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Zagrebelsky – Guzzetti: un distinguo sulle fondazioni

MILANO Zagrebelsky – Guzzetti: un distinguo sulle fondazioni by Giulia De Dionigi | 03 dicembre 2009 «Le fondazioni bancarie si muovono tra Scilla e Cariddi e sono ancora alla ricerca di un proprio ruolo istituzionale». Il presidente emerito della Corte Costituzionale ha sottolineato come questi enti, che dovrebbero essere indipendenti dal pubblico e agire con logiche diverse del privato, siano a rischio di essere condizionate o attratte nell'area dell'uno o dell'altro. E ha aggiunto: «Le fondazioni non hanno ancora rinunciato a essere soggetti di economia nazionale e, quindi, a gestire il loro patrimonio secondo quella finalità primaria che le caratterizza: la filantropia». Una posizione, quella di Gustavo Zagrebelsky, non condivisa da Giuseppe Guzzetti , presidente della Fondazione Cariplo, intervenuto, nella seconda parte del workshop, alla tavola rotonda dal titolo: A che cosa servono le fondazioni? La separazione tra enti e banche è un obiettivo che in questi anni è stato largamente perseguito», ha obiettato il presidente della Fondazione Cariplo. Guzzetti è poi passato a spiegare l’interesse di questi enti a investire nel territorio, attività riassunta nell’espressione “localismo delle fondazioni”: «Abbiamo in progetto la realizzazione di 800 alloggi a Milano come sostegno dei fondi immobiliari per l’edilizia sociale. Un operato - gli fa eco Marco Demarie , responsabile della compagnia di San Paolo e del centro di documentazione sulle fondazioni - che va tenuto lontano dalle esigenze dei mercati economici e politici che sembrano “guardare corto”.

 

Generosità e visione, il ruolo delle Fondazioni

In un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, il contributo che nasce dagli sforzi delle Fondazioni può avere un impatto sociale fondamentale. Dall’anno di istituzione della Onlus (1997) sono stati fatti enormi passi avanti nella ricerca, parallelamente alla crescita della Fondazione stessa; sono molti e misurabili i risultati ottenuti, come, per fare un esempio, i 417 progetti di ricerca finora sostenuti. Una realtà che bene illustra l’efficacia delle azioni promosse da organizzazioni non profit che nascono ispirate dalla significativa esperienza di vita di un famigliare. Ma quali sono i requisiti necessari per costruire una Fondazione imprenditoriale di famiglia o d’impresa che sia realmente di impatto? E occorre considerare il ruolo strategico del brand building , della raccolta fondi e di una specifica strategia che la governi, la centralità della comunicazione nei suoi molteplici aspetti, fino al rapporto con la comunità e, soprattutto, con i soggetti che la abitano». Matteo Marzotto – ha spiegato il professor Marco Grumo , direttore scientifico del corso , ai nostri corsisti imprenditori, ha tenuto una lezione di non profit &; philanthropy management di altissimo livello, ma, soprattutto, di grande umanità. Occasioni come queste sono molto preziose nei percorsi di formazione continua – ha concluso Roberto Brambilla , direttore Formazione Postlaurea e Research Partnership – perché rendono evidente il legame tra l’Università e i diversi mondi professionali con cui collaboriamo.

 
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