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Il film del mese: “Piccole donne”

Un elemento in comune con Lady Bird è l’eccellente attrice protagonista Saoirse Ronan , ma tutto il cast di Piccole donne è di primissimo livello, da Meryl Streep a Emma Watson , da Laura Dern al giovane ma ormai affermato Timothée Chalamet . L’unico neo è forse che il giocare su continui salti di tempo non rende sempre facilissima la lettura delle vicende a uno spettatore non particolarmente attento o non particolarmente familiare con il testo di partenza. Eppure, questa sensibilità femminista non è estremizzata: l’autrice fa dire a Meg, la sorella grande e “saggia” delle March, che scelte diverse sono possibili: lei ha scelto l’amore, il matrimonio, i figli e le sta bene così, anche se ha pochi soldi e una vita semplice. L’operazione fatta dalla Gerwig ci ha ricordato, pur nella diversità di stile, un altro eccellente adattamento di un classico ottocentesco della letteratura: il Ragione e sentimento scritto e interpretato nel 1995 da Emma Thompson e diretto da Ang Lee. Anche lì, una sostanziale fedeltà al romanzo di Jane Austen, con però un innesto non invasivo di elementi di modernità, che fanno percepire il percorso di emancipazione delle donne dei decenni e secoli successivi. Che lo vogliano o no, sceneggiatori e registi mettono sempre una loro sensibilità, fanno risuonare le domande dell’epoca in cui vivono, “dialogano” in modo sovente molto intelligente con l’opera di partenza. docente di Semiotica e Storia e Linguaggi del Cinema internazionale alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, Università Cattolica, campus di Milano #cinema #piccole donne #fumagalli #film Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

Batman e Joker, due figure inscindibili

settembre 2019 di Matteo Stefanelli * Dopo ben 80 anni dalla creazione di Batman, oggetto di una mostra-show che termina in questi giorni al Museo della Scienza, non mancano mai i motivi per tornare a discutere di questa icona e del suo immaginario, fervido di simboli oscuri. La più recente ragione è la vittoria al festival del Cinema di Venezia del film Joker , che si è guadagnato - un po’ inaspettatamente - nientepopodimeno che il Leone d’Oro. E il dato interessante è che Joker, in questa radicale e caricaturale allegoria di modi opposti di essere umani, è stimolante tanto quanto l’eroe Batman. IT di Stephen King, con il suo avere sdoganato nell’immaginario pop la crudele pazzia dei clown, è arrivato non solo dopo l’invenzione di Joker, ma ha lavorato privo dell’ingrediente di maggiore profondità in questa forma di terrore: la dinamica oppositiva tipica del mondo di Gotham City. Più di ogni altro concept di supereroi, il successo di Batman ha infatti al centro non solo l’eroe protagonista, ma il suo eterno confronto con l’avversario per eccellenza. E Batman, pur piagato nei suoi più cari affetti da Joker - che negli anni ha ucciso Robin (Jason Todd) e paralizzato Batgirl (Barbara Gordon) - sente di non poterlo uccidere, pena la fine della propria missione di giustiziere che rifiuta l’omicidio come strumento di vendetta. docente di Linguaggi audiovisivi (Comes) all’Università Cattolica, campus di Milano, direttore artistico del festival Comicon e fondatore del sito Fumettologica.it #joker #batman #cinema #fumetto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia

La Cattolica al Lido Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia Al Lido “in mostra” i corsi della Cattolica che rappresentano una lunga tradizione nel settore. settembre 2019 Vera fucina di mestieri nei settori del cinema, della tv, della radio e della comunicazione, l’Università Cattolica ha una lunga tradizione nella formazione di professionisti che operano come registi, sceneggiatori, produttori, giornalisti, critici cinematografici e televisivi. Una tradizione che si snoda attraverso l’offerta dei master che sono stati presentati oggi presso lo Spazio Fondazione Ente dello spettacolo alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. All’incontro questa mattina hanno partecipato Mario Gatti , direttore della sede di Milano dell’Ateneo, Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica, l’attore Giacomo Poretti e il presidente della FEdS Davide Milani . Gestione, sviluppo, comunicazione è unico in Italia nella formazione di figure professionali in grado di operare all'interno dell'industria televisiva, con particolare attenzione agli aspetti gestionali e manageriali dell'intera filiera produttiva e distributiva. La specificità del Master è quella di puntare alla costruzione delle diverse figure professionali della radio, offrendo agli allievi l'opportunità di partecipare alla progettazione e promozione di prodotti radiofonici ed eventi correlati. Il master in Digital communication specialist forma specialisti della comunicazione in grado di gestire gli strumenti digitali in modo professionale ed efficiente nell'ambito di qualsiasi strategia comunicativa.

