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Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

I paradisi fiscali tornano sul grande schermo

Milano I paradisi fiscali tornano sul grande schermo Il film di Steven Soderbergh Panama Papers (The Laundromat) , in gara a Venezia, riporta alla ribalta un famoso caso di cronaca legato al riciclaggio di denaro. La vicenda fece molto scalpore ed ebbe parecchie ripercussioni, anche perché finì con l'investire molti politici e personaggi di rilievo a livello internazionale. Non è la prima volta che il tema dei paradisi fiscali e dei ‘colletti bianchi’ finisce sul grande schermo: l’esempio più calzante è sicuramente The firm di Sidney Pollack (1993) che, in maniera quasi “profetica”, raccontava di uno studio legale specializzato nel costituire società off-shore. Panama Papers fornisce interessanti spunti di riflessione criminologica: sul rapporto tra etica ed affari, tra etica e famiglia e, soprattutto, sulla relazione tra criminalità organizzata e criminalità dei ‘colletti bianchi’ ( white collar crime ), ovvero sull’uso dei professionals (avvocati, notai, intermediari) da parte di evasori fiscali, criminali e mafiosi. In particolare, il film è efficace nello spiegare il meccanismo di creazione e funzionamento di una società off-shore, ossia registrata in una giurisdizione che offre una fiscalità agevolata, e in cui il sistema bancario richiede un livello molto basso o nullo di trasparenza sulla titolarità effettiva dei fondi. Nel raccontare queste storie, la sfida per il regista è quella di spiegare al grande pubblico un caso complesso e ricco di aspetti tecnici difficilmente comprensibili a chi non possiede un’adeguata preparazione finanziaria. Vi ricordate di Margot Robbie nella vasca da bagno che parla di mutui subprime? Qui i vostri professori di finanza sono Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

A Venezia un cinema che legge il presente

la Cattolica al Festival A Venezia un cinema che legge il presente I film visti al Festival si ritagliano il ruolo di interpretazione del mondo e, anche quando sembrano semplicemente intrattenere, forniscono chiavi di lettura importanti. Il commento del professor Massimo Scaglioni 03 settembre 2019 di Massimo Scaglioni * «Un cinema della realtà, che preferisce confrontarsi coi temi del presente»: così ha tratteggiato il quadro d’assieme della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica numero 76 il suo direttore Alberto Barbera . E anche quando sembra “semplicemente intrattenere” – talvolta in modo egregio – prova a fornirci chiavi di lettura, bussole e radar che non siano banalmente schiacciati sull’immediatezza della cronaca. Un Festival del cinema – e Venezia è tornato ad essere un grande e ricco Festival – serve anche a questo: a capire quali sono i tratti identitari che le cinematografie mondiali intendono darsi nell’età delle trionfanti piattaforme globali, della pervasività digitale, dell’onnipresenza dei social media. E in questa 76esima edizione della Mostra abbiamo visto soprattutto film che affrontano, con i più diversi linguaggi e stili, urgenti questioni politiche, sociali e culturali del nostro presente. Il primo è Ema , il film del regista quarantenne cileno Pablo Larrain : un autore, dunque, che aveva già narrato col suo sguardo la fine della dittatura di Pinochet ( “No. I giorni dell’arcobaleno” ) e un’intensa biografia di Jacqueline Kennedy (“ Jackie ”). Eminentemente ed esplicitamente politico (e militante) è Adults in the room del maestro ottantatrenne Costa-Gavras , che racconta, col linguaggio della satira, la crisi del debito sovrano greco attraverso gli occhi (e il diario, alla base della sceneggiatura) dell’ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis.

