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Cristianesimo-Islam, il valore dell’amicizia

L’incontro è stato introdotto da Wael Farouq , docente di Lingua e letteratura araba nella facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Ateneo, e coordinato dal giornalista Roberto Fontolan . È naturale che ci siano differenze di pensiero politico, culturale e religioso, ma non è naturale che a causa di queste differenze ci si rifiuti di collaborare, conoscerci, amarci e lavorare insieme». È invece l’amicizia, ha affermato Al-Issa, che va perseguita: «L’amicizia non praticata è come una statua senz’anima: occorre essere tutti amici anche con i non credenti, vivere la riconciliazione». E, ha aggiunto, «la relazione tra mondo islamico e mondo cristiano è un’amicizia che si consolida giorno per giorno». Il richiamo è al Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune che il 4 febbraio 2019 il Santo Padre e il Grand Imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyebh hanno firmato ad Abu Dhabi. Ogni religione ha la propria identità, ma si deve accettare di considerare che Dio è anche all’opera in tutti, nell’anima di chi lo cerca con sincerità. Infine il dialogo non nasce da tattica o interesse, ma è richiesto dal profondo rispetto per tutto ciò che nell’uomo ha operato lo Spirito, che soffia dove vuole».

 

Il futuro dei cristiani in Medio Oriente

MIlano Il futuro dei cristiani in Medio Oriente Il cardinal Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ha dichiarato durante la sua lectio magistralis della facoltà di Giurisprudenza l’importanza del dialogo ecumenico e interreligioso, in particolare con i musulmani. luglio 2016 «Quello che sta accadendo in Siria e in Iraq, insieme ai grandi fenomeni migratori che stanno coinvolgendo l’Europa, ci impone alcune riflessioni ma soprattutto ribadisce l’urgenza di rinnovare al più presto la sfida del dialogo ecumenico». L’ha dichiarato il cardinal Leonardo Sandri , prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, che il 19 luglio ha tenuto una lectio magistralis in Università Cattolica dal titolo “ Visione del Concilio Vaticano II circa le Chiese orientali cattoliche e sviluppi successivi: le competenze della Congregazione per le Chiese orientali ”. Attraverso il Vaticano II fu possibile riscoprire a livello universale la tradizione dell’Oriente cristiano, professata tanto dalle Chiese ortodosse quanto da quelle orientali cattoliche». Il cardinale ha poi aggiunto che è di fondamentale importanza per queste ultime «che esse riescano a dialogare con i musulmani, creando una convivenza fruttuosa e pacifica con questa comunità. Solo così sarà possibile avviare un vero dialogo ecumenico basato sull’integrazione e sulla solidarietà». chieseorientali #ecumenismo #dialogointerreligioso Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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