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Atenei europei uniti per politiche, ricerca e educazione

Università Atenei europei uniti per politiche, ricerca e educazione Le 150 università europee associate a UnILiON hanno dibattuto sulle proprie modalità di confronto con la pandemia e la crisi in atto. L’evento ufficiale è stato aperto dal Segretario Generale di UnILiON Alexandru Marchis, rappresentante dell’Università Cattolica a Bruxelles, che ha ricordato il ruolo delle università come pilastro dell'identità politica dell'UE e la loro importanza nel dare un contributo alla crisi in corso. Cristian Silviu Busoi, Chair del Comitato ITRE del Parlamento Europeo e Milan Zver, rapporteur del Programma Erasmus+ per il Parlamento Europeo, hanno poi evidenziato la dimensione politica della ricerca e il suo ruolo nell’ambito delle politiche europee messe in campo per la ripresa dalla crisi del Covid-19. Insieme a rettori e prorettori delle università rappresentate da UnILiON, Jean Pierre Bourguignon, presidente dell’ERC (Consiglio Europeo della Ricerca), Mrs. Anna Panagopoulou e Mrs. Vanessa Debias-Santon della Commissione europea, hanno proseguito l’incontro con un dibattito di rilievo sviluppato in due panel. È stata inoltre considerata una strada percorribile l’introduzione di nuovi curricula che rispecchino maggiormente le esigenze della modernità e siano più compatibili con i vari percorsi di rieducazione dei lavoratori che andranno portati avanti. La seconda sessione, invece, si è concentrata sulla cooperazione universitaria nell’ambito della ricerca per una risposta rapida alle future emergenze globali, a partire dal ruolo rafforzato che ricerca e innovazione hanno guadagnato dalla pandemia. Ricevere adeguati finanziamenti è una delle premesse essenziali per la realizzazione di queste novità, insieme alla regolamentazione di alcune questioni legali, e alla disponibilità di tutti gli attori coinvolti a partecipare in modo proattivo.

 

Anelli: la conoscenza è ancora una virtù

Editoriale Corriere della Sera Anelli: la conoscenza è ancora una virtù L’editoriale del rettore su l Corriere della Sera : solo una società colta riconosce il valore autentico del capitale umano. Secondo il rettore “occorre disseminare la cultura come condizione personale diffusa, non come privilegio. In questa prospettiva diviene decisiva l’azione educativa”. Prevale infatti un atteggiamento di diffidente svalutazione della conoscenza, fondato su una sorta di rivendicazione dell’ignoranza arbitrariamente rappresentata come garanzia di impermeabilità ai «poteri forti». Contina a leggere sul Corriere della sera] #rettore #conoscenza #universita' #corriere della sera Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Anelli: facciamo crescere la cultura della qualità

Alessio Ancaiani ha, quindi, illustrato il graduale percorso istituzionale che ha visto crescere parallelamente l’«autonomia responsabile» degli atenei e il sistema di valutazione (fino alla costituzione formale dell’Anvur, come ente terzo). La cultura delle qualità, ha ricordato Ancaiani, è uno dei pilastri del sistema europeo dell’istruzione superiore e non ha l’obiettivo di omologare le istituzioni universitarie: piuttosto mira ai garantire a tutti i portatori di interesse degli standard minimi di riferimento. L’attuazione del cosiddetto “ciclo” della qualità (progettazione, gestione attività, monitoraggio e miglioramento) deve diventare un’occasione per mettere in primo piano anche le esigenze degli studenti favorendo la loro interessata partecipazione. In generale, ha sostanzialmente spiegato Ancaiani, la sfida consiste nel superare un approccio meramente “adempimentale” o burocratico, cogliendo invece l’occasione della visita Anvur per approfondire e monitorare le iniziative di formazione, ricerca e terza missione, evidenziandone le opportunità di miglioramento. Vai al sito Assicurazione della Qualità e consulta la presentazione del dottor Alessio Ancaiani #anvur #accreditamento #universita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Università, laboratorio di dialogo