 

A Venezia un cinema che legge il presente

la Cattolica al Festival A Venezia un cinema che legge il presente I film visti al Festival si ritagliano il ruolo di interpretazione del mondo e, anche quando sembrano semplicemente intrattenere, forniscono chiavi di lettura importanti. Il commento del professor Massimo Scaglioni 03 settembre 2019 di Massimo Scaglioni * «Un cinema della realtà, che preferisce confrontarsi coi temi del presente»: così ha tratteggiato il quadro d’assieme della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica numero 76 il suo direttore Alberto Barbera . E anche quando sembra “semplicemente intrattenere” – talvolta in modo egregio – prova a fornirci chiavi di lettura, bussole e radar che non siano banalmente schiacciati sull’immediatezza della cronaca. Un Festival del cinema – e Venezia è tornato ad essere un grande e ricco Festival – serve anche a questo: a capire quali sono i tratti identitari che le cinematografie mondiali intendono darsi nell’età delle trionfanti piattaforme globali, della pervasività digitale, dell’onnipresenza dei social media. E in questa 76esima edizione della Mostra abbiamo visto soprattutto film che affrontano, con i più diversi linguaggi e stili, urgenti questioni politiche, sociali e culturali del nostro presente. Il primo è Ema , il film del regista quarantenne cileno Pablo Larrain : un autore, dunque, che aveva già narrato col suo sguardo la fine della dittatura di Pinochet ( “No. I giorni dell’arcobaleno” ) e un’intensa biografia di Jacqueline Kennedy (“ Jackie ”). Eminentemente ed esplicitamente politico (e militante) è Adults in the room del maestro ottantatrenne Costa-Gavras , che racconta, col linguaggio della satira, la crisi del debito sovrano greco attraverso gli occhi (e il diario, alla base della sceneggiatura) dell’ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis.

 

I paradisi fiscali tornano sul grande schermo

Milano I paradisi fiscali tornano sul grande schermo Il film di Steven Soderbergh Panama Papers (The Laundromat) , in gara a Venezia, riporta alla ribalta un famoso caso di cronaca legato al riciclaggio di denaro. La vicenda fece molto scalpore ed ebbe parecchie ripercussioni, anche perché finì con l'investire molti politici e personaggi di rilievo a livello internazionale. Non è la prima volta che il tema dei paradisi fiscali e dei ‘colletti bianchi’ finisce sul grande schermo: l’esempio più calzante è sicuramente The firm di Sidney Pollack (1993) che, in maniera quasi “profetica”, raccontava di uno studio legale specializzato nel costituire società off-shore. Panama Papers fornisce interessanti spunti di riflessione criminologica: sul rapporto tra etica ed affari, tra etica e famiglia e, soprattutto, sulla relazione tra criminalità organizzata e criminalità dei ‘colletti bianchi’ ( white collar crime ), ovvero sull’uso dei professionals (avvocati, notai, intermediari) da parte di evasori fiscali, criminali e mafiosi. In particolare, il film è efficace nello spiegare il meccanismo di creazione e funzionamento di una società off-shore, ossia registrata in una giurisdizione che offre una fiscalità agevolata, e in cui il sistema bancario richiede un livello molto basso o nullo di trasparenza sulla titolarità effettiva dei fondi. Nel raccontare queste storie, la sfida per il regista è quella di spiegare al grande pubblico un caso complesso e ricco di aspetti tecnici difficilmente comprensibili a chi non possiede un’adeguata preparazione finanziaria. Vi ricordate di Margot Robbie nella vasca da bagno che parla di mutui subprime? Qui i vostri professori di finanza sono Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

Venezia, le frodi fiscali di “The Laundromat”

