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Letteratura & Teatro, al via la 15^ stagione

Brescia Letteratura & Teatro, al via la 15^ stagione l ciclo d’incontri della Cattolica affianca la Stagione di prosa del Centro Teatrale Bresciano con approfondimenti critici sui testi dei cinque spettacoli in cartellone. Il ciclo di conferenze organizzato in collaborazione per l’Anno Accademico 2020/2021 e la Stagione di prosa 2020/2021 "Gli infiniti Mondi" è affidato al coordinamento scientifico di Lucia Mor , ordinario di Letteratura tedesca nelle sedi di Milano e Brescia dell’Università Cattolica. Il primo appuntamento è calendarizzato per giovedì 5 novembre, con una conversazione dedicata a una delle più interessanti opere di George Bernhard Shaw , Pigmalione , testo che verrà allestito dal CTB nel mese di maggio 2021 per la Stagione di prosa. Franco Lonati , docente di Lingua e letteratura inglese, racconterà l’opera del drammaturgo Premio Nobel, affiancato dall’attrice Giuseppina Turra che leggerà alcuni brani del testo. Giovedì 12 novembre, Davide Vago , professore di Lingua e letteratura francese, approfondirà l’opera di Jean Giraudoux La pazza di Chaillot , testo di sorprendente attualità, spiazzante e politica commedia scritta nel 1943. Lucia Mor, ordinario di Letteratura tedesca e curatrice della rassegna Letteratura &; Teatro, terrà una conversazione sul dramma Ritter, Dene, Voss – che verrà prodotto nel mese di aprile 2021 dal Centro Teatrale Bresciano – e Piazza degli eroi , spettacolo presente nel cartellone dello stabile cittadino. Euripide e la sua ultima e fondamentale opera, Baccanti , sarà protagonista dell’incontro di giovedì 26 novembre che vedrà Corrado Cuccoro , docente di Lingua greca e Drammaturgia antica, raccontare l’opera composta durante l’esilio in Macedonia del poeta, sulla soglia degli ottant’anni.

 

L'emergenza cultura al tempo del Covid 19

Un tempo che evidenzia ancor di più l’importanza della cultura per la resilienza delle nostre società. Per partecipare all’evento ci si può registrare entro mercoledì mattina qui . Il tema è molto attuale considerando la chiusura di teatri, cinema, e musei in molti Paesi europei, e ha come obiettivo quello di interrogarsi soprattutto su dove trovare le risorse per garantire una sopravvivenza del settore e anche come ridisegnare le infrastrutture culturali per garantirne la resilienza. Presiede la tavola rotonda la professoressa Federica Olivares , membro del Program Board e Chair di questo terzo Culture Salon della Season of Culture e direttore dell’International Program in Cultural Diplomacy dell’Università Cattolica. Il tema di fondo di questo Panel, parte del Programma della “Season of Culture 2020" fra Uk e Italia e indetta dal British Council insieme all’Ambasciata inglese, sarà come contribuire a creare a livello europeo un'Emergenza Cultura come è stato per il tema dell'ambiente - ha dichiarato la professoressa Olivares -. Dobbiamo quindi rendere possibile, grazie anche ad alleanze forti, la sopravvivenza del settore culturale perché sia in grado anche di accogliere i loro talenti e le loro skills». cultura #musei #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I collegi alla Scala di Milano

Il resto sarà una conseguenza» (Antoine de Saint-Exupery). Quale spinta, se non la sete di conoscenza, ha mosso tanti giovani a trascorrere l’intera nottata del 12 novembre davanti al botteghino del Teatro alla Scala per conquistare un biglietto d’accesso alla prima giovani del 2019, riservata agli under 30. Ad aprire la stagione lirica 2019-2020 La Tosca di Puccini, diretta da Riccardo Chailly, preceduta, come da tradizione, dall’anteprima riservata ai giovani sotto i trent’anni e accessibile a prezzi vantaggiosi. collegi #scala #teatro #cultura #lascalaunder30 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Amazzonia tra natura e cultura