 

Venezia, le frodi fiscali di “The Laundromat”

Milano Venezia, le frodi fiscali di “The Laundromat” Mattia , studente di Linguaggi dei media, è al Lido per la 76esima mostra del cinema e racconta le truffe assicurative della pellicola di Steven Soderbergh. L’anziana Ellen Martin (Meryl Streep), dopo aver assistito alla morte del marito durante una gita in barca, e decisa a ottenere un risarcimento per l’accaduto, inizia a indagare sulla corruzione che si cela dietro alle compagnie assicurative e che si ripercuote sul sistema finanziario mondiale. Decisi a lucrare sulla disattenzione e sulla ingenuità delle persone che a loro si affidano senza conoscere il rischio che corrono, i due avvocati hanno saputo tessere una rete di circa 25.000 società inesistenti. La costruzione dei due personaggi fa sì che questi risultino bugiardi, come avvocati, ma unici detentori della verità, come narratori, in quanto è a loro che lo spettatore affida la sua attenzione per tutta la durata della proiezione. Si può dire che la complessa costruzione del film rispecchi la confusione che vivono i personaggi al suo interno, ma è vero allo stesso tempo che l’interpretazione magistrale degli attori favorisca la facilità con cui lo spettatore segue l’evoluzione del racconto. A Venezia la proiezione di questa pellicola è stata accolta bene, sia dal pubblico sia dalla critica, e il fatto che il regista sia stato capace di divertire la sua audience trattando un tema delicato e complesso è indice di grande maestria. Se è vero che la mostra del cinema, come si è verificato per gli scorsi anni, è un trampolino di lancio verso gli Oscar, “The Laundromat” prenderà una bella rincorsa e vi atterrerà in punta di piedi.

 

Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia

La Cattolica al Lido Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia Al Lido “in mostra” i corsi della Cattolica che rappresentano una lunga tradizione nel settore. settembre 2019 Vera fucina di mestieri nei settori del cinema, della tv, della radio e della comunicazione, l’Università Cattolica ha una lunga tradizione nella formazione di professionisti che operano come registi, sceneggiatori, produttori, giornalisti, critici cinematografici e televisivi. Una tradizione che si snoda attraverso l’offerta dei master che sono stati presentati oggi presso lo Spazio Fondazione Ente dello spettacolo alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. All’incontro questa mattina hanno partecipato Mario Gatti , direttore della sede di Milano dell’Ateneo, Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica, l’attore Giacomo Poretti e il presidente della FEdS Davide Milani . Gestione, sviluppo, comunicazione è unico in Italia nella formazione di figure professionali in grado di operare all'interno dell'industria televisiva, con particolare attenzione agli aspetti gestionali e manageriali dell'intera filiera produttiva e distributiva. La specificità del Master è quella di puntare alla costruzione delle diverse figure professionali della radio, offrendo agli allievi l'opportunità di partecipare alla progettazione e promozione di prodotti radiofonici ed eventi correlati. Il master in Digital communication specialist forma specialisti della comunicazione in grado di gestire gli strumenti digitali in modo professionale ed efficiente nell'ambito di qualsiasi strategia comunicativa.

 

Batman e Joker, due figure inscindibili

settembre 2019 di Matteo Stefanelli * Dopo ben 80 anni dalla creazione di Batman, oggetto di una mostra-show che termina in questi giorni al Museo della Scienza, non mancano mai i motivi per tornare a discutere di questa icona e del suo immaginario, fervido di simboli oscuri. La più recente ragione è la vittoria al festival del Cinema di Venezia del film Joker , che si è guadagnato - un po’ inaspettatamente - nientepopodimeno che il Leone d’Oro. E il dato interessante è che Joker, in questa radicale e caricaturale allegoria di modi opposti di essere umani, è stimolante tanto quanto l’eroe Batman. IT di Stephen King, con il suo avere sdoganato nell’immaginario pop la crudele pazzia dei clown, è arrivato non solo dopo l’invenzione di Joker, ma ha lavorato privo dell’ingrediente di maggiore profondità in questa forma di terrore: la dinamica oppositiva tipica del mondo di Gotham City. Più di ogni altro concept di supereroi, il successo di Batman ha infatti al centro non solo l’eroe protagonista, ma il suo eterno confronto con l’avversario per eccellenza. E Batman, pur piagato nei suoi più cari affetti da Joker - che negli anni ha ucciso Robin (Jason Todd) e paralizzato Batgirl (Barbara Gordon) - sente di non poterlo uccidere, pena la fine della propria missione di giustiziere che rifiuta l’omicidio come strumento di vendetta. docente di Linguaggi audiovisivi (Comes) all’Università Cattolica, campus di Milano, direttore artistico del festival Comicon e fondatore del sito Fumettologica.it #joker #batman #cinema #fumetto Facebook Twitter Send by mail.

