La tua ricerca ha prodotto 66 risultati per cinema.
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

A Udine con il Far East Film Festival

Brescia A Udine con il Far East Film Festival Alcuni studenti dello Stars sono stati ospitati a Udine in occasione dell'annuale Far East Film Festival, che dal 26 aprile al 4 maggio ha messo in mostra opere e testimonianze dai Paesi del continente asiatico. by Elisa Belussi | 08 maggio 2019 Non solo Cina e Giappone, ma anche Corea del Sud, Filippine, Taiwan e molti altri, per garantire al pubblico della ventunesima edizione del " Far East Film Festival" - composto da innumerevoli appassionati, studenti ed esperti del settore - un’offerta diversificata con proposte di ogni genere. Lee, che ha proposto la sua versione di "Perfetti Sconosciuti" di Paolo Genovese. Oltre alle decine di titoli per il grande schermo, la locandina ha proposto un gran numero di workshop, laboratori ed attività per approfondire il contatto con la cultura asiatica. Non sono mancate, inoltre,le occasioni di svago e divertimento, ovviamente caratterizzate da un tocco orientale: dj-set e degustazioni apposite hanno reso il FEFF un’opportunità unica per conoscere una realtà di nicchia nel nostro Paese, che invece è altamente dinamica e creativa. Si tratta certamente di una tappa annuale obbligatoria per gli appassionati del cinema di settore, poiché erano presenti anche diversi esponenti del panorama cinematografico orientale: registi e attori con i quali relazionarsi, rubando loro qualche scatto o attimi di discussione a proposito delle opere presentate. Coordinato perfettamente, il festival ha garantito un’esperienza piacevole ai suoi avventori, fornendo loro anche la possibilità di partecipare attivamente al programma, votando ogni film in una classifica da uno a cinque.

 

Rolling cameras...and action!

E finalmente l’opportunità di poterlo fare in prima persona, attraverso questo corso che ci ha permesso, in sole tre settimane, di realizzare un cortometraggio. E dopo ventuno giorni trascorsi a comporre quel “piccolo” film di soli dieci minuti, vederlo proiettato su uno schermo, nel buio di una sala cinematografica, è stato davvero un “dream come true”, un sogno che diventava realtà. Ora non guarderò più un film con gli stessi occhi, ora che anch’io ho fatto parte di quel magico processo che porta a incidere dei fotogrammi su una pellicola o, nel nostro caso, in digitale. Sì perché il grande bagaglio che mi sono portata a casa non è racchiuso solo in quel dvd, ma in tutto ciò che quel dvd nasconde, in tutto il minuzioso lavoro che ci sta dietro. Lavoro che sarebbe stato impossibile senza l’apporto di tutti i professori della School of Visual Arts (Sva) di New York e, ovviamente, di quelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo un giorno di prove era impensabile non tornare sulla carta a modificare qualche linea di dialogo, qualche azione o, perché no, intere scene, traendo proprio spunto da quegli attori che stavano diventando i nostri personaggi, dalle loro parole e dalle loro reazioni. Sono sicura che l’atmosfera di cooperazione che si respirava sui diversi set sia emersa poi nelle immagini, in quei sei corti che abbiamo realizzato al termine delle tre settimane.

 

Ho visto cose che voi umani...