Theodore Park , ricercatore dell’Università di Yale, ha tracciato gli avvenimenti importanti che hanno intrecciato la storia europea con quella dell’Amazzonia. Nonostante la lontananza, a partire dal Cinquecento l’Europa ha riconosciuto nel territorio un luogo ricco di risorse da poter commerciare per il mondo. Park ha sottolineato come sia sbagliato pensare che l’Europa non abbia alcun ruolo su quanto concerne gli incendi degli ultimi mesi: ancor oggi gli europei hanno degli interessi economici in Amazzonia e hanno la pretesa inconscia di dover sviluppare e civilizzare il territorio – concetto che deriva dal retaggio coloniale. Spesso riteniamo che lo sviluppo sia da intendersi in un senso di modernizzazione e che la civilizzazione sia più importante della preservazione di culture minori. Taborda ha riportato numeri importanti: “I popoli indigeni e tribali nel mondo sono 370 milioni, abitano in 90 paesi e rappresentano oltre 5.000 culture che si esprimono in 6.700 lingue". Edoardo Martinelli , cultore della materia in Antropologia culturale, nel suo intervento di commento ai messaggi dal sinodo, ha messo in luce proprio questa partecipazione dell’istituzione ecclesiastica, sottolineando come il grido della terra in questo caso corrisponda al grido dei poveri. A chiudere l’incontro, il monito di Mario Menin , direttore di Missione Oggi, che ha ripreso il concetto di "popoli sentinella" espresso dalla professoressa Casella precedentemente: “Questi popoli sono la sentinella del nostro mondo.

 

Brescia riparte dall’alleanza per la cultura

Già ben trenta soggetti, tra aziende ed enti bresciani, hanno raccolto la sfida di Brescia Musei al fine di coltivare e accrescere la conoscenza del patrimonio culturale e storico artistico mediante un nuovo progetto di fund-raising a base culturale, di circa 3.5 milioni, per promuovere la rinascita culturale della città. Peraltro, non solo gli studiosi, i ricercatori e i docenti potranno svolgere un ruolo attivo nella promozione del patrimonio culturale cittadino, ma anche i nostri studenti con particolare riferimento agli studenti delle facoltà umanistiche». brescia #cultura #alleanza #promozione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Salone del mobile, esegesi di un successo

Intervista Salone del mobile, esegesi di un successo Secondo il professor Paolo Dalla Sega , la manifestazione milanese è la madre di tutti gli eventi che si svolgono nel capoluogo lombardo. Questo rappresenta per Milano il Salone del Mobile, presentato nei giorni scorsi nell’Aula Magna dell’Università Cattolica, secondo il professor Paolo Dalla Sega , docente di Valorizzazione urbana e grandi eventi e direttore del master in Ideazione e progettazione di eventi culturali (Mec) dell’Ateneo. Il Salone del Mobile è al principio di tutte le altre iniziative, in quanto ripone le proprie radici nel passato della tradizione fieristica europea. E infatti, il professor Dalla Sega ci tiene a sottolineare come l’aspetto più tradizionale dell’evento deve essere difeso e tutelato: «È molto giusto e storicamente sensato che il Salone si svolga qui. Il Salone nasce a Monza, la Capitale del distretto. C’è quindi qualcosa di magico che lega il Salone e Milano, e lo dimostrano le varie zone e quartieri che ogni anno riescono a brillare di luce riflessa grazie all’evento. Riesce ad “accendere come lampadine” dei quartieri che, in quel periodo dell’anno, sbocciano di vitalità, aiutati anche da un apporto delle persone che non è mai mancato: «C’è un clima di festa, di partecipazione, di convivialità. Un connubio perfetto, in una città che «continua a vivere un’onda positiva», all’interno della quale «sta crescendo questo desiderio di condivisione e di voglia di esserci».

 

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

Vincere la tentazione di salire in cattedra

Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “ Letteratura e cultura dell’Italia unita ” il 30 ottobre a Milano. Pubblichiamo l’articolo del professor Gabrio Forti di Gabrio Forti * La parola ‘intellettuale’ (prima ancora di chi impersoni la categoria) non gode di buona fama (e di buona stampa). Tra esse, non v’è dubbio, gli esempi di “cortigianeria” che la storia, antica e recente, ci ha restituito a profusione: la soggezione al Potere, certo, e all’ambigua fascinazione esercitata su certi ‘intellettuali’ di rango dalla forza e dalla violenza di Stato, ma anche a ben precise militanze ideologiche. Non ha aiutato, poi, la pervicace incapacità di scendere dal piedistallo e comunicare, se non con la proverbiale casalinga di Voghera, con un pubblico appena più ampio di quello dei salotti bene o dei convegni accademici. Forse però, più che della condizione degli intellettuali, sarebbe meglio preoccuparsi, come faceva il Manzoni nella Storia della colonna infame , dell’«effetto» e dell’«intento del lavoro intellettuale», specie nelle materie «più importanti e necessarie all'umanità», tra le quali lo scrittore annoverava le questioni di giustizia. Una società, aggiungerei a questi auspici di Krugman, che consideri il lavoro intellettuale aperto a tutti i «capaci e meritevoli», come recita la nostra Costituzione, e in quanto tale portatore con fierezza della pretesa che tutti debbano prestarvi l’attenzione degna dell’impegno richiesto per conquistarsene l’esercizio. docente di Diritto Penale, facoltà di Giurisprudenza , direttore dell’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale , campus di Milano Settimo contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cultura #giustizia #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Summer School, la meta è adesso

