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Sul podio il salame al miele bio

Piacenza Sul podio il salame al miele bio Piazza d’onore per il team della laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari che ha presentato, al concorso di Federalimentare Ecotrophelia , “ Semplice ”, un prodotto libero da conservanti in cui il saccarosio è stato sostituito dal miele d’acacia. Ecotrophelia è il concorso promosso da Federalimentare destinato a gruppi di studenti universitari che premia l’eco-innovazione nei prodotti agro-alimentari, con particolare attenzione alla “sostenibilità” e al “rispetto ambientale”. Giunta alla decima edizione, la competizione, patrocinata dal Miur e dall’Enea, offriva alle squadre iscritte la possibilità di presentare in 15 minuti di tempo il frutto del lavoro svolto per ideare e realizzare un prodotto alimentare sostenibile e innovativo e presentarlo alla giuria, che ha premiato i primi 3 prodotti. Il team Tartaro , composto dagli studenti della laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari Ilaria Gioiosa, Gianluca Maldarizzi, Giuseppe Pepe, Vittorio Tartaro e Giacomo Trentini e guidato dalla professoressa Annalisa Rebecchi , ha fatto una brillante presentazione di “ Semplice, il salame come una volta ”. “Semplice” nasce come prodotto tradizionale, completamente libero da conservanti e con packaging bio-degradabile per rispondere al meglio ai trend del mercato e la giuria di Ecotrophelia ha assegnato all’idea una meritata medaglia d’argento. In sei anni la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali piacentina ha partecipato a Ecotrophelia con sei squadre, aggiudicandosi quattro volte la medaglia d’argento e due quella d’oro, a cui si aggiunge un bronzo ottenuto nella competizione europea. Quest’anno a gareggiare erano 87 studenti della magistrale in Gestione d’Azienda che suddivisi in 19 gruppi hanno presentato la loro idea imprenditoriale davanti a una giuria di commissari provenienti dal mondo imprenditoriale locale, dall’associazionismo, dal mondo bancario e da incubatori di start up [leggi tutto].

 

Uova contaminate, niente allarmismo

Ateneo Uova contaminate, niente allarmismo Dopo il rinvenimento anche in Italia di tracce di fipronil, i prof. Pier Sandro Cocconcelli e Marco Trevisan, della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, spiegano perché non c’è rischio per la salute ma chiedono azioni sanzionatorie severe. Il caso delle uova contaminate nasce da una segnalazione al RASFF, il sistema rapido di allerta per gli alimenti e i mangimi, effettuata dal Belgio, legato a una frode agro-alimentare. Infatti questo insetticida, non autorizzato in Europa per il trattamento degli animali allevati per produrre alimenti, è stato introdotto illegalmente nel Dega-16, un prodotto “naturale” a base di mentolo e eucaliptolo per il trattamento della pulce rossa, un parassita delle specie avicole. La prima conclusione che si può trarre da questo caso è che il sistema europeo per la sicurezza degli alimenti funziona nel controllare il sistema produttivo e nel proteggere la salute dei consumatori. Infatti, malgrado un primo possibile ritardo segnalato dal Belgio nei confronti dell’Olanda, il RASFF e il sistema di rintracciabilità degli alimenti, hanno consentito di identificare le partite di uova contaminate e di ritirare dal mercato le uova stesse o i prodotti derivati. Inoltre, si sono attivati i sistemi nazionali di controllo che hanno permesso di indentificare altri casi di uova contaminate con questo insetticida. In conclusione, la contaminazione delle uova è il risultato di un uso illegale di farmaci veterinari negli allevamenti che, come ha dichiarato la Food Standard Agency, l’agenzia per la sicurezza degli alimenti in Gran Bretagna, non costituisce un rischio per la salute pubblica.

 
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