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Risintonizzarsi sui giovani

Milano Risintonizzarsi sui giovani Durante la lectio di apertura dei corsi di Teologia intitolata “Teologia e discernimento: nuovi ambienti e nuovi linguaggi” il vice presidente della CEI, monsignor Antonino Raspanti , si interroga su un nuovo possibile dialogo tra la Chiesa e i giovani. marzo 2018 * di monsignor Antonino Raspanti L’indizione di un Sinodo dei Vescovi sui giovani e la pubblicazione del Documento preparatorio I giovani, la fede e il discernimento vocazionale producono tanti interventi, creando un vivace dibattito, a mio parere necessario e alquanto proficuo per la chiesa e per la società. Il primo e più evidente dato è il distacco numericamente ampio dei giovani dall’istituzione ecclesiale e dalle sue pratiche, rispetto al secolo scorso, il tema teologico maggiormente interessato è quello della trasmissione della fede in Italia e in genere nell’Occidente, terre di antica tradizione cristiana.[. Dare spazio al sogno e all’inedito dei giovani non significa (però) allentare le redini del comando e concedere qualche possibilità a trovate più eccentriche, bensì sintonizzarsi con il dato antropologico del venir alla luce di una vera novità che è la persona umana stessa. Usando per essa il termine vocazione, la visione cristiana indica che questo venir alla luce non sia semplice frutto di dinamiche biologiche, psicologiche e sociali, bensì che a suscitare e animare queste dinamiche sia l’azione di Dio stesso, che chiama in causa anche quella dell’uomo/educatore. È la ragione per cui il Documento preparatorio insiste sulla necessità di ascoltare i giovani: «Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi. Si intuisce che il discernimento vocazionale non possa prescindere da (questo) discernimento culturale, le cui dinamiche non sono soltanto individuali o di un piccolo gruppo di persone, ma coinvolgono processi sociali e storici molto più ampi.

 
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