di Emilio De Renzis * Un corso di inglese abbinato a un’esperienza di stage. Fin dall’inizio mi sono sentito immerso nella cultura dublinese avendo scelto di spendere questo periodo all’estero in host family . È stato divertente scoprire nuove tradizioni, modi di fare, partecipare alle feste di famiglia, i compleanni, le cene. Il primo mese di corso di inglese all’Emerald Cultural Institute è stato molto interessante: ho scoperto un nuovo approccio allo studio della lingua. Ho scelto il corso di inglese Gen4, che prevede lezioni mattutine su grammatica e pronuncia e lezioni pomeridiane strutturate come conversazioni in gruppo su vari temi di attualità. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare anche il Nord dell’isola, dove si trovano le particolarissime formazioni rocciose del Giant Causeway, il Rope Bridge, il villaggio di Howth e la città di Belfast. Inoltre, la richiesta di bici è molto alta, quindi è molto facile vendere la bici al termine dell’esperienza.

 

Cina, tre mesi fra corsi e avventure

L’altra faccia del gigante asiatico nel racconto di Cristina , di Scienze linguistiche 14 novembre 2019 di Cristina Freddi * Conseguita la laurea triennale in Scienze Linguistiche, ho voluto mettere alla prova ciò che avevo appreso durante il mio percorso universitario fino a quel momento. Quale modo migliore di farlo se non partendo alla scoperta del Paese su cui ho concentrato i miei studi degli ultimi anni? La mattina del 25 marzo ero davanti al gate, in procinto di prendere un volo diretto a Beijing, con tanta voglia di arricchire il mio bagaglio culturale. Una volta arrivata, sono salita su un taxi che mi ha portata al campus della Beijing Yuyan Daxue , la mia nuova casa per i successivi tre mesi e il luogo dove avrei frequentato i corsi di cinese. Oltre ai corsi di lingua, l’università offre la possibilità a tutti gli studenti di partecipare ad alcune gite organizzate, tra le quali la visita alla più famosa fabbrica di succhi della città e la visita ad alcuni monumenti. Non facendoci fermare dalla pioggia e dal forte vento, abbiamo potuto visitare una delle più straordinarie costruzioni dell’uomo - al modico prezzo di un raffreddore! Ho scoperto l’utilità di applicazioni come WeCha t, che mi hanno permesso di entrare in contatto con associazioni studentesche che organizzano viaggi di ogni genere. Appena rientrata a Beijing e subito ripartita, ho avuto la possibilità di cavalcare per la prima volta un cammello nel deserto dell’Inner Mongolia, di esplorare le sterminate praterie a dorso di cavallo e di ammirare le stelle in un luogo completamente privo di inquinamento luminoso. Tre mesi sono lunghi e con la mia conoscenza limitata della lingua mi sono trovata più volte in situazioni di disagio, che al momento dell’accaduto sembravano la fine del mondo, ma alle quali ripensando ora non posso evitare di sorridere.

 
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