Milano Venezia, le frodi fiscali di “The Laundromat” Mattia , studente di Linguaggi dei media, è al Lido per la 76esima mostra del cinema e racconta le truffe assicurative della pellicola di Steven Soderbergh. L’anziana Ellen Martin (Meryl Streep), dopo aver assistito alla morte del marito durante una gita in barca, e decisa a ottenere un risarcimento per l’accaduto, inizia a indagare sulla corruzione che si cela dietro alle compagnie assicurative e che si ripercuote sul sistema finanziario mondiale. Decisi a lucrare sulla disattenzione e sulla ingenuità delle persone che a loro si affidano senza conoscere il rischio che corrono, i due avvocati hanno saputo tessere una rete di circa 25.000 società inesistenti. La costruzione dei due personaggi fa sì che questi risultino bugiardi, come avvocati, ma unici detentori della verità, come narratori, in quanto è a loro che lo spettatore affida la sua attenzione per tutta la durata della proiezione. Si può dire che la complessa costruzione del film rispecchi la confusione che vivono i personaggi al suo interno, ma è vero allo stesso tempo che l’interpretazione magistrale degli attori favorisca la facilità con cui lo spettatore segue l’evoluzione del racconto. A Venezia la proiezione di questa pellicola è stata accolta bene, sia dal pubblico sia dalla critica, e il fatto che il regista sia stato capace di divertire la sua audience trattando un tema delicato e complesso è indice di grande maestria. Se è vero che la mostra del cinema, come si è verificato per gli scorsi anni, è un trampolino di lancio verso gli Oscar, “The Laundromat” prenderà una bella rincorsa e vi atterrerà in punta di piedi.

 

Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica

La cattolica al Meeting Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica In mostra i costumi di scena dei genitori di San Francesco d’Assisi. Parla la professoressa Maria Teresa Zanola. agosto 2019 I costumi di scena utilizzati per vestire i genitori di San Francesco d’Assisi nel film “ Fratello Sole, Sorella Luna ” di Franco Zeffirelli hanno impreziosito lo stand dell’Università Cattolica al Meeting di Rimini. A presentarli la professoressa Maria Teresa Zanola , docente di Lingua francese alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, e don Davide Milani , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo. Gli abiti della Fondazione Cerratelli di Pisa sono un assaggio dell’intera collezione, e rappresentano l’incontro tra la sapienzialità artigiana che seppe realizzare grazie a Danilo Donati questa stupenda produzione per raccontare la vita di Francesco. meeting #costumi #cinema #arte Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cinema, il set è green grazie a Ludovica

Tutto è iniziato con una tesi di laurea by Bianca Martinelli | 13 novembre 2020 Dalla raccolta differenziata all’allaccio alla rete locale per evitare l’utilizzo di grossi generatori, dalla preferenza per materiali di scena di seconda mano allo smaltimento intelligente dei costumi. E ancora, il catering con prodotti a km 0 con stoviglie e cialde del caffè compostabili, gli alloggi situati a poca distanza geografica e la condivisione dei mezzi di trasporto della troupe per risparmiare carburante. Senza l’adozione del protocollo ne avremmo generate quasi 250, inoltre il 67% dei costumi è stato donato, così come il 51% delle scenografie, e abbiamo evitato la produzione di 370 chili di rifiuti di plastica». Successivamente, dopo la laurea ho lavorato come segretaria di produzione alla commedia “Tu mi nascondi qualcosa” con Rocco Papaleo , tanto è bastato per rendermi conto di quanta strada vi fosse ancora da fare per ragionare in termini di ecologia e sostenibilità. Così ho contattato nuovamente Tempesta: all’epoca stavano per iniziare le riprese di “Lazzaro felice”, avevano già elaborato il protocollo EcoMuvi (che è gratuito e può essere scaricato dal sito della casa di produzione) ma non avevano individuato una figura che se ne occupasse in via esclusiva. Sempre insieme a Tempesta Film, oggi Ludovica è in partenza per la Sardegna, dove si svolgeranno le riprese del film “Dall’Interno” di Leonardo Di Costanzo (nel cast Alba Rohrwacher, Toni Servillo e Silvio Orlando ). Agli studenti desiderosi di intraprendere una carriera similare alla sua consiglia: «Occorre tenersi aggiornati da un punto di vista normativo ma anche avere pazienza e perseveranza poiché scegliere di lavorare in un ramo così specifico presenta aspetti positivi e negativi.

