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Anelli: la conoscenza è ancora una virtù

Editoriale Corriere della Sera Anelli: la conoscenza è ancora una virtù L’editoriale del rettore su l Corriere della Sera : solo una società colta riconosce il valore autentico del capitale umano. Secondo il rettore “occorre disseminare la cultura come condizione personale diffusa, non come privilegio. In questa prospettiva diviene decisiva l’azione educativa”. Prevale infatti un atteggiamento di diffidente svalutazione della conoscenza, fondato su una sorta di rivendicazione dell’ignoranza arbitrariamente rappresentata come garanzia di impermeabilità ai «poteri forti». Contina a leggere sul Corriere della sera] #rettore #conoscenza #universita' #corriere della sera Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Servono ancora le università?

cattolicapost Servono ancora le università? Dall’osservatorio americano il professor Paolo Carozza (Notre Dame) vede il rischio che la conoscenza venga sostituita da informazioni prese “a consumo” dagli studenti. Non di rado, nelle ultime decadi, abbiamo imparato a guardare oltreoceano per cogliere i primi sintomi di fenomeni che, di lì a pochi anni, sarebbero approdati, magari trasformati o rivestiti di forme autoctone, anche nel vecchio continente. Gli abbiamo rivolto alcune domande sulle prospettive delle università nel terzo millennio, in un contesto informale: una pausa pranzo con assaggi di gustose, morbide focacce. Negli Usa lo stato finanzia gli atenei, ma per garantire certi standard i costi di accesso rimangono ancora molto alti e questo si ripercuote non solo sulle famiglie, bensì anche sulla modalità di far quadrare i bilanci da parte del management universitario. C’è tuttavia una crisi ancora più significativa di quella economica ed è quella che riguarda l’identità delle Università. Dove si rendono evidenti, o per lo meno espliciti, i segni di questa decadenza? Quali sono i sintomi di questa endemica malattia? «Potrei citare l’emergere di alcuni fenomeni ben precisi, che incontro quotidianamente all’interno del mio lavoro. Ci si specializza in modo esagerato, si frammenta la conoscenza e questo provoca un cambiamento di paradigma: la stessa etimologia di “uni-versità” intesa come sapere intero, unico, viene messa in discussione a favore di una visione “multi-versitaria”.

 

Il Natale non finisce di educare

È uno dei passaggi dell’editoriale che il vescovo monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, ha scritto per il numero 6/2019 di “ Presenza ” in vista del Natale. Con una visita lampo nel pomeriggio della prima domenica di Avvento, si è recato a Greccio, nel luogo dove San Francesco nel 1223 realizzò la rappresentazione del presepe dando vita a una tradizione tra le più importanti e diffuse della fede cristiana. Riprendendo le parole iniziali del testo latino la lettera porta il titolo Admirabile Signum , dove il segno mirabile è soprattutto l’evento che il presepe vuole ricordare: il fatto sorprendente e straordinario di Dio che si fa uomo e si presenta umile e povero come bambino accolto in una mangiatoia. Dunque il presepe - afferma il Pontefice -, mentre ci mostra Dio così come è entrato nel mondo, ci provoca a pensare alla nostra vita inserita in quella di Dio; invita a diventare suoi discepoli se si vuole raggiungere il senso ultimo della vita» (n. 8). Da qui l’invito a sviluppare «una nuova episteme della vita» che sappia includere «la forma mentis, le convinzioni normative, le categorie, la creatività, le esperienze esistenziali del soggetto» perché esse «rappresentano una “dimensione tacita” della conoscenza ma sempre presente, un fattore indispensabile per l’accettazione del progresso scientifico». assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore #natale #incarnazione #educazione #conoscenza Facebook Twitter Send by mail Print UN AUGURIO CON VITA E PENSIERO «Il Natale introduce nella storia l’inedito di Dio. Questo Bambino Gesù è il simbolo del nascere. E di un parto che non è solo di quel Bambino, ma che è la nostra stessa nascita, la nascita del mondo.

 
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