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Dal business all’anima, un ponte tra Chiesa e società civile. La ricerca della Cattolica

Attualmente il potenziale di tale patrimonio, quale veicolo di trasmissione della cultura religiosa, ma non solo, risulta sfruttato solo in parte. Per questo la Diocesi si è aperta a nuove idee e collaborazioni, come quella con l’Università, per intercettare un pubblico sempre più ampio». Delle 683 chiese, dei quasi 90 mila fra i beni storici e artistici, 12 mila libri e cinque istituti culturali i cittadini poco sanno, dunque. C’è poi un altro risultato importante: i piacentini apprezzano le iniziative e gli eventi promossi dalla diocesi, ma vorrebbero potere avere a disposizione degli itinerari e dei pacchetti culturali definiti». Ad avvalorare le considerazioni e i dati esposti dagli studenti, l’intervento di Manuel Ferrari: «Sappiamo che occorre sempre di più fare un discorso di insieme: abbiamo un turismo, quello legato alle nostre rassegne, che si è fidelizzato, ma che arriva dai territori vicini a Piacenza. Valorizzare i beni che la diocesi ha, sparsi su quattro province e tre regioni, è un modo per attrarre anche pubblico da più lontano». Questo è fantastico e sono certo che potranno distinguersi quando si affacceranno al mondo del lavoro».

 

Giotteschi a Milano, identità aumentata

cattolicapost Giotteschi a Milano, identità aumentata Una piattaforma digitale , che sarà presentata giovedì 10 novembre , valorizza il ciclo di affreschi di ispirazione giottesca scoperto recentemente nel Palazzo Arcivescovile milanese. È quanto consente di fare l a prima piattaforma digitale dedicata al ciclo di affreschi trecenteschi, in corso di restauro, della “Grande Sala Dipinta di Giovanni Visconti”, nel Palazzo Arcivescovile di Milano . Il ciclo di dipinti, attribuibile a pittori lombardi che fecero propria la lezione di Giotto nel suo ultimo passaggio a Milano , era emerso già ai primi del Novecento. La conoscenza attuale e la riscoperta dell'importanza storico-artistica di questo ciclo è stata casuale quando, nel 2011, un canale di gronda ostruito ha fatto tracimare l'acqua nel muro di mattoni e ha fatto fiorire la superficie a tempera portando alla luce una figura femminile, a fianco di un grande camino. Al di là del grande pregio artistico, la conoscenza di questo ciclo di affreschi contribuisce a riscrivere un pezzo della storia milanese del Trecento in cui Azzone Visconti intendeva fare di Milano una delle più splendide tra le capitali della cultura, in grado di rivaleggiare con la stessa Avignone. L'urgenza di mettere in sicurezza gli affreschi che, fino a pochi mesi fa, erano a rischio perdita per le loro condizioni di conservazione e la volontà di rendere visibile a tutti questo patrimonio nascosto ha spinto la Soprintendenza e l'Arcidiocesi a interrogarsi su come reperire le risorse necessarie. Una nuova piattaforma per la fruizione digitale dei Beni culturali, che ha ricevuto il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo , sarà presentato giovedì 10 novembre alle 17 a Palazzo Litta, in corso Magenta 24 a Milano.

 

Il master degli ambasciatori di cultura

Si è tenuta nella Sala della Crociera del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la cerimonia di consegna diplomi della prima edizione del nuovo master universitario in Cultural Diplomacy . Un contesto simbolico perché da qui è partito il primo progetto della biblioteca Major dello Studio del Collegio Romano, fondato da Ignazio di Loyola, ambasciatore italiano di cultura ante litteram. Si è trattato di un’occasione straordinaria per i corsisti che hanno potuto ricevere i diplomi conclusivi di questo anno di intenso lavoro alla presenza del ministro Alberto Bonisoli e dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Ruiju . L’importanza della cultura come veicolo di relazioni diplomatiche è stata ribadita dall’ambasciatore Ruiju che ha ricordato il valore degli scambi culturali nella “via della seta”. L’adesione a questo progetto da parte dell’ambasciatore è stata così sentita che ha voluto ospitare i corsisti del master in un viaggio sulla via della seta per la realizzazione di un rapporto sulla loro percezione delle strategie di diplomazia culturale in Cina. Quando due comunità si incontrano e si offrono un dono, il valore culturale di quel dono ha la valenza di una rappresentazione della comunità intera e dei suoi valori, e uno scambio e un impegno alla gratitudine e alla reciprocità. In un momento in cui si discute di scontri di civiltà, la diplomazia culturale non è solo una delle leve che si possono utilizzare per favorire scambi, ma una reale occasione di dialogo.