Università Università, laboratorio di dialogo La tavola rotonda della penultima giornata di OpenWeekUnicatt ha messo a tema l’università come luogo di eccellenza da cui ripartire dopo la crisi. Si sono confrontati il rettore Franco Anelli, Guendalina Graffigna, Ivana Pais e Fausto Colombo by Emanuela Gazzotti | 29 maggio 2020 «La conoscenza è indispensabile, è l’essenza del capitale umano, preziosa e insostituibile ricchezza morale della società del futuro». L’ha fatto aprendo il talk serale intitolato “Come ripartire e come ripartire dall’università?” che ha chiuso l’undicesima e penultima giornata dell’ OpenWeekUnicatt a cui sono intervenuti i professori Fausto Colombo , Guendalina Graffigna e Ivana Pais dell’Ateneo, moderati dal direttore della Comunicazione Daniele Bellasio . Le ha fatto eco la sociologa Pais parlando dell’economia collaborativa come un modello che non è stato messo in discussione, fatti salvi i casi del turismo e della mobilità che negli ultimi mesi sono stati colpiti duramente. E ha citato Verità e politica di Hanna Arendt dove si dice che l’autonomia dell’università, che pure era riconosciuta dai governi, era a rischio perché le si chiedeva di lavorare solo in una chiave economicista. Cosa ci portiamo a casa da questa crisi? Alla domanda, sollecitata da Bellasio, Graffigna ha evidenziato che abbiamo scoperto che «ce l’abbiamo fatta, siamo qui a ragionare su spunti di cambiamento e resilienza. In questi mesi nelle famiglie generazioni diverse hanno dovuto necessariamente vivere una accanto all’altra e Colombo ha auspicato che quelle più giovani potranno raccontare in futuro che «è successo questo e ne siamo usciti insieme».

 

La forza degli studenti universitari in questi giorni difficili

L'Intervento La forza degli studenti universitari in questi giorni difficili Essere studenti universitari è molto di più che studiare o superare gli esami. La riflessione del professor Fausto Colombo su L'Huffington Post 30 ottobre 2020 di Fausto Colombo * Essere studenti universitari è molto di più che studiare, superare gli esami, laurearsi. Qualche volta - quando i libri incontrano le esigenze e le promesse della giovinezza, e il cuore pretende le sue ragioni – è anche innamorarsi di una persona, di una vocazione, di un’idea. La pandemia non ha fermato lo studio, gli esami, le lauree, ma ha ridotto fatalmente le esperienze di incontro, le passioni fisiche e intellettuali, l’irripetibile stagione dell’anima che ciascuno di noi si è portato poi dentro nella vita. Domani, quando il domani verrà e potremo di nuovo abitare le aule e gli spazi comuni, bisognerà di nuovo fare dell’università un luogo di sguardi che non siano mediati dalle luci azzurre dei pixel. Per questo non credo ai rischi paventati da alcuni studiosi secondo i quali gli atenei saranno sfidati dalle grandi piattaforme digitali, interessate a gettarsi sul “business dell’educazione” (sic), a costo di sovvertire l’ormai datata tradizione che sale a noi fin dal Medioevo. E nel lancio di questo nuovo canale il nostro Ateneo è presente con una serie di iniziative in diversi campi di studio: Dual Career, Double Degree, Data Scientist e Sostenibilità...ed è solo l'inizio.

 

Monsignor Delpini benedice le Università

Milano Monsignor Delpini benedice le Università Su invito dei rettori, l’arcivescovo di Milano indirizza un video-messaggio all’intera comunità delle università presenti nel territorio della diocesi ambrosiana. L’invito gli era stato richiesto dal Rettore dell’Università Statale, il professor Elio Franzini e condiviso con gli altri Rettori delle diverse sedi presenti sul territorio della diocesi ambrosiana. Forse abbiamo bisogno di un modo di studiare che affronti anche le domande fondamentali di senso. Abbiamo bisogno di una scienza che non sia solo a disposizione degli azionisti, ma possa servire anche a me, che sono mendicante di significato qui, sulla strada». La benedizione del mendicante - sottolinea l’Arcivescovo - vuole essere un invito a un pensiero più umile, a un modo di considerare se stessi e le proprie possibilità con un maggior senso delle proporzioni dei problemi che contano. Abbiamo bisogno di un modo di pensare più modesto, più disponibile, un modo di pensare come quello dei mendicanti». Se mi ha dato l’elemosina di un po’ di tempo, io dico che Dio ti benedica», conclude l’Arcivescovo.

 

Ridateci l’università come centro di ricerca

Per uno studioso di lettere, afferma, la Biblioteca è tanto importante quanto il laboratorio per un fisico di Edoardo Barbieri * Molto si parla in questi giorni dell’insegnamento a distanza nelle scuole. Certo, avendo a che fare con studenti tutti maggiorenni e quindi adulti “responsabili” di se stessi, la cosa è stata più facile. Per la mia esperienza di docente in una facoltà di Lettere, tra lezioni registrate, lezione in diretta, seminari, filmati, invio di Pdf di libri interi e articoli (anche le biblioteche erano chiuse…), visite virtuali a biblioteche e musei, io credo che ce la siamo cavata. C’è tutta una serie di problematiche tecnologiche e di logistica di cui tener conto, ma, stante i costi gestionali che implicano, sono gli atenei chiamati a farsene carico, speriamo con adeguato sostegno da parte del Miur. Qualche collega fa lo schizzinoso (e chi controlla che lo studente non copi, legga, abbia un suggeritore? ma chi se ne importa! Siamo nell’emergenza e, dopo tanta enfasi sulla metafora cavalleresca del “non abbassiamo la guardia”, dico, invece, à la guerre comme à la guerre ). Certo, poi l’università ci chiede di verificare la nostra produzione scientifica, articoli e libri pubblicati, partecipazione a convegni, progetti di ricerca, ma come credono che avvenga tutto ciò, con atti di magia e sforzi solipsistici? Solo che non serve a niente e non lo prende proprio nessuno… * docente di Storia del libro – facoltà di Lettere e filosofia, Università Cattolica #universita' #biblioteca #coronavirus #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Le università lombarde ripartano in modo flessibile e graduale

