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È mancata Cristina Bosisio

Milano È mancata Cristina Bosisio La professoressa di Didattica delle lingue moderne della facoltà di Scienze linguistiche è morta a soli 48 anni. gennaio 2019 Si è spenta a soli 48 anni Cristina Bosisio , professoressa associata di Didattica delle lingue moderne all’Università Cattolica. Nella facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere insegnava Didattica dell’italiano come seconda lingua e Apprendimento e didattica delle lingue moderne. Al rigore e all’entusiasmo con cui svolgeva il suo lavoro - afferma la professoressa Marisa Verna - si accompagnava una gentilezza vera, non scontata, capace di dedicare a ognuno un’attenzione speciale e personale. Cristina sapeva far germogliare l’amore del sapere e aggiungere significato a ciò che faceva nella relazione con gli altri, nella ricerca mai soddisfatta di un senso ulteriore». Ha partecipato a diversi progetti ministeriali per la formazione dei docenti di lingue (dalle sperimentazioni degli anni 2000-2002, a "Italiano L2: lingua di contatto, lingua di culture", ai corsi di formazione lombardi per docenti in classi plurilingui). Era inoltre membro della redazione della "Rassegna Italiana di Linguistica Applicata", del Consiglio Scientifico di "Nuova Secondaria" per l’area glottodidattica, del comitato di lettura della rivista Studii si cercetari filologice - seria limbi straine aplicate (Etudes et recherches scientifiques - Série langues étrangères appliquées) e revisore per la rivista EL.LE.

 

Fabiana Gatti, la benzina dell'amore

Milano Fabiana Gatti, la benzina dell'amore È mancata nei giorni scorsi, a soli 48 anni, la ricercatrice di Psicologia sociale della facoltà di Lettere e filosofia. gennaio 2019 * di Carlo Galimberti Martedì 15 gennaio, presso la Chiesa di Santa Maria di Caravaggio in Milano, si sono svolti i funerali di Fabiana Gatti, per nove anni ricercatrice a tempo determinato di Psicologia sociale della comunicazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Fabiana ci ha lasciati dopo sedici mesi di dura lotta con un male che, pur rendendole difficile la vita di relazione così come lo studio, non l’ha però mai allontanata dalla nostra Università, dove era entrata come matricola nel 1989. Da allora Fabiana Gatti è cresciuta come ricercatrice attraverso un impegno costante e una capacità di lavoro che ha unito in modo unico attenzione alla rilevanza sociale dei temi di studio, sensibilità metodologica e disponibilità totale agli studenti incontrati nell’attività didattica. Insieme a chi l’ha conosciuta lavorando con lei in Facoltà di Lettere e Filosofia, così come all’interno del Dipartimento di Psicologia, mi sono più volte chiesto in questi giorni da dove le venisse la capacità di tenere mirabilmente assieme lucidità di pensiero e passione per l’umano. E in questo, principalmente, sta il senso dell’eredità umana e scientifica di Fabiana Gatti, un dono di cui non smetteremo mai di ringraziarla. Professore ordinario di Psicologia sociale in Università Cattolica #fabianagatti #lutto #psicologia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Mari e le sfide dell’educazione

Milano Mari e le sfide dell’educazione Ricordare gli innumerevoli ambiti di riflessione del pedagogista prematuramente scomparso è il riconoscimento a uno studioso che ha contribuito a ridisegnare, alla luce della tradizione e del pensiero dei classici, la figura dell’educatore. La sintesi che Giuseppe Mari dedicava a Guardini filosofo ed educatore, ci appare oggi, a un tratto, in una luce nuova, non solo una semplice ricostruzione o un saggio tra gli altri, né l’ennesima scadenza editoriale alla quale come infaticabile studioso di pedagogia rivolgeva scrupolosamente la sua attenzione. La sua morte improvvisa ci sollecita piuttosto a fermarci e rileggere i lavori dell’amico e del collega. Ma il ritrovare gli innumerevoli ambiti di riflessione di Giuseppe Mari non vuole essere una rievocazione fredda e distaccata di tracciati di studio. Tutto questo, Giuseppe Mari, studioso di teologia, di filosofia dell’educazione e di pedagogia, lascia come educatore di centinaia di studenti e di giovani che lo hanno conosciuto e apprezzato nei suoi corsi di Pedagogia generale. Ai suoi colleghi e amici lascia un vuoto enorme, come studioso di alto profilo, come uomo di rettitudine profonda e come esempio di credente. Simonetta Polenghi, docente di Storia della scuola e delle istituzioni educative e direttrice del dipartimento di Pedagogia; Marisa Musaio, docente di Pedagogia generale e sociale #pedagogia #lutto #formazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Assunto Quadrio, tra passione e curiosità

Milano Assunto Quadrio, tra passione e curiosità Un ricordo del professore emerito, allievo di Padre Gemelli e, dal 1961 fino al 2004, docente di Psicologia nelle facoltà di Pedagogia e di Scienze politiche. Fu uno degli allievi più cari ed apprezzati di padre Gemelli e poi, dal 1961 fino al 2004, professore di psicologia nelle facoltà di Pedagogia e di Scienze Politiche. Per tanti anni direttore e punto di riferimento del Dipartimento di Psicologia, dal 2009 divenne professore emerito e assiduo frequentatore del Dipartimento. Una curiosità che l’ha portato a esplorare in profondità i legami tra la psicologia e le altre discipline, sempre con l'intento di contribuire al bene comune, di creare una scienza che sia al servizio del bene collettivo. Questa impresa è riuscita a Quadrio perché aveva una grande credibilità, una cultura ampia e trasversale e una capacità di dialogare con profitto anche con chi era portatore di competenze diverse dalle sue. Dal 1961/62 si occupò di Psicologia dell'età evolutiva alla facoltà di Magistero (ora Scienze della formazione), per poi passare alla facoltà di Scienze politiche dove come professore ordinario insegnò Psicologia sociale. Infine l’approdo alla Psicologia giuridica che lo portò a fondare in Università Cattolica un centro di ricerca in Psicologia giuridica e sociale.

