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Siria, un’area umanitaria per rientrare

Milano Siria, un’area umanitaria per rientrare Sheik Abdo Hsyan , rifugiato dal 2015 nel campo profughi di Akkar in Libano dove dirige il centro educativo Al-Ihsan, sta girando l’Europa per sostenere la creazione di una zona protetta nel sud del Paese. A crederci è Sheik Abdo Hsyan , insegnante e profugo siriano rifugiato dal 2015 nel campo profughi di Akkar in Libano, dove dirige il centro educativo Al-Ihsan realizzato per sostenere bambini e adolescenti arrivati dalla Siria con le famiglie. L’Università Cattolica attraverso l’Unità di Ricerca sulla Resilienza (RiRes) ha realizzato diverse attività di formazione per gli operatori presenti nel campo e creato uno specifico “Programma educativo su resilienza e pace” che ora viene implementato in altri campi profughi in Libano e Siria. Siamo riusciti ad arrivare in Libano, ma questo paese dato il numero elevato di rifugiati non è in grado di gestire l’accoglienza in modo adeguato» - ha raccontato lui stesso durante il convegno dello scorso 11 maggio in largo Gemelli dal titolo “ Tornare in Siria. Siamo, dunque, costretti a ritornare in Siria, dove, neanche a dirlo, il rischio di finire nel vortice del conflitto politico, etnico e religioso è molto elevato e la paura di essere perseguitati in Siria è tanta. Ecco, quindi, l’idea di trasformare la zona nel sud del Paese, da cui molti dei profughi che vivono in Libano provengono, in un’area umanitaria sotto la protezione internazionale. Con la sua proposta Sheik Abdo Hsyan sta facendo il giro dell’Europa: ha già convinto alcuni membri della Commissione europea a Bruxelles, del parlamento francese, della delegazione Onu a Ginevra e ora il Consiglio comunale di Milano.

 
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