Crul Le università lombarde ripartano in modo flessibile e graduale È la formula adottata da tutti gli atenei per ritornare a erogare lezioni in presenza, facendo tesoro dei mesi di formazione a distanza testati durante il lockdown . La Conferenza dei rettori ha confermato alla sua guida il professor Remo Morzenti Pellegrini 14 settembre 2020 La Lombardia in questi ultimi mesi è stata protagonista delle pagine di cronaca del nostro Paese. Lo scenario che aspetta il mondo dell’istruzione universitaria risulta essere pressoché incerto a causa dell’impossibilità di prevedere la diffusione del contagio nei prossimi mesi ma, d’altra parte, è possibile prepararsi. Le università lombarde, i cui rettori si sono riuniti nella Crul - Conferenza dei Rettori delle Università della Lombardia lo scorso 11 settembre, sono pronte tutte alla ripartenza dopo aver superato i “test di sicurezza”, ovvero esami e lauree in presenza dei giorni scorsi. Con un generale incremento di iscritti in tutti gli atenei della regione, nonché di studenti stranieri ed Erasmus, la linea adottata dai rettori è di un approccio in presenza “flessibile” e “graduale”. Per un primo periodo in Lombardia ci sarà un mix di lezioni in presenza e di didattica a distanza , valorizzando l’esperienza dei mesi passati di didattica online in un’ottica di innovazione, senza dimenticare il grande valore della formazione dello studente in relazione ai compagni di corso. All’unanimità è stato riconfermato Remo Morzenti Pellegrini , rettore dell’Università degli studi di Bergamo, che proseguirà con la missione di valorizzazione della rete regionale e l’internazionalizzazione, linee del suo precedente mandato.

 

Covid, maturandi e università. La ricerca

Lo studio Covid, maturandi e università. La ricerca Uno studio condotto dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo e da Ipsos tra 1000 ragazzi che si trovano alle prese con la scelta universitaria. La presentazione in un incontro con il rettore Franco Anelli e Mario Calabresi 22 giugno 2020 I maturandi e l’università al tempo del Covid : è il titolo dell’indagine svolta dall’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e da Ipsos tra il 10 aprile e 28 maggio 2020, quindi in piena fase 1 e all’inizio della fase 2 dell’emergenza. I risultati complessivi dello studio - con il coinvolgimento di 1000 18-19enni frequentanti l’ultimo anno delle superiori , saranno presentati mercoledì 24 giugno alle 12 in occasione del webinar " La scelta universitaria ai tempi del Covid-19. Sarà possibile seguire l’evento live sui canali social dell’Università Cattolica e dell’Istituto Toniolo. ricerca #maturandi #orientamento #universita' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Qs Ranking, il posizionamento dell’Ateneo

Complessivamente l’Ateneo è stato analizzato in 35 macro aree, classificato in 13 subjects ed è presente con una subject nella top 100. In particolare per la prima volta l’Ateneo si colloca nella macro area Life Sciences and Medicine al 179° posto, per Social Sciences and Management al 214° e per Arts and Humanities al 219°. All’interno di queste macro aree sono migliorate le posizioni della subject Modern Languages che è passata alla top 51-100 (dalla top 101-150 del 2019) e di Psychology che è entrata nella top 101-150 (dalla 151-200). Philosophy si è classificata tra 151 e 200 mentre l’anno scorso non era presente; Linguistics è passata nella top 201-250 (dalla 251-300 del 2019); Sociology è rimasta stabile nella top 201-250 e Education nella top 251-300 come nel 2019; Business &; Management è passata dalla posizione 201-250 alla 251-300. qs ranking #universita' #subject Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Università, in arrivo il nuovo ministro

