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Fiscalità e impresa, ecco il corso

Brescia Fiscalità e impresa, ecco il corso Al via il corso di "Alta Formazione Fiscalità internazionale e gruppi di impresa", promosso dalla Cattedra di Diritto Tributario con la partecipazione dell'Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Dipartimento delle Finanze. by Bianca Martinelli | 24 maggio 2018 Taglio dei nastri per il corso di Alta Formazione Fiscalità internazionale e gruppi di impresa . Il Corso, organizzato dalla cattedra di Diritto Tributario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con la partecipazione dell' Agenzia delle Entrate , Guardia di Finanza , e Dipartimento delle Finanze , vuole essere l’occasione per analizzare gli aspetti più significativi della fiscalità internazionale nell’ottica dei gruppi di imprese del territorio. Nel corso del primo appuntamento, avvenuto lo scorso 18 maggio nella Sala della Gloria di via Trieste, sono intervenuti l’Avv. Organizzati sotto la direzione scientifica del Prof. Marco Miccinesi , Ordinario di Diritto Tributario presso la Facoltà di Giurisprudenza della sede di Milano, gli otto incontri in cui è articolato il programma si terranno con cadenza settimanale fino al 13 luglio, ogni venerdì dalle ore 14.30 alle ore 17. Voci autorevoli dell’accademia, del Dipartimento delle Finanze, dell’Agenzia delle Entrate, della Guardia di Finanza, del mondo delle professioni e delle imprese, discuteranno insieme le tematiche salienti della tassazione di gruppo nella dimensione internazionale e comunitaria. Gli incontri si rivolgono ai dirigenti di impresa, ad avvocati, dottori commercialisti, funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed Ufficiali della Guardia di Finanza che intendano approfondire le tematiche più sensibili della fiscalità internazionale con uno sguardo particolare ai loro risvolti applicativi.

 

Career Day, parla Giovanni Rana

"Quando ero giovane io ogni mestiere era fatto da una persona, oggi per realizzare un prodotto occorrono figure professionali diverse e specializzate". Quando ho iniziato negli anni Sessanta mi occupavo personalmente della pasta e tre donne (di cui una era la mia fidanzata) preparavano il ripieno. Il messaggio è stato forte chiaro: per Giovanni Rana , uno dei leader mondiali del settore alimentare, re indiscusso di pasta fresca e tortellini, le idee e i sogni contano ancora. Già perché “le idee battono il capitale e la dimostrazione di questo l’ho avuta dal fatto che, di tante multinazionali, ne è rimasta una sola a competere nel mio settore”. Negli anni Ottanta, dopo uno straordinario successo ottenuto partendo praticamente dal nulla, l’azienda ha cominciato ad essere oggetto di contesa delle grandi industrie: Nestlè, Kraft, Barilla e Star iniziarono a buttarsi nella pasta fresca e alcune di quelle che si sono fatte avanti per acquistare la sua azienda. Ma io gli ho risposto di no. Mio figlio Gianluca stava finendo di studiare per venire a lavorare da me, aveva una grande passione ed era molto bravo. “Per il mercato statunitense produciamo tortelli da 80 gr l’uno e vasi di sugo tre volte grandi quelli che troviamo sui nostri scaffali in Italia, in Cina non apprezzano molto la carne ma amano i ripieni di verdure.

 

