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Outdoor Therapy, perché modellizzarla

A spiegarlo sono Giancarlo Tamanza , direttore del Laboratorio di Psicologia della Cattolica e Gabriella Vincenzi , assistente sociale dell’USSM-Ufficio Servizio Sociale Minorenni del Tribunale dei Minorenni di Brescia, a poche settimane dalla fine della terza edizione di “A PIEDI E IN BICI. Il progetto educativo che abbina la fatica del cammino outdoor ad un percorso psicologico (non meno faticoso) sia individuale che gruppale, ha tagliato con successo il traguardo della terza edizione. Un fatto non scontato, considerato che si tratta di ragazzi inseriti in un percorso obbligato: il rischio è che “facciano i bravi” perché controllati ma poi oppongano molta resistenza nello scorgere il potenziale trasformativo. Vincenzi: «Parlare di risultanze ha inoltre a che fare con la soggettività dei ragazzi: spesso intrattengono rapporti conflittuali o distaccati con i genitori, ma dopo l’esperienza iniziano a sviluppare hobby a contatto con la natura e relazioni positive con gruppi di adulti. Il ché può rappresentare un vantaggio quando si ha a che fare con soggetti che non hanno volontà autonoma di chiedere aiuto, che accettano di affrontare il percorso obbligati dal fatto di essere sottoposti a procedimento penale. Da lì ha inizio un processo di “bonifica” dell’immagine di sé, che spesso coincide con l’immagine stereotipata che la società ha attribuito loro e che inibisce a priori la loro spinta alla relazione». Tamanza: «Ad oggi si tratta di un progetto soggetto a bando, l’ideale sarebbe che a farsene carico fosse un’unione di territori e comuni nel contesto di un piano di zona».

 

Avitabile, una vita in musica

Milano Avitabile, una vita in musica Il cantante e compositore napoletano ha parlato della sua esperienza d’arte e d’impegno in aula Bontadini. È tutta qui la filosofia di Enzo Avitabile , celebre sassofonista e compositore napoletano - una carriera ormai quasi trentennale, 18 album pubblicati e all’attivo collaborazioni con artisti del calibro di Goran Bregovic, James Brown e Tina Turner - che è intervenuto in Aula Bontadini per una lezione sulla “musica come messaggio sociale”. L’incontro ha anticipato il concerto che Avitabile ha tenuto in serata, all’Auditorium di largo Mahler, a sostegno dei progetti dell’Università Cattolica a favore dei bambini siriani rifugiati nei campi profughi in Libano e in Kurdistan. Racconta il suo primo incontro con la musica, quella dei juke box di un tempo: «Il suono che usciva da quella scatola magica era un suono amico. Significa avere consapevolezza della propria provenienza, quindi di chi si è, ma anche di quello che avviene al di fuori di sé. Gli fa da sponda Gianni Sibilla , direttore didattico del master in Comunicazione musicale di Almed: «Enzo è un esempio bellissimo di contaminazione tra la cultura musicale popolare napoletana e i generi internazionali come il jazz e la world music». Non si è fatto mancare nemmeno una partecipazione all’ultimo Sanremo, in coppia con Peppe Servillo con il brano Il coraggio di ogni giorno : «L’ho fatto per provare a rendere popolare il mio modo di fare musica, perché a Sanremo in quattro giorni si raggiunge un pubblico sterminato, altrimenti irraggiungibile.

 

Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali

Brescia Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali I risultati della ricerca qualitativa condotta su un campione di famiglie sono stati presentati durante il seminario “L'indagine psico-sociale: una ricerca empirica sulle relazioni tra famiglie, professionisti e istituzioni”. by Bianca Martinelli | 27 marzo 2019 Il dialogo tra i professionisti del settore sociale e di quello giuridico, è un aspetto cruciale per il buon esito dei provvedimenti operati su quelle famiglie sottoposte a situazioni di indagine o intervento da parte dei servizi sociali. I risultati sono stati discussi con i rappresentanti delle istituzioni giudiziarie (Tribunale per i Minorenni, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario) e con diversi professionisti, quali psicologi, avvocati e assistenti sociali. La paura che il proprio punto di vista non venga compreso è generalmente fonte di tensione e sfiducia nei confronti degli operatori; mentre fondamentale diviene la serenità nel potersi esprimere liberamente senza che questo abbia conseguenze inaspettate sull’esito del percorso. Vergogna, timore di essere giudicati, senso di rabbia e ingiustizia, sono alcuni tra i sentimenti più comuni manifestati dal campione di genitori intervistato. Ne consegue la paura che questa venga osservata dall’esterno, giudicata e messa in discussione, secondo un’immagine stereotipata – talvolta erroneamente alimentata dai media – secondo cui il nucleo famigliare sottoposto a questo genere di prassi sia composto da genitori inadeguati, pericolosi, incapaci di provvedere ai propri figli. La ricerca è di stampo qualitativo, pertanto non possibile generalizzare i risultati che, tuttavia, risultano decisamente in linea con quanto emerso della letteratura di settore.

 

Kurdistan, noi non li lasciamo soli

MIlano Kurdistan, noi non li lasciamo soli Il progetto “Resilienza e sport”, che coinvolge 30 persone tra psicologi, educatori, insegnanti, allenatori, 1300 bambini e ragazzi ospitati in 7 aree di accoglienza, è stato presentato nella giornata organizzata in Ateneo con Avvenire e Focsiv. maggio 2016 Un milione di profughi rifugiati nel Kurdistan iracheno, 11 milioni di siriani nei paesi limitrofi e sfollati dopo 5 anni di guerra civile, 400.000 vittime del conflitto interno alla Siria. Questi sono i numeri inquietanti di due Paesi distrutti dalla guerra. Se ne è parlato il 9 maggio in Università Cattolica durante il convegno “Iraq e Siria: non lasciamoli soli. Promosso dall’ateneo di largo Gemelli, dal quotidiano Avvenire (di cui riportiamo l’articolo dedicato all’evento) e Focsiv , l’evento ha riunito tutte le Ong presenti sul territorio con progetti a sostegno delle popolazioni locali. Al termine del convegno ha suonato l’Orchestra dei popoli, promossa dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti Onlus, comunità artistica e musicale composta da bambini, ragazzi e adulti di diverse etnie, culture, fedi, generazioni. Qui è stato sviluppato il progetto “Resilienza e sport” che coinvolge 30 persone tra psicologi, educatori, insegnanti, allenatori, 1300 bambini e ragazzi ospitati in 7 aree di accoglienza.

 

Fondazione Milan, lo sport che include

È questa una delle mission di Fondazione Milan, public charity che dal 2003 agisce in Italia e all’estero per generare impatto sociale positivo. Crediamo che lo sport possa contribuire alla crescita e allo sviluppo delle singole persone, permettendogli di contribuire, a loro volta, al benessere e alla prosperità delle proprie comunità». Per questo motivo la Fondazione si è avvalsa del contributo di Università Cattolica, attraverso l’Alta scuola di psicologia Agostino Gemelli (Asag). Il concetto di inclusione è molto facile da definire, ma quando viene messo in pratica talvolta si traduce in una mera fornitura di materiali – commenta Caterina Gozzoli , docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni e direttore di Asag –. Il vero punto di forza di questo progetto, però, è l’espansione delle reti territoriali che favoriscono la vita di questi ragazzi. Si è creata davvero una rete territoriale prima inesistente? È stata realizzata veramente una relazione di fiducia o una maggiore coesione fra i ragazzi? Noi abbiamo verificato come variano tutti questi elementi». In tutte le collaborazioni che abbiamo portato avanti in questi anni, non solo nel settore sportivo, il minimo comune denominatore è stato una profonda interazione con gli attori che sono sul territorio, che è un valore aggiunto sia per il territorio stesso sia per l’Università».