Passaggio di consegne Università, in arrivo il nuovo ministro Gaetano Manfredi , rettore della Federico II di Napoli, è dal 2015 presidente della Conferenza dei rettori delle Università italiane (Crui). Succede a Lorenzo Fioramonti 08 gennaio 2020 Dopo le dimissioni dal Miur del ministro Lorenzo Fioramonti , il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato lo “spacchettamento” del ministero e la nomina di due nuovi ministri: la sottosegretaria Lucia Azzolina alla Scuola e il professor Gaetano Manfredi all’Università e Ricerca. Gaetano Manfredi, classe ‘64, napoletano, un dottorato in ingegneria, dal 2014 è rettore dell’Università Federico II di Napoli. Nel 2006, è stato Consigliere del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica istruzione, durante il governo Prodi II. Dal 2015 è presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui). Servono più fondi, conosciamo bene la situazione difficile della finanza pubblica ma Università e Ricerca non possono essere la Cenerentola del Paese», ha detto il neo ministro. ministro #ministero #miur #universita' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Adriano Bausola, un ricordo 20 anni dopo

È stato un credente e uno studioso tanto penetrante nell’intelligenza, quanto umile e disponibile nel servizio alla sua Università e alla Chiesa» 28 aprile 2020 Il 28 aprile 2020 ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa del professor Adriano Bausola, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore dal 1983 al 1998. Nell’Università Cattolica ha trascorso tutta intera la sua esistenza di studente, studioso e docente, dal momento in cui si è iscritto nel 1950 al Corso di laurea in Filosofia. Laureatosi nel 1954 con Gustavo Bontadini, prosegue poi i suoi studi sotto la guida di Sofia Vanni Rovighi, per approfondire autori e correnti del pensiero moderno e contemporaneo con particolare attenzione alle tematiche metafisiche e a quelle morali e antropologiche. Sul piano più prettamente teoretico ha approfondito il fondamento metafisico della morale, in un costante dialogo con le impostazioni più accreditate, e il problema della libertà, nell’intento di addurne una giustificazione razionalmente plausibile, non appoggiata unicamente sull’evidenza immediata. Dopo la libera docenza in Filosofia morale, conseguita nel 1962, Bausola, nel 1970 diventa ordinario di Storia della filosofia presso l’allora Facoltà di Magistero (sede di Brescia), per insegnare poi Filosofia morale e Filosofia teoretica nella Facoltà di Lettere e filosofia. Per nove anni, a partire dal 1974, sarà preside della Facoltà di Lettere e filosofia, mentre nel 1983 sarà eletto rettore dell’Università Cattolica, incarico che conserverà per quindici anni sino al 1998. Fra l’altro, egli potenzia il Centro per la Dottrina sociale della Chiesa e fonda il Centro di Bioetica, istituendo la prima cattedra di Bioetica in Italia, che sarà ricoperta da Elio Sgreccia.

 

Giancarlo Brasca, l’amico italiano di Karol

Il centenario dalla nascita by Agostino Picicco | 30 luglio 2020 Il 1° agosto ricorre il centenario della nascita di Giancarlo Brasca , rappresentante autorevole del laicato cattolico nella seconda metà del secolo scorso e direttore amministrativo dell’Università Cattolica, dove diede continuità agli intenti del fondatore padre Agostino Gemelli, di cui fu collaboratore. Si era iscritto alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Cattolica nel 1938, su consiglio del suo assistente spirituale in Azione Cattolica, don Francesco Olgiati, docente dell’Ateneo e valido sostegno di padre Gemelli nella fondazione della Cattolica. Intanto nel 1951 era stato nominato Segretario di amministrazione, nel 1969 segretario generale amministrativo e nel 1971 direttore amministrativo dell’Università Cattolica, fino alla morte avvenuta nel 1979, il primo a ricoprire questo ruolo nella storia dell’Ateneo. Nelle sue funzioni si occupò della nascita della facoltà di Agraria a Piacenza nel 1952 e di quella di Medicina a Roma, partecipando alla fondazione del Policlinico Gemelli inaugurato nel 1964. Intanto, l’8 settembre 1945 Brasca entrò a far parte dei Missionari della Regalità di Cristo, istituto secolare voluto da padre Gemelli, composto da uomini e donne che si dedicavano al Regno di Dio restando nel lavoro ordinario e nelle responsabilità della vita quotidiana. Di tale sodalizio divenne presidente nel 1970 e nel 1972 fu nominato presidente mondiale della conferenza degli istituti secolari e consultore della Congregazione vaticana per i religiosi e gli istituti secolari. Eppure la sua passione per il Vangelo, la sua lucida intelligenza nell’avvertire le nuove situazioni che la testimonianza cristiana doveva affrontare, la sua dedizione senza risparmio al servizio della Chiesa, fanno di lui, laico per il Vangelo, un testimone autorevole che ancor oggi può stimolare il nostro cammino”.