Storia d’impresa e d’acciaio

Brescia Storia d’impresa e d’acciaio Giuseppe Pasini , presidente di Aib e del gruppo Feralpi, ha raccontato il suo percorso imprenditoriale: dalla successione, poco più che ventenne, nell'acciaieria di famiglia, allo sbarco in Germania, passando per la green economoy e il mercato globale. by Bianca Martinelli | 27 marzo 2018 L’ingresso in azienda avvenuto quand’era poco più che ventenne, l’esperienza della guida di Federacciai e l’approdo su suolo tedesco con lo stabilimento in Germania in grado di generare il 50% del fatturato del gruppo, sino alla volontà precisa di giungere alla verticalizzazione del prodotto. Quella di Giuseppe Pasini è certamente una vicenda umana e imprenditoriale esemplare. Pasini ha presentato alcuni dati di grande rilievo della sua azienda: «Un miliardo di fatturato, un bilancio sociale considerevole, numerosi interventi di welfare aziendale, oltre a 50 giovani talenti inserite annualmente all’interno dell’organico aziendale». I processi di internazionalizzazione, verticalizzazione e digitalizzazione del nostro modo di fare impresa - valorizzando quindi anche le giovani generazioni - sono da sempre il perno delle nostre scelte. Grande attenzione, inoltre anche al segmento della green economy: oggi Feralpi è infatti una delle sole 15 società europee a vantare la certificazione internazionale Emas». L’Italia del resto si è sempre dimostrata competitiva nonostante un costo dell’energia maggiore del 20-25% rispetto ai suoi competitor e nonostante la Cina, quindici anni fa, sia passata dall’essere una nazione importatrice a esportatrice e oggi sia produttrice del 50% dell’acciaio mondiale» ha affermato Pasini.

 

Il mondiale delle startup

MILANO Il mondiale delle startup Dall’11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale dai cinque continenti si sfideranno per la prima volta a Milano, grazie ad Altis, nelle finali internazionali della Global Social Venture Competition. Dall’ 11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale provenienti da ogni parte del mondo si ritroveranno a Milano per contendersi il montepremi di 80mila dollari messo in palio alle finali mondiali dalla Global Social Venture Competition ( GSVC ). Quest’anno per la prima volta il concorso internazionale ideato e promosso dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley, in California, si svolgerà nel capoluogo lombardo grazie all’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ), da dieci anni partner dell’iniziativa. Due le finaliste che rappresentano il nostro Paese - Helperbit e mEryLo’ - scelte tra 65 idee di business raccolte quest’anno da Altis per l’Italian Round. Si comincia giovedì 12 aprile , alle 18 con la tavola rotonda “Promuovere ecosistemi a misura di startup” , ospitata da Regione Lombardia, tra i partner principali dell’iniziativa, nell’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli. Venerdì 13 aprile a partire dalle 8.45 nell’ Aula Pio XI ogni team presenterà la propria idea di business alla giuria internazionale che ne valuterà la sostenibilità economica e l’impatto sociale e ambientale generabile. Oltre a Regione Lombardia, sostiene la Global Social Venture Competition Intesa Sanpaolo, partner storico della GSVC Italy, insieme a Impact Hub Milano, Prospera e Réseau Entreprendre Lombardia, che confermano anche in questa occasione il loro impegno a favore dell’imprenditorialità giovanile responsabile.

 

La città del futuro

Brescia La città del futuro Sanità, turismo e impresa al femminile: nel “Libro bianco di co-progettazione territoriale integrata Brescia 2030” concertato dal Comune coi due Atenei cittadini, presentati 16 progetti per una città sempre più smart, attrattiva e tecnologicamente evoluta. Sono alcune delle 16 proposte concrete elaborate da quattro tavoli di lavoro che, chiamati dal Comune di Brescia e coordinati dall’Università degli Studi e dalla Cattolica di Brescia, si sono confrontati per individuare le linee guida e metodi applicativi per la città del futuro. Quello attuale è infatti un punto di partenza: i progetti potranno essere implementati, aggiornati, trovare finanziamenti per poi, infine, divenire fatti concreti. Riflettori punati anche sulle evoluzioni dell'industria 4.0, con progetti che mirano alla promozion di ambienti innovation friendly, e all'istituzione di percorsi di affiancamento alle aziende locali nella svolta di trasformazione digitale. Esempio concreto di questa sfida è InnexHub che, nato sotto la supevisione dell'Associazione Industriali Bresciani (Aib), si pone l'obiettivo lungimirante e fattibile di condurre il sistema imprenditoriale dei territori della provincia bresciana, di Mantova, e Cremona, verso un progressivo avvicinamento al digitale, fondamentale per rimanere sul mercato.

