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Diritto alla salute, restano le disparità

Roma Diritto alla salute, restano le disparità Servizio sanitario nazionale unico ma sono ancora troppe le differenze nelle condizioni di salute e nell'aspettativa di vita degli italiani, secondo il focus sulle disuguaglianze di Osservasalute. febbraio 2018 In Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d’istruzione: hanno una speranza di vita più bassa le persone che nascono al Sud, in particolare in Campania, o che non raggiungono la laurea. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano la popolazione di livello sociale più basso con un impatto significativo sulla capacità di prevenire o di diagnosticare rapidamente le patologie. Per approfondimenti: www.osservatoriosullasalute.it #salute #disuguaglianze #regioni #osservasalute Facebook Twitter Send by mail ALCUNI DATI DEL FOCUS SULLE DISUGUAGLIANZE SANITARIE Le evidenze testimoniano che in Campania nel 2017 gli uomini vivono mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nelle regioni del Nord-est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. Scendendo nel dettaglio territoriale, il dato sulla sopravvivenza mette in luce l’enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa che palesano uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. Le Province più longeve sono quelle di Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, 1,3 anni in più della media nazionale, seguite da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio.

 

Vaccini da adulti, sorride l'economia

Roma Vaccini da adulti, sorride l'economia Solo l’antinfluenzale si traduce in giornate di lavoro non perse e minore spesa previdenziale: se si vaccinassero 900mila persone in più in età lavorativa, il sistema economico guadagnerebbe 450 milioni di euro ogni anno. dicembre 2017 Per ogni euro investito in vaccini in età adulta se ne recuperano in media 2 in termini di gettito fiscale e 16 in termini di maggiore produttività sul lavoro. Insomma le vaccinazioni, oltre ad essere uno strumento fondamentale di prevenzione delle malattie infettive, producono importanti risultati anche per l’impatto che hanno dal punto di vista economico e fiscale che possono essere dettagliatamente valutati. Se si riuscisse a “convincere” 900.000 adulti in età lavorativa in più a vaccinarsi (rispetto ai circa 2 milioni di Italiani che attualmente si vaccinano in età adulta) il sistema economico “guadagnerebbe” ben 450 milioni di euro ogni anno. L’analisi, che ha visto la partecipazione del Ministero della Salute, dell’ISS, dell’INPS, della Società Italiana di Igiene (SITI) delle Università di Roma Tor Vergata, Genova e Firenze e di FIMMG, presentata oggi durante un workshop presso l’Auditorium del Ministero della Salute, alla presenza del Ministro On.le Beatrice Lorenzin . La prevenzione e le vaccinazioni, in particolare, sono state al centro della recente azione politica del Ministero della Salute con il lancio del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale (PNPV 2017-2019) e i recenti provvedimenti in ambito vaccinale per i minori in età scolare. Tutti i vaccini contenuti nel Calendario del PNPV 2017-2019 sono stati inseriti nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA), garantendo ai cittadini che rientrano tra le categorie target per la vaccinazione il diritto di usufruire di questo fondamentale strumento di prevenzione.

 