E con un vasto investimento in cultura , da toccare con mano in quel grande museo a cielo aperto che è il nostro Paese. Le Summer School 2017 , che salgono da 19 a 28 rispetto allo scorso anno, sono un’opportunità per chi vuole sfruttare il periodo estivo per approfondire specifici temi di studio o ricerca. A fianco delle 14 School nel settore umanistico e dei beni culturali - con percorsi “classici” sui grandi autori (da Dante a Manzoni , fino a Leopardi , Pascoli e Montale ) studiati nei loro “luoghi” - le proposte 2017, tracciano un percorso che tocca la nostra geografia da Nord a Sud. Al cuore del programma, proposto a Milano con il centro di ricerca olandese TNO, i network peer-to-peer , che permettono di mantenere l’anonimato e le cripto-valute, come il bitcoin, diventati ormai strumenti potenzialmente illeciti rivolti a crimini quali il traffico di droghe, di armi, o al cyber-terrorismo. Al mondo guarda anche la Summer School Managing International Relations , ideata per chi intende intraprendere una carriera di analista, o già lavora, in organizzazioni internazionali, fondazioni, società di consulenza e multinazionali nell’ambito della politica internazionale e degli studi strategici. Equilibrata , perché permette di dedicare il giusto tempo, con un ritmo che si dipana in lezioni d’aula alternate a confronti nei porticati accoglienti del Collegio e alle chiacchierate sul lungolago di Stresa». Ma di interessante c’è stato anche il tempo “giusto”, una settimana, in un contesto facilitante: poter dialogare, porre domande, condividere intuizioni insieme a docenti di altissimo livello anche fuori dalle lezioni (magari chiacchierando sulla terrazza vista mare): «È diverso dallo stare da solo con il proprio libro, è l’università».

 

Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura

cattolicapost Dal Brasile al master fino a Pinã Cultura Debora Ramos ha fondato in Brasile un'agenzia di progetti culturali specializzata in arti visive. La sua formazione al master Progettare cultura 20 settembre 2019 Dopo diverse esperienze lavorative e formative, fra cui il master Progettare Cultura , Debora Ramos ha co-fondato una agenzia di progetti culturale specializzata in arte visive. Pinã è una impresa culturale a 360° che organizza mostre, performance, installazioni, si occupa di pubblicazioni di libri d'arte, e forma guide didattiche per mostre d'arte. Pinã Cultura si propone di elaborare e sviluppare sia progetti d’arte (mostre, performances, libri d’arte) sia il coordinamento educativo delle guide per mostre, musei e gallerie. Dopo aver lavorato tanti anni presso la casa editrice Cosac&;Naify mi occupo ancora di libri d’arte: a breve uscirà una pubblicazione su Tunga, uno dei più importanti e influenti artisti brasiliani della sua generazione». Offrendomi competenze utili anche in una realtà diversa come il Brasile, fino alla creazione di una impresa in proprio in cui sono coinvolta dal 2017: Pinã Cultura ». Il nome Pinã Cultura è un gioco di parole di difficile traduzione; nasce da un’espressione brasiliana che significa “risolvere i problemi”.

 

Sprechen Sie Deutsch?

Oggi non è più sufficiente avere elevate competenze linguistiche per l’inserimento e la crescita nella professione: servono anche competenze culturali e interculturali. Diventano essenziali non soltanto le competenze linguistiche, ma anche competenze culturali - e interculturali - più ampie, supportate da proposte formative innovative. Si tratta di possibilità da cogliere sia per chi desidera trasferirsi all’estero, sia per chi intende rimanere sul territorio nazionale, assumendo ruoli chiave in aziende e istituzioni estere, con gli stimoli e i vantaggi – anche di crescita personale – che caratterizzano questi ambienti e queste esperienze». Avvalersi di una formazione linguistica e professionale in prospettiva interculturale consente di accedere a carriere “tecniche” anche per chi ha un background umanistico, come dimostrano le esperienze dei diplomati al percorso postlaurea dell’ateneo incentrato sul tedesco per la comunicazione internazionale in ambito economico. tedesco #germania #lingua #cultura Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Una casa per la cultura digitale