 

Gsvc, ecco le migliori startup italiane

MILANO Gsvc, ecco le migliori startup italiane Helperbit e mEryLo’ salgono sul podio della Global Social Venture Competition promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley insieme ad Altis. Anche quest’anno la finale italiana della Global Social Venture Competition (Gsvc), la gara internazionale promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley in partnership con l’Alta Scuola Impresa e società ( Altis ) ha individuato le due migliori idee di business che potrebbero cambiare l’economia del futuro. La seconda, invece, ha ideato un dispositivo che, direttamente collegato al paziente, permette di somministrare terapie farmacologiche attraverso i globuli rossi, limitando così il contatto tra il sangue e l’ambiente esterno, potenziale causa di contaminazione e infezioni. Il team di mEryLo’, inoltre, ha vinto il premio She4(Imp)Act , come miglior progetto “al femminile” di questa edizione, assegnato da Impact Hub Milano che ha messo a disposizione, per il secondo anno consecutivo, un pacchetto del valore di 25 mila euro per l’incubazione di 3 mesi. Sosteniamo sin dalla fondazione di Altis l’iniziativa della Global Social Venture Competition perché è fondamentale promuovere la creatività, l’energia, l’entusiasmo e lo spirito di iniziativa dei giovani, vero motore dello sviluppo di una società sana e viva», ha affermato Vito Moramarco , direttore di Altis a conclusione dell’evento. GHoMoLoG, KAITIAKI, Little Alienz, RELICTA, Talents Venture gli altri finalisti della tappa italiana della Gsvc che per questa edizione ha individuato 65 idee di business su 550 a livello mondiale da 60 paesi. Insieme ad Altis, partner dell’iniziativa sono Intesa Sanpaolo Start-Up Initiative , Associazione Prospera , Impact Hub Milano e Réseau Entreprendre Lombardia che nel corso della tappa italiana affiancano i team nelle attività di coaching e di preparazione dei pitch per le fasi finali della competizione.

 

Industria 4.0, Brescia guarda a Nord

OPTER Industria 4.0, Brescia guarda a Nord Per Gilberto Antonelli di AlmaLaurea nel bresciano la domanda di profili elevati è simile ai Paesi del Nord Europa. E per il presidente Aib Giuseppe Pasini la sfida della digitalizzazione si vince università e impresa insieme. La sfida lanciata dal professor Giovanni Marseguerra , direttore dell’ Osservatorio per il Territorio (OpTer) dell’Università Cattolica, è stata raccolta dal presidente degli industriali bresciani Giuseppe Pasini , alla guida del gruppo Feralpi, tra i leader europei nella produzione di acciaio con 2.100 dipendenti. Secondo il presidente dell’ Associazione Industriale Bresciana (Aib) , che prende a modello la Germania dove ha un’azienda con 600 addetti, per recuperare il ritardo degli ultimi dieci anni in termini di occupazione serve un grande investimento in formazione e ricerca. È il messaggio che emerge dal seminario “ Il sistema produttivo bresciano e le sfide della trasformazione digitale ” promosso da (OpTer) nella sede di via Musei del campus di Brescia dell’Ateneo. All’incontro, moderato dal direttore del Giornale di Brescia Nunzia Vallini , è intervenuto, insieme al direttore dell’Osservatorio e al presidente di Aib, il presidente del Comitato scientifico strategico di AlmaLaurea Gilberto Antonelli . Mancherà, cioè, quasi il 30-40% di giovani che traghetterà le nostre imprese nella sfida della digitalizzazione, fatta di ricerca, innovazione ed efficienza».