Milano Ho visto cose che voi umani... 01 ottobre 2009 È diventato ormai un tormentone nel linguaggio parlato: «Ho visto cose che voi umani…». L’espressione, pronunciata nel cult-film Blade Runner dal replicante Roy Batty, interpretato da Rutger Hauer , sta ironicamente alla base dell’ I’ve Seen Films Festival, fondato proprio dall’attore olandese, in questi giorni ospite in Università Cattolica. Diretto da Pier Paolo De Fina , è un festival internazionale di cortometraggi, che si tiene a Milano, tra il 24 settembre e il 3 ottobre, su tre location diverse: il cinema Gnomo, il Centro Culturale Francese e lo spazio Theca. Per questa ragione, nell’edizione 2009, i master Almed in Progettazione e Comunicazione del Cinema e Mappt – Analisi e Progettazione del prodotto televisivo, partecipano all’organizzazione di due Masterclass di approfondimento e confronto, aperte al pubblico. I relatori erano Rutger Hauer, PierPaolo De Fina, Giancarlo Zappoli, Silvana Molino di Microcinema, Cinzia Masotina del gruppo milanese dei “100 Autori”, ed altri ospiti del Festival. Promuovere e far conoscere il cortometraggio, in particolar modo alla luce della diffusione del formato digitale HD, diventa una priorità sempre più urgente nel sistema di promozione cinematografica, ma anche in un’ottica di costruzione, e valorizzazione, del palinsesto televisivo. In un sistema di reciproca relazione tra i mezzi di comunicazione, a partire dalla centralità di cinema e televisione, il cortometraggio può costituire un importante pivot di circuitazione e scambio di competenze e professionalità.

 

Shakespeare in film 400 anni dopo

MILANO Shakespeare in film 400 anni dopo Prende il via lunedì 15 febbraio un pacchetto di iniziative della facoltà di Scienze linguistiche i n collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano . Una serie di incontri dedicati al rapporto tra il Bardo e il cinema, l’economia, la diplomazia e la moda 12 febbraio 2016 Celebrare la figura del poeta nazionale inglese a 400 anni dalla morte. Ma soprattutto ricordarne la sua attualità e i mille usi a cui la sua opera è stata adattata, in contesti anche molto diversi da quello letterario: dal cinema alla televisione ai nuovi media, dall’economia al management alle relazioni internazionali, dalla pubblicità alla moda. In occasione del quarto centenario della morte di William Shakespeare (1564-1616), la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza una serie di incontri articolati in quattro temi: Shakespeare in film , Shakespeare e l’economia (vedi a lato), Shakespeare e la diplomazia , Shakespeare e la moda . SHAKESPEARE IN FILM: 5 (+ 1) VISITE GUIDATE In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano , antologia di scene memorabili e imprevedibili tratte dagli oltre mille film “shakespeariani” scelte e presentate dal professor Arturo Cattaneo , anglista e direttore scientifico dell’iniziativa, e dal regista Gianluca Fumagalli . Il ciclo propone cinque visite guidate al mondo del cinema ispirato a Shakespeare, con la proiezione di brevi scene di alcuni di quei mille film, dai più importanti ai più curiosi. Un politico nostrano ha stigmatizzato il fatto che “il nostro sistema universitario sforna qualche letterato di troppo”.

 

Cinema, un volano per cultura e turismo

Un incarico di prestigio che l’Università Cattolica ha condotto divenendo apripista di un progetto pilota, che allinea l’Italia al resto dell’Europa quanto a logiche di trasparenza. Stiamo parlando della Valutazione di impatto della Legge Cinema e Audiovisivo 2017-2018 , pubblicata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e realizzata da Università Cattolica e da Clas . Uno strumento come questo è utile per ragionare e immaginare correttivi nelle politiche di finanziamento in modo mirato e secondo una prospettiva di respiro più ampio», ha sottolineato Mariagrazia Fanchi chiarendo le importanti novità introdotte dalla legge Franceschini: «Per la prima volta sono stati creati dei fondi speciali. La proficua collaborazione con Centric e Certa ha permesso di «elaborare un software che consente di misurare il budget di genere in modo da rendicontare tutti i soggetti che sono occupati nella realizzazione di un’opera audiovisiva». Ma c’è una seconda novità, più di prospettiva, che porta l’Italia in una visione di dialogo europeo: «È la misurazione degli impatti sul turismo per il Paese; un indicatore fondamentale, perché il cinema è il veicolo primario di cultural diplomacy e attivatore di flussi turistici. Proprio perché questo è un impatto che si può misurare solo sul medio-lungo periodo, è stato creato un metodo che consentirà di valutare gli impatti in termini di flussi turistici sia business che leisure sui vari territori che sono coinvolti nella produzione o citati all’interno di opere audiovisive». La valutazione dell’Università Cattolica presenta dunque un’attiva proposta di metodi e strumenti per poter fruire di dati di particolar valore nel caso degli impatti indiretti nel mondo del cinema, come quelli sociali culturali.