 

Migranti minorenni, presenza invisibile

gennaio 2017 di Giovanni Valtolina * “ Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce ” è il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale dei migranti che verrà celebrata domenica 15 gennaio . Dunque, la sfida sarà, soprattutto se appena giunto nel paese che lo ospita, non soltanto quella di conservare un sentimento di integrità, ma anche quella di riuscire a considerare in continuità le diverse possibilità di espressione di sé, operando traduzioni e comparazioni tra codici culturali diversi. Un secondo elemento che rende la condizione del minore migrante ancor più faticosa è il fatto che le diverse proposte identitarie con cui egli entra in contatto nel corso del processo di socializzazione tendono a scontrarsi e a sovrapporsi con un impatto violento, quasi mai mediato. Un terzo elemento di sofferenza è costituito dal fatto che il minore si trova a dover costruire la propria identità in una società in cui si tiene scarsamente conto della sua presenza e dei suoi interessi e dove le prospettive di integrazione sono tutt’altro che esplicite e univoche. Di fatto egli è una presenza "invisibile" dal punto di vista dei diritti, per poi divenire "eccessivamente visibile" per la lingua che parla, per il colore della propria pelle, per i valori che sceglie. I dati annuali evidenziano inoltre il primato dell’Italia per numero di sbarchi nel Mediterraneo: degli oltre 361mila migranti giunti via mare in Europa la metà è approdata sulle coste italiane, il 48% degli sbarchi è avvenuto in Grecia (174mila arrivi), mentre sono stati 8.826 i migranti sbarcati in Spagna. Per quanto riguarda i minori il 2016 è stato caratterizzato da una notevole crescita di sbarchi di minori non accompagnati: gli arrivi di giovani migranti soli nel nostro Paese sono stati oltre 25mila , un numero più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.

 

Il distretto di Ponente: scelte e prospettive per l’integrazione dei servizi

gennaio 2019 Integrare i servizi destinati a minori e disabili e migliorarne l’accessibilità: questo l’obiettivo 2020 del Distretto di Ponente . L’appuntamento, aperto a tutti, è alle 9 in Cattolica Clicca qui per scaricare il programma dell'incontro. integrazione #minori #disabili Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Concerto solidale per i minori

Milano Concerto solidale per i minori “Il cielo è di tutti” è il titolo della serata musicale che l’Orchestra dei popoli propone sabato 11 marzo per sostenere due progetti promossi dall’Associazione Realmonte, dalla Fondazione Ambrosoli e dall’Ateneo con i bambini della Siria e dell’Uganda. Il ricavato del concerto, promosso dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital in collaborazione con l ’Università Cattolica , presso l’Auditorium Fondazione Cariplo in Largo Mahler a Milano alle 20.30, sarà devoluto a due progetti in particolare. Il primo è promosso dall’associazione Francesco Realmonte che finanzierà la formazione di operatori che lavorano con i bambini e adolescenti siriani nei campi profughi in Libano e in Kurdistan, secondo il modello di intervento realizzato dall ’Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica. Il secondo fa capo alla Fondazione Dr. Ambrosoli che finanzia le cure pediatriche dei bambini ricoverati per l’emergenza malaria al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital. Per la realizzazione di questo concerto, un vero e proprio progetto di solidarietà condivisa, le due organizzazioni hanno scelto l’Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni, essa stessa simbolo di solidarietà. L’orchestra è infatti una comunità artistica composta da ragazzi di diversa età, culture e nazionalità, provenienti da situazioni di disagio sociale e accomunati dal talento per la musica, insieme a studenti e professionisti dei Conservatori e delle scuole a indirizzo musicale di Milano e della Lombardia. Il concerto è sostenuto dal Gruppo Azimut, dalla Fondazione Child Priority, in ricordo di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia scomparsa nel dicembre 2016, e DriveNow.

 