 

Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore

Studenti Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore La studentessa di Giurisprudenza ha rappresentato l’Italia all’Opernball viennese e vanta già un’esperienza nel mondo del cinema. Marianna Taormina , studentessa di origine siciliana iscritta al secondo anno della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, ha coronato il sogno di rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna. Gli esami sostenuti nel primo anno di università sono andati bene e l’hanno rafforzata nell’interesse per gli studi giuridici, consapevole della necessità del diritto e dell’importanza della giustizia nel permeare i rapporti sociali dell’uomo. In più - dice Marianna - ho scelto di risiedere al Collegio Paolo VI, dove ho trovato “una seconda famiglia” che mi fa pesare meno la lontananza dalla mia terra e dai miei familiari». Sostenuta e incoraggiata dai miei genitori, nel 2018 ho partecipato a Jesolo alle semifinali di Miss Italia e sono stata eletta Miss Sorriso» racconta Marianna. Incoraggiata da questo successo, nello stesso anno ho partecipato al Gran Ballo Viennese delle debuttanti di Roma, forte dei dieci anni in cui ho praticato danza classica, e così sono stata scelta a rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna, sogno che si è avverato il 28 febbraio 2019. Nel tempo libero mi rilasso con una passeggiata sui Navigli e penso di partecipare a corsi di recitazione e danza classica e moderna».

 

Opera Prima, la scuola si apre al cinema e sbarca a Venezia

Contest Opera Prima, la scuola si apre al cinema e sbarca a Venezia Il concorso di scrittura per serie tv e film, promosso dall'Istituto Toniolo, approda alla Mostra del Cinema. La presentazione martedì 8 settembre 07 settembre 2020 Scrivere un soggetto per serie tv e film a scuola: è l’intento del concorso Opera Prima , che, per l’edizione 2020/2021, lancia una sfida a docenti e giovani, i veri protagonisti della ripresa post pandemia con una riflessione su ciò che è realmente virtuale e reale. Dopo una prima edizione che ha avuto un gran successo fra gli studenti di molte scuole del territorio nazionale con una valida qualità dei lavori presentati, torna il concorso Opera Prima, promosso dall’ Istituto Toniolo e dall’associazione Amore per il Sapere in collaborazione con diversi partner. Infatti, Opera Prima si allarga e nasce la nuova categoria di concorso di soggetti per serie tv o film, che sarà guidata dal professor Armando Fumagalli , direttore del Master universitario di primo livello in International Screenwriting and Production dell’Università Cattolica. La scrittura per il cinema e per le serie tv – spiega il prof. Fumagalli - ha evidentemente degli aspetti tecnici che occorre conoscere e che, se qualcuno in futuro vorrà fare davvero questo mestiere, con il tempo potrà e dovrà imparare. Però alla fine c'è una forza dell'idea e della intuizione creativa che, se sufficientemente elaborata e messa in forma, sarà quella che la giuria di Opera Prima premierà, tenendo conto che poi ci sarà il tempo per i ragazzi per crescere e maturare. Intervengono: monsignor Davide MILANI , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo, Marco FERRARI , docente e ideatore del concorso, Luigi BALLERIN I, psicoanalista e scrittore, Armando FUMAGALLI , direttore del Master Universitario di I livello in International Screenwriting and Production dell’Università Cattolica, Phaim BHUIYAN , attore e regista.

 

Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini

Festival del cinema Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini È dedicato alla recezione nel mondo cattolico del film “La dolce vita” uno degli eventi organizzati al Lido, con la partecipazione di padre Antonio Spadaro . Diretta streaming by Emanuela Gazzotti | 10 settembre 2020 L’Università Cattolica partecipa a Venezia 77 , primo evento nazionale in presenza dopo il periodo di emergenza. Per il secondo anno consecutivo, insieme a Fondazione Ente dello Spettacolo , l’Ateneo è presente al Festival con tavole rotonde e presentazioni di master e ricerche. La circolazione internazionale dell’audiovisivo italiano a cura di Massimo Scaglioni (vedi a fianco) , oggi si parlerà dell’ecosistema dei media audiovisivi che nel corso di soli pochi anni è molto mutato. cinema #venezia 77 #master #fellini Facebook Twitter Send by mail Print CINEMA MADE IN ITALY Il primo evento promosso da Università Cattolica e Fondazione Ente per lo Spettacolo al Festival di Venezia è stato l’8 settembre l’incontro di presentazione del libro a cura di Massimo Scaglioni Cinema made in Italy. La percezione di una certa idea di nazione è anche attivata dalla circolazione, fuori dai propri confini, dei valori e contenuti associati ai prodotti dell’industria culturale nazionale. Se è vero che l’oggetto culturale entra a far parte del cosiddetto “made in Italy”, l’audiovisivo si è distinto per la capacità di diffondere un marchio di qualità e di stile e per la produzione di racconti, modelli iconografci relativi alla nostra personalità e al nostro.