 

The four new pillars of the #eCatt Plan: this is how teaching will be next year (video)

eCatt The four new pillars of the #eCatt Plan: this is how teaching will be next year (video) In line with their health situation or personal conditions, students will be able to choose whether to attend classes in presence or remotely through the whole academic year 2020-2021. Fourscenarios for online teaching [update of 3 July] 22 giugno 2020 Each student, depending on his or her health situation or personal condition, will be able to choose whether to attend classes in presence or remotely throughout the whole period of the course . In order to implement the plan, the University has provided financial resources amounting to 3.5 million , which, in addition to the 1 million in Itially allocated to the Fondo salva studi Agostino Gemelli , includes investments in digital teaching made possible by the technological upgrading of the 500 classrooms at Università Cattolica. Remote (but not virtual) didactics, is the result of a strategic alliance of skills between iLab , the e-learning service of Università Cattolica, Cremit , the Centre for Research on Media Education, Innovation and Technology, the Faculties, the Rector's delegate for didactics and the appointed committee of the Academic Senate. Online interactive lecture : professors/lecturers have their lesson in a classroom equipped with a PC or at home (remotely) while students follow the lesson. Alternatively, professors/lecturers can use a lecture capture platform, which allows synchronized capture of the screen or slides and contact via chat with the students connected remotely. Exams and graduation sessions Exams and graduation sessions, which in many cases have already been held remotely through the Blackboard platform and Microsoft Teams, will take place as indicated in the guidelines released step by step by the University.

 

I quattro nuovi pilastri del piano #eCatt, così sarà la didattica il prossimo anno (video)

eCatt I quattro nuovi pilastri del piano #eCatt, così sarà la didattica il prossimo anno (video) Ciascuno studente, in base alla situazione sanitaria o alle condizioni personali, potrà scegliere se seguire in presenza o a distanza le lezioni per l’intero a.a. Chi - per ragioni sanitarie pubbliche, per motivi di salute personale, per distanza o convenienza economica e per l’eventuale rotazione degli accessi - opterà per non seguire in presenza l’attività didattica potrà farlo da casa per tutto il corso dell’anno accademico. Per la realizzazione del piano l’Ateneo ha messo in campo risorse finanziarie per 3,5 milioni di euro che, oltre al milione di euro inizialmente conferito per il Fondo salva studi Agostino Gemelli , comprende gli investimenti per la didattica digitale resa possibile anche dalla riqualificazione tecnologica delle complessive 500 aule dell’Università Cattolica . Una didattica a distanza ma non virtuale, frutto di un’alleanza strategica di competenze tra iLab , il servizio di e-learning della Cattolica, il Cremit , il Centro di Ricerca sull'Educazione ai Media all'Innovazione e alla Tecnologia, le Facoltà, il delegato del Rettore e la commissione del Senato accademico a ciò preposta. In alternativa il docente può utilizzare una piattaforma di lecture capture, che consente la cattura sincronizzata dello schermo o delle slide e un contatto via chat con gli studenti connessi da remoto. L’utilizzo di una piattaforma di virtual classroom garantirà la comunicazione audio e video in tempo reale, la possibilità di interagire via audio e video con gli studenti, la condivisione di contenuti, slide, applicazioni, lavagna condivisa. Esami e prove finali Gli esami di profitto e le prove finali di laurea, che in molti casi si sono già tenuti da remoto attraverso la piattaforma Blackboard e attraverso Microsoft Teams , si svolgeranno secondo le modalità via via indicate.

 

La Fuci si interroga sul futuro dell’università

Ateneo La Fuci si interroga sul futuro dell’università Con gli interventi del preside di Lettere e filosofia Angelo Bianchi e del ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi , la federazione degli universitari cattolici italiani apre il Congresso nazionale venerdì 8 maggio 07 maggio 2020 “ Direzione Università. Quali prospettive comunitarie? ”: è il tema su cui si interrogheranno venerdì 8 maggio gli studenti della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) in occasione del congresso nazionale annuale. Interverrà poi il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi per parlare della condizione dell’università oggi, delle sfide che la stanno investendo e del significato dell’essere universitari. Sarà un’occasione speciale e privilegiata per gli studenti di potersi confrontare, porre domande e dubbi sulla vita universitaria e per poter ricevere parole nuove e di speranza per il futuro. Il congresso, che proseguirà con l’assemblea federale durante il weekend sabato 9 e domenica 10, si terrà sulla piattaforma Zoom venerdì 8 maggio alle ore 18 e sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Federazione. Un’occasione - si legge nel messaggio della Presidenza nazionale ai rettori degli atenei italiani - per dare un senso alla condizione contemporanea che ha cambiato le nostre abitudini e ci ha messi di fronte alla crisi dell’uomo, allo spezzarsi di un equilibrio, già precario, col creato. La Federazione però, anche in questo tempo, non smette di continuare a pensare e ad aiutare gli universitari cattolici a formarsi un’opinione».