 

Il cinema come un album di famiglia

MIlano Il cinema come un album di famiglia Quella di Ettore Scola , morto a Roma martedì 19 gennaio, è stata al tempo stesso un’opera autobiografica, corale e intima, perché mossa da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo per costruire l’autobiografia di una nazione. gennaio 2016 di Ruggero Eugeni* Nel suo ultimo film Che strano chiamarsi Federico , del 2013, Ettore Scola sembra mettere in scena un commosso omaggio all’amico e sodale Fellini: l’arrivo a Roma, la redazione del Marc’Aurelio e i primi lavori, le scorribande notturne per Roma. Il cinema di Scola ha spesso questa cifra di ritrosia, questo senso di intimità celata e di autobiografismo travestito. Un cinema velatamente autobiografico, dunque? Un cinema corale? Un cinema dell’intimità? Il cinema di Scola è stato tutto questo insieme, perché mosso da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo (l’unico mezzo realmente praticabile a questo scopo) per costruire l’autobiografia intima di una nazione . Non una autobiografia di fatti dunque, ma piuttosto di forme del sentire, di memorie e di sentimenti comuni. Un album di famiglia che scava negli odori, negli umori, nelle parti sensibili del nostro Paese e li restituisce allo spettatore di cinema rendendolo per ciò stesso un po’ più parte di una comunità civile. È questa la ragione per cui Scola si è sempre un po’ nascosto nei suoi affetti e nei suoi dati autobiografici: non perché non gli importassero, ma perché gli importavano in quanto parte di un sentire più ampio e diffuso.

 

Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini

Festival del cinema Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini È dedicato alla recezione nel mondo cattolico del film “La dolce vita” uno degli eventi organizzati al Lido, con la partecipazione di padre Antonio Spadaro . Diretta streaming by Emanuela Gazzotti | 10 settembre 2020 L’Università Cattolica partecipa a Venezia 77 , primo evento nazionale in presenza dopo il periodo di emergenza. Per il secondo anno consecutivo, insieme a Fondazione Ente dello Spettacolo , l’Ateneo è presente al Festival con tavole rotonde e presentazioni di master e ricerche. La circolazione internazionale dell’audiovisivo italiano a cura di Massimo Scaglioni (vedi a fianco) , oggi si parlerà dell’ecosistema dei media audiovisivi che nel corso di soli pochi anni è molto mutato. cinema #venezia 77 #master #fellini Facebook Twitter Send by mail Print CINEMA MADE IN ITALY Il primo evento promosso da Università Cattolica e Fondazione Ente per lo Spettacolo al Festival di Venezia è stato l’8 settembre l’incontro di presentazione del libro a cura di Massimo Scaglioni Cinema made in Italy. La percezione di una certa idea di nazione è anche attivata dalla circolazione, fuori dai propri confini, dei valori e contenuti associati ai prodotti dell’industria culturale nazionale. Se è vero che l’oggetto culturale entra a far parte del cosiddetto “made in Italy”, l’audiovisivo si è distinto per la capacità di diffondere un marchio di qualità e di stile e per la produzione di racconti, modelli iconografci relativi alla nostra personalità e al nostro.

 

Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore

Studenti Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore La studentessa di Giurisprudenza ha rappresentato l’Italia all’Opernball viennese e vanta già un’esperienza nel mondo del cinema. Marianna Taormina , studentessa di origine siciliana iscritta al secondo anno della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, ha coronato il sogno di rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna. Gli esami sostenuti nel primo anno di università sono andati bene e l’hanno rafforzata nell’interesse per gli studi giuridici, consapevole della necessità del diritto e dell’importanza della giustizia nel permeare i rapporti sociali dell’uomo. In più - dice Marianna - ho scelto di risiedere al Collegio Paolo VI, dove ho trovato “una seconda famiglia” che mi fa pesare meno la lontananza dalla mia terra e dai miei familiari». Sostenuta e incoraggiata dai miei genitori, nel 2018 ho partecipato a Jesolo alle semifinali di Miss Italia e sono stata eletta Miss Sorriso» racconta Marianna. Incoraggiata da questo successo, nello stesso anno ho partecipato al Gran Ballo Viennese delle debuttanti di Roma, forte dei dieci anni in cui ho praticato danza classica, e così sono stata scelta a rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna, sogno che si è avverato il 28 febbraio 2019. Nel tempo libero mi rilasso con una passeggiata sui Navigli e penso di partecipare a corsi di recitazione e danza classica e moderna».

 

Padrenostro, parla lo sceneggiatore diplomato Unicatt

Da quel momento io e Claudio abbiamo iniziato a frequentarci ed è venuto poi spontaneo confrontarci sulla storia che stava sviluppando e che nel tempo sarebbe diventata la sceneggiatura di Padrenostro ». Quali sono stati i pro e i contro nello scrivere una sceneggiatura a quattro mani? «Avvicinarmi alla storia personale di Claudio per me ha voluto dire prima di tutto rispettarla e, in seguito, tradirla. È stata la ricerca di questo equilibrio a guidarci via via nelle scelte che facevamo in scrittura, ma la vera svolta è arrivata quando abbiamo capito che avremmo raccontato tutto dal punto di vista di un bambino. Trovare questo sguardo è stato fondamentale anche per capire di volta in volta che cosa tenere e cosa lasciar andare del passato di Claudio». È stato anche e soprattutto nel dialogo aperto con loro che si sono creati via via spazi e possibilità di collaborazione che mi hanno aiutato a trovare un posto in questo mondo». laureando in Linguaggi dei media , facoltà di Lettere e filosofia #cinema #padrenostro #master #internationalscreenwriting Facebook Twitter Send by mail Print Il film ";Padrenostro"; Esce il 24 settembre nelle sale cinematografiche italiane Padrenostro, il lungometraggio diretto da Claudio Noce, tratto da una storia vera e ambientato a Roma nel 1976. Valerio è un bambino di dieci anni molto fantasioso ma la purezza della sua infanzia viene spazzata via quando, in compagnia della madre, Barbara Ronchi, vede con i suoi occhi un gruppo di terroristi tendere un attentato a suo padre, Pierfrancesco Favino, vincitore della Coppa Volpi a Venezia 77.

 

Il cinema e la generazione Z

Lo studio Il cinema e la generazione Z Sarà presentato venerdì 13 dicembre a Roma il Rapporto Cinema 2019 curato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, dall’Osservatorio giovani del Toniolo e dall’Università Cattolica 11 dicembre 2019 Una disamina approfondita sui trend di consumo della Generazione Z , la prima vera generazione nativo-digitale. Il Rapporto Cinema 2019 realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica verrà presentato venerdì 13 dicembre a Roma. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini , Alessandro Rosina e Francesco Toniolo . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica. cinema #giovani #rapporto #spettacolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

Matematica e filosofia al cinema

milano Matematica e filosofia al cinema Per spiegare la bellezza della regina delle scienze, dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film in tema. Chi si diletta di formule, strutture algebriche, spazi a più dimensioni è condannato alla lavagna, a un nugolo di studenti che normalmente escono dall’aula quando le cose interessanti del film iniziano a succedere. E di questa bellezza pervasiva i matematici si crucciano di non riuscire come vorrebbero a fare partecipi tutti gli altri, che matematici non sono e che, magari, della regina delle scienze hanno sbiaditi ricordi (incubi?) liceali. Per questa ragione, il dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e il dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film , molto diversi tra loro ma accomunati dalla presenza – più o meno esplicita – della matematica. Si prosegue lunedì 25 marzo con Il diritto di contare , che ci fa riflettere su questioni importanti connesse alla matematica: il negletto ruolo delle donne nella storia della disciplina e che cosa doveva essere “fare i conti a mano”, senza l’ausilio (oggi francamente impensabile) dei computer. Qui i modelli matematici che descrivono gli andamenti economici e finanziari vengono rappresentati come codici misteriosi, opachi, che si intersecano con le scelte degli uomini, con il calcolo delle conseguenze, e con la loro avidità. Le tre proiezioni saranno introdotte da un matematico ( Monica Bianchi , Alessandro Sbuelz , Anna Torriero ) e seguite da due brevi interventi a cura di filosofi ( Ciro De Florio, Alessandro Giordani ) e di una esperta di Cinema ( Alice Cati ).