 

Quando “La dolce vita” divise il mondo cattolico

Festival del cinema Quando “La dolce vita” divise il mondo cattolico Una ricerca presentata a Venezia 77 dal professore Massimo Scaglioni racconta le polemiche che si scatenarono all’uscita del film. Un dibattito squisitamente teologico, l’ha definito padre Antonio Spadaro , legato al tema della Grazia by Katia Biondi e Paolo Ferrari | 11 settembre 2020 Quando nel 1960 esce in Italia “La dolce vita” è un vero successo. Una disputa durissima che, a cent’anni dalla nascita del regista e a sessanta dall’uscita del film, viene rievocata attraverso documenti d’epoca, a partire da una ricerca dell’Università Cattolica. Se non un’intervista del 1964 di Sergio Zavoli al gesuita padre Angelo Arpa, amico di Fellini e esponente del Centro San Fedele, in cui si capisce che qualcosa è cambiato e da cui emerge il bisogno di credere espresso dal regista, un’ansia esistenziale, manifestazione di un umanesimo profondo e sincero». Eppure, ha precisato padre Spadaro, quella che emerge dal film è «una religiosità fatta di solidarietà con le forze più pericolose e contraddittorie dell’esistenza. Questo perché, ha detto Iarussi, Fellini è uno specchio per certi versi grottesco della nostra identità, che si riflette anche nel lessico: nessun regista ha offerto tanti lemmi alla lingua italiana, primo fra tutti Amarcord. Si tratta, ha concluso Iarussi, della capacità di riflettere «quella pirotecnia, oscura e a volte splendente, che nella “dolce vita” vige e vibra dentro il mosaico del boom economico con il presagio di quello che non andrà», facendone così «l’opera d’arte più rilevante della seconda metà del Ventesimo secolo».

 

Serie tv, una “bottega rinascimentale”

Attila e I Barbari i loro progetti vincitori by Emanuela Gazzotti | 10 luglio 2020 Due dei quattro progetti vincitori del premio StoryLab2 Development Grants sono targati Università Cattolica e tra gli autori tre sono alumni dell’ateneo. Il bando che supporta i giovani sceneggiatori di cinema e tv è arrivato alla sua seconda edizione ed è promosso dall’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Ateneo di largo Gemelli e dalla Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti di Milano. La giovanissima autrice del progetto vincitore Attila è Marta Mazzetti (nella foto), 24enne laureata in Linguaggi dei media alla Cattolica e diplomata lo scorso novembre al master di Almed International Screenwriting and Production , promotore del Premio, che ha scoperto frequentando una open lecture con il famoso sceneggiatore americano Randall Wallace. A questo progetto che mette a tema l’integrazione di comunità che vivono fianco a fianco senza conoscersi davvero e guardandosi reciprocamente come “barbari”, ha collaborato Nicola Peirano, laureato alla magistrale in Filologia moderna alla Cattolica e anche lui diplomato al lo stesso Master della Cattolica. Dopo una breve esperienza lavorativa in BeActive, una società portoghese specializzata in produzioni crossmediali e transmediali per la tv, il cinema e il web, Nicola ha frequentato un corso di specializzazione della Rai sulla scrittura seriale, dove ha conosciuto quelli che sarebbero diventati i colleghi del progetto I Barbari . A firmare i progetti, giovani autori, sceneggiatori e film makers che hanno studiato o abitano nel territorio lombardo e ai quali verrà ora assegnato un importo complessivo di 37.000 euro, il supporto di un tutor di progetto e sessioni gratuite di training on the job. I vincitori hanno ora circa otto mesi di tempo per sviluppare e concludere i loro progetti, che verranno presentati a un’ampia platea composta dalle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche in Italia nel corso della terza edizione del Milano Pitch prevista per febbraio 2021 .