 

Proteggere i beni culturali dalle calamità

ambiente Proteggere i beni culturali dalle calamità È l’obiettivo del progetto Cheers , cofinanziato dal Fondo europeo di Sviluppo Regionali, grazie al quale i ricercatori della sede di Brescia dell’Ateneo produrranno un piano di analisi dei rischi legati ad eventi naturali e la pianificazione dell’emergenza. Risks and Securing activities ), cofinanziato dal Fondo europeo di Sviluppo Regionale attraverso il Programma Interreg Alpine Space , a cui sta lavorando la sede bresciana dell’Università Cattolica, con il supporto di Ecometrics , spin-off company di Ateneo. La sede di Brescia lavora con una partnership articolata, che mette a sistema enti di ricerca e istituzioni, provenienti da tutti i paesi dell’arco alpino, che si occupano delle tematiche del rischio, della protezione civile e della gestione e tutela dei beni culturali. Si lavora con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità locali circa l’impatto dei rischi naturali sul patrimonio culturale e accrescere la loro capacità di implementare politiche e misure di intervento (in tempo di pace o in fase di allerta ed emergenza) per la protezione e la gestione del cultural heritage . Come Università Cattolica – racconta Stefano Oliveri , coordinatore del gruppo di lavoro di Ateneo che comprende fra l’altro Barbara Caranza , esperta in messa in sicurezza dei beni culturali in area di crisi – nell’ambito del progetto stiamo seguendo diverse tipologie di attività. Siamo partiti dallo sviluppo di un metodo (in fase di implementazione) per la valutazione di un “valore di triage” dei beni culturali e finalizzato a stabilire con quale ordine di priorità vadano eseguiti gli interventi di messa in sicurezza in caso di criticità (stati di allerta o di emergenza). Vogliamo infatti favorire una sempre maggiore integrazione fra esperti dei diversi ambiti e ragionare con loro su quali linee di intervento prioritarie si potrebbe lavorare per rendere sempre più efficaci gli interventi di messa in sicurezza sui beni culturali in situazioni di crisi».

 

Beni culturali sottratti, la via alternativa della dispute resolution

milano Beni culturali sottratti, la via alternativa della dispute resolution Il problema della restituzione tra ricorso a modelli di negoziazione adattati alla specificità culturale del bene conteso e prospettive di natura riparativa, in grado di “rendere giustizia” ai conflitti storici e identitari sottesi al bene da rimpatriare. by Agostino Picicco | 12 luglio 2019 La richiesta di restituzione di beni culturali sottratti o esportati illecitamente crea una serie di controversie. In via preliminare ha rilevato che la tutela dei beni culturali è cresciuta, anche grazie e una più adeguata normativa, dato che il disvalore del traffico illecito di beni culturali nella coscienza sociale è equiparato a quello delle armi e della droga. È evidente però che i beni culturali rappresentano una tipologia particolare nell’ambito dei beni patrimoniali in quanto rappresentano un valore di testimonianza di civiltà e hanno un valore simbolico, identitario, di memoria storica: di qui l’importanza della loro conservazione e recupero. Di particolare rilievo è l’attività svolta dai carabinieri per il recupero di tali beni, prima ancora dell’azione penale verso i soggetti autori di illeciti. Sulla prospettiva negoziale nell’ambito della tutela di tali beni e della risoluzione delle controversie si è soffermato Alessandro Chechi , ricercatore di Diritto del patrimonio culturale presso l’Université de Genève e docente di Diritto internazionale pubblico presso l’Université Catholique de Lille. Il tema della giustizia riparativa nell’ambito della restituzione dei beni culturali è stato affrontato da Claudia Mazzucato , che in Cattolica insegna questa disciplina.

 
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