La tua ricerca ha prodotto 2 risultati per viacrucis:

La Quaresima in Cattolica

Milano La Quaresima in Cattolica Due iniziative per il tempo quaresimale: nella cappella di largo Gemelli la Via Crucis di Dolores Previtali, un percorso di arte e spiritualità. L'opera, realizzata dalla scultrice Dolores Previtali, è stata inaugurata ufficialmente il 12 marzo e sarà visitabile fino al 5 maggio negli orari di apertura della sede. Lungo tutta la parete destra della Cappella all’ingresso dell’ateneo sono visibili sotto teca quattordici statuette in terracotta che raccontano il calvario di Cristo fino alla Deposizione. Nei corpi addossati l’uno all’altro, scavati, flessuosi, con braccia lunghe e mani accoglienti si colgono il dolore e l’attesa, l’inquietudine e la fede, la solitudine e il bisogno dell’altro, il cammino dell’uomo che nella fatica si apre però sempre alla speranza. La Via Crucis rappresenta per lei un viaggio nella vita dell’uomo, ogni stazione è un pezzo di vita percorso nel bene e nel male, nella solitudine e nella vicinanza. Come commenta monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell'Ateneo: «Dall’alto della croce (il Signore) invita tutti a contemplare la verità di un amore misericordioso e infinito che si fa carico delle sofferenze, delle miserie e delle fragilità che segnano il cammino di ogni uomo. Accompagnati dai commenti degli studenti e dalle opere di Dolores Previtali, camminiamo anche noi sulla via del Signore, via di speranza e di salvezza».

 

La via crucis di Valter Gatti

Milano La via crucis di Valter Gatti “Il volto donato” , l’ultima e inedita opera dell’artista di Brugherio esposta nella Capella del Sacro Cuore della sede di Milano, offre un percorso artistico e spirituale per il tempo quaresimale. febbraio 2018 Con l’inizio della Quaresima secondo il rito romano, il Centro pastorale dell’ateneo propone, come ogni anno, una via crucis nella Cappella del Sacro Cuore in largo Gemelli. L’opera scelta quest’anno è “Il volto donato” di Valter Gatti , pittore che vive e lavora a Brugherio e realizza una pittura d’introspezione che ritrae il buio dell’anima come se fosse un paesaggio, un volto, e lo carica di storia personale di affetti, di dolore, di pacificazione. Già dalla prima stazione il gesto delle mani che stringono le catene indicano il diaframma tra noi, il mondo libero, e lo sprofondare di Gesù nella realtà della condanna. Nelle stazioni successive la stessa forza si libera nell’urlo del Cristo che prende la croce e si ritrova nel braccio teso che la sorregge e ancora nel gesto di Gesù che si lascia spogliare e nella sue dita contratte. Le immagini, tagliate in modo deciso, alternano i primi piani, gli scorci laterali, le panoramiche come in una sequenza cinematografica, e portano l’attenzione sulle figure dei protagonisti che si muovono tra un cielo plumbeo indefinito e una terra arida e sassosa, senza vita. Le tre cadute scandiscono il percorso, e di particolare tensione spirituale sono l’incontro con la madre che abbraccia il bambino, ora corontato di spine in cammino verso il Calvario, e la raffigurazione della donna che asciuga con un panno il volto di Gesù.

 
Go top