cattolicapost Una casa per la cultura digitale L’ha costruita Meet nella sede dell’ex Spazio Oberdan a Milano, che diventerà sede di un centro internazionale con quattro aree di intervento interdisciplinari. Questi giovani rappresentano una piccola fetta del presente e del futuro di Milano, è per questo che ho voluto “affidare” al master Progettare Cultura un lavoro finale sul centro di cultura digitale. Agli studenti è stato chiesto di adottare un punto di vista preciso, osservando il digitale come un portato culturale ancor prima che tecnologico. Eppure, a questa familiarità lessicale e all’uso sempre maggiore che ognuno di noi fa di dispositivi digitali, non corrisponde spesso una consapevolezza delle ricadute e delle opportunità che questo scenario può creare. Gli studenti hanno dapprima osservato le realtà che in Europa e nel mondo si occupano di cultura digitale, stabilendo un benchmark utile per poi differenziare i percorsi di lavoro di ciascun gruppo per aree: Education; Showcase; Content e Launch . Proprio come accade a livello professionale, gli studenti si sono trovati a gestire e valutare la fattibilità produttiva ed economica di iniziative e attività che, pur finalizzate a un approccio culturale, non possono perdere di vista i costi tecnologici e operativi che da esse derivano. Meet ha confermato che alcune delle idee elaborate e prodotte dai giovani partecipanti al Master Progettare Cultura entreranno a far parte del programma 2019 e già da ora una delle studentesse del corso sta svolgendo un tirocinio nella struttura .

 

Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza

ITALIA - STATI UNITI Brescia-Chicago, “Erasmus” a distanza Col progetto Global Learning Experience 14 studenti di Scienze linguistiche e 13 loro colleghi della DePaul University hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie all’uso didattico di Skype, Facebook e Whatsapp. Con Skype, D2L, VoiceThread, Whatsapp e Facebook, 14 studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della sede di Brescia dell’Ateneo e 13 loro colleghi dell Department of Modern Languages della DePaul University di Chicago hanno sperimentato uno scambio interculturale “da casa” grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. Un uso originale e didattico delle tecnologie della comunicazione e dei social network che viene incontro a chi non può permettersi periodi prolungati di studio all’estero o vuole integrare esperienze di scambio in Paesi più vicini al nostro. Con la metodologia della peer review via Google Docs, gli studenti americani hanno “corretto” in inglese gli amici di Brescia e quelli della Cattolica hanno rivisto in italiano il lavoro svolto dai ragazzi di Chicago» racconta la professoressa Mongiat Farina. L’obiettivo del progetto era quello di migliorare la competenza comunicativa, facendo esercizio sia nella lingua di origine che in quella target» spiega la docente della DePaul University, secondo cui l’interculturalità ha bisogno di competenze linguistiche e culturali. I nostri amici americani avevano idee molto più positive sull’Europa di quelle del nostro gruppo italiano» afferma Elena Antelmi , studentessa della triennale in Scienze linguistiche, che ha scoperto un’incredibile affinità culturale con il suo partner di studio senza averlo mai conosciuto prima. Ovviamente, parlando del tema immigrazione, il nuovo corso dell’amministrazione Trump non è rimasto sullo sfondo, come confessa Valentina Mundadori , che è rimasta particolarmente colpita dai racconti di alcune ragazze americane di origine messicana.

 

Città a misura d’uomo e… d’arte

Brescia Città a misura d’uomo e… d’arte In occasione della manifestazione espositiva “Meccaniche della Meraviglia 12 in The City” nel convegno Arte nello spazio della città si è parlato dell'arte come ideale veicolo di valorizzazione per gli spazi urbani, architettonici e non solo. Se ne è parlato nel seminario Arte nello spazio della città , fortemente voluto e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea Elena Di Raddo e introdotto dai saluti del Direttore di sede Giovanni Panzeri . “L’operazione fatta con le stazioni della metropolitana di Napoli, progettate ciascuna da un diverso artista contemporaneo, sono un modello da studiare – ha esordito l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni . Sono la dimostrazione di come un intervento dentro ad un luogo possa rigenerare anche gli spazi che vi stanno attorno. Esiste infatti una relazione diretta tra la crescita culturale di una città e la sua urbanistica, che non è fatta solo di architetture. “Prima individuo gli spazi, poi gli artisti sulle base delle affinità di questi ultimi con i luoghi – racconta Albano Morandi , regista e deus ex machina della kermesse . Tutti i lavori sono pensati ed eseguiti dagli artisti dopo aver visto e conosciuto la storia degli spazi” conclude Morandi.