 

Matematica e filosofia al cinema

milano Matematica e filosofia al cinema Per spiegare la bellezza della regina delle scienze, dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film in tema. Chi si diletta di formule, strutture algebriche, spazi a più dimensioni è condannato alla lavagna, a un nugolo di studenti che normalmente escono dall’aula quando le cose interessanti del film iniziano a succedere. E di questa bellezza pervasiva i matematici si crucciano di non riuscire come vorrebbero a fare partecipi tutti gli altri, che matematici non sono e che, magari, della regina delle scienze hanno sbiaditi ricordi (incubi?) liceali. Per questa ragione, il dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e il dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film , molto diversi tra loro ma accomunati dalla presenza – più o meno esplicita – della matematica. Si prosegue lunedì 25 marzo con Il diritto di contare , che ci fa riflettere su questioni importanti connesse alla matematica: il negletto ruolo delle donne nella storia della disciplina e che cosa doveva essere “fare i conti a mano”, senza l’ausilio (oggi francamente impensabile) dei computer. Qui i modelli matematici che descrivono gli andamenti economici e finanziari vengono rappresentati come codici misteriosi, opachi, che si intersecano con le scelte degli uomini, con il calcolo delle conseguenze, e con la loro avidità. Le tre proiezioni saranno introdotte da un matematico ( Monica Bianchi , Alessandro Sbuelz , Anna Torriero ) e seguite da due brevi interventi a cura di filosofi ( Ciro De Florio, Alessandro Giordani ) e di una esperta di Cinema ( Alice Cati ).

 

Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica

La cattolica al Meeting Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica In mostra i costumi di scena dei genitori di San Francesco d’Assisi. Parla la professoressa Maria Teresa Zanola. agosto 2019 I costumi di scena utilizzati per vestire i genitori di San Francesco d’Assisi nel film “ Fratello Sole, Sorella Luna ” di Franco Zeffirelli hanno impreziosito lo stand dell’Università Cattolica al Meeting di Rimini. A presentarli la professoressa Maria Teresa Zanola , docente di Lingua francese alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, e don Davide Milani , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo. Gli abiti della Fondazione Cerratelli di Pisa sono un assaggio dell’intera collezione, e rappresentano l’incontro tra la sapienzialità artigiana che seppe realizzare grazie a Danilo Donati questa stupenda produzione per raccontare la vita di Francesco. meeting #costumi #cinema #arte Facebook Twitter Send by mail.

 

Zeffirelli, la bellezza di essere contro

Milano Zeffirelli, la bellezza di essere contro Il professor Armando Fumagalli traccia la figura del grande maestro fiorentino, ricordando il suo rapporto controverso con la critica cinematografica italiana, che non gli perdonò il suo successo internazionale e l’ispirazione alla fede di alcune sue opere. giugno 2019 di Armando Fumagalli * È morto il 15 giugno a 96 anni Franco Zeffirelli , uno degli artisti del cinema, della televisione e dell’opera lirica italiani più conosciuti a livello internazionale. Dopo gli esordi come aiutante di Luchino Visconti, ebbe due grandi successi, con altrettanti adattamenti shakespeariani, che coinvolsero attori anglo-americani ed ebbero circolazione mondiale: La bisbetica domata (1967, con Richard Burton ed Elizabeth Taylor) e Romeo e Giulietta (1968). Questi grandi successi misero Zeffirelli al di sopra delle dimensioni puramente italiane, e l’intellighentsia di allora, ampiamente dominata da una sinistra che egli non blandì mai, lo accusò assai facilmente di estetismo e didascalismo, e non gli perdonò questo successo, attaccandolo in modo aperto e a volte violento. Il film fu un grandissimo successo di pubblico e ancora una volta spiazzava la critica italiana con un oggetto che era lontanissimo da ogni altro filone o tendenza del cinema italiano. Fratello sole sorella luna, girato di nuovo con attori di lingua inglese per un mercato internazionale, è ancora oggi un film assai suggestivo, e che commuove anche grazie alla bellezza del paesaggio toscano, splendidamente valorizzato, e alle musiche che poi diventeranno celeberrime, di Riz Ortolani. Accanto al cinema sono molteplici e anche questi molto celebrati, gli allestimenti teatrali per Opere liriche, che lo porteranno dalla Scala ai più rinomati teatri americani, sempre con grande successo.

