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Contro le mafie, usa la testa

brescia Contro le mafie, usa la testa Le tesi di cinque studenti di Psicologia e Scienze della formazione primaria della sede di Brescia studiano l'importanza degli aspetti psicologici e educativi nella lotta al fenomeno mafioso. Quelli che hanno utilizzato cinque studenti laureati in Psicologia e in Scienze della formazione primaria della sede di Brescia nel loro lavoro di tesi. Guarda ai bambini, Denise Beltrami , laurea in Scienze della formazione primaria, che dimostra che la mafia non è un argomento solo da grandi, ma può essere spiegato anche ai bambini attraverso il linguaggio della fiaba. Emma Cotelli ha studiato come portare sostegno psicologico agli agenti della scorta e dare loro supporto nel difficile lavoro di affiancamento a chi ha deciso di collaborare con la giustizia. Ha osservato la presenza della mafia italiana in Canada ed esplorato com’è vissuta dalla popolazione del luogo attraverso gli occhi dei poliziotti, coloro che più di tutti si trovano a fronteggiare questo fenomeno. Alla manifestazione partecipa anche l’Università Cattolica nella giornata di venerdì 3 marzo, con il centro studi per la Legalità , diretto da Luciano Caimi , e con la presentazione del libro “Adolescenti italiani e cultura della legalità” di Maddalena Colombo . Iniettare passione verso la legalità nei giovani studenti - sottolinea il professor Giorgi - è l’obiettivo dell’Università Cattolica, che sta lavorando con la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Brescia per far sì che in futuro ci siano sempre più cittadini attivi nel contrastare il fenomeno mafioso».

 

Mafie da ridere, l’arma del cinema

BRESCIA Mafie da ridere, l’arma del cinema La criminalità organizzata è un fenomeno che non solo si è infiltrato ma si è radicato anche al Nord: la via dell’ironia può essere uno strumento in mano alla società civile per combatterla. novembre 2015 L’ironia può essere un’arma della società civile? Attraverso il racconto del cinema, il Centro studi per la legalità, diretto dal professor Luciano Caimi , in collaborazione con le Alte scuole di Psicologia e Media, comunicazione e spettacolo ha organizzato il quarto convegno di studi per parlare del fenomeno mafioso. Il convegno è stato introdotto dal professor Caimi e da Gian Antonio Girelli , presidente della Commissione speciale antimafia della Regione Lombardia, che ha sottolineato che la mafia in Lombardia ormai si è radicata, non solo infiltrata. Fortunatamente l’antimafia parla soprattutto il linguaggio dei giovani - ha detto Girelli -. Ed è da qui che si deve partire. Ne è una conferma la copiosa presenza di studenti riuniti in questa aula magna: di questo ringrazio il Centro studi della Cattolica che da anni sta lavorando in questa prospettiva». Nella tavola rotonda sono intervenuti don Marco Mori della pastorale giovanile della diocesi di Brescia, e i professori Ruggero Eugeni , Caterina Gozzoli , Antonino Giorgio e Domenico Simeone .

 
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