 

La startup sociale si colora di rosa

CATOLICAPOST La startup sociale si colora di rosa Dei sette progetti d’impresa della tappa italiana della Global Social Venture Competition quattro sono di giovani donne, due delle quali hanno vinto. I progetti hanno l’obiettivo di trovare una soluzione funzionale e di mercato a problemi sociali-ambientali particolarmente rilevanti» spiega Andrea Mezzadri di Altis, docente di Economia aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (nella foto qui a lato ) . Quanto alla Gsvc di questa ottava edizione – quest’anno arricchito dal premio “Romano Rancilio Award” , riconoscimento ideato da Rancilio Cube, acceleratore e network specializzato per la crescita delle Pmi - hanno aderito 95 progetti , che sono stati sottoposti a una prima scrematura, attraverso l’analisi dell’Executive summary, arrivando a una selezione di 40 candidati. Tra questi una giuria qualificata ha selezionato i setti finalisti che giovedì 25 febbraio hanno presentato l’idea imprenditoriale a una platea di investitori composta da fondi d’investimento, Business Angels, Venture Capital, istituzioni e aziende, decretando i vincitori della tappa italiana del contest internazionale. Non deve invece preoccupare il fatto che molti progetti non si affermino nel mercato: è infatti normale che, quando un team prova a esplorare una determinata strada ma, in corso d’opera, si accorge di trovarsi di fronte a una soluzione non sostenibile decida di abbandonare l’idea». Nel mercato la Gsvc incide molto, dal momento che dalla fase di selezione fino alla tappa finale dell’arena meeting sono presenti finanziatori che valutano di persona le potenzialità delle proposte passate in esame», fa notare il professor Mezzadri. UBT RX Free Mammogram - sistema per il rilevamento del cancro al seno realizzato con una tecnologia innnovativa che porta i seguenti vantaggi: assenza di radiazioni ionizzanti, evita lo schiacciamento della mammella, user friendly, meno costoso rispetto ai sistemi tradizionali del 50%.

 

Industria 4.0 con Giuseppe Pasini

Brescia Industria 4.0 con Giuseppe Pasini Il presidente degli industriali bresciani e il presidente del Comitato scientifico strategico di AlmaLaurea Gilberto Antonelli ospiti di OpTer per discutere del sistema produttivo bresciano e delle sfide della trasformazione digitale. febbraio 2018 In un contesto di crescita globale, ci sono segnali positivi anche per l’Italia e per il sistema economico bresciano. L'incontro, moderato dal direttore del Giornale di Brescia Nunzia Vallini , sarà aperto dal saluto del prorettore Mario Taccolini , e dall’introduzione del direttore di OpTer Giovanni Marseguerra . Le nuove professioni richiederanno profili dotati, insieme, di competenze tecnologiche e manageriali, e di soft skills quali leadership, intelligenza emotiva, pensiero creativo e gestione del cambiamento. Serve allora creare un canale privilegiato tra sistema produttivo e mondo della ricerca, che permetta, nel breve periodo, di traghettare le imprese verso il modello industriale del 4.0, e, nel medio periodo, di creare un circolo virtuoso tra tre elementi fondamentali: raffinatezza, competitività e sviluppo del territorio. Serve un cambio di paradigma culturale, da attuare all’interno delle imprese, ma anche nella società, per riuscire a cogliere le immense opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Ci sono tutte le condizioni perché da Brescia parta e si sviluppi un modello virtuoso di collaborazione, in campo educativo e formativo, che consenta ai nostri giovani di cogliere le opportunità dell’economia digitale.

 