Minori non accompagnati, corso in Caritas

Roma Minori non accompagnati, corso in Caritas I tutori di resilienza specializzati in Università Cattolica promuovono a Roma alcune lezioni per guidare gli operatori nel lavoro di accoglienza e di supporto ai bambini immigrati senza famiglia. L’avvio con il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi 06 ottobre 2017 La resilienza è la capacità della persona di riprendersi e adattarsi a situazioni problematiche altrimenti insostenibili, e al tempo stesso di agire in modo propositivo, appellandosi alle risorse interne ed esterne disponibili. L’ Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica, insieme al Bureau international catholique de l’enfance (BICE) , propone un corso per operatori sociali della Caritas di Roma che ha l’obiettivo di fornire le competenze necessarie a sviluppare il giusto approccio al fenomeno migratorio. Seguendo l'insegnamento di Papa Francesco, la condizione dei minori non accompagnati e delle persone migranti non può non interrogarci ha dichiarato il prorettore dell'Università Cattolica, Antonella Sciarrone Alibrandi , introducendo l'incontro -. Nel nostro Ateneo si fa formazione e ricerca, ma si cerca anche di agire, di operare, di compiere dei gesti che siano espressione di uno stile che sia anzitutto attenzione alla società di oggi». Enrico Feroci , direttore Caritas di Roma: «Vi porto una parola di gratitudine per questa iniziativa, per noi questa mattina è una grande opportunità per fermarci e riflettere insieme. Dopo i saluti anche di Alessandra Aula , segretaria generale del BICE, è intervenuto Padre Fabio Baggio , sottosegretario della Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale della Santa Sede.

 

A pranzo con i ragazzi di Arquata

Milano A pranzo con i ragazzi di Arquata Un gruppo di 27 allievi dell’istituto comprensivo di Tronto Valfluviana (Ap), provenienti dai comuni terremotati di Acquasanta e Arquata, è stato accolto nella mensa Necchi.9 della sede di Milano nell’ambito di un percorso per superare il trauma. dicembre 2016 Oggi l’Università Cattolica ha ospitato a pranzo 27 ragazzi di terza media dell’Istituto comprensivo di Tronto Valfluviana (AP) e 4 tra i loro insegnanti , provenienti dai comuni terremotati di Acquasanta e Arquata . Aderendo a un progetto di HOPE onlus , l’Unità di ricerca sulla Resilienza (RiRes) del Dipartimento di Psicologia dell’ateneo ha collaborato mettendo a disposizione l’esperienza di anni di lavoro in contesti di emergenza con i minori. Il progetto ha come principali protagonisti minori coetanei milanesi che, sostenuti da psicologi e ricercatori dell’Unità di Ricerca sulla Resilienza del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica e operatori specializzati di Hope Onlus, portano aiuto e sostegno ai ragazzi dei comuni di Arquata, Acquasanta e Amatrice colpiti dal terremoto. L’Unità di Ricerca sulla Resilienza (RiRes) Nasce all’interno del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Un team di docenti, ricercatori e professionisti che opera da diversi anni nell’ ambito di progetti di ricerca, formazione e intervento sulle tematiche di resilienza. L’obiettivo è promuovere processi di resilienza in situazioni di vulnerabilità quali guerra, migrazione forzata e catastrofi naturali.

 

Affido, scegliere nell’interesse del minore

il commento Affido, scegliere nell’interesse del minore Le polemiche aperte da casi di cronaca recenti chiedono di ascoltare la voce delle famiglie affidatarie, sempre attenti al bene del ragazzo. Chi si è fatto carico di un bambino/a o di un adolescente in difficoltà, che la famiglia fatica a curare e far crescere, sa che il compito è arduo. Non è una responsabilità che ci si assume a cuor leggero, né tanto meno per denaro. Accogliere temporaneamente bambini a rischio è un compito difficile, che pochi vogliono affrontare e quei pochi vengono ora demotivati se non addirittura indiscriminatamente accusati di essere mossi da «interessi economici» (o ideologici). Altrettanto sconcertante è l’attacco che molte comunità di accoglienza stanno subendo, al pari di Ong e cooperative del Terzo settore, accusate di lucrare sui bambini o di essere ambienti non idonei alla loro crescita. In realtà, com’è noto, le comunità di accoglienza, nella grande maggioranza dei casi, ricevono modesti contributi e ben pochi riconoscimenti, e per di più sono da mesi nel mirino di chi punta a indebolire la fiducia nella vocazione alla solidarietà degli organismi non profit. docente di Pedagogia del ciclo di vita, facoltà di Scienze della formazione , campus di Milano [continua a leggere su “Avvenire”] #affido #minori #diritti #famiglia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Avitabile, dalla parte delle vittime

