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Comunicazione, consigli per naviganti

cattolicapost Comunicazione, consigli per naviganti Erica Negri, Layla Pavone, Linda Ovena, Silvia Barbieri e Mara Maionchi , cinque professioniste del settore, spiegano competenze e i profili emergenti nel mercato del lavoro. E, nel mercato del lavoro, il confronto non si gioca su un piano locale o nazionale, i confini si sono allargati al globo e l’orizzonte è quello digitale. È quello che hanno spiegato le professioniste coinvolte nel workshop “ Le professioni della comunicazione “, organizzato dall' Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) , che si sono confrontate su come affrontare le sfide nel settore della comunicazione. Layla Pavone , Chief Innovation & Marketing and Communication Officer e consigliere delegato di Digital Magics Spa, mette l’accento sulle soft skills , molto ricercate oggi: il mondo della comunicazione richiede «capacità di essere molto flessibili, di avere un pensiero trasversale, di essere resilienti». La docente e condirettrice del master in Digital Communication Specialist , sottolinea l’importanza di saper «leggere in maniera orizzontale quelli che sono i fenomeni e la capacità di relazionarsi, di ingaggiare, quindi di coinvolgere le persone. Altro grande tema della comunicazione legata al mondo del digitale e dei social media in particolare, dove una delle parole chiave più importanti per chi si occupa di comunicazione è proprio l’engagement». Nel suo caso, la volontà di rimettere tutto in gioco è stata una scommessa vinta con grande testardaggine e caparbietà: «Capire quello che volete fare è il miglior regalo che possiate farvi».

 

Son tutte chiacchiere?

by a cura di Velania La Mendola | 24 gennaio 2018 “Più cresce l’informazione, più sembra diminuire la conoscenza, e il vuoto di pensiero sempre più si riempie di hate speech , bufale, fake news . La crescita dei populismi e del cosiddetto consenso post-politico pone grandi sfide, così come la polarizzazione del dibattito che spinge le persone agli estremi, dato che provocare è un modo di massimizzare il coinvolgimento”. Ad esempio il filosofo tedesco precisa che il diffondersi e ripetersi della chiacchiera ha il potere di trasformare il non sapere in sapere : un non sapere continuamente presentato, ripetuto e diffuso come se fosse un sapere alla fine viene percepito e soprattutto utilizzato come se fosse un sapere. Rispetto all’essenziale e alla complessità di cui la chiacchiera è un sintomo, […] il dibattito attorno alla post-truth e alle fake news si impone per la sua limpida vacuità: vecchie questioni, teoria di banalità, temi da tempo studiati, poca serietà nell’affrontarli, nessun rigore nell’esaminarli. È proprio per questa ragione, per evitare il dramma e le complicazioni di questa coappartenenza essenziale, che forse conviene lasciar perdere sia la ‘verità’ che la ‘morale’, occupandosi piuttosto della post-truth e della deontologia relativa alle fake news . Con il ritorno a uno scenario da “prima repubblica”, che assegna maggiore centralità ai partiti, è assai probabile che il rapporto tra cittadini e politica possa deteriorarsi ulteriormente e che nell’opinione pubblica il pendolo tra “testa” e “pancia” si sposti ancor più nettamente a favore di quest’ultima ». Nando Pagnoncell i è presidente di Ipsos Italia ed è docente di Analisi della pubblica opinione alla facoltà di Scienze politiche e sociali , sede di Milano.

 

