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Gerusalemme, il dialogo inizia dai libri

Un colloquio internazionale tra diverse realtà culturali presenti in città (mondo ebraico, palestinese, armeno e cattolico) sulla catalogazione di manoscritti e volumi antichi. novembre 2016 Catastrofi naturali, incuria, furti, atti di guerra possono causare la perdita di opere d’arte, siti archeologici, libri e documenti. Prima ancora però di parlare di interventi materiali su libri e manoscritti (come il restauro), quei libri bisogna conoscerli e sapere che ci sono e cosa contengono. Si tratta di un primo incontro tra diverse realtà culturali presenti in città (mondo ebraico, palestinese, armeno e cattolico) per parlare dei vari aspetti della catalogazione di manoscritti, libri antichi, documenti. Sarà una prima occasione per conoscersi e conoscere cosa si sta facendo in proposito nelle diverse istituzioni culturali: un momento di dialogo e condivisione tra personalità interessate a costruire momenti di comprensione e ascolto tra alcune delle molte identità presenti a Gerusalemme. L’evento si pone in continuità coi progetti che dal 2010 l’Università Cattolica ha sviluppato con la Custodia di Terra Santa col titolo di Libri ponti di pace / Books bridges of peace . Si tratta di una serie di iniziative che hanno portato a Gerusalemme circa 30 studenti universitari o neolaureati per periodi più o meno estesi destinati a valorizzare il patrimonio librario più antico e prezioso conservato in loco dai Francescani.

 

Racconti di viaggio, tesori di Terra Santa

milano Racconti di viaggio, tesori di Terra Santa Il tema del pellegrinaggio medioevale e moderno nei luoghi santi è uno dei più fortunati nella storiografia: i pellegrini nella storia hanno prodotto una consistente mole di testimonianze. Sono parecchi, infatti, i viaggiatori e i pellegrini che hanno prodotto una consistente mole di testimonianze: resoconti, diari, guide, rilevazioni archeologiche e architettoniche… Testi che hanno contribuito alla fortuna di editori e stampatori, i quali, specie in un luogo strategico come Venezia, ne hanno pubblicato numerose edizioni. Questa massa di fonti documentarie ci permette di seguire le orme e le avventure di pellegrini che lungo i secoli hanno affrontato il viaggio alle radici della fede. Tra i modelli di riferimento di un pacifico incontro con l’altro, si pone l’esperienza di san Francesco D’Assisi, che proprio ottocento anni fa incontrava il Sultano in occasione del suo celebre viaggio oltremare. Si tratta di una tematica affascinante, che descrive con un approccio multidisciplinare e in prospettiva storica questo incontro con realtà lontane, difficilmente accessibili, e rilancia importanti spunti di riflessione anche sulla complessa situazione attuale, in cui la pacifica convivenza tra popoli e religioni diversi è spesso difficile. La mostra propone una piccola ma significativa selezione di carte, mappe e vedute a stampa della Terra Santa dal Quattrocento all’Ottocento, generosamente messe a disposizione da un collezionista privato , dalla Biblioteca d’Ateneo dell’Università Cattolica e da “Pettinaroli Stampe Antiche” di Milano . Lungi dall’essere un’occasione rivolta solo agli specialisti, il convegno e la mostra si propongono a un pubblico più esteso di studenti, bibliotecari, collezionisti e tutti coloro che hanno interesse ad approfondire la tematica del pellegrinaggio e della Terra Santa.

 

Raccontare il libro antico

Milano Raccontare il libro antico Il lavoro di catalogazione di tre anni dell’Università Cattolica sfocia nella mostra “Biblioteche riscoperte” che espone 120 preziosi e unici incunaboli della Braidense. Storie di libri, di persone e di biblioteche milanesi tra le edizioni quattrocentesche della Braidense ” che resterà aperta nella Sala Maria Teresa della Biblioteca fino al prossimo 28 marzo. Da circa dieci anni il Centro di ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb) dell’Università Cattolica collabora con Regione Lombardia per le biblioteche quattrocentesche del territorio e negli ultimi anni in particolare per il patrimonio della Braidense - ha spiegato Edoardo Barbieri , direttore del Centro -. A rappresentare questo primo percorso ci sono il primo libro stampato in Italia con indicazione di data (1465), un rarissimo libretto silografico (probabilmente di pochi anni posteriore all’invenzione della stampa), e ancora uno dei primi libri a stampa in ebraico. Tra gli antichi possessori di questi volumi, oltre a conventi, monasteri, religiosi e letterati e intellettuali, figurano anche dei nobili e reali come Re Luigi XV di Francia di cui sono in mostra due esemplari. Nella terza sessione sono esposti volumi facenti parte dell’antica biblioteca dei gesuiti di Brera (e delle altre case gesuite milanesi) ma anche dei numerosi conventi milanesi e lombardi soppressi durante la dominazione austriaca le cui biblioteche, almeno in parte, sono confluite nella biblioteca Braidense. Si tratta di una collezione di incunaboli molto importante, una sorta di giallo perché non solo questi libri sono oggetto di pregio ma contengono le tracce dell’esistenza di biblioteche milanesi nascoste di cui non sapevamo nulla - ha commentato James Bradburne , direttore della Pinacoteca e della Biblioteca Braidense -.

 
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