Un software per il diabete giovanile

roma Un software per il diabete giovanile I ricercatori della facoltà di Medicina-Policlinico A. Gemelli in collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma hanno sviluppato un metodo diagnostico per predire il rischio di complicanze con un prelievo. Messo a punto nell’ambito di una ricerca pubblicata sulla rivista “ Plos One ”, il metodo diagnostico si basa su un software che riconosce automaticamente informazioni dalle immagini microscopiche di alcune cellule del sangue del paziente (globuli rossi): è sufficiente, quindi, un semplice prelievo per eseguire il test. Il suo fondamento è nel fatto che se il paziente va incontro a molti episodi di aumento di glicemia, quindi non controlla bene la malattia, la membrana dei globuli rossi ne viene danneggiata e il software è in grado di captare con elevata sensibilità questi danni. Tuttavia non pochi dubbi sull’attendibilità di questo esame sono emersi di recente, in quanto non è infrequente vedere la comparsa di complicanze vascolari anche in chi ha valori sempre buoni di glicata. Gli esperti dell’Università Cattolica e del Gemelli si sono accorti che la membrana del globulo rosso risulta danneggiata se la malattia è mal gestita e vi è la tendenza a troppo zucchero nel sangue (episodi frequenti di iperglicemia). In particolare cambia la composizione della membrana del globulo rosso, che risulta più fluida e il sistema messo a punto è in grado di captare questo cambiamento di fase utilizzando immagini del globulo rosso ottenute al microscopio. Questo nuovo test supera quello dell’emoglobina glicata in termini di sensibilità e di accuratezza, ma bisogna lavorare a un prototipo che abbassi i costi di realizzazione.

 

Salute, consigli per l’estate

L’abbiamo realizzato con l’aiuto dei professori della facoltà di Medicina e Chirurgia della sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ci hanno fornito preziosi suggerimenti su come sopravvivere a giornate afose, prevenire le scottature solari, alimentarsi correttamente e quali farmaci è sempre utile avere in valigia. Di fronte a ogni cambiamento del comportamento e/o delle condizioni generali bisogna considerare la possibilità che questo derivi dalle conseguenze del caldo eccessivo e quindi assicurare anzitutto un ambiente fresco e un’adeguata idratazione». In estate cambia il clima e l’elevazione della temperatura è causa di malesseri che in qualche modo possono essere contrastati adottando delle precauzioni in campo alimentare », osserva il professor Giacinto Miggiano , direttore UOC di Dietetica e Nutrizione Umana alla Fondazione Policlinico Universitario “A Gemelli”. Tuttavia fa sicuramente male quando ci si espone in modo eccessivo per periodi di tempo prolungati, ad esempio, tutta la giornata incluse le ore centrali e più calde, aumentando la probabilità di avere ustioni solari che rappresentano un noto fattore di rischio per i tumori della pelle». In ogni caso, al di là dei farmaci, di cui abbiamo detto, occorre informarsi bene sulle condizioni sanitarie e climatiche del paese in cui si va, della eventuale necessità di vaccinazioni e/o di altra profilassi farmacologica. Eppure, anche se ci troviamo nei luoghi più remoti siamo sempre alla ricerca del WiFi per leggere mail o le chat di WhatsApp… «Non dobbiamo pensare che se facciamo di più produciamo di più. La prima regola a cui attenersi –che, poi, fa parte delle buone maniere che un po’ tutti dovrebbero conoscere - è non invadere lo spazio acustico altrui, cercando di non parlare ad alta voce sotto l’ombrellone o in luoghi come musei, ristoranti, alberghi».

 

Come difendersi dai pericoli dell’estate

ROMA Come difendersi dai pericoli dell’estate Una serie di semplici ma utili consigli su come prevenire, e come agire, in caso di contatto con vipere, api, vespe, calabroni, pesci e meduse. luglio 2017 Di Loredana Dominici * Nel periodo estivo le nostre vacanze possono essere compromesse da alcuni sgraditi incontri con dispettosi rappresentanti del mondo animale che popolano la terra, il mare e l’aria. Ecco una serie di semplici, ma utili consigli su come prevenire e come agire in caso di contatto con questi piccoli animali, forniti da Loredana Dominici , biologa del Centro Anti Veleni della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”. A TERRA: VIPERE Quello fra tutti che spaventa di più è sicuramente il morso di vipera . Nei luoghi “a rischio” (ambiente rurale al di sotto dei 3.000 metri di altezza) è opportuno: • Indossare un corretto abbigliamento (pedule da montagna, calze, pantaloni lunghi). Il veleno di questi pesci è inattivato dal calore quindi bisogna mettere la parte colpita (mani o piedi) in un contenitore d’acqua molto calda (al limite della sopportabilità al di sotto dei 45° C) per 30-60 minuti. Se la zona è ampia ed esposta alla luce è opportuno consultare un medico che prescriverà un anestetico locale e valuterà l’ipotesi di una profilassi antitetanica o di un trattamento con cortisone e/o antibiotici per ridurre il rischio di infezioni.