A Cremona la GenerAzione creativa

Cremona A Cremona la GenerAzione creativa Oltre duecento studenti delle scuole superiori presenteranno la loro idea d’impresa al final contest del progetto promosso da Economia e Scienze agrarie alimentari e ambientali nel campus cremonese dell’Ateneo. Finale venerdì 23 febbraio 22 febbraio 2018 Sviluppare il proprio istinto imprenditoriale. Durante l’evento conclusivo , che si svolgerà presso la Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona a partire dalle 9 del 23 febbraio , le dieci squadre finaliste avranno a disposizione 6 minuti tempo per presentare la propria idea. Ma ci sarà un altro momento di valutazione per i video: quello tecnicamente migliore - quello più creativo - quello più efficace nel comunicare l’idea di business saranno valutati da giornalisti e da un esperto di video maker. Grazie al contributo di Credito Padano i tre gruppi vincitori riceveranno in premio il primo gruppo classificato un buono da 500 euro per la scuola, il secondo e il terzo Gruppo classificato un buono da 250 euro . Inoltre, tutti i componenti dei tre gruppi che si classificheranno nelle prime tre posizioni riceveranno in premio un voucher vacanza per due persone. generazionecreativa #innovazione #impresa #scuole Facebook Twitter Send by mail.

 

Diritto penale d’impresa, quale riforma

MILANO Diritto penale d’impresa, quale riforma Gli specifici strumenti di contenimento delle condotte devianti non sempre si rivelano adeguati. Un assunto che è stato al centro del convegno “Il diritto penale dell’impresa, tra riforme attese, concluse e annunciate” , che si è svolto il 18 dicembre in Università Cattolica per concludere la quinta edizione del master in Diritto penale dell’impresa ( Midpi ) e lanciare la sesta, iniziata il 12 gennaio. La relazione conclusiva, tenuta da Francesco D’Alessandro , docente di Diritto penale commerciale dell’Ateneo ha, infine, esaminato il tema delle «riforme attese», ma mai effettivamente realizzate, in materia di abusi di mercato. Secondo il professor Gabrio Forti , preside della facoltà di Giurisprudenza, il dibattito dimostra come siano «mutate le narrazioni della crisi d’impresa», cui il legislatore prova a rispondere apprestando specifici strumenti di contenimento delle condotte devianti, che tuttavia non sempre si rivelano adeguati. L’incontro – al termine del quale è stato presentato il nuovo progetto “Alumni” – si è concluso con la consegna dei diplomi della quinta edizione e con il conferimento del premio dell’ Associazione dei Componenti degli Organismi di Vigilanza ex D.Lgs. dirittopenale #impresa #prevenzione Facebook Twitter Send by mail IL MASTER È iniziata venerdì 12 gennaio la sesta edizione del master in Diritto penale dell’impresa ( Midpi ), organizzato dall’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (Asgp).

 

In vetta a Forbes 30 under 30

piacenza In vetta a Forbes 30 under 30 Rocco e Christina Baldassarre , con la loro storia d’impresa e d’amore nata sui banchi del Double Degree di Piacenza , sono in testa alla classifica, stilata dalla rivista americana, dei giovani imprenditori più influenti nel marketing a livello mondiale. Rocco e Christina Baldassarre , con la loro storia d’impresa e d’amore sbocciata sui banchi del Double Degree a Piacenza, sono stati inclusi in prima posizione sulla lista Forbes 30 under 30 nel marketing e nella pubblicità a livello mondiale. Italiano di Lecce, lui, tedesca lei, Rocco e Christina si sono conosciuti frequentando i corsi di doppio titolo della facoltà di Economia e Giurisprudenza del campus piacentino dell’Ateneo. E da lì è cominciata, anche la storia imprenditoriale di Zebra Advertisement , l'agenzia di search engine marketing che fattura oggi circa un milione di dollari e ha sede a Miami . Nel frattempo, per il suo lavoro con Bing Ads, Microsoft ha assegnato l'MVP Award a Rocco, che è anche la persona più giovane e l'unica ad aver ricevuto questo premio e il più giovane vincitore di Google Partners All-Stars. Christina è la prima cittadina tedesca ad aver vinto il German Stevie Award oltre a essere una quattro volte vincitrice del Google Partners All-Stars, di cui è anche il più giovane vincitore . Dopo un processo di valutazione delle circa 15.000 candidature arrivate nell'ultimo anno, Forbes ha selezionato 600 ragazzi sotto i 30 anni di età da 50 Paesi del mondo, che stanno facendo grandi cose nei propri ambiti di competenza.

