La tua ricerca ha prodotto 8 risultati per gemelli:

Scambia alla guida del nuovo IRCCS

Roma Scambia alla guida del nuovo IRCCS Il professor Giovanni Scambia , Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all'Università Cattolica, è stato nominato Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli – IRCCS di Roma. marzo 2018 Il professor Giovanni Scambia è il Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli – IRCCS di Roma. La ha nominato, su proposta del Presidente della Fondazione dottor Giovanni Raimondi, il Consiglio di Amministrazione riunito venerdì 16 marzo. La Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma ha ottenuto il riconoscimento del carattere di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, IRCCS, per le discipline di "Medicina personalizzata" e "Biotecnologie innovative" nei giorni scorsi con decreto del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il professor Giovanni Scambia è Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Polo Scienze della Salute della Donna e del Bambino della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. È membro del Consiglio Superiore di Sanità e Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO). Specialista in Ginecologia e Ostetricia, il professor Scambia è membro della Società Italiana di Ginecologia Oncologica, della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, dell'European Society of Gynecologic Oncology, dell'E.O.R.T. Gynecologic Cancer Coop.

 

Il Gemelli riconosciuto come IRCCS

Il Gemelli riconosciuto come IRCCS Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato in aula Brasca il decreto di riconoscimento del Policlinico come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per le discipline di Medicina personalizzata e Biotecnologie innovative. Non sono uno scienziato, ma sono innamorata della scienza: grazie a voi che mi avete accompagnato in un bellissimo viaggio in tutte le grandi sfide del mondo della Salute. Ho sempre ascoltato molto il mondo della Medicina e quella del ministero è stata una delle esperienze più importanti della mia vita». L’IRCCS è un centro di ricerca traslazionale, è un forte elemento della Ricerca italiana» ha continuato il ministro. In cinque anni di Governo quello del Policlinico Gemelli è il terzo IRCCS che ho autorizzato, poiché il progetto proposto è molto in linea con la vostra attività di ricerca, grazie a una grande team internazionale. Vi ringrazio molto e sono molto felice di poter firmare io questo decreto: in questo Policlinico c’è un’assistenza straordinaria, non solo verso il malato, ma per tutta la sua famiglia e per chi è accanto». Questo riconoscimento è il coronamento di un’operazione molto complessa e la conferma che il legame fra Università Cattolica e Fondazione Policlinico Gemelli è forte ed efficace.

 

Influenza, non fate gli eroi

Intervista all’infettivologo Roberto Cauda 10 gennaio 2018 Come affrontare il picco di influenza che ha colpito milioni di italiani? La risposta può sembrare scontata ma non lo è: mettersi a letto e non fare gli eroi . Quella di quest’anno non è molto diversa da quella degli anni passati, anche se è certa una maggiore gravità dovuta a qualche piccola variazione dei virus che ha aggravato il quadro generale con disturbi intestinali più diffusi. Quanto è importante vaccinarsi? Chi dovrebbe farlo? «Quest’anno si sono diffusi due virus di tipo A (H1N1 e H3N3) e due di tipo B. In base a quello che è circolato nell’altro emisfero abbiamo potuto prepararne due tipi, uno trivalente e uno quadrivalente. Che fare in questo caso? «Fondamentale è non farsi prendere dal panico per la temperatura elevata: l’entità della febbre non ha una relazione diretta con la gravità del quadro clinico, che può essere valutato correttamente solo attraverso un attento esame obiettivo e, se necessario, qualche mirato esame di laboratorio. Quanto dura? «La durata è usualmente di 3-5 giorni ed è contenuta entro un periodo massimo di due settimane, ma il decorso può prolungarsi in presenza di complicazioni, che possono essere anche pericolose per la vita, quando sono interessati soggetti a rischio (bambini cardiopatici, con fibrosi cistica, broncodisplasia, ecc.)». È importante vaccinarsi? La vaccinazione è l’unico modo per prevenire un’infezione ed è un presidio fondamentale per quelle categorie di persone che sono considerate a rischio di complicanze gravi. Al di fuori di queste, il vaccino è consigliabile anche in bambini piccoli, dei primi due anni di vita, poiché è il gruppo che può andare maggiormente incontro a ospedalizzazione per insorgenza di complicanze.