 

Giovani sul grande schermo

mostra Giovani sul grande schermo Inaugurata a Roma alla presenza di Pif una mostra multimediale che analizza la presenza giovanile nel cinema italiano tra il 1948 e il 2018. Si gioca attorno a questi tre termini la scommessa che ha unito Fondazione Ente dello Spettacolo e Università Cattolica, e che si è materializzata nei suoi esiti, martedì 29 gennaio, presso gli spazi dell’ex mattatoio “La Pelanda” di Roma. La seconda: “ Siamo quel che ci manca ”, dedicata alla ricerca di senso e di Dio da parte dei giovani, dal Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini a Corpo Celeste di Alice Rohrwacher. Nel corso del 2018, un gruppo di studenti di diverse facoltà e differenti età (da primo anno di triennale al dottorato), hanno intrapreso un percorso attraverso le immagini che delle generazioni precedenti il cinema ci ha trasmesso. Storie talvolta “lontane” e di “complessa decifrazione” (i bambini già adulti dei film degli anni della guerra o del dopoguerra, come Roma città aperta o Ladri di biciclette , o i ragazzi ideologizzati e violenti degli anni di piombo di Mio fratello è figlio unico ). Pif , regista di La mafia uccide solo d’estate e creatore del Testimone , programma seguitissimo dai più giovani fin dai tempi di MTV, ha chiuso il cerchio che connette giovani, storia nazionale e cinema: «Ero giovane quando a Palermo la mafia ha ucciso i giudici Falcone e Borsellino. docente di Storia dei media alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica, Milano #cinema #giovani #mostra Facebook Twitter Send by mail.

 

A Udine con il Far East Film Festival

Brescia A Udine con il Far East Film Festival Alcuni studenti dello Stars sono stati ospitati a Udine in occasione dell'annuale Far East Film Festival, che dal 26 aprile al 4 maggio ha messo in mostra opere e testimonianze dai Paesi del continente asiatico. by Elisa Belussi | 08 maggio 2019 Non solo Cina e Giappone, ma anche Corea del Sud, Filippine, Taiwan e molti altri, per garantire al pubblico della ventunesima edizione del " Far East Film Festival" - composto da innumerevoli appassionati, studenti ed esperti del settore - un’offerta diversificata con proposte di ogni genere. Lee, che ha proposto la sua versione di "Perfetti Sconosciuti" di Paolo Genovese. Oltre alle decine di titoli per il grande schermo, la locandina ha proposto un gran numero di workshop, laboratori ed attività per approfondire il contatto con la cultura asiatica. Non sono mancate, inoltre,le occasioni di svago e divertimento, ovviamente caratterizzate da un tocco orientale: dj-set e degustazioni apposite hanno reso il FEFF un’opportunità unica per conoscere una realtà di nicchia nel nostro Paese, che invece è altamente dinamica e creativa. Si tratta certamente di una tappa annuale obbligatoria per gli appassionati del cinema di settore, poiché erano presenti anche diversi esponenti del panorama cinematografico orientale: registi e attori con i quali relazionarsi, rubando loro qualche scatto o attimi di discussione a proposito delle opere presentate. Coordinato perfettamente, il festival ha garantito un’esperienza piacevole ai suoi avventori, fornendo loro anche la possibilità di partecipare attivamente al programma, votando ogni film in una classifica da uno a cinque.