 

Intellettuali, voci che gridano nel deserto

Il dibattito Intellettuali, voci che gridano nel deserto Altro che latitanza: delle loro parole è pieno il Paese. Quale ruolo per gli intellettuali? ” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si terrà mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano) a partire dalle 9.30. Anzi, mi sembra che le molte tribune più o meno improvvisate offerte dalla rete permettano oggi anche agli intellettuali di esprimersi su tutto con grande frequenza. E se così non fosse, in fondo avrebbe ragione Silvano Petrosino: è una questione che potrebbe interessare gli stessi intellettuali, ma il resto del mondo lo archivierebbe volentieri nella indimenticata rubrica “ E chi se ne frega ” lanciata dall’intellettualissimo settimanale Cuore . Se all’estero parla un Peter Handke (che, nell’esprimere idee aberranti, rivendica proprio un ruolo intellettuale e artistico: di scrittore, non giornalista, e la differenza conta) un McEwan o un Houellebecq, le idee suscitano subito grande dibattito e senso di partecipazione. Come persone abituate ad avere a che fare con il passato, infatti, sappiamo meglio di chiunque altro che anche le fasi più buie sono destinate a essere superate, sempre. Speriamo solo, per allora, di essere ancora vivi… * docente di Istituzione e politiche culturali, interfacoltà Economia-Lettere e filosofia, campus di Milano Quinto contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cultura #potere #politica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Lavorare da Sotheby’s

aprile 2017 di Mattia Pivato * Le case d’asta svolgono un ruolo centrale nella determinazione dei trend di mercato relativi all’arte e al collezionismo. I numeri delle immatricolazioni agli specifici corsi di laurea crescono e senz’altro non nella previsione di ingrossare le fila degli storici dell’arte in senso tradizionale. È importante far conoscere queste possibilità agli studenti, soprattutto ai laureandi e agli specializzandi, non tanto attraverso corsi specifici, trattandosi di ambiti difficilmente ‘disciplinabili’, quanto attraverso la viva testimonianza di protagonisti di questi nuovi settori professionali. Il punto decisivo è nel saper trasferire le competenze e le conoscenze acquisite nei tradizionali corsi di laurea in Storia dell’arte - assolutamente imprescindibili, come ci confermano tutti i testimonial delle nuove professioni - nelle richieste che l’attuale assetto sociale e produttivo esprime con maggior energia. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società. Non è solo il problema di inventare nuove professioni, ma anche la capacità di trasformare quelle tradizionali, come possono essere la direzione di un museo o la produzione editoriale, in nuovi profili. Inoltre, la possibilità di incontrare innovative esperienze di lavoro nell’abito dei beni culturali, incentiva a non fissare la propria prospettiva verso impieghi che sappiamo limitati nelle loro possibilità di offerta e invece a provare a intercettare nuovi bisogni e quindi nuovi percorsi.

 

Cibo e cultura, idee marketing

Piacenza Cibo e cultura, idee marketing Componimenti poetici per evocare le sensazioni di un’annata di vini e proposte emozionali legate ad arte, sostenibilità e alimentazione biologica nella ristorazione. febbraio 2018 Prendi 15 aziende dell’agroalimentare, della ristorazione e del turismo della provincia di Piacenza, 120 studenti universitari pieni di entusiasmo e idee, tre mesi di studio e lavoro per sviluppare contenuti di marketing digitale. La sfida è stata lanciata ai suoi studenti dal professor Roberto Nelli , docente di Content &; Digital Marketing della laurea magistrale in General Management della sede di Piacenza dell’Università Cattolica. Un’iniziativa che ha coinvolto La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli , alcune imprese piacentine della filiera territoriale (agroalimentare, turismo, ristorazione e cultura) e i consorzi/associazioni di promozione enogastronomica locale. L’obiettivo del lavoro è stato quello di proporre una strategia di marketing che avesse per oggetto la proposta di contenuti originali e rilevanti per il target-group dell’azienda e che potesse essere collocata a supporto della più generale strategia di marketing dell’azienda stessa» spiega il professor Nelli. È stata un’esperienza molto impegnativa: «Gli studenti sono stati chiamati a cambiare prospettiva nell’approccio al marketing, proponendo alle realtà coinvolte una strategia di contenuti in chiave editoriale che ponesse al centro dell’attenzione gli interessi e le aspettative dei loro interlocutori nei diversi mercati in cui operano. Dopo un’attenta valutazione ha deciso all’unanimità di premiare a pari merito l’elevata qualità dell’analisi e della progettazione di due gruppi, i Wanna Marketing e i Digital Players che hanno così conseguito il massimo del punteggio anche ai fini dell’esame di Content &; Digital Marketing.