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Nanni Moretti tra cinema e bioetica

Milano Nanni Moretti tra cinema e bioetica Malattia, dolore e morte in tre pellicole “di culto” del regista al centro del laboratorio nato dalla collaborazione tra Centro d’Ateneo di Bioetica e Almed. marzo 2016 “ Malattia, dolore e morte nel cinema di Nanni Moretti ”. Il laboratorio di “ Bioetica e cinema ”, giunto ormai alla terza edizione, quest’anno punta sui ciak del regista italiano più amato dai francesi. Film, infatti, quelli di Moretti, che con il loro linguaggio intimo e politico a un tempo, mettono a tema il vissuto e la fatica esistenziale dell’esperienza della malattia e del dolore, aprendo ad argomenti attuali e urgenti come la relazione medico-paziente, il consenso informato e l'autonomia decisionale. L’iniziativa è promossa dal Centro di Ateneo di Bioetica, con la direzione di Adriano Pessina , filosofo e bioeticista, in tandem con Ruggero Eugeni , direttore Almed - Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo, dell’Università Cattolica. Gli appuntamenti in calendario sono: 9 marzo con Caro Diario ; 13 aprile con La stanza del figlio ; 11 maggio con Mia Madre , dalle ore 14.30 alle 18.00, in aula NI 110, via Nirone 15 a Milano. Al termine della proiezione, seguirà una tavola rotonda con esperti di etica biomedica e di cinema e uno spazio di dibattito con il pubblico in sala.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Scrivere è un atto di fede

MIlano Scrivere è un atto di fede “Le persone mi dicono che scrivo storie di guerra, invece scrivo storie d’amore”: lo sceneggiatore e regista Randall Wallace ha parlato a una lezione del master in International Screenwriting and Production . Il racconto in inglese di una studentessa del MISP. Braveheart was my first script that became a movie. The first scene of Braveheart that I saw was the one of the first great battle, in which the English were defeated for the first time. Gibson started his speech and a boy was supposed to interrupt him saying that they're not going to fight but to leave...but what actually happened was that two thousands of men screamed "Yes, we are going to fight!". With Braveheart my life changed completely but at that moment they wanted another Braveheart, they wanted prevent me to grow up. The best thing for a character to be alive is to change, even if he doesn’t want to. In Braveheart William Wallace does not want to fight.

 

Save the Cut, la startup nata sui banchi

cattolicapost Save the Cut, la startup nata sui banchi La storia di Bianca Sartirana e Federico Caponera è quella di un incontro al master in Scrittura per la fiction e il cinema , che è diventato una famiglia e un’avventura professionale : un’agenzia di comunicazione basata sullo storytelling sempre e comunque. Soprattutto l’utilizzo dello storytelling sempre e comunque: che si tratti di un video, di un sito, di una campagna. “Trasformare la comunicazione in cinema”: un concetto affascinante, ma c’è qualcosa che non può diventare “opera d’arte”? «Siamo convinti che il modo di comunicare qualcosa sia, talvolta, più importante del messaggio stesso. Bisogna cercare un progetto veramente originale, che sappia inserirsi in ambiti non ancora esplorati e circondarsi di una squadra di persone professionalmente capaci, affidabili e umanamente valide, perché i momenti di stress e di fatica, inevitabili per una start-up, si superano sempre insieme alla squadra. Il progetto è l’esito di un contest che abbiamo realizzato a marzo 2016 e a cui hanno partecipato in gara molti giovani professionisti. Abbiamo avuto modo di approfondire, sia nella teoria che nella pratica, le lezioni di numerosi esperti di sceneggiatura, da Robert McKee a John Truby , da Dara Marks a Christopher Vogler . Senza dimenticare i contatti che ci siamo creati grazie al master, sia per quanto riguarda ruoli tecnici e creativi, sia dal punto di vista delle aziende e dei professionisti con cui siamo entrati in contatto durante i mesi in Cattolica e che abbiamo potuto incontrare nuovamente in seguito».