 

Nel dopo Covid re-impariamo a insegnare

Meeting di Rimini Nel dopo Covid re-impariamo a insegnare L'educazione c'è quando c’è l’intenzionalità, in presenza o a distanza che sia. Il tempo scuola insegnante-disciplina-ora di lezione ha fatto il suo tempo. Parlano i professori Marseguerra e Rivoltella by Antonella Olivari | 21 agosto 2020 Al Meeting 2020 non poteva mancare una riflessione sul tema della didattica a distanza nelle scuole e nelle università utilizzata quest’anno per sopperire alla mancanza delle lezioni in presenza causa Covid 19. Gettando uno sguardo a ritroso è emersa la necessità di una maggior progettazione della lezione a distanza, di una valorizzazione dei consumi mediali e di nuove strategie per attivare la curiosità. Cosa è successo nella scuola? Cosa si è imparato nei mesi di didattica a distanza? Secondo Pier Cesare Rivoltella è successo che la scuola ha dovuto far fronte all’emergenza adattando l’insegnamento, delocalizzandolo in modo drastico. Ne sono derivati due tipi di soluzioni: una deprivazione rispetto alla presenza dell’esperienza didattica; e, in secondo luogo, il tentativo di replicare in remoto la presenza in classe. Si può essere relazionali a distanza sorprendendosi di riuscire nonostante la distanza a sviluppare una relazionalità che non sempre avviene in presenza. E negli Atenei cosa si è imparato? «Tutti abbiamo capito che quando si parla di didattica l’elemento cruciale è l’interazione» precisa Giovanni Marseguerra .

 

Migrazioni, arrivano i corridoi universitari

Il Manifesto, già sottoscritto da più di 20 atenei italiani, si fonda su alcuni principi generali - che sono quelli dell’uguaglianza e non discriminazione, dell’accoglienza, della conoscenza, dell’integrazione, della valorizzazione delle differenze, della partecipazione – e suggerisce alcuni impegni programmatici per tradurli in azione concreta. A questo Manifesto abbiamo aderito con convinzione perché si basa su alcuni valori che sono anche i valori fondativi dell’Università Cattolica, in particolare l’attenzione alla persona e i principi di solidarietà e sussidiarietà», sostiene Marco Caselli. Come pure è importante sottolineare che il documento sottoscritto non presta attenzione solo agli studenti ma anche ai docenti visto che le situazioni di guerra e di catastrofi naturali penalizzano molti nostri colleghi che, pur avendo le nostre capacità, si trovano nelle condizioni di non poter fare questo mestiere». Tra le altre misure auspicate dal Manifesto per favorire l’inclusione di studenti, ricercatori e docenti rifugiati figurano il supporto agli studenti titolari di protezione internazionale, il supporto per il riconoscimento di titoli e qualifiche, borse di studio e altri incentivi. Ne sono un esempio il progetto di accoglienza di studenti siriani che, avviato nell’anno accademico 2016/17, ha dato l’opportunità a cinque giovani di iscriversi a corsi di laurea attivati nelle sedi di Milano e di Piacenza. Ci deve essere un impegno delle Università e della società civile per formare persone che poi possano agire su quelle che sono le cause profonde di questi fenomeni nella prospettiva di un mondo migliore che può sembrare retorica ma non lo è affatto». Nella foto in alto Nour, una ragazza siriana che è stata accolta a studiare nella sede di Piacenza dell'Università Cattolica e ha concluso il suo percorso di laurea in Scienze dell'educazione #manifesto universita' inclusiva #corridoi universitari #accoglienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il vino tra scienza, arte, storia e leggenda

Piacenza Il vino tra scienza, arte, storia e leggenda Si chiude il percorso per 20 nuovi diplomati del Master Internazionale Vintage (Vine, Wine and Terroir Management) su vino e terroir. In 14 anni ha formato 400 esperti viti-vinicoli, ambasciatori del vino italiano nel mondo. Il Master biennale è alla sua 14^ edizione e finora ha licenziato circa 400 esperti viti-vinicoli e che, essendo sparsi in tutti i continenti, sono oggi potenziali ambasciatori del vino piacentino (e italiano) nei loro paesi. Chi decide di affrontare questo tipo di studi legati al mondo del vino denota in genere una grande passione, perché il vino è un prodotto speciale, portatore di straordinari attributi. “Il vino infatti non è solo scienza ma anche arte, rappresenta storia e leggenda, sacro e profano. “E’ questo il miglior antidoto alla minaccia portata al mondo del vino dalla potente lobby anti-alcool che potrebbe in futuro farlo mettere al bando – conclude Bavaresco. “ Un mondo senza vino sarebbe peggiore di un mondo col vino .

