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Giovagnoli: Cina-Chiesa, il dialogo cresce

analisi Giovagnoli: Cina-Chiesa, il dialogo cresce Le nuove ordinazioni episcopali hanno, per la prima volta dopo l’accordo dello scorso settembre, l’approvazione del Papa. Ieri è stato ordinato vescovo di Ji Ning (oggi nota come Wumeng) in Inner Mongolia, don Yao Shun, vicario generale della diocesi. Durante la cerimonia – novità significativa – è stato sottolineato ufficialmente che «il candidato è stato approvato dal Papa», richiamando così la nomina da parte della Santa Sede. L’auspicio sembra realizzarsi con questi nuovi vescovi, che godono entrambi di ottima fama e dell’apprezzamento generale. Anche se attesa – " Avvenire " ha parlato della loro prossima elezione il 13 aprile scorso – la notizia è indubbiamente importante anche per il momento in cui matura. Tra Stati Uniti e Cina è divampato uno scontro sempre più pesante intorno alla "guerra dei dazi" e a Hong Kong dall’inizio di giugno è partita una protesta che non sembra placarsi. Nessuna delle due riguarda direttamente la Chiesa cattolica, ma a Pechino la preoccupazione è grande e tutto viene valutato alla loro luce.

 

Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia

Milano Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia In largo Gemelli per la prima volta due vescovi cinesi hanno incontrato il Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin, primo frutto dell’Accordo provvisorio firmato a Pechino nel 2018 tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese. L’accordo, ha detto il cardinal Parolin, «guarda in primo luogo alla vita della Comunità cattolica in quel grande Paese e, di riflesso, incoraggia la Cina a un dialogo sempre più aperto e collaborativo in favore della pace come destino comune della famiglia umana». Con Papa Francesco siamo giunti agli ultimi passi – per ora – del lungo cammino iniziato da Benedetto XV nel 1919», ha detto il cardinal Parolin nel corso del suo intervento dedicato al tema: L’impegno della Chiesa Cattolica per l’unità della famiglia umana da Benedetto XV a Papa Francesco . Cominciando proprio dalle parole di cento anni fa di Benedetto XV, che per primo si fece portavoce di un approccio al contesto globale, anticipando anche molti degli uomini di potere di quegli anni, troppo ciecamente concentrati sul solo Vecchio Continente. Un ininterrotto filo rosso che ha collegato la Santa Sede a ogni angolo del mondo di anno in anno, nel tentativo di tenere il passo di una realtà che è mutata dal micro-cosmo di un’Europa guerrafondaia al mondo contemporaneo iper-globalizzato. Pertanto, ha concluso il cardinal Parolin, «la sempre più feconda integrazione dei Cattolici cinesi nella Chiesa universale e il cammino di riconciliazione tra fratelli avviato negli ultimi anni costituiscono certamente una novità di portata storica, di cui nel tempo beneficeranno in molti, non solo in Cina. Infatti, l’auspicio del Santo Padre Francesco e dell’intera Chiesa cattolica è che tutto ciò possa contribuire, con l’aiuto di Dio, all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno, ove l’armonia tra i popoli e le nazioni possa davvero contribuire alla causa della pace e all’unità della famiglia umana».

 

Sinodo, una voce per l’Amazzonia

Intervista all'antropologa della sede di Brescia dell'Ateneo Anna Casella 07 ottobre 2019 Non è stata una sorpresa la convocazione del Sinodo per l'Amazzonia che si apre oggi a Roma. La genesi che ha portato a questa giornata è infatti abbastanza lunga e deriva da due fattori, come fa notare la professoressa Anna Casella , docente di Antropologia culturale alla facoltà di Scienze della formazione di Brescia. Il primo è l’origine latino-americana di Papa Francesco, che ha risentito di queste tematiche ambientali e anche sociali. Il secondo è la presenza in America Latina di una rete ecclesiale panamazzonica che ha qualche anno di vita. Ci sono leader che hanno una visione mondiale, tra cui Papa Francesco, e ci sono leader sovranisti come lui. Si potrebbe fare notare che l’Amazzonia è molto più ampia del Brasile per cui considerarla come una proprietà non è corretto. Ma perché la Chiesa di occupa di Amazzonia? «Il Sinodo è un fatto di Chiesa e l’interesse è quello di trovare nuove vie di evangelizzazione nella regione Amazzonica. Io, però, penso che un impatto ce l’avrà e si capirà strada facendo, perché è una presa di posizione molto forte su tematiche che normalmente vengono viste come esterne agli interessi della chiesa.

 

De Scalzi, l’Ateneo laboratorio di dialogo

Speranza di pace tra oriente e occidente”, il vescovo ausiliare di Milano afferma che l’Università Cattolica ancora una volta risponde al suo impegno di essere luogo di confronto culturale, diplomatico e geopolitico. maggio 2019 Il vescovo ausiliare di Milano monsignor Erminio de Scalzi (a sinistra nella foto) ha portato il saluto dell’arcivescovo monsignor Mario Delpini al convegno internazionale “1919-2019. Speranza di pace tra oriente e occidente”, l’evento promosso il 14 maggio in occasione dei 10 anni dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, a cui hanno preso parte il Segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin e, per la prima volta in un incontro pubblico, due vescovi cinesi. di monsignor Erminio de Scalzi Porto il saluto di sua eccellenza monsignor Mario Delpini arcivescovo di Milano a tutti i partecipanti al convegno internazionale “Speranza di pace tra oriente e occidente” e agli illustri relatori. Vorrei salutare in particolare sua eminenza il cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, sua eccellenza il vescovo di Pechino e sua eccellenza il vescovo di Shantou che l’arcivescovo si onora di accogliere domani per celebrare con loro la santa messa e vivere un momento di fraternità. La nuova fase di relazioni tra Santa Sede e Pechino, nell’accordo del 22 settembre dello scorso anno, dice la speranza di duraturi rapporti di collaborazione e di stima reciproca che si vogliono coltivare e approfondire. Mi piace ricordare un grande amico del popolo cinese, il senatore Vittorino Colombo: figura di singolare cristiano ambrosiano, ben noto a questa università, nella quale si è laureato e che ha vissuto una profonda amicizia con il rettore di allora, l’indimenticabile prof. Giuseppe Lazzati.

 
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