 

Il cinema come un album di famiglia

MIlano Il cinema come un album di famiglia Quella di Ettore Scola , morto a Roma martedì 19 gennaio, è stata al tempo stesso un’opera autobiografica, corale e intima, perché mossa da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo per costruire l’autobiografia di una nazione. gennaio 2016 di Ruggero Eugeni* Nel suo ultimo film Che strano chiamarsi Federico , del 2013, Ettore Scola sembra mettere in scena un commosso omaggio all’amico e sodale Fellini: l’arrivo a Roma, la redazione del Marc’Aurelio e i primi lavori, le scorribande notturne per Roma. Il cinema di Scola ha spesso questa cifra di ritrosia, questo senso di intimità celata e di autobiografismo travestito. Un cinema velatamente autobiografico, dunque? Un cinema corale? Un cinema dell’intimità? Il cinema di Scola è stato tutto questo insieme, perché mosso da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo (l’unico mezzo realmente praticabile a questo scopo) per costruire l’autobiografia intima di una nazione . Non una autobiografia di fatti dunque, ma piuttosto di forme del sentire, di memorie e di sentimenti comuni. Un album di famiglia che scava negli odori, negli umori, nelle parti sensibili del nostro Paese e li restituisce allo spettatore di cinema rendendolo per ciò stesso un po’ più parte di una comunità civile. È questa la ragione per cui Scola si è sempre un po’ nascosto nei suoi affetti e nei suoi dati autobiografici: non perché non gli importassero, ma perché gli importavano in quanto parte di un sentire più ampio e diffuso.

 

Piano Movies, il pianoforte va al cinema

MILANO Piano Movies, il pianoforte va al cinema Un minicineforum con quattro film che hanno per protagonista “il più importante di tutti gli strumenti musicali” farà da anteprima al corso di Cultura e civiltà dei Paesi di lingua inglese . Questi saranno alcuni degli argomenti affrontati nel corso di Cultura e Civiltà dei Paesi di Lingua Inglese che il professor Enrico Reggiani terrà nel secondo semestre dell’anno accademico 2015-2016 e che sono sintetizzati nel programma “ Piano Culture. Per informazioni: Dipartimento di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere Università Cattolica del Sacro Cuore Via Necchi 9 - 20123 Milano Tel. +39 02 7234 2920 - Fax +39 02 7234 3667 E-mail: dip.linguestraniere@unicatt.it Cultura e civiltà dei paesi di lingua inglese Professor Enrico Reggiani Il corso si propone di approfondire l’esperienza socio-letteraria e istituzional-culturale dei paesi di lingua inglese. pianoforte #reggiani #cinema #inglese Facebook Twitter Send by mail Ven. 15 gennaio 2016 Five Easy Pieces (Bob Rafelson, 1970) Scheda MYmovies : In seguito a una crisi esistenziale, un giovane musicista abbandona una sicura carriera e la casa paterna per girare senza meta né programma da un paese all'altro. La malattia del padre è il pretesto per rientrare nel suo vecchio mondo e tentare di riadattarvicisi, ma neppure l'amore di una ragazza servirà a trattenerlo. Comincia a stringersi la tenaglia nazista che produrrà le prime limitazioni per gli Ebrei: prima leggere -la stella di Davide cucita sul braccio- poi pesanti, poi intollerabili, poi mortali. Il giovane assiste all'orribile spirale: tutta la famiglia deportata e poi le condizioni del ghetto: bambini che muoiono di fame, gente uccisa per nulla, e una piccola parte di ebrei che tradiscono per sopravvivere.

 

Scrivere una storia per riscriverla

ottobre 2018 di Erica Gallesi* Dieci sconosciuti, accumunati dalla passione per lo storytelling si ritrovano nella sala conferenze del caratteristico Hotel Dolonne di Courmayeur per assistere alla lezione di presentazione della prima settimana di Summer School Cinema Internazionale . L’opportunità che ci è stata data dall’Università Cattolica grazie al finanziamento vinto con il bando della Siae “Sillumina”, rivolto a progetti di formazione artistica per giovani autori italiani. Cinque di noi partecipano come autori, portando un proprio progetto di lungometraggio o serie tv che è stato selezionato da una giuria di qualità; gli altri cinque intervengono come editor e lavoreranno insieme agli autori sui progetti selezionati. Innanzitutto, è organizzata in collaborazione con la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e ora si compone di due sessioni, ciascuna di una settimana: una a Courmayeur in giugno, la seconda a Rimini in settembre. Nel 2016 avevo avuto la fortuna di poter partecipare come editor a una precedente edizione della Summer School organizzata dall’Almed a Torchiara, nel Cilento, e lì ho capito cosa volessi fare una volta terminata l’università: la sceneggiatrice. Masters of Florence , coproduzione Rai-Netflix; Roberto Jannone , autore, regista e producer di Telemilano e poi Canale 5 e Luisa Cotta Ramosino , sceneggiatrice e creative producer di numerosi e importanti progetti nazionali e internazionali ( Distretto di polizia , Medici, Master of Florence …). Abbiamo imparato davvero molto e i nostri soggetti sono maturati grazie alle due settimane di Summer School: sicuramente c’è ancora tanto da imparare, ma è stata un’ottima occasione di crescita che, si spera, porterà ulteriori buoni frutti.