Dentro la Sharing economy

milano Dentro la Sharing economy Nell’ambito di Milano Digital Week 2018 , due eventi promossi da Almed: giovedì 15 marzo un dibattito per capire chi vince e chi perde con l’economia della condivisione. Giovedì 15 marzo alle 11 in via Nirone, interverranno Mario Maggioni , docente di Politica economica, Mauro Turcatti , Public Affairs and Communication Manager - Airbnb Italia, Nicola Fusco , Founder di Paladin, la prima app mobile per noleggio diretto di oggetti. Il primo, certamente positivo, riguarda la capacità di coinvolgimento dei consumatori e i consistenti vantaggi per questi ultimi in termini di costo, personalizzazione e rapidità di erogazione dei servizi. Il secondo, più problematico, riguarda la nuova concorrenzialità con le imprese tradizionali, una certa tendenza al monopolio o al monopsonio (accentramento della domanda da parte di un solo soggetto economico) e la questione dell’equità della tassazione. digitalweek #sharingeconomy #digitale #fakenews Facebook Twitter Send by mail COME DIFENDERSI DALLE FAKE NEWS Un’intera città “connessa” attraverso il digitale, con oltre 400 appuntamenti diffusi e rivolti a tutti i cittadini: è questo lo spirito con cui prende avvio, dal 15 al 18 marzo, la prima edizione della Milano Digital Week . Anche Ferpi, tra i supporter dell’iniziativa, sarà presente con un workshop in programma venerdì 16 marzo , alle 11, all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Aula NI 110 (Via Nirone, 11 - Milano) dal titolo “ Fake news, Real damages. Moderati da Daniele Chieffi , Agi – Ferpi, interverranno Alessandra Fossati , partner Studio Munari Cavani, Salvatore Ippolito , Ad Agi, Nicoletta Vittadini , Almed – Università Cattolica del Sacro Cuore, MariaLuisa Bionda , 2bResearch, e Manuela Kron , direttore Comunicazione Nestlé.

 

Internet e anziani, alleanza digitale

RICERCA Internet e anziani, alleanza digitale I ricercatori di OssCom nelle comunità montane del Nord Italia studieranno come web e nuove tecnologie possono aiutarli a mantenersi attivi e in salute. febbraio 2018 In Italia solo un anziano su 4 (25%) nella classe di età 65-74 anni utilizza tecnologie digitali, come lo smartphone e il pc, e ha usato internet nell’ultima settimana, contro una media di quasi uno su 2 (45,5%) dei coetanei europei. La fotografia del rapporto tra anziani e digitale, realizzata su dati Eurostat 2016, è fornita da Simone Carlo , ricercatore del centro di ricerca sui Media e la comunicazione dell’Università Cattolica (OssCom) , e dal professor Fausto Colombo , direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Ateneo. Negli ultimi cento anni, la speranza di vita è aumentata di più di due anni ogni decennio, e nei prossimi cinquant’anni la proporzione di persone al di sopra dei 60 anni dovrebbe aumentare da 1 a 6 a 1 a 3. La JPI “More Years Better Lives” adotta pertanto un approccio transnazionale e multidisciplinare, che mette insieme programmi di ricerca differenti e ricercatori provenienti da diversi discipline allo scopo di fornire soluzioni per le imminenti sfide e sfruttare le potenzialità dei cambiamenti della società in Europa. Nascono così i JPI, e fino a oggi ne sono nati almeno 10, che altro non sono che processi strutturati ai quali i Paesi aderiscono su base volontaria con lo scopo iniziale di redigere un documento chiamato “Agenda strategica di ricerca” per affrontare congiuntamente le grandi sfide della società. Il saggio prende per la prima volta le mosse dagli interessi, dai bisogni degli anziani troppo spesso sottovalutati dagli studiosi con un pericolo di fondo, quello di «sottostimare anche i possibili rischi dovuti ad un uso eccessivo dei media digitali da parte delle fasce mature della popolazione».

 