 

I campioni della Lazio con i piccoli pazienti del Gemelli

Roma I campioni della Lazio con i piccoli pazienti del Gemelli Una Befana anticipata per i bambini ricoverati nei reparti di Oncologia pediatrica e di Neurochirurgia infantile del Policlinico Gemelli con i calciatori della SS Lazio. I calciatori hanno incontrato i piccoli pazienti costretti al ricovero in ospedale anche nel periodo delle festività natalizie, volendo condividere con loro una fase difficile della loro giovane vita e portando doni e contagiosa allegria a bimbi, genitori e personale medico e sanitario dei reparti del Gemelli. L’iniziativa di solidarietà è stata promossa dalle associazioni Coccinelle per l'Oncologia Pediatrica Onlus e L'Albero della Vita, grazie all’impegno di Luigi Piselli , della psicologa Antonella Guido e del direttore dell’Oncologia pediatrica Antonio Ruggiero . I calciatori della Lazio sono stati accompagnati nella loro visita nei reparti dagli oncologi pediatri Ilaria Lazzareschi e Giorgio Attinà e dai neurochirurghi infantili Massimo Caldarelli e Gianpiero Tamburrini. I campioni si sono a lungo intrattenuti a scherzare e giocare in tutte le stanze di degenza con i piccoli ricoverati, mentre genitori e familiari scattavano foto. Per tutti doni e gadget offerti dalla Lazio Calcio. gemelli #solidarieta #oncologiapediatrica #neurochirurgiainfantile Facebook Twitter Send by mail.

 

Gemelli, mano bionica dotata di tatto

ROMA Gemelli, mano bionica dotata di tatto Si chiama Almerina Mascarello la prima donna italiana che per sei mesi ha indossato l’impianto. Nel team responsabile del progetto, chirurghi e neuroscienziati di varie realtà di ricerca europee tra cui il Policlinico romano e l’Università Cattolica. A raccontare all’ Adnkronos Salute la sua storia, descritta anche dalla Bbc, è Paolo Maria Rossini ( nella foto a sinistra ), Ordinario di Neurologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore dell’Area Neuroscienze del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, che ha seguito la paziente. Un’esperienza incredibile per Almerina Mascarello, che ha perso la mano sinistra in un incidente quasi un quarto di secolo fa, e ha commentato alla Bbc : «È quasi come se fosse tornata di nuovo». Sempre, sin dall’inizio, il gruppo del professor Silvestro Micera (Scuola Normale S. Anna di Pisa e Politecnico Universitario di Losanna) e numerosi giovani ricercatori da varie nazioni europee (incluso il Gemelli e la Cattolica ) hanno contribuito in modo formidabile allo sviluppo delle varie componenti del progetto di ricerca. Nei test, Almerina – che era bendata – è stata in grado di dire se l’oggetto che stava toccando era duro o morbido, cilindrico o rotondo… «La sensazione è spontanea – ha raccontato la donna alla tv britannica – come se fosse la tua vera mano. Stiamo andando sempre più nella direzione dei film di fantascienza, come la mano bionica di Luke Skywalker in Star Wars – spiega Silvestro Micera, un neuro-ingegnere dell’Epfl di Losanna e della Scuola Sant’Anna di Pisa – una protesi completamente controllata e totalmente naturale, identica alla mano umana».