Milano Avitabile, dalla parte delle vittime Lunedì 16 aprile in largo Gemelli una lezione sulla musica come messaggio sociale. marzo 2018 Un concerto e una lezione per offrire una chance di resilienza ai bambini siriani dei campi profughi di Libano e Kurdistan, alle vittime di migrazione forzata che vivono in contesti di povertà ed esclusione sociale, e ai giovani delle periferie di Milano. Lunedì 16 aprile un ospite speciale, il musicista e compositore Enzo Avitabile , si esibirà presso l’Auditorium della Fondazione Cariplo in largo Gustav Mahler alle ore 20.30 con il concerto in Acoustic World “La musica come messaggio sociale” per una serata di solidarietà condivisa. L’intera iniziativa è promossa dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti , in collaborazione con l’Università Cattolica e con FOCSIV Humanity ed è dedicata al sostegno di progetti a tutela dell’infanzia in contesti di guerra e di grave vulnerabilità. Nella stessa ottica, sul territorio di Milano, verranno sostenuti i giovani vittime di migrazione forzata che si trovano a vivere in contesti di povertà ed esclusione sociale , a cui le Associazioni promotrici si dedicano da anni. I biglietti del concerto si possono acquistare presso la biglietteria centrale dell’Auditorium della Fondazione Cariplo di Milano (largo Gustav Mahler); online con prevendita su Vivaticket, selezionando Enzo Avitabile a Milano; presso l’Università Cattolica – Container 9 (cortile San Benedetto, largo Gemelli 1). Con una musica sensibile e vicina agli ultimi del mondo ed una spiritualità profonda, Enzo Avitabile porta a Milano il suo “Acoustic World” un viaggio in sonorità che spaziano dalla musica colta a quella etnica, rimanendo fedeli alla sua cifra stilistica unica.

 

Iraq e Siria, non lasciamoli soli

Una giornata di riflessione promossa da Università Cattolica, dal quotidiano Avvenire e da Focsiv per richiamare l’attenzione sull’emergenza dei popoli del Medioriente vittime della guerra, soprattutto bambini e minori. maggio 2016 Molti efficaci interventi vengono messi in atto per sostenere sfollati, rifugiati, e tutti quanti sono rimasti in Siria e in Iraq privi dei diritti umanitari più elementari, e tra gli altri quello di praticare la propria religione. Nell’Anno Straordinario del Giubileo l’imperativo resta rispondere all’appello di Papa Francesco che, a Lampedusa prima, e a Lesbos poi, di fronte alla morte di chi fugge dalla guerra ha invitato ad aprire il cuore ad opere di misericordia. Il convegno, nella Cripta dell’Aula Magna in largo Gemelli 1 a Milano dalle ore 10.30 , vuole costituire un’occasione privilegiata di riflessione e di dibattito su questi temi. Nella mattinata, dopo i saluti istituzionali di Antonella Sciarrone Alib randi, prorettore dell’Università Cattolica, interverranno a una tavola rotonda don Francesco Soddu , direttore di Caritas Italiana, Riccardo Redaelli , docente di Geopolitica in Università Cattolica, Gianfranco Ca ttai, presidente di Focsiv, Cesare Zuc coni della Comunità di Sant’Egidio. La seconda parte dell’evento è dedicata al lavoro nell’area e alle testimonianze sul campo di chi si è adoperato nell’assistenza e nel sostegno psicologico e morale senza differenza di religione, in un’ottica di comunione della sofferenza e della speranza. L’Orchestra ha un organico multietnico, si tratta di una comunità artistica e musicale composta da bambini, ragazzi e adulti di diverse etnie, culture, fedi, generazioni.

