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La spesa del dopo Covid? Più consapevole

Lo studio La spesa del dopo Covid? Più consapevole Secondo uno studio degli studenti di Food Marketing, il Covid-19 ci restituirà un consumatore più razionale: acquisterà maggiormente online (72%), soprattutto “made in Italy” (78%) e solo prodotti indispensabili (74%). Così definisce il tempo del dopo Covid il professor Sebastiano Grandi che, con i suoi studenti della laurea magistrale, ha condotto uno studio sui consumatori e sulle imprese industriali e commerciali del largo consumo da cui emergono alcuni insights interessanti sul “consumatore del futuro”. Questo fenomeno non ha solo un impatto sulle modalità di gestione dell’emergenza sanitaria, sulle situazioni di convivenza civile, sul mercato del lavoro, sugli equilibri economici, sulla percezione della società e delle istituzioni ma anche sui comportamenti di acquisto e di consumo dei cittadini. Tali cambiamenti sono certamente stimolati da nuove regole di comportamento dettate dalle prescrizioni che di volta in volta sono contenute nei decreti ministeriali che vengono quasi quotidianamente pubblicati e/o aggiornati, ma sono destinati a modificare in modo strutturale i nostri stili di vita e anche di consumo. Questi comportamenti, certamente dovuti ai limiti alla circolazione imposti dai diversi DPCM, sono destinati a consolidarsi nel solco di una nuova epoca di pragmatismo di acquisto e di consumo che è connessa alla crescente consapevolezza della fragilità del nostro modello di vita. Si tratterà di un consumatore/shopper che acquisterà maggiormente online (72%), che cercherà maggiormente prodotti “made in Italy” (78%), che acquisterà solo prodotti indispensabili (74%) e che sarà più attento alla pulizia dei luoghi e delle persone (86%). In definitiva, l’eredità che il Coronavirus lascerà alla nostra società e ai nostri comportamenti dipenderà dalla capacità di ciascuno di noi di trasformare la paura in desiderio di condivisione, la consapevolezza in coraggio e l’individualismo in senso di comunità.

 

Come cambia il consumatore dopo il Covid

Lo studio Come cambia il consumatore dopo il Covid Più razionale e consapevole nella scelta dei cibi di cui nutrirsi, punterà sul made in Italy e acquisterà sempre di più online. Il consumatore ha modificato le proprie abitudini di acquisto: il 27,7% ha cambiato il negozio alimentare in cui fare la spesa e solo meno della metà tornerà alle vecchie abitudini quando sarà ripristinata la normalità. Il 78% degli intervistati ha dichiarato che riempirà il proprio carrello di prodotti made in Italy e l’online ha fatto un deciso balzo in avanti. La crescita dell’e-grocery - commenta il professor Fornari - è un dato confermato dalle indicazioni delle imprese della Gdo tanto che il peso dell’online sul fatturato complessivo della distribuzione potrebbe raggiungere il 2,5% rispetto all’1% pre-Covid-19». Uno studio accurato, sviluppato con entusiasmo dagli studenti di Food marketing, che guidati dai professori Daniele Fornari, Sebastiano Grandi ed Edoardo Fornari , hanno somministrato ed elaborato i risultati di oltre 1.000 questionari. Nelle nostre aule ospitiamo manager e testimonial aziendali, proponiamo business game con le più importanti multinazionali del settore food, insegniamo ai ragazzi il rigore della ricerca. Niente di tutto questo si è fermato nelle settimane dell’emergenza per gli studenti Unicatt.

 

Fake news e alimenti: 1 italiano su due ci crede, uno su tre diffonde la notizia

Questi i primi risultati della ricerca condotta dal Centro di ricerca dell’Università Cattolica Engage Minds Hub nell’ambito del progetto Craft, che verrà presentata all’evento FOOD ENGAGEMENT: COMPRENDERE I COMPORTAMENTI DI CONSUMO ALIMENTARE NELL’ERA DELLA PARTECIPAZIONE E DELLE FAKE NEWS del 15 gennaio 2020, dalle 14.30 nella sede cremonese dell’Università Cattolica. Parliamo oggi di fake news – sottolinea la professoressa Guendalina Graffigna, direttore del Centro di ricerca Engage Minds Hub – perché emerge sempre più forte la necessità di fare fronte alla preoccupante riduzione delle risorse prime e alla disuguaglianza nell’accesso a tali risorse. Tutto ciò provoca disorientamento e confusione nei cittadini, che diventano vittime (ma talvolta "carnefici") di fake news in tema agroalimentare, sulle dinamiche produttive e sugli alimenti. Il progetto Craft Craft (CRemona Agri-Food Technologies) è un progetto avviato dall'Università Cattolica nell'ambito di Cremona Food-Lab e realizzato con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Il focus è su attività di ricerca scientifico-tecnologica e di analisi socio-psicologica del consumatore in ambito lattiero-caseario. Più in dettaglio Craft vuole sviluppare da un lato tematiche tecnologiche, microbiologiche e biochimiche; dall'altro indagare l'atteggiamento dei consumatori nei confronti del latte e dei suoi derivati. Un lavoro di ricerca che viene indirizzato a favore del territorio cremonese, attraverso la successiva attività di trasferimento tecnologico, di formazione e di disseminazione delle conoscenze.

 
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