 

I libri che sono andati al cinema

Laboratorio di Editoria I libri che sono andati al cinema Il Laboratorio di Editoria ha coinvolto gli studenti nella pubblicazione di un volume che raccoglie alcuni casi di trasposizione di opere letterarie nel grande schermo. Casi editoriali del cinema italiano con la presentazione di Giorgio Simonelli (Educatt, Milano 2020, “Quaderni del laboratorio di editoria”). Un’esperienza da “moderni protagonisti del Decameron ”, come si definiscono gli stessi studenti nella Premessa, che hanno dovuto destreggiarsi tra librerie, biblioteche, case editrici chiuse e autori rimasti nel mondo di fuori . Sono storie di carta e di fotogrammi che si contaminano a vicenda, italiani e stranieri - scrivono gli studenti - che nei diversi adattamenti hanno saputo arricchirsi, donando al lettore un universo narrativo ricco di sfaccettature e che, insieme, hanno costruito la nostra cultura e l’identità del Paese». Attraversando un secolo di metamorfosi questa antologia riunisce casi editoriali di opere letterarie che, nell’indossare vesti diverse, a volte ispirando film e altre volte serie televisive, manifestano il loro legame con il cinema italiano. Qui gli interni borghesi di Moravia condividono le pagine con i quartieri popolari della Ferrante, sfiorando gli scaffali della biblioteca di Eco, dopo essere passati attraverso lo sguardo di registi come De Sica, Leone o Salvatores. Nel campo preso in esame, che è quello del cinema italiano contemporaneo, non esiste solo la più classica di queste relazioni, la traduzione, sempre piuttosto complessa, di un testo di struttura verbale e letteraria in un testo di forma audiovisiva.

 

Cinema, due nuovi talenti targati Unicatt

Milano Cinema, due nuovi talenti targati Unicatt Claudio Benedetti e Cecilia Leardini, laureati in Cattolica, hanno vinto Storylab 2020: Milano Pitch , l’evento che fa incontrare i nuovi talenti con le più importanti case di produzione televisive e cinematografiche. Claudio, con una formazione in Criminologia e un passato di insegnante di teatro nei licei, sogna di continuare a scrivere per il grande schermo. Cecilia ha scoperto solo facendo il master una inclinazione che non conosceva e oggi aspira a diventare una script editor e una sceneggiatrice. StoryLab 2020 - Milano Pitch è un’opportunità unica per giovani talenti di presentare i propri progetti inediti alle maggiori aziende dell’editoria e alle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche in Italia. Erica ha vinto l’11 febbraio 2020 il Premio Solinas Experimenta Serie (una “borsa di sviluppo” finanziata dalla Rai) con un progetto pilota di serie tv presentato insieme ai compagni di corso Francesco Bitto, Francesco Ferrazzi e Nicolò Orlandini. Oggi sceneggiatrice, diplomata al Master nel 2015, Elisa ha scoperto il suo talento di storyteller dopo una laurea in Filosofia, un MBA e quattro anni di lavoro spesi nell’ambito del marketing. Abbandonato la prima professione, Elisa si è iscritta al Master in Cattolica e si è dedicata alla sua passione che l’ha portata a diventare autrice per la serie tv della Rai “La strada di casa 2” e altre ora in produzione.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Zeffirelli, la bellezza di essere contro

