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MILANO

PubliCatt, lo scaffale della ricerca prodotta in Cattolica

In un’aula Bausola gremita di docenti e ricercatori è stata presentato il repository dell’ateneo. Un archivio accessibile e interconnesso per valorizzare le pubblicazioni dell'università

News dalle Sedi, Ateneo
Pubblicato: 05 giugno 2012

Presentazione PubliCatt

Più volte richiesto dai docenti e auspicato dagli organi di governo dell’Ateneo, lunedì 4 giugno, presso la sede di largo Gemelli, è stato presentato Publicatt, il nuovo archivio istituzionale – ad accesso aperto – delle pubblicazioni di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, già attivo dallo scorso 17 maggio e raggiungibile via web all’indirizzo http://publicatt.unicatt.it/ . 

Denominatore comune degli interventi iniziali del prorettore vicario Franco Anelli, del Delegato al coordinamento e alla promozione della ricerca scientifica Bruno Giardina e del delegato all’informatica e all’e-learning Federico Rajola, la soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e l’apprezzamento per il lavoro svolto dalle tre strutture amministrative coinvolte (Direzione Ricerca e progetti scientifici, Direzione Biblioteca, Direzione Sistemi informativi), che si sono avvalse della collaborazione tecnica del Consorzio Interuniversitario Lombardo per l'Elaborazione Automatica (CILEA).

Il nuovo repository, infatti, pur essendo suscettibile di ulteriori aggiustamenti e messe a punto, oltre a facilitare lo scambio con l’Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario (ANVUR), rappresenta uno strumento utile e innovativo per rafforzare la visibilità, la diffusione e, quindi, la valorizzazione, in ambito nazionale e internazionale, dei risultati conseguiti dalla ricerca scientifica realizzata in Cattolica.

«Il nostro lavoro – ha sottolineato il direttore Ricerca e progetti scientifici Guido Castelli,– si basa sulle Linee guida per gli archivi istituzionali approvate dalla CRUI nel 2009 e, nel contempo, tiene conto di quanto richiesto dalla Commissione Europea rispetto alle pubblicazioni originate da progetti finanziati con fondi comunitari: la loro disponibilità al pubblico su archivi open access, preferibilmente istituzionali».

PubblicoTale innovazione, com’è stato sottolineato in alcuni interventi, richiede a ciascun docente uno sforzo supplementare per rendere ancor più noti i risultati dell’intensa e qualificata attività di ricerca che si svolge nelle varie sedi del nostro Ateneo; un’esigenza, questa, che non riguarda solo i singoli studiosi e ricercatori, ma l’intera Università, per la crescente attenzione che a tali risultati stanno dedicando differenti sistemi, nazionali e internazionali, di ranking.

«In questo senso – ha affermato il direttore dei Sistemi informativi, Lorenzo Cecchi – è importante sottolineare che PubliCatt costituirà lo strumento unico di censimento delle pubblicazioni, i cui dati saranno visibili su web e trasmessi a differenti sistemi interni (Genius, Pagina Personale Docente) ed esterni (Pagina personale docente MIUR gestita da Cineca). Le tipologie di pubblicazioni che possono essere censite in PubliCatt sono compatibili con gli standard nazionali e internazionali e anche con le tipologie definite dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) sul sito docente gestito dal CINECA. Le varie fattispecie di pubblicazioni sono poi raggruppate per macro-tipologie: libro; curatela; contributo in libro; contributo in rivista; contributo a convegno; brevetto; altra tipologia».

Inoltre, è importante precisare che con PubliCatt potranno essere censite solo pubblicazioni già edite e che, all’apertura di PubliCatt, per tutti i soggetti abilitati al censimento, saranno recuperate tutte le pubblicazioni già censite in Genius negli ultimi dieci anni. Impressionanti, sotto questo profilo, i numeri citati: sono oltre 58mila le pubblicazioni pregresse importate da Genius.

Un tale insieme di ricerche e, quindi, di esperienze e conoscenze maturate nel tempo, da oggi non solo può essere conservato in modo più sicuro e sistematico, ma, in quanto “capitale” condiviso, più facilmente può essere re-investito a beneficio di tutta la comunità scientifica.