 

Aleppo, il sapone del riscatto

la cattolica al meeting Aleppo, il sapone del riscatto Un progetto dell’Unità di ricerca sulla resilienza dell’Ateneo per sostenere le donne vittime di violenza attraverso il lavoro in laboratori artigianali di produzione della famosa saponetta. by Emanuela Gazzotti | 23 agosto 2019 Può una semplice saponetta diventare per qualcuno un’occasione di rinascita? Ci vogliono provare insieme l’Associazione Pro Terra Sancta e l’ Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica. La collaborazione nasce dall’intervento dell’équipe di psicologi dell’Ateneo nell’ambito del progetto “Un nome e un futuro” che l’Associazione ha attivato oltre un anno fa a favore di piccoli orfani e delle loro madri, vittime di stupri, abusi e abbandoni in terra siriana. Presente al Meeting 2019, la professoressa ha incontrato i francescani di Pro Terra Sancta per valutare la fattibilità di un’azione specifica all’interno del progetto, fortemente voluto dal vicario apostolico di Aleppo mons. Con l’aiuto anche della psicologa Binan Kayyali , direttrice del Franciscan Care Center di Aleppo, l’idea è quella di allestire dei piccoli laboratori artigianali dove impiegare le donne nella produzione del famoso sapone di Aleppo. Il primo passo in occasione del prossimo Natale sarà la vendita delle saponette di Aleppo i cui proventi verranno utilizzati per allestire i laboratori che daranno lavoro alle donne e consentiranno loro una ripartenza e un reinserimento sociale. Forse non tutti sanno che il sapone di Marsiglia deriva proprio dal sapone di Aleppo di cui le prime testimonianze risalgono a quasi tremila anni a.C.

 

Touch sotto i 2 anni? Linguaggio a rischio

Smartphone e tablet possono bloccare la capacità di astrazione by Emanuela Gazzotti | 07 febbraio 2020 I bambini sotto i due anni di età avvezzi all’uso delle nuove tecnologie - la cosiddetta “Generazione Touch” - vanno incontro a seri rischi rispetto all’apprendimento cognitivo. Cosa succede nella mente di questi bambini? «Quello che gli insegnanti hanno rilevato nelle scuole è che aumentano i problemi relativi al linguaggio scritto e parlato e i casi di bambini con forme di dislessia o problemi a gestire la forma scritta. Tuttavia la cosa più interessante è che un paio di settimane fa è stato pubblicato sulla rivista Jama pediatrics uno studio importante che ha mostrato come un uso precoce e intensivo delle tecnologie alteri la conformazione del cervello e in particolare riduca lo sviluppo delle aree legate al linguaggio». Possiamo dire che in questo modo viene compromesso lo sviluppo cognitivo del bambino? «Utilizzare la tecnologia in fase precoce dello sviluppo del bambino, e in particolare sotto i due anni, può rappresentare un rischio che ha poi un impatto sulle capacità di apprendimento e di comunicazione del bambino stesso. Non è un caso che uno dei problemi di questi soggetti è l’attenzione molto difficile da mantenere a lungo termine perché loro non riescono a uscire dall’evento del momento. Questo crea una serie di problemi a livello cognitivo perché, appunto, riduce la capacità di astrazione e quindi dei processi astratti che sono una parte fondamentale dell’intelligenza dell’individuo». Dedicato in particolare al “Rapporto tra bambini, adolescenti e il digitale, tra nuove opportunità e potenziali risch i”, questo evento, promosso dal dipartimento di Psicologia dell’Ateneo insieme a Telefono Azzurro, mette al centro la domanda fondamentale che riguarda l’impatto dell’uso delle nuove tecnologie sulla vita delle persone.

 

Adolescenti, le due facce della rete

Milano Adolescenti, le due facce della rete Il 16 e 17 gennaio alla KU Leuven si è tenuto il kick-off meeting del progetto H2020 ySKILLS che analizza rischi e opportunità che la digitalizzazione offre a bambini e giovani. Una ricerca multidisciplinare di 15 partner in 13 paesi europei 30 gennaio 2020 La digitalizzazione offre a bambini e giovani importanti opportunità, ma anche rischi. Nonostante il tema dell’uso delle tecnologie digitali da parte dei minori sia stato il focus di numerose ricerche, soprattutto negli ultimi decenni, manca una comprensione approfondita del ruolo delle competenze digitali nel mediare le conseguenze di internet per il benessere cognitivo, psicologico, emotivo e sociale dei più giovani. Il progetto ySKILLS, finanziato dall’UE nell’ambito del programma Horizon, realizzerà una ricerca longitudinale sulle opportunità e rischi del digitale per i ragazzi di 12-17 anni in 6 paesi europei (Estonia, Germania, Finlandia, Italia, Polonia e Portogallo). Attraverso analisi statistiche e costruzione di modelli predittivi, il progetto si propone di comprendere quali competenze digitali consentono ai giovani di usare le nuove tecnologie in modo consapevole e critico in modo da migliorare il proprio benessere, educazione, inclusione sociale, e resilienza ai rischi. In questo modo, il progetto contribuirà non solo a generare un nuovo modello teorico delle opportunità e dei rischi di internet, ma anche a informare nuove politiche evidence-based. Gli aggiornamenti sul progetto, i risultati e le pubblicazioni saranno comunicati sul sito , la pagina Facebook e il profilo Twitter .