 

Zeffirelli, la bellezza di essere contro

Milano Zeffirelli, la bellezza di essere contro Il professor Armando Fumagalli traccia la figura del grande maestro fiorentino, ricordando il suo rapporto controverso con la critica cinematografica italiana, che non gli perdonò il suo successo internazionale e l’ispirazione alla fede di alcune sue opere. giugno 2019 di Armando Fumagalli * È morto il 15 giugno a 96 anni Franco Zeffirelli , uno degli artisti del cinema, della televisione e dell’opera lirica italiani più conosciuti a livello internazionale. Dopo gli esordi come aiutante di Luchino Visconti, ebbe due grandi successi, con altrettanti adattamenti shakespeariani, che coinvolsero attori anglo-americani ed ebbero circolazione mondiale: La bisbetica domata (1967, con Richard Burton ed Elizabeth Taylor) e Romeo e Giulietta (1968). Questi grandi successi misero Zeffirelli al di sopra delle dimensioni puramente italiane, e l’intellighentsia di allora, ampiamente dominata da una sinistra che egli non blandì mai, lo accusò assai facilmente di estetismo e didascalismo, e non gli perdonò questo successo, attaccandolo in modo aperto e a volte violento. Il film fu un grandissimo successo di pubblico e ancora una volta spiazzava la critica italiana con un oggetto che era lontanissimo da ogni altro filone o tendenza del cinema italiano. Fratello sole sorella luna, girato di nuovo con attori di lingua inglese per un mercato internazionale, è ancora oggi un film assai suggestivo, e che commuove anche grazie alla bellezza del paesaggio toscano, splendidamente valorizzato, e alle musiche che poi diventeranno celeberrime, di Riz Ortolani. Accanto al cinema sono molteplici e anche questi molto celebrati, gli allestimenti teatrali per Opere liriche, che lo porteranno dalla Scala ai più rinomati teatri americani, sempre con grande successo.

 

L’agricoltura sul grande schermo

Piacenza L’agricoltura sul grande schermo Dal classico dei classici “ Riso amaro” , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , al più recente “ La nostra terra ”: cinquant’anni di trasformazioni raccontati attraverso il cinema. Un cineforum promosso dagli studenti di Scienze agrarie, alimentari e ambientali 04 novembre 2016 Si comincia con uno dei film più famosi del neorealismo italiano: " Riso amaro ", di Giuseppe De Santis , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , ambientato nelle risaie del vercellese. È il primo degli appuntamenti del cineforum promosso dai rappresentanti degli studenti della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali di Piacenza . L’appuntamento è per le ore 20 nella sala Piana del campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Prima di ogni proiezione è previsto un breve approfondimento sugli argomenti trattati nei film. Giovedì 10 novembre la proiezione di "Riso amaro" sarà preceduta dall’intervento del professor Stefano Amaducci , docente del settore di Agronomia e coltivazioni erbacee, che parlerà dell’importanza della coltivazione del riso in Italia, delle differenti tecniche ora in uso e della scomparsa delle “mondine” di cui parla il film. agricoltura #cinema #film #agraria Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I paradisi fiscali tornano sul grande schermo