 

Mariuccia, nei chiostri 75 anni dopo

alumni Mariuccia, nei chiostri 75 anni dopo Una tesi discussa nel 1942 negli scantinati di largo Gemelli per paura dei bombardamenti. Maria Clotilde Mosconi , quasi alla vigilia del secolo di vita, è tornata nella sua università. Il relatore mi disse: “ Le avremmo dato un 110 e lode ma la sua media fa 104 e non riusciamo a darle il massimo voto ”» racconta divertita, ricordando che, per paura dei bombardamenti in quel tempo di guerra, la discussione avvenne negli scantinati dell’Università. Passeggiando tra i chiostri le tornano alla mente i ricordi di un tempo lontano: l’ingresso, gli alberi, i corridoi del primo piano con le aule, dove andava a lezione. In un’altra occasione, invece, il rettore l’aveva convocata nel suo ufficio per dirle: « Signorina, ci sono due studenti che si azzuffano nei chiostri perché entrambi le fanno la corte. Poi ho cambiato zona e ho insegnato anche geografia, un’altra materia che mi era cara, anche per come ce l’aveva insegnata il professor Giuseppe Nangeroni». I nostri alumni - afferma il rettore Franco Anelli - sono la migliore testimonianza della missione formativa dell’Università Cattolica: possiedono e diffondono un patrimonio di esperienze umane, culturali e professionali di inestimabile valore per l’intera società».

 

Gemelli, ospedale sempre più rosa

roma Gemelli, ospedale sempre più rosa L’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna ha assegnato i tre Bollini attribuiti come massimo riconoscimento alle strutture attente alla salute femminile. dicembre 2017 La Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” ha ricevuto oggi da Onda , Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, 3 Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2018-2019. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Onda, da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Siamo particolarmente lieti del riconoscimento che ancora una volta l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna ha voluto assegnare al Policlinico Gemelli, ospedale da sempre attento alla salute e al benessere della popolazione femminile di ogni condizione ed età» dichiara Enrico Zampedri , direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”. In questo decennio sono stati fatti molti passi avanti nell’ambito della medicina di genere e la salute delle donne sta diventando un punto di attenzione per molte strutture, come dimostrano i nostri dati, ma c’è ancora molto da fare» prosegue la presidente di Onda. Sono un segno concreto dell’attenzione che medicina, sanità e assistenza rivolgono alle donne cercando di praticare una medicina moderna, consapevole della complessità che la specificità di genere richiede. Una differenza alla quale noi abbiamo dedicato un Centro con l’obiettivo di disegnare strategie di cura e di assistenza sempre più specifiche rispetto alle donne in modo che siano sempre più gli ospedali candidati a bollini come questo».

 

Morbillo, è rischio epidemia

Siamo di fronte a una nuova emergenza sanitaria? Lo abbiamo chiesto al professor Piero Valentini ( nella foto a sinistra ), direttore dell’ Unità Operativa Complessa di Pediatria del Policlinico Gemelli e docente di Malattie infettive alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. Non è un evento straordinario di per sé: ogni malattia infettiva ha delle fasi epidemiche che si ripetono annualmente, con oscillazioni nel corso degli anni ma, in virtù della vaccinazione, si era ottenuto un notevole calo dei casi negli ultimi anni». Che cosa è successo allora? «La riduzione della percentuale di soggetti vaccinati e la scarsa attenzione nei confronti della schedula vaccinale, che prevede una seconda dose fra 5 e 7 anni, comunque prima del periodo puberale, ha creato i presupposti per quello stiamo osservando. Infatti, a essere colpiti sono molti giovani-adulti, non vaccinati o vaccinati in modo incompleto e, di conseguenza, i bambini più piccoli, nel primo anno di vita». Quali sono le cause scatenanti del morbillo? «Più che di cause scatenanti, è meglio parlare di fattori favorenti: essendo una malattia altamente contagiosa, le situazioni di sovraffollamento favoriscono la trasmissione interumana. Ovviamente, scadenti condizioni di salute, malnutrizione, scarsa igiene aumentano le possibilità di diffusione: in molti Paesi in via di sviluppo il morbillo è molto temuto per l’elevato tributo in vite umane che viene pagato a ogni fase epidemica». Io suggerisco spesso, in modo provocatorio, di non effettuare i vaccini e di andare a fare un viaggio in taluni Paesi africani, dove le madri si sobbarcano la fatica di lunghi viaggi fino al centro sanitario più vicino, pur di sottoporre i propri figli alle pratiche vaccinali.

 
Go top