 

Cinema d'impresa, vince Luca

Brescia Cinema d'impresa, vince Luca Allo studente del GeCo di Brescia l’edizione 2017 del premio di Assolombarda. In “ Incollati per sempre ” racconta la storia di una multinazione del settore degli autoadesivi attraverso gli occhi di un’insolita bibliotecaria del medioevo. Classe 1994, laureato cum laude in Cattolica nel corso di Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo (Stars), Sorsoli ha sbaragliato la concorrenza dei suoi colleghi con "Incollati per sempre" in cui racconta la storia di un'azienda multinazione leader nel settore dell'incollaggio e degli autoadesivi. Durante la premiazione ufficiale, che si è svolta lo scorso 10 novembre a Milano, al giovane videomaker è stato consegnato il premio in palio di mille euro. Per il secondo anno, così, l’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) ha partecipato al concorso organizzato da Assolombarda e rivolto a giovani registi provenienti da importanti scuole di cinema del territorio. L’abilità di Luca è stata quella di utilizzare un linguaggio universale, fresco e accessibile come quello dell’audiovisivo per comunicare in un ambito apparentemente ostico come la chimica. L’industria chimica è oggi consapevole delle sue criticità, ma si è profondamente rinnovata rispetto al passato e ha messo a punto una serie di accorgimenti che meritano di essere conosciuti.

 

Imprese-università, nuova alleanza

Ci sono modi ormai consolidati di perseguire questo scopo: il coinvolgimento di uomini d’impresa nelle lezioni, gli stage (che ormai riguardano quasi 8.000 studenti l’anno), le giornate dedicate ad incontrare le imprese, come il career day che si svolge presso ciascuna delle nostre sedi in Italia. Secondo la sua esperienza, che cosa cercano le imprese nei rapporti con un ateneo? E che cosa trovano in Cattolica? «Un’impresa viva sa che il suo futuro è dato dalla qualità delle persone che riesce a coinvolgere. Con due vantaggi peculiari: la grande varietà dei profili di competenze che si possono trovare; un certo imprinting culturale, direi umano, che il nostro Ateneo trasmette, come per osmosi, a chi lo vive intensamente. Si parla spesso di Terza missione delle università, intendendo tutte quelle attività di impatto sociale che gli atenei realizzano contestualmente alle proprie principali finalità: educazione e ricerca. Rispondere in poche battute a come questa tensione si esplica in Cattolica è impossibile…» Proviamoci… «Me la cavo portando due esempi che sono emblematici del nostro modo di essere nel mondo. In questo senso, quanto più si ha a che fare con soggetti alla frontiera di una certa disciplina, quanto più ci si confronta ci si fa interrogare da essi, tanto più i contenuti e i metodi dell’università si rinnovano. impresa #lavoro #alleanza #formazione Facebook Twitter Send by mail CINEMA D'IMPRESA, VINCE LUCA (ALMED) Allo studente del corso di laurea magistrale GeCo della sede di Brescia dell'Università Cattolica l’edizione 2017 del premio di Assolombarda .

 