Milano Zeffirelli, la bellezza di essere contro Il professor Armando Fumagalli traccia la figura del grande maestro fiorentino, ricordando il suo rapporto controverso con la critica cinematografica italiana, che non gli perdonò il suo successo internazionale e l’ispirazione alla fede di alcune sue opere. giugno 2019 di Armando Fumagalli * È morto il 15 giugno a 96 anni Franco Zeffirelli , uno degli artisti del cinema, della televisione e dell’opera lirica italiani più conosciuti a livello internazionale. Dopo gli esordi come aiutante di Luchino Visconti, ebbe due grandi successi, con altrettanti adattamenti shakespeariani, che coinvolsero attori anglo-americani ed ebbero circolazione mondiale: La bisbetica domata (1967, con Richard Burton ed Elizabeth Taylor) e Romeo e Giulietta (1968). Questi grandi successi misero Zeffirelli al di sopra delle dimensioni puramente italiane, e l’intellighentsia di allora, ampiamente dominata da una sinistra che egli non blandì mai, lo accusò assai facilmente di estetismo e didascalismo, e non gli perdonò questo successo, attaccandolo in modo aperto e a volte violento. Il film fu un grandissimo successo di pubblico e ancora una volta spiazzava la critica italiana con un oggetto che era lontanissimo da ogni altro filone o tendenza del cinema italiano. Fratello sole sorella luna, girato di nuovo con attori di lingua inglese per un mercato internazionale, è ancora oggi un film assai suggestivo, e che commuove anche grazie alla bellezza del paesaggio toscano, splendidamente valorizzato, e alle musiche che poi diventeranno celeberrime, di Riz Ortolani. Accanto al cinema sono molteplici e anche questi molto celebrati, gli allestimenti teatrali per Opere liriche, che lo porteranno dalla Scala ai più rinomati teatri americani, sempre con grande successo.

 

Matematica e filosofia al cinema

milano Matematica e filosofia al cinema Per spiegare la bellezza della regina delle scienze, dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film in tema. Chi si diletta di formule, strutture algebriche, spazi a più dimensioni è condannato alla lavagna, a un nugolo di studenti che normalmente escono dall’aula quando le cose interessanti del film iniziano a succedere. E di questa bellezza pervasiva i matematici si crucciano di non riuscire come vorrebbero a fare partecipi tutti gli altri, che matematici non sono e che, magari, della regina delle scienze hanno sbiaditi ricordi (incubi?) liceali. Per questa ragione, il dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e il dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film , molto diversi tra loro ma accomunati dalla presenza – più o meno esplicita – della matematica. Si prosegue lunedì 25 marzo con Il diritto di contare , che ci fa riflettere su questioni importanti connesse alla matematica: il negletto ruolo delle donne nella storia della disciplina e che cosa doveva essere “fare i conti a mano”, senza l’ausilio (oggi francamente impensabile) dei computer. Qui i modelli matematici che descrivono gli andamenti economici e finanziari vengono rappresentati come codici misteriosi, opachi, che si intersecano con le scelte degli uomini, con il calcolo delle conseguenze, e con la loro avidità. Le tre proiezioni saranno introdotte da un matematico ( Monica Bianchi , Alessandro Sbuelz , Anna Torriero ) e seguite da due brevi interventi a cura di filosofi ( Ciro De Florio, Alessandro Giordani ) e di una esperta di Cinema ( Alice Cati ).

 

Giovani sul grande schermo

mostra Giovani sul grande schermo Inaugurata a Roma alla presenza di Pif una mostra multimediale che analizza la presenza giovanile nel cinema italiano tra il 1948 e il 2018. Si gioca attorno a questi tre termini la scommessa che ha unito Fondazione Ente dello Spettacolo e Università Cattolica, e che si è materializzata nei suoi esiti, martedì 29 gennaio, presso gli spazi dell’ex mattatoio “La Pelanda” di Roma. La seconda: “ Siamo quel che ci manca ”, dedicata alla ricerca di senso e di Dio da parte dei giovani, dal Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini a Corpo Celeste di Alice Rohrwacher. Nel corso del 2018, un gruppo di studenti di diverse facoltà e differenti età (da primo anno di triennale al dottorato), hanno intrapreso un percorso attraverso le immagini che delle generazioni precedenti il cinema ci ha trasmesso. Storie talvolta “lontane” e di “complessa decifrazione” (i bambini già adulti dei film degli anni della guerra o del dopoguerra, come Roma città aperta o Ladri di biciclette , o i ragazzi ideologizzati e violenti degli anni di piombo di Mio fratello è figlio unico ). Pif , regista di La mafia uccide solo d’estate e creatore del Testimone , programma seguitissimo dai più giovani fin dai tempi di MTV, ha chiuso il cerchio che connette giovani, storia nazionale e cinema: «Ero giovane quando a Palermo la mafia ha ucciso i giudici Falcone e Borsellino. docente di Storia dei media alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica, Milano #cinema #giovani #mostra Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cinema, un volano per cultura e turismo