 

Scala, abbonamenti a prezzi agevolati

Per la stagione di Recital di Canto il costo del posto palco è di euro 77 e del posto platea di euro 126. I recital di canto sono un’ulteriore occasione di ascoltare alla Scala alcune delle voci più prestigiose del panorama internazionale, ma offrono in primo luogo la possibilità di ascoltare un repertorio di canto da camera che include alcune delle gemme più preziose della tradizione musicale dell’Occidente. Il 26 gennaio il basso Erwin Schrott , protagonista di tante serate scaligere (incluso Escamillo nella Carmen inaugurale del 2009) e di recente apprezzato Alidoro ne La Cenerentola si presenta con un pianista di sicura esperienza come Giulio Zappa . Il 23 febbraio Aleksandra Kurzak , che qui ha cantato in Rigoletto, Le nozze di Figaro e Le Comte Ory e Julius Drake, tra i più apprezzati accompagnatori, presentano un programma di Lieder di Schubert, Schumann, Brahms e Richard Strauss. Il 19 aprile il ciclo dei recital si apre alla voce di controtenore con uno degli artisti più acclamati dei nostri anni, Bejun Mehta , già presente alla Scala in Tamerlano nel 2017 e Giulio Cesare nel 2019, che proporrà musiche di Mozart, Beethoven, Haydn, Britten e Mahler insieme a Jonathan Ware . Per il 27 ottobre è di nuovo Giulio Zappa ad accompagnare Marina Rebeka , straordinaria Violetta sotto la guida di Myung Whun-Chung nel 2019 e di Zubin Mehta nel 2020, con musiche di Rachmaninov, Bellini e Verdi. A concludere il ciclo un’altra coppia imperdibile per affinità di talento, gusto e sensibilità: Sabine Devieilhe , tra le voci più ricercate degli ultimi anni, e il pianista Alexandre Tharaud i n un programma di musica francese.

 

Notre Dame, un simbolo in fiamme

MILANO Notre Dame, un simbolo in fiamme Con l’incendio della cattedrale parigina prendono fuoco le radici culturali dell’Occidente perché, spiega il professor Gian Luca Potestà , la chiesa intitolata a Nostra Signora fu un centro di produzione e di irradiazione del sapere europeo. aprile 2019 Di Gian Luca Potestà * Monumento artistico e letterario celeberrimo, Notre-Dame rappresenta per noi soprattutto la memoria del principale centro di produzione e irradiazione del sapere dell’Europa e del cristianesimo. Intorno alla metà del secolo, Parigi si profila già come centro intellettuale di rilievo: le scuole si moltiplicano, i maestri vi si fermano, gli studenti accorrono. Tutto sarebbe forse rimasto disperso e frammentato, se Pietro Lombardo, un novarese divenuto intorno alla metà del secolo vescovo di Parigi, non avesse dato nuovo impulso alla scuola della cattedrale, verso cui affluiscono studenti da tutta Europa. Pietro Lombardo produce per loro il Libro delle Sentenze , manuale originale, in quanto vi si trovano disposti per materie i pareri dei principali autori del passato nei campi in cui dovevano formarsi i giovani intellettuali, allora quasi sempre chierici. Sino alla fine del Medioevo, il Libro delle Sentenze fungerà da manuale di base per generazioni di studenti universitari. Brulicante allora di soggetti in ricerca, di intellettuali di prestigio, di forze preoccupate di ragionare e impegnate a polemizzare con passione sui grandi temi dei destini del mondo e delle società, del progresso della ragione e dell’ascolto della rivelazione, quella Notre-Dame ritorna viva nell’immagine di quei bagliori remoti.

 

I sociologi e la fiducia al tempo del digitale

Magatti è partito dall’etimologia della parola fiducia, fides (fede), per considerare il tema nelle forme e nei modi nel mondo in cui oggi viviamo, quale “spazio vuoto tra me e gli altri”. I laboratori di quartiere - ha detto - sono l’anello di congiunzione tra l’amministrazione e i cittadini, e contribuiscono a costruire fiducia. Questi spunti sono stati ripresi da Alberto Marinelli dell’Università Sapienza di Roma il quale ha fatto vari esempi dell’attuale perdita di fiducia. Google”: tutti cercano notizie circa i propri mali sul maggior motore di ricerca e poi vanno dal medico, non per ascoltare i pareri della sua competenza clinica, ma per trovare conferme a quanto hanno letto in rete. Giovanni Boccia Artieri dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, oltre al concetto di perdita e della ricostruzione della fiducia, si è soffermato sull’influenza nella società digitale. Ha arricchito la sua relazione con esempi di stretta attualità ricavati dalla cronaca, in particolare i casi di Carola Rackete, Emma Marrone, la Gip di Agrigento Alessandra Vella. Il sociologo ha evidenziato i meccanismi di influenza come “macchine che prendono consenso senza senso”, e ha inquadrato il rapporto tra rischio e fiducia, l’accettazione di quanto non ci è familiare, “familiarizzando in un contesto di positività”.