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Nanni Moretti tra cinema e bioetica

Milano Nanni Moretti tra cinema e bioetica Malattia, dolore e morte in tre pellicole “di culto” del regista al centro del laboratorio nato dalla collaborazione tra Centro d’Ateneo di Bioetica e Almed. marzo 2016 “ Malattia, dolore e morte nel cinema di Nanni Moretti ”. Il laboratorio di “ Bioetica e cinema ”, giunto ormai alla terza edizione, quest’anno punta sui ciak del regista italiano più amato dai francesi. Film, infatti, quelli di Moretti, che con il loro linguaggio intimo e politico a un tempo, mettono a tema il vissuto e la fatica esistenziale dell’esperienza della malattia e del dolore, aprendo ad argomenti attuali e urgenti come la relazione medico-paziente, il consenso informato e l'autonomia decisionale. L’iniziativa è promossa dal Centro di Ateneo di Bioetica, con la direzione di Adriano Pessina , filosofo e bioeticista, in tandem con Ruggero Eugeni , direttore Almed - Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo, dell’Università Cattolica. Gli appuntamenti in calendario sono: 9 marzo con Caro Diario ; 13 aprile con La stanza del figlio ; 11 maggio con Mia Madre , dalle ore 14.30 alle 18.00, in aula NI 110, via Nirone 15 a Milano. Al termine della proiezione, seguirà una tavola rotonda con esperti di etica biomedica e di cinema e uno spazio di dibattito con il pubblico in sala.

 

Ho visto cose che voi umani...

Milano Ho visto cose che voi umani... 01 ottobre 2009 È diventato ormai un tormentone nel linguaggio parlato: «Ho visto cose che voi umani…». L’espressione, pronunciata nel cult-film Blade Runner dal replicante Roy Batty, interpretato da Rutger Hauer , sta ironicamente alla base dell’ I’ve Seen Films Festival, fondato proprio dall’attore olandese, in questi giorni ospite in Università Cattolica. Diretto da Pier Paolo De Fina , è un festival internazionale di cortometraggi, che si tiene a Milano, tra il 24 settembre e il 3 ottobre, su tre location diverse: il cinema Gnomo, il Centro Culturale Francese e lo spazio Theca. Per questa ragione, nell’edizione 2009, i master Almed in Progettazione e Comunicazione del Cinema e Mappt – Analisi e Progettazione del prodotto televisivo, partecipano all’organizzazione di due Masterclass di approfondimento e confronto, aperte al pubblico. I relatori erano Rutger Hauer, PierPaolo De Fina, Giancarlo Zappoli, Silvana Molino di Microcinema, Cinzia Masotina del gruppo milanese dei “100 Autori”, ed altri ospiti del Festival. Promuovere e far conoscere il cortometraggio, in particolar modo alla luce della diffusione del formato digitale HD, diventa una priorità sempre più urgente nel sistema di promozione cinematografica, ma anche in un’ottica di costruzione, e valorizzazione, del palinsesto televisivo. In un sistema di reciproca relazione tra i mezzi di comunicazione, a partire dalla centralità di cinema e televisione, il cortometraggio può costituire un importante pivot di circuitazione e scambio di competenze e professionalità.