Un incarico di prestigio che l’Università Cattolica ha condotto divenendo apripista di un progetto pilota, che allinea l’Italia al resto dell’Europa quanto a logiche di trasparenza. Stiamo parlando della Valutazione di impatto della Legge Cinema e Audiovisivo 2017-2018 , pubblicata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e realizzata da Università Cattolica e da Clas . Uno strumento come questo è utile per ragionare e immaginare correttivi nelle politiche di finanziamento in modo mirato e secondo una prospettiva di respiro più ampio», ha sottolineato Mariagrazia Fanchi chiarendo le importanti novità introdotte dalla legge Franceschini: «Per la prima volta sono stati creati dei fondi speciali. La proficua collaborazione con Centric e Certa ha permesso di «elaborare un software che consente di misurare il budget di genere in modo da rendicontare tutti i soggetti che sono occupati nella realizzazione di un’opera audiovisiva». Ma c’è una seconda novità, più di prospettiva, che porta l’Italia in una visione di dialogo europeo: «È la misurazione degli impatti sul turismo per il Paese; un indicatore fondamentale, perché il cinema è il veicolo primario di cultural diplomacy e attivatore di flussi turistici. Proprio perché questo è un impatto che si può misurare solo sul medio-lungo periodo, è stato creato un metodo che consentirà di valutare gli impatti in termini di flussi turistici sia business che leisure sui vari territori che sono coinvolti nella produzione o citati all’interno di opere audiovisive». La valutazione dell’Università Cattolica presenta dunque un’attiva proposta di metodi e strumenti per poter fruire di dati di particolar valore nel caso degli impatti indiretti nel mondo del cinema, come quelli sociali culturali.

 

Un film molto coraggioso

Lo speciale: Tolo Tolo Un film molto coraggioso Per il professor Massimo Scaglioni , Checco Zalone va promosso sia per la regia, sia perché affronta di petto un tema caldo come l’immigrazione. Il voto del professor Massimo Scaglioni è più che positivo per il quinto film di Checco Zalone . Ci sono due sequenze che mi sono piaciute e che trovo straordinarie: una a metà del film, che rappresenta in un certo senso la parodia dell’incubo dei sovranisti con un’Italia popolata da persone di colore. Dal punto di vista politico è abbastanza interessante il fatto che dopo l’uscita del trailer Checco Zalone sia stato bersagliato dalla critica di sinistra, mentre, dopo l’uscita del film, le critiche siano uscite da destra. Questa caratteristica è quella che ha animato la tradizione della commedia all’italiana alla quale Zalone si ispira nella quale troviamo Dino Risi e Mario Monicelli che hanno sempre messo al centro i difetti dell’italiano e dell’italianità». Parlando di commedia all’italiana nel film c’è una citazione di “Ricomincio da tre” di Troisi, quando Checco è disteso sul letto e parla con la ragazza… «È un elemento un po’ accennato e si può leggere anche il riferimento a Troisi. Quello che colpisce è il fatto che la cultura cinematografica di Checco Zalone sia molto varia.

 

Un film buono ma non buonista

Ho apprezzato la svolta politicamente corretta, a discapito di un funzionamento più astuto e riuscito della macchina comica» fa notare il professore. Locatelli evidenzia il coraggio di Zalone di rinunciare al consenso più facile e trasversale: «Non si può nascondere che il film abbia alcuni punti deboli: le canzoni, per esempio, sono molto meno riuscite e incisive. Però il mio giudizio da spettatore è positivo perché mi piace che Zalone abbia lavorato con temi diversi rispetto al solito, mettendosi in gioco. Attenzione però a non confondere un film come Tolo Tolo con la tradizione della commedia all'italiana: Checco è un Forrest Gump che travolge tutto con la sua ingenuità, non è certamente un Alberto Sordi consapevole del suo cinismo e della sua cattiveria. Si tratta di un film buono seppur non buonista, adatto al pubblico, ma che può aiutare a riflettere su alcune problematiche anche chi è andato al cinema soltanto con l'intenzione di farsi qualche risata». Per Massimo Locatelli è difficile trovare un unico modello di riferimento comico: «Si vede che Checco Zalone conosce la lezione dei grandi comici italiani, ma assorbe tutto in maniera originale. A ogni modo, Tolo Tolo dimostra che la comicità di Zalone è genuina ed è diventata più matura e capace di veicolare un messaggio».

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

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