Milano I paradisi fiscali tornano sul grande schermo Il film di Steven Soderbergh Panama Papers (The Laundromat) , in gara a Venezia, riporta alla ribalta un famoso caso di cronaca legato al riciclaggio di denaro. La vicenda fece molto scalpore ed ebbe parecchie ripercussioni, anche perché finì con l'investire molti politici e personaggi di rilievo a livello internazionale. Non è la prima volta che il tema dei paradisi fiscali e dei ‘colletti bianchi’ finisce sul grande schermo: l’esempio più calzante è sicuramente The firm di Sidney Pollack (1993) che, in maniera quasi “profetica”, raccontava di uno studio legale specializzato nel costituire società off-shore. Panama Papers fornisce interessanti spunti di riflessione criminologica: sul rapporto tra etica ed affari, tra etica e famiglia e, soprattutto, sulla relazione tra criminalità organizzata e criminalità dei ‘colletti bianchi’ ( white collar crime ), ovvero sull’uso dei professionals (avvocati, notai, intermediari) da parte di evasori fiscali, criminali e mafiosi. In particolare, il film è efficace nello spiegare il meccanismo di creazione e funzionamento di una società off-shore, ossia registrata in una giurisdizione che offre una fiscalità agevolata, e in cui il sistema bancario richiede un livello molto basso o nullo di trasparenza sulla titolarità effettiva dei fondi. Nel raccontare queste storie, la sfida per il regista è quella di spiegare al grande pubblico un caso complesso e ricco di aspetti tecnici difficilmente comprensibili a chi non possiede un’adeguata preparazione finanziaria. Vi ricordate di Margot Robbie nella vasca da bagno che parla di mutui subprime? Qui i vostri professori di finanza sono Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas.

 

I nuovi Cinema Paradiso

Mercoledì 3 maggio a Milano la presentazione di una ricerca sulle Sale della Comunità raccolta in un libro Vita e Pensiero. A questo fenomeno è dedicato il volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) che verrà presentato mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano. Lo studio ha coinvolto ben 272 responsabili di Sale della Comunità e 168 parroci in tutta Italia, offrendo un’immagine ricca e aggiornata di questa realtà paradigmatica e analizzando le sue attività, le reti di relazioni attivate e i servizi resi alla comunità civile ed ecclesiale. Ma ha assunto anche il ruolo di un vero e proprio volano che ha permesso alle Sale di concretizzare quella sollecitazione alla «polivalenza» e all’uso di «ogni strumento di comunicazione» che gli veniva anche dai documenti ecclesiali costituitivi. Il 96% della Sala è diretto da un gruppo di gestione: vere e proprie comunità, ampie (nel 50% dei casi con più di 10 persone) e aperte al contributo anche di chi non frequenta la parrocchia e dei giovani. A partire dai risultati della ricerca, il volume ospita anche una serie di riflessioni sul futuro del cinema in Italia con una serie di letture Federico di Chio, Fabrizio Fiaschini, Carlo Fontana, Silvano Petrosino, Luigi F. Pizzolato, Bruno Zambardino e la post-fazione di Mons. cinema #salacomunita #parrocchia Facebook Twitter Send by mail Print LA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA La presentazione del volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) si terrà mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano e sarà moderata da Alessandro Zaccuri («Avvenire»).

 

La piccola star Disney a Medicinema

Il giovane e talentuoso attore, entrato nei cuori di adulti e ragazzi grazie all’amata serie TV Alex &; Co. in onda su Disney Channel , ha portato un saluto speciale a tutti i pazienti, parlando della sua esperienza in questa produzione italiana firmata da Luca Lucini . La proiezione di “Come Diventare Grandi Nonostante i Genitori” è l’ultimo degli eventi che si sono succeduti dall’inaugurazione della prima sala MediCinema in Italia , avvenuta nell’a prile 2016 presso il Gemelli con l’anteprima di “Jungle Book” di Jon Favreau . Sono lieto di proseguire la stagione di proiezioni al Policlinico Gemelli con un’emozionante novità: la presenza in sala di uno dei volti più amati dal pubblico italiano» afferma Daniel Frigo , amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia . Sam, interpretato da Federico Russo, così come gli altri ragazzi protagonisti di “Come Diventare Grandi Nonostante i Genitori” sono accomunati da una grande determinazione, caratteristica che li porterà a superare molti ostacoli senza mai perdere la speranza. Siamo orgogliosi di poter offrire il nostro contributo a un progetto davvero unico e all’avanguardia come quello di MediCinema e Gemelli: un impegno che rientra nella nostra politica di Responsabilità Sociale “Community Engagement &; Compassion”, ossia portare la magia del cinema a coloro che vivono momenti di difficoltà». Anche i progetti di ricerca sulla terapia del sollievo attraverso il cinema, che sono stati avviati, cominciano a dare interessanti indicazioni che incoraggiano i nostri ricercatori sulla possibilità di ottenere dei risultati scientifici a beneficio dei degenti». Dopo i primi voti bassi, i genitori consigliano prudentemente ai propri figli di sottostare alle decisioni della nuova preside: ma i ragazzi, con orgoglio, decidono di iscriversi al concorso musicale pur avendo contro scuola e genitori.