A scuola? Parole non ostili

Milano A scuola? Parole non ostili La ministra Valeria Fedeli, la presidente Rai Monica Maggioni e circa 2mila insegnanti di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla Giornata di formazione per portare tra gli studenti il decalogo di un web più sicuro. Questa è l’idea al centro di “Parole a scuola” , la giornata di formazione gratuita per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, organizzata dall’Associazione temporanea di scopo “ Parole O_Stili ” e Miur presso la sede milanese dell’Università Cattolica lo scorso 9 febbraio. Si tratta di un progetto nato a Trieste che ha già raggiunto più di un milione di persone e che ora sta girando l’Europa grazie alla traduzione in dieci lingue comunitarie. Le parole non hanno solo dei mondi dietro di sé, ma definiscono dei mondi», ha dichiarato Monica Maggioni per la quale il “Manifesto delle parole non ostili” è un’indicazione di metodo utile sia per gli insegnanti sia per quanti lavorano nel mondo della comunicazione. E rispetto alle fake news ha dichiarato: «Le parole che fanno male sono anche quelle che alterano la realtà: dire una cosa al posto di un’altra non è una bufala, è un falso, e come tale andrebbe punito». Così il magistrato Gherardo Colombo ha sintetizzato quanto sia importante scegliere le parole per veicolare dei messaggi nella società durante l’incontro “Dalla Costituzione al Manifesto: le parole per crescere”, il panel che ha aperto i lavori in Aula Magna dopo la plenaria di “Parole a scuola”. Non è un caso che quello che oggi chiamiamo “Ministero della Difesa” prima si chiamasse “Ministero della Guerra”: questo cambio di denominazione rimarca quanto dice l’articolo 1 della Costituzione, ossia che “l’Italia ripudia la guerra”.

 

Parole a scuola, basta ostilità

milano Parole a scuola, basta ostilità Alla giornata di formazione gratuita, organizzata in largo Gemelli venerdì 9 febbraio per iniziativa di Ats Parole O_Stili e Miur , parteciperanno circa 2mila insegnanti da tutta Italia . Lo stesso vale per l' hate speech in rete: non lo trovano divertente quasi l'80% degli italiani dai 18 ai 35 anni, percentuale che sale per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni, che ne condannano soprattutto l’uso per divertimento (95%) o per ottenere il rispetto degli altri (93%). La giornata di formazione si terrà nella sede milanese dell’Università Cattolica venerdì 9 febbraio nell'ambito delle iniziative previste dal Miur in occasione della settimana sulla navigazione sicura e responsabile in Rete. Durante la giornata del 9 febbraio, infatti, l’Associazione Parole O_Stili consegnerà ai docenti oltre 100 schede didattiche, uno strumento operativo per affrontare i temi dell’educazione e della cittadinanza digitale attraverso i 10 principi del Manifesto, già adottato e diffuso dal Miur nelle scuole italiane con l’avvio dell’anno scolastico in corso. paroleostili #scuola #digitale #miur Facebook Twitter Send by mail IL PROGRAMMA “Parole a scuola” si apre venerdì 9 febbraio alle 9.20 nell’ Aula Magna di largo Gemelli con una sessione plenaria. Dopo i saluti del rettore Franco Anelli e della presidente dell’Associazione Parole O_Stili, Rosy Russo , interverranno Vera Gheno , linguista dell’Accademia della Crusca; Monica Maggioni , presidente della Rai, Valentina Aprea , assessore all’Istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia. Seguiranno la presentazione dei risultati della ricerca EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili e le conclusioni, a cura di Valeria Fedeli , ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

Risorse umane, la sfida digitale

cattolicapost Risorse umane, la sfida digitale L’evoluzione della tecnologia sta cambiando modi, luoghi e tempi di lavoro e chiede un ripensamento a chi gestisce il personale: dagli Hr Analytics alla Hr Digital Transformation, cosa succede nelle imprese. Parla la professoressa Barbara Imperatori by Daniela Fogliada | 19 dicembre 2017 La digital transformation, il lavoro che cambia, il ruolo delle persone e delle organizzazioni. La trasformazione continua del lavoro suggerisce un ripensamento delle modalità di gestione delle relazioni di lavoro e rappresenta un’importante opportunità per i professionisti delle Risorse Umane per ridefinire il proprio ruolo e per “fare la differenza” sia a livello economico che a livello sociale. Partendo dalle competenze degli stessi professionisti HR» osserva Barbara Imperatori , docente di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia dell'Ateneo e coordinatrice del master in International HR Management . Gli HR Analytics offrono le basi per processi di people management consapevoli e rappresentano una opportunità per creare valore per i manager di linea: supportano i processi decisionali e contribuiscono a identificare le leve di gestione delle persone più efficaci. Saper identificare le determinanti del talento e saper utilizzare, anche in logica combinata, strumenti, canali, modalità ed “esperienze” diverse per intercettare, interloquire, e attrare detentori delle competenze chiave per una organizzazione sono competenze che gli HR devono sviluppare in accordo alle esigenze di business. La progettazione di meccanismi di governo delle relazioni di lavoro può fare la differenza anche e soprattutto per il family business , in cui i professionisti HR possono aiutare imprenditori a contemperare le logiche di business con quelle familiari».