 

Digitale, bisogna fondare un’algoretica

Se pensiamo che nel 2019 sono stati rilevati 490 casi di cyberbullismo in Italia, 50 dei quali riguardavano bambini sotto i 9 anni, dobbiamo interrogarci perché si tratta di un fenomeno che riguarda tutti, indipendentemente dall’estrazione sociale» ha detto il ministro. Il digitale è parte integrante delle nuove generazioni, ma questo non deve ingannarci sul rischio che esso distrugga la dimensione umana. Riportando le parole di Papa Francesco, Anna Maria Tarantola , presidente della Fondazione Centesimus Annus pro Pontefice, ha sottolineato che «la digitalizzazione consiste in un processo di conversione delle informazioni analogiche perché siano fruibili in forma digitale e binaria. La dimensione educativa è fondamentale e questo è il motivo per cui una università come la nostra vuole essere protagonista nel dibattito che non si avvale solo di competenze tecnologiche ma anche e soprattutto di competenze umanistiche». Molto è stato fatto grazie alle tecnologie, al digitale» - ha commentato Michele Colajanni , professore ordinario di Ingegneria all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - «Certo ci sono delle distorsioni». Quello che vediamo anche nelle scuole italiane è un aumento di tutte le forme di disturbo del linguaggio. Recenti studi americani dicono che fra i due e i tre anni, età critica nello sviluppo del bambino, i più piccoli stanno dalle 15 alle 17 ore settimanali davanti allo schermo e questo tipicamente succede nelle famiglie che non hanno un reddito sufficiente per mandare il bambino all’asilo nido.

 

Con la resilienza contro Covid-19

MILANO Con la resilienza contro Covid-19 Gli operatori sanitari che nella bergamasca entrano nelle RSA e nelle famiglie con anziani contagiati sono psicologicamente, oltre che fisicamente, molto provati, al limite del burn out . Un percorso di formazione dell’Unità di ricerca della Cattolica by Emanuela Gazzotti | 17 aprile 2020 Un articolato progetto di resilienza parte oggi nei territori italiani più colpiti dal Covid-19, la Val Seriana e la città di Bergamo. Gli operatori sanitari e gli educatori di queste aree in emergenza sanitaria hanno chiesto un supporto agli psicologi dell’Unità di ricerca sulla resilienza del dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica ( RiRes ) sulla base di una pregressa collaborazione. Gli operatori sanitari che nella bergamasca entrano nelle RSA e nelle famiglie con anziani contagiati continuano, infatti, a lavorare per resistenza e inerzia ma sono psicologicamente, oltre che fisicamente, molto provati, al limite del burn out . Questo modello verrà riadattato alla situazione contingente italiana e che si affianca alla guida per Tutori di resilienza, costruita nell’arco di molti anni di esperienza di RiRes nei diversi contesti di vulnerabilità nazionali e internazionali in cui ha operato. L’iniziativa rivolta a circa ottanta Ong che lavorano con le famiglie intende predisporre strumenti divulgativi finalizzati a promuovere processi di resilienza individuale e famigliare e a contrastare le dinamiche disfunzionali che l’emergenza coronavirus e il relativo stato di confinamento possono generare. Si è pensato di attivare i dieci rifugiati accolti, e che ora si trovano soli nei rispettivi alloggi con un senso di vuoto che peggiora notevolmente la loro situazione post-traumatica, attraverso la produzione di mascherine commissionate dalla Croce Rossa.

 
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