 

Chierici, cortigiani, battitori liberi. Quale ruolo per gli intellettuali?

Quale ruolo per gli intellettuali? Per quanto il loro operato nel corso del Novecento sia stato messo sotto accusa, oggi a mancare sono soprattutto le idee. Il professor Giuseppe Lupo lancia un dibattito che è confluito in un convegno mercoledì 30 ottobre 16 ottobre 2019 “Chierici, cortigiani, battitori liberi. Quale ruolo per gli intellettuali?” è il titolo del convegno promosso dal centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, che si è tenuto mercoledì 30 ottobre in cripta aula Magna (largo Gemelli 1, Milano). Ciò che manca però sono le idee (non le ideologie): quei processi di pensiero che mirano a costruire il domani o almeno a fare luce sulle zone d’ombra che assediano l’oggi. Gran parte del secolo che ci siamo lasciati alle spalle è stato disegnato da quel titolo così eloquente. E se in questo momento è pressoché unanime il bisogno di idee, lo è in relazione alla sensazione di assenza o di latitanza che grava sugli ultimi decenni dopo la spericolata scorribanda che la casta degli intellettuali ha percorso a partire dal secondo dopoguerra. È difficile affermare quanto di utile e di necessario rimanga di quel periodo complicato e di quale ruolo in particolare oggi si avverte l’urgenza.

 

Traduzione, motore del turismo

Turismo Traduzione, motore del turismo La promozione del turismo italiano e del patrimonio culturale del territorio passa anche attraverso una traduzione specializzata, culturalmente mediata e targettizzata. by Bianca Martinelli | 16 aprile 2018 Una traduzione corretta e brillante, si sa, è un biglietto da visita essenziale per presentare una gamma di offerte ad un pubblico eterogeneo ed estraneo al campo. Una regola che vale per tutti i settori del commercio, ma che appare sempre più basilare in termini di promozione turistica e di comunicazione della vasta proposta culturale che l’Italia ha da offrire ai suoi avventori. Il workshop rientra infatti nel più ampio progetto #TranslatingEurope , un’iniziativa della Direzione generale Traduzione (DGT) della Commissione Europea finalizzata a favorire la cooperazione tra le parti interessate del mondo della traduzione per creare sinergie e valorizzare la professione del traduttore. “Turismo, cultura, enogastronomia, architettura, tradizioni materiali e immateriali: comunicare la specificità dell’offerta oggi è sempre più fondamentale per attrarre e fidelizzare utenti e pubblico – ha analizzato Katia Castellani , antenna della direzione generale Traduzione della Commissione europea. Le sfide per il futuro prossimo saranno certamente quelle di formare professionisti della traduzione e della mediazione culturale specializzati nel settore, nonchè favorire una comunicazione accessibile non solo da punto di vista linguistico, ma anche in un'ottica di inclusione e partecipazione sociale” ha concluso Castellani. Dépliant, brochure, audioguide museali o testi per siti internet: una buona traduzione deve essere in grado di trasmettere non solo informazioni, ma anche e soprattutto valori culturali e spirito identitario”.

 

