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Formare con Deloitte i data scientist di banca e finanza

Il campo scientifico è da sempre quello che si cela dietro alle trasformazioni e il corso che presentiamo oggi è il nostro contributo come facoltà alla società”. Un entusiasmo ripreso anche dalla preside della facoltà di Scienze Bancarie, finanziarie e assicurative, Elena Beccalli : “Questo momento di riflessione sulle trasformazioni imposte dal digitale per il nostro Ateneo coincide con l’avvio di una grande collaborazione. Mi riferisco non solo all’ottima reputazione di Deloitte ma anche e soprattutto alle grandi opportunità formative che questa azienda offrirà ai nostri studenti in termini di contatto anticipato col mondo del lavoro, grazie a stage e workshop , e per questo il mio ringraziamento è sentito e diretto. Da oggi abbiamo la possibilità di formare esperti di una delle professionalità maggiormente richieste dal mercato, ovvero data scientist con competenze anche sul mondo della finanza, delle banche e delle assicurazioni, in grado di elaborare dati tenendo conto del contesto ove saranno collocati” ha concluso la preside. “Da sei anni l’azienda si trova nel Board di facoltà - Mondo del lavoro (il comitato di indirizzo della facoltà che persegue il rafforzamento del legame con imprese e composto da autorevoli protagonisti della comunità finanziaria nazionale ndr) , lavorando con l’Ateneo nell’analisi dell’offerta formativa, fornendo input e spunti. dati #aziende #innovazione #informatica #professioni #bancaefinanza Facebook Twitter Send by mail Print Le testimonianze Il mondo del lavoro di oggi è alla ricerca di figure “contaminatrici”: fisici, matematici, informatici da innestare in settori quali quello delle banche e della finanza. La conoscenza dei linguaggi di programmazione è sempre più richiesta nel mondo del lavoro per sviluppare algoritmi predittivi in grado di stimare la quantità di prodotti che saranno venduti da un’azienda o in uno store.

 

Data journalism, sfide e opportunità

L’argomento, di particolare attualità, il tono coinvolgente del relatore - a tratti volutamente provocatorio - e la folta partecipazione degli studenti (che, a fine lezione, hanno posto numerose domande al direttore) hanno reso l’incontro molto vivace, stimolante e apprezzato. Durante la sua spumeggiante lezione, Cobianchi ha insistito su quanto complesso sia oggi il lavoro del giornalista, affermando con forza che l’obiettivo-principe rimane quello di osservare la realtà e raccontarla in maniera fedele. Colpito da questo approccio innovativo, Cobianchi si licenzia da “Panorama” e fonda FormatLab, società di comunicazione digitale, dalla quale nascerà poco dopo TrueNumbers, che ha l’obiettivo di proporre contributi giornalistici (articoli corredati da grafici e tabelle) basati su dati di provenienza certa. Partire dai dati e non dalle tesi, ha ripetuto Cobianchi, è il modo corretto di operare per andare oltre un giornalismo che spesso racconta quello che si vuole dimostrare (o che gli uffici marketing chiedono di narrare) e non quello che davvero accade. Per questo Cobianchi ha invitato gli studenti ad avere uno spirito critico nei confronti del prodotto-giornale, frutto del lavoro di persone che, come tutti, sono fallibili. E li ha sfidati a mettere nel conto le difficoltà che il giornalista inevitabilmente incontra perché, ha insistito più volte, nella misura in cui si rifiuta di sottostare a logiche di potere, il giornalista diventa scomodo. Ha pure invitato chi ha intenzione di fare “il mestiere più difficile del mondo dopo quello del cardiochirurgo” a buttarsi a corpo morto nella professione, senza troppi calcoli, sapendo che la strada è in salita e il successo occorre conquistarselo.

 

Migrazione e cittadinanza

Ecco i dati del MigraREport 2019 elaborati dal CIRMiB by Bianca Martinelli | 27 novembre 2019 Il quadro statistico vede un’inversione di tendenza: con 157.463 residenti stranieri (pari ad una incidenza del 12,4%), per la prima volta dopo 6 anni la provincia di Brescia assiste ad un incremento, seppur modesto, di popolazione non autoctona. Fra i motivi, la maggiore stabilità occupazionale, le molteplici azioni pro-immigrati, svolte negli anni, e la capacità del territorio di farsi carico di bisogni hanno permesso alla popolazione immigrata di radicarsi maggiormente e di superare i momenti più difficili. A Brescia l’incidenza degli stranieri sulla popolazione complessiva (rimasta invariata dallo scorso anno) supera quella lombarda (11,7%) e italiana (8,7%) e in Lombardia la provincia di Brescia è scivolata di una posizione: da seconda è diventata terza, dopo Milano (14,5%) e Mantova (12,9%). Rispetto al genere, la componente femminile rappresenta il 51% del totale degli stranieri residenti (valore stabile); disequilibri di genere sono sempre presenti all’interno di alcune nazionalità, come Ucraina e Moldova (per due terzi donne) e Senegal ed Egitto (per due terzi uomini). Nella scuola secondaria di secondo grado l’incidenza è del 11,9%, con poco più di 4 giovani stranieri su 10 che si iscrivono all’Istituto tecnico e poco meno 4 su 10 che si iscrivono ad un Istituto professionale. I dati delle prove Invalsi dell’a.s. 2017/18 evidenziano che in provincia di Brescia, gli studenti nativi ottengono punteggi più brillanti di quelli non nativi in tutti i segmenti scolastici e in entrambe le prove di Italiano e Matematica. Gli allievi più svantaggiati nelle performance sono gli stranieri nati all’estero, ma anche, soprattutto, coloro che hanno un basso livello socio-economico della famiglia di origine #migrazione #integrazione #dati #report #flussimigratori #immigrazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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