 

Sessant’anni di Filmoteca Vaticana

Insieme all’autore, gli ospiti sono stati il professore di Semiologia dei media Ruggero Eugeni , Giovanni Scolari , coordinatore del Tavolo Cinema Ust Brescia, e Francesco Bettoni , presidente di Brebemi Spa. Si indagano quindi diversi piani della nostra storia: il rapporto tra Chiesa e cinema, a cui segue il rapporto tra Chiesa e modernità ed infine, la storia italiana dagli anni ’30 fino ad oggi. Altri apporti fondamentali della Chiesa al mondo del cinema, come ha sottolineato Scolari, è stato nel percepire la potenzialità dell’intreccio tra cinema e televisione e nella realizzazione delle sale cinematografiche vaticane che raggiungevano anche i paesini più lontani. Ciò che più sorprende di questi due filmati è il video del primo Papa che è stato filmato da una macchina da presa, mentre compie la benedizione sui fedeli e sullo stesso oggetto innovativo e strambo che non necessitava di pose statiche. Bettoni ha ricordato come l’A35 sia l’autostrada di due papi ( Paolo VI e Giovanni XXIII ), che furono amanti del cinema e capirono l’importanza della Filmoteca Vaticana. Viganò, il quale ha ricordato come la Chiesa debba inaugurare un nuovo modo di dialogare con il mondo contemporaneo e come un banco di prova con cui la Chiesa si può interrogare e farsi interrogare sia proprio il cinema, in quanto grande racconto della contemporaneità. Viganò chiosa, ricordando che “avere documenti audiovisivi da disporre è una forma di carità culturale che la Chiesa può essere disposta a vivere”.

 

Gemelli, la magia del cinema come terapia

ROMA Gemelli, la magia del cinema come terapia Dal 4 al 10 gennaio 2016 sulle reti Rai a sostegno del progetto del Policlinico e di MediCinema Italia Onlus per realizzare la prima vera sala cinematografica e utilizzare il cinema a scopo terapeutico per malati e familiari. Dall’incontro tra il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e MediCinema Italia Onlus è nato un grande progetto: la realizzazione della prima vera sala cinematografica in uno dei maggiori ospedali italiani. MediCinema utilizza il grande cinema come terapia di sollievo nelle strutture ospedaliere, allestendo sale per la proiezione di film appositamente dedicate ai pazienti e ai loro familiari. La sala MediCinema al Gemelli, che aprirà a marzo 2016, sarà in grado di accogliere anche pazienti non autosufficienti, a letto o in sedia a rotelle. Sarà possibile inviare un SMS solidale per donare 2 da telefoni cellulari TIM, Vodafone, WIND, H3G, PosteMobile e CoopVoce; o effettuare una chiamata da telefono fisso per donare 2 da rete Vodafone e TWT e 2 o 5 da rete TIM e Fastweb. La sala MediCinema al Gemelli sarà in grado di accogliere anche pazienti non autosufficienti, a letto o in sedia a rotelle e disporrà di 130 posti per ospitare degenti, familiari, amici, volontari e personale di assistenza.

 

Go top