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BRESCIA

Brebemi, via al turismo

La nuova autostrada tra Brescia e Milano può diventare volano per l’offerta turistica della bassa Lombardia, facendo leva su un brand storico-culturale comune e su eventi tradizionali. Una ricerca, presentata alla presenza del ministro Ornaghi

Studi e Ricerche
Pubblicato: 13 giugno 2012

Il primo dei cartogrammi realizzati dallo studio che consentono una immediata visualizzazione dei rapporti esistenti tra risorse, strutture, flussi e condizioni geografiche. Cliccando si possono vedere altri interessanti modelliUn’opportunità per rilanciare il turismo a partire da una nuova infrastruttura. È quella che potrebbero cogliere i 130 comuni che si snodano lungo l’asse della nuova autostrada in costruzione tra Brescia e Milano, la cosiddetta “Brebemi”. Ma un’infrastruttura da sola non basta. Serve anche la volontà della popolazione locale di valorizzare al meglio le risorse esistenti, facendo della stessa autostrada una risorsa. Per questo Autostrade Lombarde SpA e Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Brescia hanno messo in campo un capillare studio sul grado di potenzialità di sviluppo turistico della media pianura lombarda che graviterà, da un punto di vista viabilistico, sul nuovo collegamento autostradale. La ricerca realizzata dai professori della Cattolica Guido Lucarno e Gabriella Amiotti, ha portato alla registrazione puntuale dei molti elementi “osservabili” in ognuno dei quasi 130 comuni analizzati: dai dati demografici alle presenze storico artistiche, dalle produzioni tipiche ai parchi naturali, dagli eventi folkloristici alle manifestazioni religiose, dall’afflusso turistico negli agriturismo ai pernottamenti in albergo.

La lettura critica dei dati ha dipinto numerosi “quadri tematici” del territorio che raccoglie parti delle province di Brescia, Bergamo, Lodi, Milano e Pavia, in cui appaiono evidenti le vocazioni dei singoli comuni e la loro attrattività che potrebbero acquisire benefici, da un punto di vista turistico, grazie a una maggiore accessibilità delle aree attraversate. I primi risultati della ricerca – fa notare Guido Lucarno - mettono in evidenza i punti di debolezza di un’area, in cui il potenziale turista ha difficoltà a reperire informazioni, troppo frammentate, affidate a reti promozionali diverse da provincia a provincia e poco coordinate, a trovare posti letto e una rete logistica che lo aiuti a soddisfare i propri interessi in tempi brevi. Per questi motivi, oltre che per quelli ambientali e climatici sfavorevoli, il turismo assume principalmente forme improprie e di servizio, di solito caratterizzate da una bassa stagionalità e da una presenza media molto esigua, tipica dei movimenti in transito.

I punti di forza su cui può partire un rilancio dell’offerta sono invece la bassa stagionalità, le prospettive di miglioramento dell’accessibilità autostradale, collegata al Corridoio V transeuropeo, la presenza diffusa di beni culturali. I luoghi di maggiore attrattiva turistica del territorio attraversato dalla Brebemi sono oggi le piccole città della provincia che, grazie alla presenza di alcuni beni culturali minori e di eventi tradizionali o di più recente istituzione, da qualche anno cercano di proporsi al pubblico e di aumentare la propria visibilità. Le risorse naturalistiche, data l’intensa antropizzazione della pianura lombarda, sono invece concentrate in piccole, ma numerose e diffuse aree protette.

Dato il suo passato storico, la regione si propone, però, anche come un autentico scrigno di tracce e di reperti del popolamento che, dalla preistoria al medioevo, sopperiscono alla scarsità di documenti scritti testimoniando la presenza di popoli e di civiltà dalla cui storia e dal cui destino si è nei secoli costruita l’identità politica economica e culturale lombarda. I numerosi siti di ritrovamento, che hanno portato alla luce ancor più numerosi reperti e testimonianze del passato, potrebbero diventare, se opportunamente valorizzati, una nuova importante risorsa attrattiva, fino anche a costituire il dell’offerta del sistema turistico locale, di cui la nuova infrastruttura autostradale potrebbe rappresentare idealmente il filo rosso di un percorso di scoperta e di conoscenza.

Questa ricerca può proporsi come un documento di base per successive elaborazioni finalizzate a un piano di sviluppo territoriale in grado di risolvere gli squilibri tra le sub-aree ed individuare i possibili interventi strutturali o organizzativi per produrre un maggiore ritorno economico alle imprese, anche attraverso l’istituzione di un osservatorio permanente sull’andamento del turismo nell’area oggetto di studio.

Cartogrammi dei rapporti esistenti tra risorse, strutture, flussi e condizioni geografiche (7556.66 KB)