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Agroalimentare, sostenibile per decreto

Piacenza Agroalimentare, sostenibile per decreto Garantire il made in Italy e tutelare consumatori e produttori: un progetto dei ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole per un sistema unico di misurazione della sostenibilità . Si avrà così un sistema univoco per valutare la sostenibilità delle produzioni italiane e, soprattutto, si otterrà «un importante biglietto da visita per i mercati internazionali delle produzioni made in Italy » prosegue il professor Capri. Il ministero delle Politiche agricole si è da sempre occupato della sostenibilità a partire dagli aspetti più agricoli: pratiche agronomiche e gestione dei trattamenti in campo con agro farmaci, in modo da assicurare un prodotto dalla qualità elevata, sicuro e rispettoso dell’ambiente. Per questo ha creato il marchio Sqnpi, il Sistema di Qualità Nazionale sulla produzione Integrata, identificato da un’ape sull’etichetta del prodotto» spiega la ricercatrice Lucrezia Lamastra , che insieme al professor Ettore Capri è coinvolta attivamente in questo progetto. Il Ministero dell’Ambiente, dal canto suo, si occupa da anni di promuovere programmi finalizzati alla diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo fra i quali Viva - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia rappresenta sicuramente l’esempio più concreto, con una valutazione della sostenibilità a 360 gradi». Viva nasce nel 2011 come progetto nazionale pilota con lo scopo di misurare e migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino» ricorda il professor Capri, che ha seguito scientificamente l’implementazione di questo sistema. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende che aderiscono al programma possono misurare l’impatto della loro produzione e della loro organizzazione in termini di sostenibilità e intraprendere in tal modo un percorso di miglioramento».

 

Il Gemelli certificato ospedale green

Roma Il Gemelli certificato ospedale green Come una smart city il Policlinico è il primo in Italia ad avere la certificazione ISO 50001 da parte di Bureau Veritas, che attesta una gestione energetica ottimale per una vera e propria città nella città con 30 mila “abitanti” al giorno. dicembre 2015 Una gestione energetica intelligente ed efficiente, “smart”, rispettosa dell’esigenze di tutti, anzitutto dei degenti e di chiunque graviti nella struttura, ma anche rispettosa dell’ambiente. Un traguardo importante - afferma Enrico Zampedri , direttore generale del Policlinico - e un riconoscimento al lavoro di tutti e che arriva in una fase storica in cui è sempre più alta la consapevolezza dell’importanza di realizzare sistemi ecosostenibili attraverso interventi di efficientamento energetico anche in difesa dell’ambiente e del pianeta». Il Gemelli può essere paragonato a una città di 30 mila abitanti, con consumi di circa 50 milioni di kWh ogni anno e circa 16 milioni di metri cubi di gas naturale. Si tratta di un impianto sofisticatissimo – aggiunge Carlo Pesaro - dotato anche di 12 “assorbitori”, che permettono nella stagione estiva di trasformare il calore in freddo, cioè di climatizzare gli ambienti senza consumare altra elettricità, ma solo sfruttando il calore come fonte energetica». Gli assorbitori raffreddano l’acqua che alimenta gli impianti di climatizzazione, che quindi non hanno bisogno di utilizzare gruppi frigo-elettrici molto dispendiosi in termini di elettricità. Pesaro, si è raggiunto un livello di efficientamento tale da consentire un livello di emissioni di CO2 del 30% inferiore rispetto a organizzazioni (per esempio di tipo industriale) di pari dimensioni ”.

 

Adesso anche il latino ha il suo B2

BRESCIA Adesso anche il latino ha il suo B2 Nel campus di Brescia, 90 su 750 iscritti delle scuole lombarde, hanno sostenuto l’esame ai fini della certificazione per la lingua di Cicerone. Ne è una riprova il successo che da alcuni anni sta riscuotendo tra gli studenti delle scuole superiori lombarde, e non solo, l’iniziativa promossa dalla Consulta dei professori universitari di latino (Cusl) . In accordo con l’Ufficio scolastico regionale e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Cusl ha dato vita a un test che, similmente agli Esami Cambridge ESOL, certifica il livello di conoscenza linguistica della lingua di Cicerone. Una certificazione che fa curriculum anche agli occhi delle aziende, perché il latino insegna a ragionare in modo logico, quello che nel mondo del lavoro si chiama “problem solving”. Nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere moderne da ormai molti anni è prassi costante attestare, attraverso modelli di valutazione la cui serietà è attestata da un ente certicatore, il livello di apprendimento linguistico di uno studente. Lo testimoniano, solo per citarne alcuni, il DELF per il francese, la serie delle attestazioni del Cambridge ESOL2 o il corrispondente set TESOL/TEFL del Trinity College London, l’articolata serie di certicazioni del Goethe Institut4, senza dimenticare l’attività ormai intensa nella certicazione dell’italiano come “lingua 2”. La prova non consiste, se non al livello più alto di competenza) in una traduzione, bensì in esercizi che mostrino la comprensione del testo e la capacità di lavorare sulle strutture linguistiche del latino – ha aggiunto il professor Milanese –.

 
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