 

Arriva il paziente 3.0

maggio 2017 I pazienti poco coinvolti nel processo di cura rischiano 10 volte di più di incorrere in ricadute e/o aggravamenti rispetto a pazienti con alto Engagement . A risentire dell’effetto negativo della mancanza di Engagement è anche il portafoglio dei pazienti: la spesa sanitaria mensile out-of-pocket – cioè direttamente dalle tasche dei pazienti cronici intervistati - raddoppia quando la persona non si sente coinvolta e protagonista del proprio percorso sanitario. L’Università Cattolica in collaborazione con la DG Welfare di Regione Lombardia e sotto la supervisione metodologica dell’Istituto Superiore di Sanità ha promosso per la prima volta a livello mondiale una Conferenza di Consenso per il Patient Engagement . Il paziente attore protagonista del sistema di cura è la sfida del futuro per il Patient Engagement , ossia il processo che promuove la centralità e la partecipazione della persona nel proprio percorso sanitario, valorizzandone le scelte consapevoli, le priorità assistenziali, il contesto di vita familiare. L’Università Cattolica in collaborazione con la DG Welfare di Regione Lombardia e sotto la supervisione metodologica dell’Istituto Superiore di Sanità ha promosso per la prima volta a livello internazionale una Conferenza di Consenso per il Patient Engagement . Iniziative di sensibilizzazione sociale, di informazione sul valore dell’Engagement, oltre che una trasparente disamina delle difficoltà incontrate dalle persone nel processo di Engagement sono auspicabili. E’ necessaria una certificazione e regolamentazione delle tecnologie per la promozione dell’Engagement È fondamentale promuovere una configurazione di politiche, principi e criteri volti a regolamentare la progettazione e implementazione di iniziative tecnologiche di promozione dell’Engagement in grado di garantire e tutelare la salute delle persone che ne fanno uso.

 

Osservasalute, prevenzione cenerentola

ROMA Osservasalute, prevenzione cenerentola Secondo l’edizione 2015 del Rapporto gli stili di vita degli italiani sono in leggero miglioramento, si fa più sport e si fuma meno. È questa in estrema sintesi la situazione che emerge dalla tredicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2015) , un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Università Cattolica. Pubblicato dall' Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma, è coordinato da Walter Ricciardi , presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, e da Alessandro Solipaca , segretario scientifico dell’Osservatorio. Diminuisce, inoltre, la percentuale di bambini di età 8-9 anni in eccesso ponderale: dal periodo 2008-2009 al 2014 si passa, infatti, da una quota pari al 12% dei bambini in condizioni di obesità a una di 9,8%; per il sovrappeso si passa dal 23,2% al 20,9%. Nella disamina degli stili di vita emergono, di contro, un decremento del consumo di 5 porzioni e più al giorno di Verdura, Ortaggi e Frutta (nel periodo 2005-2014 si passa dal 5,3% della popolazione al 4,9%). Rispetto alle condizioni di salute della popolazione, nel 2014 sono stati diagnosticati 115,8 nuovi casi di tumore colorettale ogni 100.000 uomini, ovvero circa 34.500 nuovi casi, per l’altro genere tale incidenza è pari a 80,3 per 100.000 donne, corrispondente a oltre 25.000 nuovi casi. Si tratta cioè di morti evitabili con efficaci politiche di prevenzione, in particolare con quelle finalizzate all’informazione e alla promozione della prevenzione primaria e agli interventi mirati all’aumento della copertura vaccinale antinfluenzale tra gli anziani che, come documentato nel Rapporto, è addirittura in diminuzione».

 
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