 

Professione Data Scientist

cattolicapost Professione Data Scientist Una figura che risponde all’esigenza di gestire e integrare informazioni che arrivano in varietà e volumi mai incontrati prima, spiega la psicologa Guendalina Graffigna . by Elisa Ballerini | 19 dicembre 2017 Acclamata nel 2013 dalla Harvard Business Review come una delle professioni più appetibili del 21esimo secolo, quella del Data Scientist sembra essersi guadagnata ormai da qualche anno un posto tra i lavori più ambiti di sempre. L’etichetta viene coniata nel 2008 da DJ Patil e Jeff Hammerbacher, protagonisti del mondo dei Big Data rispettivamente in Linkedin e Facebook, ispirati dalla storia di Jonathan Goldman, un dottorato di ricerca in fisica di Stanford, e neo assunto di Linkedin, ai tempi poco più di una start-up. Ma, come per i Big Data, anche quella del Data Scientist rischia di rimanere un’etichetta di moda dal contenuto se non è supportata da una formazione e certificazione universitaria adeguata, fa presente la psicologa dell’Ateneo. Diventare un Data Scientist oggi non richiede solo competenze tecniche di analisi statistica, ma anche competenze analitiche ed interpretative, e soprattutto la capacità di porre buone domande ai dati e di saperne trarre risposte actionable per il marketing e l’intelligence aziendale», prosegue la professoressa Graffigna. Oggi più che mai formare buoni data scientist vuol dire formare professionisti capaci di integrare virtuosamente competenze multidisciplinari che spaziano dall’analisi delle dinamiche dei consumi e dei consumatori, alla ricerca sui e tramite social media, fino alle competenze statistiche e di marketing che guidano il decision making aziendale». IS4MI, diretto dal professor Albino Claudio Bosio , ha scelto la strada di intrecciare le competenze “hard” di statistica avanzata, analisi dei big data e metodi e tecniche avanzate della ricerca di mercato con le competenze “soft” legate ai saperi e ai modelli applicativi della psicologia dei consumi.

 

Quando l'intelligenza è "sharing"

Nell'incontro alla Cattolica di Brescia ha parlato di "intelligenza collettiva", dei cambiamenti in atto nella società e nella quotidianità in seguito alla diffusione dei media digitali, e delle potenzialità del processo. Spesso viene espressa preoccupazione per la massiccia diffusione delle attività digitali, soprattutto tra i più giovani, che andrebbe a scapito di concetti come l'approfondimento culturale o l'interazione sociale. Tanti studi mostrano che la stragrande maggioranza delle persone con cui si comunica per via digitali sono le 5 o 6 persone che si frequentano di più durante il giorno. Anche le persone che fanno parte di una rete più estesa come certe amicizie più distanti su Facebook vengono contattate direttamente in modo contestuale quando emerge l’occasione di un incontro. Incoraggiare ogni forma di contributo e insegnare ad essere partecipi di questo enorme flusso di produzione online è secondo me più importante che semplicemente insegnare a consumare in modo critico. Quale futuro è possibile immaginare alla luce di tali potenzialità? Quello su cui sto lavorando e in cui credo molto è la possibilità di mettere insieme questo potenziale di collaborazione e d'innovazione per sostenere la trasformazione dei comportamenti in risposta al cambiamento climatico. La nostra piattaforma IYWTO è un esempio di piattaforma di intelligenza collettiva nella quale mettiamo insieme i contributi di migliaia di persone che hanno ideato servizi e soluzioni per una vita sostenibile.

