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Il messaggio per la Pasqua di monsignor Claudio Giuliodori

Ateneo Il messaggio per la Pasqua di monsignor Claudio Giuliodori L’assistente ecclesiastico generale rivolge l’augurio pasquale all’intera comunità universitaria. Viviamo tempi di estrema precarietà e incertezza ma forse proprio per questo possiamo toccare con mano una speranza più grande» 08 aprile 2020 di monsignor Claudio Giuliodori * Il triduo pasquale è il cuore dell’anno liturgico e l’essenza della fede cristiana. La delicata situazione sanitaria e le inedite restrizioni sociali, dovute alla pandemia da Coronavirus, ci costringono a celebrare la Pasqua in uno scenario imprevisto e inusuale. Certo, siamo più isolati ma forse potremo comprendere meglio la solitudine di Gesù e quanto ci ha amato di fronte al tradimento di Giuda, l’incomprensione dei discepoli, la condanna umiliante delle autorità religiose e politiche, la sofferenza e il dramma della morte in croce, il silenzio del sabato santo. Così, ancora una volta nelle pieghe della storia e nel dramma del vivere umano, ci viene data la grazia di contemplare il volto del Risorto. Con questi sentimenti auguro di cuore a tutti i membri della comunità universitaria e a tutte le vostre famiglie una Santa Pasqua. assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore In alto: Tiziano Vecellio, Polittico Averoldi (particolare), collegiata dei Santi Nazaro e Celso, Brescia #pasqua #claudio giuliodori #auguri Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Natale, auguri in mannequin challenge

Un’azione normale per alcuni, più rara per altri, che può diventare frenetica sotto le feste quando siamo di corsa e dobbiamo scegliere il libro giusto da regalare. Il consiglio è quello di chiedere al libraio di fiducia e in università abbiamo la fortuna di avere una bella libreria e dei librai professionisti. Un romanzo che è una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – una fuga dalla città, un viaggio per ritrovare la dimensione interiore nella solitudine in comunione con la natura, «una dimensione che stanno riscoprendo i ragazzi di oggi» ci dice la libraia Chiara . Una scrittrice di poche ma cristalline parole è stata invece Cristina Campo , che così si descriveva nella quarta di copertina di Il flauto e il tappeto (ed. Rusconi): «Ha scritto poco e le piacerebbe avere scritto meno». Per chi cerca un libro da regalare a figli e nipoti, dalla terza elementare in su, ecco Shakespeare in shorts di Daniele Aristarco (Einaudi Ragazzi, 207 pp., 16,90 ), un libro che ci consiglia la libraia Benedetta e che racconta in un linguaggio semplice, non semplicistico, dieci storie del bardo inglese. Lo scrittore madrileno, noto soprattutto per Biografia del silenzio, qui narra la storia di Charles de Foucauld, il beato fratel Carlo che scelse di vivere tra i poveri in Marocco e che Pablo immagina alle prese con il racconto della sua vita pochi mesi prima di essere ucciso. Una vita straordinaria, esagerata, che dagli eccessi parigini arriva appunto all’oblio di sé e che ribalta il concetto contemporaneo del successo, come quando ci dice: «Appena nato a Betlemme, un bambino qualsiasi.

 

Nella Pasqua tutto si rinnova

Pasqua Nella Pasqua tutto si rinnova Nella luce del Risorto l’augurio che le armi tacciano, che il terrore ceda il posto alla fraternità, che le migrazioni trovino accoglienza, che la politica torni a operare per il bene comune. Gli auguri dell’assistente generale monsignor Claudio Giuliodori 11 aprile 2017 di monsignor Claudio Giuliodori * “ Vide e credette ”. Quando sono il segno di un amore sconfinato, come quello testimoniato da Gesù, diventano fonte di consolazione e di incoraggiamento nell’affrontare le prove della vita. Ma ciò che cambia radicalmente il senso della storia e l’esistenza di ogni creatura è la risurrezione. È data la possibilità di partecipare alla vita eterna nella pienezza della comunione con Dio e con i fratelli. L’evento pasquale, celebrato nella liturgia e sperimentato nella vita, è in grado di incidere profondamente sul corso delle vicende personali e sociali. Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica Nella foto in alto: Eugene Burnand , Il mattino della Risurrezione , Musée d'Orsay, Parigi.

 

Il Natale non finisce di stupire e di educare

di monsignor Claudio Giuliodori * Le letture di questa liturgia, dedicata alla Madonna di Loreto, dove si conserva parte della Santa Casa di Nazareth, ci portano a contemplare il grande segno del Natale. Con una visita lampo nel pomeriggio della prima domenica di Avvento, si è recato a Greccio, nel luogo dove San Francesco nel 1223 realizzò la rappresentazione del presepe dando vita a una tradizione tra le più importanti e diffuse della fede cristiana. La lettera porta il titolo Admirabile Signum , dove il segno mirabile è soprattutto l’evento che il presepe vuole ricordare: il fatto sorprendente e straordinario di Dio che si fa uomo e si presenta umile e povero come bambino accolto in una mangiatoia. Un’educazione impegnativa di cui Gesù è l’artefice, come sembra indicare anche la profezia di Simeone: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione […] affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2,34-35). Allestire il presepe negli spazi della nostra Università oltre ad essere una bella tradizione, assume allora un eminente valore epistemologico e pedagogico che, alla luce delle riflessioni del Santo Padre, ci aiuta a comprendere meglio anche il senso di alcune tappe significative per la missione educativa del nostro Ateneo. Papa Francesco, che ha voluto così ribadire una particolare vicinanza della comunità ecclesiale alle nuove generazioni e la necessità di renderle protagoniste del cammino della Chiesa e del futuro dell’umanità, ha anche indicato le Università Cattoliche come luoghi privilegiati per ascoltare e formare i giovani. Ricchi di un tale passato vogliamo guardare soprattutto avanti, a quel futuro che è già nell’oggi e che ci chiede di non essere meno innovativi e intraprendenti di coloro che ci hanno preceduto.

 
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