Recruiting, cambia la filosofia d’impresa

E, secondo il professor Giuseppe Scaratt i, oltre al valore economico, si fanno strada un’ etica ed estetica del buon lavoro 19 dicembre 2017 Non di solo utile vive l’azienda ma anche di bello e di buono . Può sembrare paradossale ma, nella grande trasformazione dell’industria 4.0, che qualcuno definisce già “quarta rivoluzione industriale”, tornano a farsi largo nelle aziende concetti che possono sembrare anacronistici o richiamare, addirittura, categorie filosofiche . Non è un caso che, secondo Patrizia Crimella e Cristina Cancer (nella foto a sinistra) , «il driver più importante da parte delle aziende che cercano nuovi profili, ma anche da parte dei candidati stessi, sia la corrispondenza dei valori e della cultura aziendale che viene comunicata . In sintesi, come afferma Giuseppe Scaratti, « capitale personale , sociale e organizzativo concorrono a configurare un terreno comune di sostenibilità, in cui sono percepiti e diffusi, sviluppati, riconosciuti e premiati comportamenti che si ispirano a un’idea di azione produttiva che anima la tensione trasversale verso risultati perseguiti». La posta in gioco – secondo lo psicologo del lavoro dell’Ateneo – è il recupero di un autentico orientamento value based , che restituisca alle organizzazioni nuove culture imprenditoriali e manageriali e rinnovate condizioni per lo sviluppo di un’etica ed estetica del buon lavoro ». Si tratta di attitudini e abilità che una solida formazione filosofica e umanistica permette di sviluppare, ma che richiedono di un’adeguata conoscenza dell’impresa, delle sue strutture e dei suoi processi. Da un lato, infatti, allo studente è fornita una conoscenza specifica delle diverse attività d’impresa con competenze di carattere manageriale, quantitative, di processo e di progetto; dall’altro, questo approccio è integrato con lo sviluppo delle competenze logiche, etiche, economiche e linguistiche tipiche di una formazione umanistica avanzata e flessibile.

 

Integrare? Impresa (sociale) riuscita

cattolicapost Integrare? Impresa (sociale) riuscita Quattro fondatori under 30, 6 mesi di corso per 12 tra richiedenti asilo e rifugiati per renderli autonomi: sono gli ingredienti del successo imprenditoriale di Officina Casona. Durante la triennale in Scienze linguistiche per le Relazioni internazionali in Università Cattolica Francesca ha partecipato a un progetto Overseas negli Stati Uniti e ha vissuto un’esperienza di volontariato internazionale grazie al Charity Work Program dell’Ateneo. L’idea è nata da un gruppo di giovani, tutti laureati da un paio di anni e uniti da un’esperienza di volontariato in una fondazione locale: Michele , architetto, Gloria , laureata in gestione d’impresa, Andrea , copywriter (nelal foto in alto con Francesca) . Per questo ha intrapreso un nuovo percorso, l’ Executive master in Social Entrepreneurship (EMSE) dell’ Alta Scuola Impresa e Società (Altis) , vincendo una borsa di studio totale di Ubi Banca: «È stata la chiave di volta che ci ha fatto fare il salto dall’idea alla realtà. Dopo sei mesi di attività di aggregazione, i quattro ragazzi hanno bussato alla porta di Fondazione Somaschi e Intrecci, due cooperative sociali che gestiscono centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, con la proposta di dare vita a laboratori di manualità basati sul recupero. La grande sfida che hanno vinto è stata quella di riuscire a portare nel centro persone del territorio che non hanno familiarità con il mondo del volontariato e dell’accoglienza, per far vivere loro un’esperienza di incontro e condivisione con i rifugiati. Ne sono scaturiti i primi tre laboratori, di legatoria, serigrafia e cucina, avviando inoltre corsi di formazione al lavoro, alla lingua e alla socialità per 12 richiedenti asilo e rifugiati under 35, a cui si sono aggiunti quelli di pelletteria con stampa serigrafica, di ciclomeccanica, di falegnameria, e di ceramica.

 

L’e-commerce è Halal

giugno 2017 Dal portale e-commerce con prodotti certificati Halal per la comunità islamica alla piattaforma online B2B per il recruiting delle modelle, fino alla app mobile come alert per segnalare ai comuni situazioni di degrado o di rischio ambientale e antropico. Alcune di queste hanno vinto la quarta edizione di Dr. Start-upper , il percorso di promozione di nuove idee d’impresa, nato dalla collaborazione tra Università Cattolica e Camera di commercio di Milano. Creatività e spirito di iniziativa sono dunque la cifra che permette a molti studenti di tradurre le proprie idee in progetti imprenditoriali con tanto di business plan e dettagli sul possibile ingresso nel mercato. Con l’aiuto di un corso e di esperti di imprenditoria, gli studenti hanno tutti i supporti necessari per svilupparli, spesso districandosi contemporaneamente tra esami e tesi di laurea. Gaia è di Rieti, ha vissuto da protagonista l’emergenza del sisma che ha colpito il centro Italia e ha così immaginato di poter contribuire alla prevenzione di calamità come alluvioni e terremoti. Smart e innovativa è anche l’idea di Icast , secondo progetto classificato al Dr. Start-upper, piattaforma B2B che si propone di snellire il processo di recruiting di modelle e modelli nel mercato del fashion riducendo, attraverso semplici filtri di ricerca, la durata della selezione da cinque giorni a pochi minuti. Il primo premiato, Halal Made in Italy, si è aggiudicato la possibilità di essere inserito in Corefab , un incubatore e sito di coworking per lo sviluppo e la progettazione di nuovi prodotti - aperta a imprenditori, professionisti, ricercatori, startupper e innovatori.