 

Se l’intelligenza è sharing

Brescia Se l’intelligenza è sharing Stefana Broadbent da 20 anni studia l’impatto del digitale sulla vita delle persone e delle città, proponendo l’intelligenza collettiva come alternativa collaborativa al modello economico attuale. novembre 2017 Un cantiere di idee per provare a immaginare con realismo, ma anche con capacità di visione come dovrà essere la città del futuro. È il Laboratorio “Brescia 2030” voluto dal Comune che ha chiamato in campo anche Università Cattolica e Statale per dare rigore scientifico a un percorso che richiede uno sforzo di creatività e di partecipazione da parte di tutti i soggetti locali. Di innovazione, formazione e lavoro si parlerà mercoledì 22 novembre in Cattolica (Aula Polifunzionale ore 10.30) con Stefana Broadbent , capo del dipartimento di Intelligenza collettiva del Nesta , organizzazione benefica con la missione di rendere il Regno Unito più innovativo. Stefana ha diretto e fondato diversi centri di studio e osservatori di antropologia digitale in vari paesi d’Europa, con un approccio etnografico che intende facilitare lo sviluppo di servizi e strumenti utili. Ma cosa si intende per intelligenza collettiva? Secondo l’antropologa digitale Stefana le piattaforme digitali, strumento potente e capillare, consentono e abilitano nuove forme di cooperativismo, in cui sharing e collaborazione costituiscono una valida e democratica alternativa al modello economico dominante. Sono migliaia, infatti, ogni giorno, le persone in tutto il mondo che mettono in comune il proprio sapere, le informazioni e le competenze di cui dispongono per contribuire alla soluzione di problemi della società in cui vivono.

 

Vita e Pensiero+, nuovi e digitali

ateneo Vita e Pensiero+, nuovi e digitali Un nuovo strumento che viaggerà che via mail ogni due settimane si affianca alla storica rivista culturale dell’Ateneo nata nel 1914. settembre 2017 Alla storica rivista dell’Università Cattolica si affianca un nuovo strumento: Vita e Pensiero Plus+ , che viaggerà via mail ogni due settimane. Superati i 100 anni di storia, la redazione sentiva il bisogno di provare ad arricchire il dibattito culturale contemporaneo con uno strumento più leggero e più rapido rispetto all’uscita del bimestrale. Grazie a VP Plus , vogliamo intervenire sull’attualità per contribuire a svecchiare il clima culturale sempre più asfittico che domina il nostro Paese, dando spazio al pensiero di docenti della Cattolica e personalità esterne, credenti e non credenti». Lo scopo» spiega Roberto Presilla nell’editoriale online «non è quello di occupare un altro spazio, ma di condividere il processo che porta al fascicolo della rivista. Vorremmo coinvolgere le energie che in questi anni hanno circolato attorno alla rivista di carta e aggiungerne di nuove; trovare e incontrare nuovi lettori con cui confrontare i punti di vista e da cui imparare qualcosa». Dal dibattito internazionale è stato scelta l'intervista a Olivier Mongin , a lungo direttore di " Esprit ", pubblicata dallo stessa rivista, che svela i rapporti del presidente francese Macron con il grande filosofo Ricur, Primauté au politique .

 

Così il Museo diventa virale

brescia Così il Museo diventa virale Il Musil , spazio espositivo dell'industria e del lavoro, ha coinvolto i comunicatori del futuro per reinventarsi. Gli studenti del Geco hanno risposto con la campagna social #AdottaUnOggetto , usando media del presente per ridare vita a oggetti del passato. maggio 2017 Utilizzare i media del presente per ridar vita ad oggetti del passato: una vera e propria sfida creativa per i futuri professionisti della comunicazione. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale , tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries . Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo di riavvicinare il pubblico della rete al museo. Durante l’evento #Museo: Far Parlare il Patrimonio Culturale nell’Epoca dei Social , si svolgerà un pitch dei gruppi di lavoro, i quali presenteranno ufficialmente i diversi progetti realizzati per #AdottaUnOggetto. Oltre ai docenti che li hanno guidati nel corso del laboratorio, i professor Martire e Mininno, interverranno Renè Capovin , rappresentante del Musil, e Matteo Tarantino , docente del corso di laurea GeCo.

 
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