 

Save the Cut, la startup nata sui banchi

cattolicapost Save the Cut, la startup nata sui banchi La storia di Bianca Sartirana e Federico Caponera è quella di un incontro al master in Scrittura per la fiction e il cinema , che è diventato una famiglia e un’avventura professionale : un’agenzia di comunicazione basata sullo storytelling sempre e comunque. Soprattutto l’utilizzo dello storytelling sempre e comunque: che si tratti di un video, di un sito, di una campagna. “Trasformare la comunicazione in cinema”: un concetto affascinante, ma c’è qualcosa che non può diventare “opera d’arte”? «Siamo convinti che il modo di comunicare qualcosa sia, talvolta, più importante del messaggio stesso. Bisogna cercare un progetto veramente originale, che sappia inserirsi in ambiti non ancora esplorati e circondarsi di una squadra di persone professionalmente capaci, affidabili e umanamente valide, perché i momenti di stress e di fatica, inevitabili per una start-up, si superano sempre insieme alla squadra. Il progetto è l’esito di un contest che abbiamo realizzato a marzo 2016 e a cui hanno partecipato in gara molti giovani professionisti. Abbiamo avuto modo di approfondire, sia nella teoria che nella pratica, le lezioni di numerosi esperti di sceneggiatura, da Robert McKee a John Truby , da Dara Marks a Christopher Vogler . Senza dimenticare i contatti che ci siamo creati grazie al master, sia per quanto riguarda ruoli tecnici e creativi, sia dal punto di vista delle aziende e dei professionisti con cui siamo entrati in contatto durante i mesi in Cattolica e che abbiamo potuto incontrare nuovamente in seguito».

 

Scrivere è un atto di fede

MIlano Scrivere è un atto di fede “Le persone mi dicono che scrivo storie di guerra, invece scrivo storie d’amore”: lo sceneggiatore e regista Randall Wallace ha parlato a una lezione del master in International Screenwriting and Production . Il racconto in inglese di una studentessa del MISP. Braveheart was my first script that became a movie. The first scene of Braveheart that I saw was the one of the first great battle, in which the English were defeated for the first time. Gibson started his speech and a boy was supposed to interrupt him saying that they're not going to fight but to leave...but what actually happened was that two thousands of men screamed "Yes, we are going to fight!". With Braveheart my life changed completely but at that moment they wanted another Braveheart, they wanted prevent me to grow up. The best thing for a character to be alive is to change, even if he doesn’t want to. In Braveheart William Wallace does not want to fight.

 

Tornatore e Baglioni al Medicinema

roma Tornatore e Baglioni al Medicinema In visita al Gemelli il regista premio Oscar e l’autore delle musiche del video cult, che ha promosso il progetto della prima sala cinematografica in un ospedale italiano . marzo 2017 Una visita graditissima quella che Giuseppe Tornatore e Claudio Baglioni hanno voluto fare mercoledì 1° marzo, per vedere la Sala MediCinema del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma . Il regista Premio Oscar e il grande cantautore romano hanno avuto un ruolo di primo piano nel progetto per la realizzazione della prima sala cinematografica in un ospedale italiano nato dall’unione di MediCinema Italiana Onlus con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Avevo visto i rendering della Sala magnificamente progettata e realizzata da Pino Chiodo (presente ieri alla visita) insieme al Servizio tecnico del Gemelli - ha detto Tornatore -ma vederla dal vivo e realizzata in così breve tempo mi ha suscitato un'impressione molto positiva e bella». Siamo davvero contenti di avere contribuito alla concretizzazione di questo progetto pilota che sicuramente porterà sollievo ai degenti del Gemelli» ha aggiunto Baglioni. Vi ringrazio per questa visita e per la vostra amicizia» ha detto il direttore Zampedri ai due grandi artisti che hanno promesso di tornare al Gemelli per incontrare nella Sala MediCinema degenti - piccoli e grandi -, i loro familiari e gli operatori sanitari. cinema #ospedale #medicina #cinematerapia Facebook Twitter Send by mail GUARDA LA GALLERY Alcuni dei momenti della visita di Giuseppe Tornatore e Claudio Baglioni al Policlinico Gemelli SFOGLIA LA GALLERY.