 

L'uso distorto dei sondaggi

Cremona L'uso distorto dei sondaggi Nando Pagnoncelli , direttore Ipsos Public Affairs , ha parlato agli studenti dell' Alta Scuola di management ed economia agroalimentare della Cattolica di Cremona del ruolo della dieta mediatica degli italiani nella formazione delle opinioni. Detta da Nando Pagnoncelli , direttore Ipsos Public Affairs e tra i principali sondaggisti italiani la frase sembra suonare stonata, ma è solo un apparente paradosso usato per spiegare come, negli ultimi anni, si sia diffuso un uso distorto dei sondaggi da parte, soprattutto, del mondo politico. Sondaggi che per loro natura sono un importante strumento di lettura delle tendenza della società e dei movimenti di fondo che la animano. Da qui la principale spinta all' uso distorto dei sondaggi , che da un lato devono sempre più diventare strumenti di previsione con caratteri quasi divinatori sugli umori degli italiani, e dall'altro lato – il più corrosivo, come ha sottolineato Pagnoncelli – vengono usati come strumenti di comunicazione. Oppure li si accompagna con una comunicazione mirata che alimenta paure e tende a raggiungere elettori incerti e mobilitare cittadini delusi; anche attraverso l'influenza che i sondaggi possono avere sui media. Cosa serve per riequilibrare la situazione? “Intanto chi fa questo mestiere dovrebbe manifestare una maggiore tensione deontologica ed etica, per non piegare i numeri a pressioni di parte” ha detto Pagnoncelli agli studenti Smea concludendo il suo intervento. Infine servirebbe un ritorno all'opera di mediazione che è proprio degli organi di informazione, che non a caso si chiamano "media".

 

Servono ancora le università?

cattolicapost Servono ancora le università? Dall’osservatorio americano il professor Paolo Carozza (Notre Dame) vede il rischio che la conoscenza venga sostituita da informazioni prese “a consumo” dagli studenti. Non di rado, nelle ultime decadi, abbiamo imparato a guardare oltreoceano per cogliere i primi sintomi di fenomeni che, di lì a pochi anni, sarebbero approdati, magari trasformati o rivestiti di forme autoctone, anche nel vecchio continente. Gli abbiamo rivolto alcune domande sulle prospettive delle università nel terzo millennio, in un contesto informale: una pausa pranzo con assaggi di gustose, morbide focacce. Negli Usa lo stato finanzia gli atenei, ma per garantire certi standard i costi di accesso rimangono ancora molto alti e questo si ripercuote non solo sulle famiglie, bensì anche sulla modalità di far quadrare i bilanci da parte del management universitario. C’è tuttavia una crisi ancora più significativa di quella economica ed è quella che riguarda l’identità delle Università. Dove si rendono evidenti, o per lo meno espliciti, i segni di questa decadenza? Quali sono i sintomi di questa endemica malattia? «Potrei citare l’emergere di alcuni fenomeni ben precisi, che incontro quotidianamente all’interno del mio lavoro. Ci si specializza in modo esagerato, si frammenta la conoscenza e questo provoca un cambiamento di paradigma: la stessa etimologia di “uni-versità” intesa come sapere intero, unico, viene messa in discussione a favore di una visione “multi-versitaria”.

 

Università e lavoro, cambio d’epoca

MEETING DI RIMINI 2018 Università e lavoro, cambio d’epoca Gli Atenei, per affrontare questa fase di cambiamento strutturale, devono tornare a educare, insegnando ai giovani a scoprire il nesso tra particolare e universale. Nell'ambito del Meeting di Rimini parla il direttore Area ricerca e sviluppo Mario Gatti 20 agosto 2018 di Mario Gatti * Per motivi professionali ho spesso modo di interfacciarmi sia con giovani in cerca di lavoro sia con aziende ed enti che hanno bisogno di selezionare risorse umane. E la prima osservazione che mi sento di fare è che il lavoro in sé è cambiato . Quello tradizionalmente inteso risponde sempre meno alle richieste del mercato; le società di consulenza hanno cambiato la modalità di reclutamento delle risorse e l’irrompere del digitale su vasta scala ha trasformato i processi lavorativi (e anche formativi). Che idea hanno del lavoro? Desiderano ancora lavorare nelle cosiddette aziende tradizionali? Qual è, invece, la concezione dei manager e degli imprenditori? Le aziende sono “ open ” per i giovani? Quali i requisiti e le competenze imprescindibili oggigiorno? Ha ancora senso parlare di competenze tecniche o verticali? Se le parole chiave del mercato del lavoro tradizionale erano “conoscenza”, “specializzazione”, “verità oggettiva” e “pianificazione a lungo termine”, il nuovo paradigma del lavoro innovativo è caratterizzato da “comprensione”, “complessità”, “valori propri del soggetto” e “flessibilità”. Questo farà sì che i nostri laureati siano veramente smart e dotati di un solido bagaglio culturale e valoriale che permetta loro di entrare nel mondo del lavoro non solo ricchi di competenze verticali ma con la capacità di osservare e inserirsi in questo cambio d’epoca.