 

Talent Academy, il talento è donna

MILANO Talent Academy, il talento è donna Finalissima tutta al femminile per la tredicesima edizione del project work del Cimo, che offre l’opportunità agli studenti di creare progetti di comunicazione per grandi realtà imprenditoriali. by Marco Tangerini | 11 luglio 2017 Da Maserati a Nestlé Baci Perugina, da Adecco Group a Intesa Sanpaolo, fino a Si-log, azienda fiorentina con sede americana attenta a far risaltare i giovani esperti di comunicazione. Ad aggiudicarsi il podio il team di Francesca De Villa , Marta Michelis e Beatrice Bellotto per Adecco Group, grazie anche all’aiuto della coach Paola Amendola , ex vincitrice di Talent Academy. Le studentesse sono state premiate da Giorgio Brenna , Chairman & Ceo Continental Western Europe di Leo Burnett Company Worldwide, e si sono aggiudicate un anno di associatura alla prestigiosa International Advertising Association. Novità di quest’anno il premio della critica per il progetto più rivoluzionario, vinto dal team di Anna Leggeri con Isabella Tagliabue e Laura Rurali , premiate da Angelo D’Alessandro , fondatore di buddybank, la banca esperienziale di Unicredit. Cinque i team finalisti di questa edizione: oltre a quelli capitanati da Francesca De Villa, per Adecco Group, e da Anna Leggeri, per Maserati, i gruppi di Stefania Melina , per Baci Perugina, di Alice Giacomini , per Si-Log, e di Giulia Frassica , per Intesa Sanpaolo. Avvicinare i Millennials al brand, rivoluzionare l’esperienza del prodotto, tattiche innovative di employer branding: questo e molto di più nel corso dell’esposizione dei cinque team, capaci di tenere il palco come delle professioniste.

 

Le Cicogne, la start-up vola alto

roma Le Cicogne, la start-up vola alto Monica Archibugi , laureata in Economia sanitaria alla sede di Roma , a 28 anni ha messo in piedi un’impresa che gestisce in tempo reale servizi per mamme e bebè usando la rete. Un’idea che è cresciuta facendo il lavoretto di baby sitter durante gli studi. È così che è nata Le Cicogne, una start up che fa incontrare la domande e l’offerta di baby sitter in Italia. Tutto è accaduto per gradi: ho iniziato con un quaderno e una penna a tenere traccia dei contatti e gestire le mie ore, poi le richieste delle mamme in cerca di baby sitter sono diventate sempre più insistenti e non riuscivo più a far fronte a tutte da sola. Il nostro progetto è stato accolto e abbiamo avuto un finanziamento che ci consentisse di pagare persone che seguissero la cosa. Un’attenta strategia di marketing e tanta pazienza nel raccogliere tutti li annunci online di baby-sitting ha aiutato Monica ad espandere la propria rete, così Le Cicogne sono arrivate in tutta Italia, con tanto di rilievo sulla stampa nazionale. Un affare partito da un’esigenza concreta che Monica ha saputo affermare grazie alla rete e alla sharing economy, che avvicina le persone e fa di una necessità la chiave di un successo.

 
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