L’italiano e la diplomazia della lingua

Le esperienze di mediazione culturale nella scuola e sul territorio in un ciclo di incontri promossi dal master Didattica dell’italiano L2 by Daniela Fogliada | 14 marzo 2018 In un mondo senza confini, ma attraversato da profonde barriere, la cultura è lo strumento principale per fare incontrare popoli e visioni differenti. Cultura anche intesa come “consapevolezza di sé, conoscenza dell'altro e reciproco rispetto”, come osserva Giorgio Paolucci , giornalista e scrittore, protagonista del ciclo di conferenze sul tema L’insegnante di italiano L2 ambasciatore linguistico-culturale . Un percorso promosso dal master in Didattica dell’italiano L2 , diretto dalla professoressa Mariateresa Zanola , che mette in evidenza l’importanza del saper trasmettere la conoscenza della lingua e quindi della cultura italiana. In questa prospettiva, la figura del docente L2 si pone come vero e proprio ambasciatore delle nostre prerogative nelle diverse realtà, anche in chiave di una crescita reciproca» afferma Maria Cristina Gatti , membro del Comitato scientifico del master. In una visione complessiva, partendo da culture a prima vista molto distanti, come quella araba, può essere utile approfondire i rapporti che nei secoli si sono dipanati tra la lingua e la cultura araba e quella italiana, le contaminazioni lessicali, i reciproci influssi in campo architettonico e artistico». L’esperienza del coro testimonia la possibilità di un arricchimento derivante dalla conoscenza e dalla valorizzazione di differenti traduzioni musicali, come pure la fecondità di un’amicizia tra giovani di diverse etnie, culture e fedi religiose tutti orientati alla ricerca e alla valorizzazione del Bello. Il Sinodo Minore, indetto dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini , è un interessante tentativo di valorizzazione della dimensione religiosa delle migrazioni e del contributo che tale dimensione può offrire alla costruzione di una società che sia al tempo stesso coesa e aperta.

 

Cinema, un volano per cultura e turismo

Un incarico di prestigio che l’Università Cattolica ha condotto divenendo apripista di un progetto pilota, che allinea l’Italia al resto dell’Europa quanto a logiche di trasparenza. Stiamo parlando della Valutazione di impatto della Legge Cinema e Audiovisivo 2017-2018 , pubblicata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e realizzata da Università Cattolica e da Clas . Uno strumento come questo è utile per ragionare e immaginare correttivi nelle politiche di finanziamento in modo mirato e secondo una prospettiva di respiro più ampio», ha sottolineato Mariagrazia Fanchi chiarendo le importanti novità introdotte dalla legge Franceschini: «Per la prima volta sono stati creati dei fondi speciali. La proficua collaborazione con Centric e Certa ha permesso di «elaborare un software che consente di misurare il budget di genere in modo da rendicontare tutti i soggetti che sono occupati nella realizzazione di un’opera audiovisiva». Ma c’è una seconda novità, più di prospettiva, che porta l’Italia in una visione di dialogo europeo: «È la misurazione degli impatti sul turismo per il Paese; un indicatore fondamentale, perché il cinema è il veicolo primario di cultural diplomacy e attivatore di flussi turistici. Proprio perché questo è un impatto che si può misurare solo sul medio-lungo periodo, è stato creato un metodo che consentirà di valutare gli impatti in termini di flussi turistici sia business che leisure sui vari territori che sono coinvolti nella produzione o citati all’interno di opere audiovisive». La valutazione dell’Università Cattolica presenta dunque un’attiva proposta di metodi e strumenti per poter fruire di dati di particolar valore nel caso degli impatti indiretti nel mondo del cinema, come quelli sociali culturali.

 

La startup non profit che procaccia turisti

Giulia Pasinelli, Valentina Zambelli e Veronica Tursi oggi fanno parte del gruppo dei cinquanta giovani che hanno fatto decollare la start up Act4Italy per tendere una mano a due settori caratteristici dell’Italia, turismo e cultura, unendo l’animo della startup all’ideale del non profit. È nata così un’associazione senza scopo di lucro per agevolare l’incontro tra le Act, le attività turistiche e culturali italiane, e il consumatore, che può programmare in modo semplice e vantaggioso un viaggio, un’uscita al cinema, una degustazione o un laboratorio artistico. Giulia Pasinelli , vive in Franciacorta, terra delle bollicine, e a fine marzo riceve una chiamata da un amico che la invita a partecipare alla costruzione della start up Act4Italy. Serviva qualcuno che conoscesse il turismo - spiega Giulia - poiché loro erano degli ingegneri, così ho creato il team di turismo e ho coinvolto nel progetto anche le mie compagne di corso Valentina e Veronica. Ogni settimana curo una rubrica “Lo sapevi che…”, e offro curiosità, chicche, storie di personaggi famosi per promuovere una certa zona, per esempio scegliendo quella dove opera una delle Act, aziende iscritte al sito. L’entusiasmo di Giulia contagia anche la compagna Valentina , pure lei della Franciacorta, di Cologne, che decide di collaborare al nuovo sito, avendo alle spalle un’esperienza di social media manager in una catena di alberghi a Tenerife. Per esempio, sapevate che il Barolo è stato inventato da una donna? Oppure le azalee sono tipiche di quale lago? Qui sto facendo una bella esperienza, a metà fra la comunicazione e il marketing, ho imparato anche a conoscere il paid marketing».

 

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