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Le nostre Forze dell’Ordine sono sottodimensionate?

L’approfondimento di Stefano Olivari e Fabio Angei 11 dicembre 2019 di Stefano Olivari e Fabio Angei * Uno dei “temi caldi” del dibattito politico è se il personale delle forze dell’ordine debba essere aumentato , cosa che sta parzialmente avvenendo in questi giorni grazie ad alcune assunzioni straordinarie in aggiunta al normale turnover. La riforma Madia del 2015 (Legge n.124 dell’agosto 2015) prevedeva una razionalizzazione delle 5 principali forze dell’ordine tra cui l’accorpamento del Corpo forestale dello Stato, cercando di rimediare ad alcune criticità come la sovrapposizione territoriale e funzionale. Si prevede l’assunzione complessiva di 11.192 unità (4.538 per l’Arma dei Carabinieri, 3.314 per la Polizia di Stato, 1.900 per la Guardia di Finanza, 1.440 per la Polizia Penitenziaria). Relativamente alla sovrapposizione delle competenze, il DL 124/2015 ha effettivamente provveduto a un riordino dei compiti delle funzioni delle forze di polizia, ma questo è stato limitato prevalentemente all’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato dall’Arma dei Carabinieri. Inoltre, un ulteriore tentativo di riordino rispetto alla sovrapposizione delle competenze fra le diverse forze dell’ordine è stato implementato nella Direttiva sui comparti di specialità delle forze di polizia del 15 agosto 2017, dove vengono esplicitate le funzioni di ogni forza e gli ambiti in cui concorrono con le altre forze. Il Corpo Forestale dello Stato è stato assorbito, con le sue relative funzioni, nell’Arma dei Carabinieri, con l’eccezione di un piccolo contingente assegnato ad altri corpi e con l’eccezione dei sei corpi forestali delle regioni e province autonome poiché non facenti parti del Corpo Forestale dello Stato. L’assorbimento dei forestali da parte dei Carabinieri è stato considerato di dubbia legittimità, per il passaggio da una forza civile ad una militare delle unità delle forze forestali.

 

Nuovo governo, emergenza conti pubblici

politica Nuovo governo, emergenza conti pubblici Archiviata la flat tax, Iva e Quota 100 potrebbero essere, secondo il professor Paolo Balduzzi , tra i provvedimenti del nuovo esecutivo. agosto 2019 di Paolo Balduzzi * Il nuovo governo che sta per nascere dovrà subito affrontare alcune questioni urgenti per tenere sotto controllo i conti pubblici italiani. Innanzitutto, c’è il nodo della legge di bilancio, da approvare formalmente in Parlamento entro fine dicembre ma che il Governo deve presentare all’Unione europea entro metà ottobre. Su questa proposta è possibile che l’Unione europea invii raccomandazioni e suggerimenti, di cui il nostro Paese dovrà tenere conto se vorrà evitare il rischio che si apra una procedura di infrazione. Il Pd punta molto anche allo smantellamento di Quota 100: in questo caso, si tratta al contrario di una strategia che libera risorse e che quindi potrebbe diventare molto appetibile. Restano sul piatto, e si spera non in un libro dei sogni, la riforma fiscale, che dovrebbe in particolare alleviare il peso sui redditi da lavoro, e l’introduzione di un programma serio, regolare e strutturato di revisione della spesa. docente di Scienza delle finanze, facoltà di Economia , dipartimento di Economia e Finanza , Università Cattolica #governo #politica #conti pubblici Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cottarelli dialoga con gli studenti

Protagonista, insieme ai giovani dell’Ateneo, il direttore dell’ Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica , Carlo Cottarelli . Il dialogo si tiene in occasione della presentazione del volume “ Due anni tra i conti pubblici: i lavori dell’Osservatorio CPI dal 2017 al 2019 ”, curato da Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli . Il libro raccoglie alcuni lavori dell’Osservatorio, con l’obiettivo di divulgare le informazioni sulla finanza pubblica del nostro Paese rivolgendosi a un pubblico che non sia solo quello degli addetti ai lavori. Il libro è frutto del lavoro di un team di giovani economisti, coordinati da Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli, che collaborano o hanno collaborato con l’Osservatorio. Quest’ultimo è stato istituito in Università Cattolica l’11 ottobre 2017 con l’obiettivo principale di promuovere la trasparenza della nostra finanza pubblica. Gli strumenti utilizzati dall’Osservatorio sono quelli tipici dell’analisi quantitativa, cioè la combinazione di statistiche, confronti internazionali, analisi econometriche. carlo cottarelli #economia #conti pubblici Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Studenti in fila per dialogare con Cottarelli

Milano Studenti in fila per dialogare con Cottarelli Più di 600 giovani di varie facoltà hanno partecipato all’incontro con il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani. Un botta e risposta sui temi più caldi dell’economia italiana by Beatrice Broglio | 07 febbraio 2020 Analisi, ricerca e comunicazione per una maggiore comprensione della finanza pubblica in generale. Questi gli obiettivi perseguiti dall’ Osservatorio sui Conti Pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli e ribaditi in occasione della presentazione del libro “ Due anni tra i conti pubblici: i lavori dell’Osservatorio CPI dal 2017 al 2019 ”, che si è svolto in un’affollatissima aula Gemelli. Una produzione frutto del lavoro di un team di giovani economisti, coordinati da Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli . Se si considera la spesa pubblica per istruzione in percentuale di spesa pubblica totale, l’Italia è all’ultimo posto in Europa con solo il 7,9 per cento a fronte di una media europea del 10,2 per cento. È infatti la pubblica istruzione ciò che crea capitale futuro e che permette a un paese di crescere. Chiara la posizione di Carlo Cottarelli, che ha sottolineato la fallacia di chi attribuisce sempre ad altri le proprie responsabilità: «Se ci si convince che la colpa non sia nostra, l’unica soluzione all’orizzonte è che nulla possa essere fatto se non uscire dall’Unione Europea.

 
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