 

Mondo 4.0: la sfida si vince in team

Mondo 4.0: la sfida si vince in team Per fronteggiare lo tsunami digitale – sia privato che professionale - servono competenze, gioco di squadra e spirito di sperimentazione. settembre 2017 Siamo nel pieno della Quarta rivoluzione industriale e nel nostro mondo 4.0, dominato da uno tsunami digitale che ha pervaso vita privata e professionale, le sfide che si presentano sono inedite, stimolanti, capaci di influire anche sui valori che guidano il nostro fare. Si è partiti da questa riflessione nell’incontro Scuola 4.0 che ha portato 160 studenti dell’ITC Romagnosi in Cattolica per raccogliere stimoli utili ad affrontare il cambiamento. Si è anche parlato dell’evoluzione dei valori, sia personali che professionali: il valore del gioco di squadra e la propensione all’innovazione e allo spirito di sperimentazione sono oggi imprescindibili”. Infine la Tecnologia 4.0 nell’intervento del prof. Francesco Timpano “Abbiamo parlato del nuovo legame che c’è tra macchine, sistemi informatici e la rete, il cloud, analizzando i possibili impatti che la quarta rivoluzione industriale avrà sulla nostra vita, sui nostri comportamenti sui contenuti delle nostre attività lavorative. Una sfida importante che incontra molto l’interesse dei giovani: l’obiettivo è di aumentare la quantità di informazioni che hanno per poter affrontare con la giusta consapevolezza questa sfida”. A chiudere l’incontro l’intervento del prof. Sebastiano Grandi che si è soffermato sulla rivoluzione della comunicazione digitale Mondo 4.0: la sfida si vince in team 1 / #scuola #tecnologia #universita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L'economia nell'era dell'incertezza

Piacenza L'economia nell'era dell'incertezza Appuntamento al prossimo 16 novembre per la presentazione del numero della Rivista Economia Italiana fondata da Mario Arcelli. Il convegno è organizzato dall' Università Cattolica di Piacenza e Università LUISS di Roma. novembre 2017 Si terrà il prossimo giovedì 16 novembre alle 14.30, presso l’ Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano il Convegno di presentazione del numero della Rivista Economia Italiana fondata da Mario Arcelli dedicato al tema “ Una transizione difficile. Il convegno è organizzato dai due centri di ricerca CESPEM dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza e CASMEF dell’ Università Luiss di Roma dedicati al compianto economista piacentino Mario Arcelli . Nel Comitato scientifico sono presenti i professori Francesco Timpano e Maurizio Baussola della Facoltà di Economia e Giurisprudenza di Piacenza, oltre che diversi altri docenti della LUISS e di altre università italiane, nonché esponenti delle maggiori istituzioni economiche del paese. Oggi diventa urgente approfondire e dare indicazioni di politica economica stringenti in una fase che costituisce da un lato un’opportunità, per le trasformazioni in atto, ma anche un momento di forte difficoltà per le incertezze politiche in Europa e nel resto del mondo”. Il coordinamento dei lavori è affidato al prof. Giorgio Di Giorgio della Luiss nonché direttore del Casmef e le conclusioni saranno del prof. Francesco Timpano.

 

Waterprotect: tecniche green per la protezione delle acque potabili

Waterprotect: tecniche green per la protezione delle acque potabili Proteggere l’acqua in ambienti rurali e urbani grazie a sistemi innovativi. ottobre 2017 Proteggere l’acqua in ambienti rurali e urbani grazie a sistemi innovativi. È partito il progetto WATERPROTECT (Innovative tools enabling drinking WATER PROTECTion in rural and urban environments), del programma comunitario HORIZON 2020 che si propone di diffondere un sistema efficace di contenimento e riduzione della eventuale contaminazione puntuale o diffusa delle acque sotterranee da pesticidi e nitrati utilizzati in viticoltura. i partners europei del progetto, guidati dall’ente di ricerca del governo belga: il caso-studio Italia è affidato all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Arpae e Associazione PiaceCiboSano, tutti con sede a Piacenza. L’obiettivo locale è quello di identificare la diffusione della conoscenza e l’applicazione delle buone pratiche agricole in viticoltura (BMPs), approfondendo uno specifico comparto territoriale, la Val Tidone, vocata tradizionalmente alla coltivazione e trasformazione della vite. Il progetto può essere realizzato grazie alla collaborazione della Cantina di Vicobarone, che ha messo a disposizione già nella campagna di raccolta delle uve 2017 i propri Soci e le relative realtà. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito internazionale del progetto: https://water-protect.eu/ e su quello nazionale disponibile a breve suwww.bevisicuro.info #acqua #universita #convegno #horizon Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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