 

La scomparsa del professor Mari

Milano La scomparsa del professor Mari Il pedagogista della facoltà di Scienze della formazione si è spento improvvisamente. novembre 2018 È morto improvvisamente il professor Giuseppe Mari , ordinario di Pedagogia alla facoltà di Scienze della formazione. Aveva l'incarico di Pedagogia generale e della scuola presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e di Pedagogia generale e Pedagogia della relazione d'aiuto presso l'Istituto Universitario Salesiano di Venezia. Autore di numerose pubblicazioni, faceva parte del Comitato di Direzione della rivista "Pedagogia e Vita" (Brescia) e del Comitato scientifico delle riviste "Estudios sobre educacion" (Pamplona), "Studia Paedagogica Ignatiana" (Krakow), "Biografistyka Pedagogiczna" (Lublin), "Acta Facultatis Paedagogicae Universitatis Tyrnaviensis" (Trnava). Era tra i componenti del Comitato Scientifico del Centro Studi per la Scuola Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana (Roma). I funerali del professor Giuseppe Mari hanno avuto luogo venerdì 16 novembre nella parrocchia di San Bernardino da Siena a Roncadelle (BS). La sintesi che Giuseppe Mari dedicava a Guardini filosofo ed educatore, ci appare oggi, a un tratto, in una luce nuova, non solo una semplice ricostruzione o un saggio tra gli altri, né l’ennesima scadenza editoriale alla quale come infaticabile studioso di pedagogia rivolgeva scrupolosamente la sua attenzione… [continua].

 

La scomparsa del professor Lorenzoni

Laureato nel 1959 in Scienze agrarie all’Università Cattolica, è stato titolare dal 1980 della cattedra di Genetica agraria all’Università degli Studi di Udine e dal 1983 all’Ateneo fondato da padre Gemelli. La sua attività di ricercatore, svolta sempre con impegno, dedizione ed entusiasmo, è iniziata come assistente incaricato presso l’Istituto di Genetica vegetale dell’Università Cattolica. Questo Istituto, inizialmente sotto la guida del professor Bianchi, ha costituito un importante punto di riferimento per la Genetica agraria italiana. È stato autore e co-autore di circa 300 pubblicazioni scientifiche su importanti riviste nazionale e internazionali, lavori di riferimento per la comunità scientifica. Ha ricoperto con professionalità diversi incarichi fra i quali si ricordano: segretario della Società Italiana di Genetica Agraria, presidente dell’Associazione Ludovico Necchi, presidente dell’Associazione Laureati in Scienze agrarie di Piacenza, membro dell’Accademia della Vite e del Vino. Parallelamente alla ricerca, dal 1972 ha svolto con dedizione una qualificata attività didattica nelle discipline della Genetica agraria e del Miglioramento genetico vegetale. I colleghi e gli studenti hanno particolarmente apprezzato nel professor Carlo Lorenzoni la costante disponibilità al dialogo, l’interesse e l’attenzione per i diversi risvolti della ricerca scientifica compresi gli aspetti culturali.

 

La Cattolica dice addio a Giorgio Arici

Brescia La Cattolica dice addio a Giorgio Arici Era caposervizio da quasi 40 anni nella sede di Brescia dell’Università Cattolica. Lui così combattivo ed energico non è riuscito a sopravvivere a questo virus sconosciuto che sta sconvolgendo gli equilibri di tutto il mondo. L’improvvisa e drammatica notizia è arrivata nel pomeriggio di ieri suscitando dolore a e commozione anche ai vertici dell’Ateneo, a partire dal rettore Franco Anelli e dal prorettore Mario Taccolini , così come ai presidi e ai docenti delle facoltà, e a tutto il personale amministrativo. È stato per lunghi anni prezioso e appassionato dirigente della sede bresciana dell’Università, che ha servito con generosa dedizione, solida competenza, continua disponibilità e spirito di sacrificio, straordinario e ineguagliabile senso di appartenenza». Era una colonna portante per la sede, che ha visto crescere e potenziarsi in questi ultimi anni; con grande impegno e determinazione stava seguendo i lavori del cantiere del nuovo campus a Mompiano. Al suo amato paese di Rezzato aveva dedicato molto energie e grande dedizione nell’impegno politico e amministrativo, sociale e sportivo, sempre con parole misurate ma con grande spirito di servizio. Ligure, genovese, che a Brescia ha messo radici, ho scoperto il legame profondo tra due tradizioni apparentemente lontane: l’amicizia lenta ma rocciosamente solida, il dire poco ma lasciar trasparire tutto l’essenziale, il senso del dovere non squadernato ma ritenuto in se stessi.

 

L'ultimo saluto a Rita Ciceri, studiosa della voce

 
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