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Giancarlo Brasca, l’amico italiano di Karol

Il centenario dalla nascita by Agostino Picicco | 30 luglio 2020 Il 1° agosto ricorre il centenario della nascita di Giancarlo Brasca , rappresentante autorevole del laicato cattolico nella seconda metà del secolo scorso e direttore amministrativo dell’Università Cattolica, dove diede continuità agli intenti del fondatore padre Agostino Gemelli, di cui fu collaboratore. Si era iscritto alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Cattolica nel 1938, su consiglio del suo assistente spirituale in Azione Cattolica, don Francesco Olgiati, docente dell’Ateneo e valido sostegno di padre Gemelli nella fondazione della Cattolica. Intanto nel 1951 era stato nominato Segretario di amministrazione, nel 1969 segretario generale amministrativo e nel 1971 direttore amministrativo dell’Università Cattolica, fino alla morte avvenuta nel 1979, il primo a ricoprire questo ruolo nella storia dell’Ateneo. Nelle sue funzioni si occupò della nascita della facoltà di Agraria a Piacenza nel 1952 e di quella di Medicina a Roma, partecipando alla fondazione del Policlinico Gemelli inaugurato nel 1964. Intanto, l’8 settembre 1945 Brasca entrò a far parte dei Missionari della Regalità di Cristo, istituto secolare voluto da padre Gemelli, composto da uomini e donne che si dedicavano al Regno di Dio restando nel lavoro ordinario e nelle responsabilità della vita quotidiana. Di tale sodalizio divenne presidente nel 1970 e nel 1972 fu nominato presidente mondiale della conferenza degli istituti secolari e consultore della Congregazione vaticana per i religiosi e gli istituti secolari. Eppure la sua passione per il Vangelo, la sua lucida intelligenza nell’avvertire le nuove situazioni che la testimonianza cristiana doveva affrontare, la sua dedizione senza risparmio al servizio della Chiesa, fanno di lui, laico per il Vangelo, un testimone autorevole che ancor oggi può stimolare il nostro cammino”.

 

L’eredità di Gemelli 60 anni dopo

luglio 2019 Pubblichiamo l’articolo della professoressa Maria Bocci sulle origini dell’Università Cattolica in occasione della ricorrenza dei 60 anni dalla morte del fondatore dell’Ateneo, padre Agostino Gemelli, avvenuta il 15 luglio 1959 di Maria Bocci * Se si guarda alle origini dell’Università Cattolica si rimane impressionati dalla temperie storica in cui è stata fondata. Il gruppo di amici che da tempo si stava adoperando per creare l’ateneo dei cattolici italiani ora si muoveva su un terreno pieno di incognite, in uno dei periodi più ardui della storia nazionale. E ne aveva coscienza: «Pensare alla coltura superiore mentre l’Italia nostra è in preda a convulsioni, mentre imperversa una bufera che potrà forse tutto sommergere, può sembrare iniziativa di gente che vive fuori dal mondo, non a contatto con la tremenda realtà dell’oggi!». Insieme ai fatti, testimoniano una vera e propria «audacia cristiana», che suona come una sfida sino ad oggi, forse perché il secolo che ci tocca di vivere si è aperto con un groviglio di problemi la cui portata rischia di non essere meno impegnativa. Credeva, infatti, che all’operosità cattolica mancasse un sostrato di conoscenze rigoroso e verificato, quel sostrato che per lui, abituato a confrontarsi con l’analisi sperimentale, era indispensabile a un impegno dei cattolici che non soffrisse di pressapochismo. Al di là delle considerazioni che si potrebbero fare sulla storia dell’Università Cattolica e sui risultati del progetto culturale che l’ha originata, si deve riconoscere a padre Gemelli la capacità di incidere sul proprio tempo. Proporre ai giovani in maniera leale una certa impostazione culturale può rivelarsi un elemento di forza in un contesto che sembra alla ricerca di interlocutori credibili, dal punto di vista culturale non meno che da quello umano.

 
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