 

Cinema in ospedale, campagna conclusa

Roma Cinema in ospedale, campagna conclusa Il collocamento del Social Bond “Ubi Comunità per Fondazione Policlinico A. Gemelli” si chiude in anticipo . Il collocamento dell’intero plafond consente a Ubi Banca di d estinare a Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli un contributo di 100.000 euro per il progetto sala MediCinema . L’importo derivante dalla sottoscrizione del Social Bond Ubi viene destinato al sostegno alla ricerca scientifica sulla terapia di sollievo e alla realizzazione della prima sala cinematografica (di 130 posti) all’interno di una importante struttura ospedaliera italiana , dedicata alla cura psico-fisica dei malati. La sala MediCinema potrà ospitare pazienti adulti e minori del Policlinico A. Gemelli in ricovero di medio-lunga degenza e in terapia post ricovero, disabili o persone fruitrici di programmi di assistenza e di supporto psicologico e accompagnati anche dai loro familiari. Oltre all’emissione di un Social Bond, Ubi Banca sarà a fianco della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli per una campagna di raccolta fondi. Sarà possibile sostenere il progetto effettuando una donazione tramite bonifico bancario sul conto corrente di Banca Popolare di Bergamo - Iban IT66B0542803200000000009601 attraverso l’Internet Banking Qui Ubi (funzione “Bonifici solidarietà”) o presso le filiali delle Banche del Gruppo Ubi Banca con esenzione delle commissioni per clienti e non clienti. Infine, Ubi Banca mette a disposizione anche Ubi Pay, l’innovativa app del circuito Jiffy con cui è possibile donare tramite smartphone utilizzando il numero +39 342 9927673.

 

I nuovi Cinema Paradiso

Mercoledì 3 maggio a Milano la presentazione di una ricerca sulle Sale della Comunità raccolta in un libro Vita e Pensiero. A questo fenomeno è dedicato il volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) che verrà presentato mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano. Lo studio ha coinvolto ben 272 responsabili di Sale della Comunità e 168 parroci in tutta Italia, offrendo un’immagine ricca e aggiornata di questa realtà paradigmatica e analizzando le sue attività, le reti di relazioni attivate e i servizi resi alla comunità civile ed ecclesiale. Ma ha assunto anche il ruolo di un vero e proprio volano che ha permesso alle Sale di concretizzare quella sollecitazione alla «polivalenza» e all’uso di «ogni strumento di comunicazione» che gli veniva anche dai documenti ecclesiali costituitivi. Il 96% della Sala è diretto da un gruppo di gestione: vere e proprie comunità, ampie (nel 50% dei casi con più di 10 persone) e aperte al contributo anche di chi non frequenta la parrocchia e dei giovani. A partire dai risultati della ricerca, il volume ospita anche una serie di riflessioni sul futuro del cinema in Italia con una serie di letture Federico di Chio, Fabrizio Fiaschini, Carlo Fontana, Silvano Petrosino, Luigi F. Pizzolato, Bruno Zambardino e la post-fazione di Mons. cinema #salacomunita #parrocchia Facebook Twitter Send by mail LA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA La presentazione del volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) si terrà mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano e sarà moderata da Alessandro Zaccuri («Avvenire»).

 

L’agricoltura sul grande schermo

Piacenza L’agricoltura sul grande schermo Dal classico dei classici “ Riso amaro” , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , al più recente “ La nostra terra ”: cinquant’anni di trasformazioni raccontati attraverso il cinema. Un cineforum promosso dagli studenti di Scienze agrarie, alimentari e ambientali 04 novembre 2016 Si comincia con uno dei film più famosi del neorealismo italiano: " Riso amaro ", di Giuseppe De Santis , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , ambientato nelle risaie del vercellese. È il primo degli appuntamenti del cineforum promosso dai rappresentanti degli studenti della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali di Piacenza . L’appuntamento è per le ore 20 nella sala Piana del campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Prima di ogni proiezione è previsto un breve approfondimento sugli argomenti trattati nei film. Giovedì 10 novembre la proiezione di "Riso amaro" sarà preceduta dall’intervento del professor Stefano Amaducci , docente del settore di Agronomia e coltivazioni erbacee, che parlerà dell’importanza della coltivazione del riso in Italia, delle differenti tecniche ora in uso e della scomparsa delle “mondine” di cui parla il film. agricoltura #cinema #film #agraria Facebook Twitter Send by mail.

 

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