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Scuole dell’infanzia, bene i 300 milioni ma la strada per la parità è ancora lunga

Speciale Scuole dell’infanzia, bene i 300 milioni ma la strada per la parità è ancora lunga Senza le paritarie molti comuni non disporrebbero di una scuola, perché accolgono un terzo dei bambini dell’intero sistema. Quando parliamo di questo tipo di scuole, in Italia, parliamo di oltre 12 mila istituti, di cui quasi 9 mila scuole dell’infanzia ; degli oltre 866mila alunni di questi istituti, 524mila frequentano la scuola dell’infanzia paritaria . Le soluzioni possibili sono legate al pronunciamento delle istituzioni che hanno la responsabilità del contrasto alla pandemia per tutelare la salute pubblica, quindi anche di alunni, personale docente e non docente e famiglie, che devono definire le prescrizioni per la riapertura. La ipotizzata riduzione degli alunni per la scuola dell’infanzia comporta un aumento di sezioni o una selezione degli alunni che possono frequentare, un aumento del personale e anche possibili interventi strutturali agli istituti, nonché un prevedibile e tutt’altro che ridotto incremento di spesa. La richiesta di sostegno economico alle pubbliche istituzioni per la riapertura di settembre è dovuta alla consapevolezza che non è immaginabile un aumento delle rette per le famiglie, colpite anch’esse dalla crisi economica determinata dal Coronavirus. Faccio riferimento agli ammortizzatori sociali adottati e, nell’ambito dell’approvazione del decreto Rilancio, l’esito di un finanziamento di 300 milioni di euro complessivamente per l’età dall’infanzia alla maturità (di cui 180 per lo 0-6 e 120 per alunni e studenti dalla scuola primaria alla secondaria superiore). Come già detto, 524mila frequentano la scuola dell’infanzia paritaria, 354 mila i servizi educativi, quindi la cifra di 180 milioni va divisa per 878mila, che significa una media di 205 euro a testa, riferiti ai quattro mesi di forzata chiusura del 2019-2020, perciò 51 euro pro capite».

 

Se anche la laicissima Francia finanzia le scuole cattoliche

Ciascuno di tali aspetti costituisce spesso una variante normativa e ordinamentale propria degli Stati e contribuisce a delineare il sistema giuridico – spesso complesso – che disciplina lo statuto delle scuole confessionali in ciascun Paese europeo. Come spesso avviene nelle materie “ad alta tensione di costituzionalità”, che riguardano cioè i diritti fondamentali degli individui e delle comunità, il contesto storico-politico nel quale sono maturate le scelte nazionali dà ragione dell’atteggiamento dei Paesi europei rispetto alla questione della gestione del sistema educativo. Più articolata e impegnativa sul fronte dei rapporti tra autorità pubblica e scuole confessionali, è la posizione che emerge nei Concordati stipulati con i Paesi dell’est con una più significativa maggioranza cattolica. In Spagna , per esempio, nell’Accordo circa l’insegnamento e le questioni culturali del 1979 è sancito il principio di parità tra scuole private confessionali e non confessionali, ma non il pari trattamento tra scuole pubbliche e private sotto il profilo delle sovvenzioni e degli interventi di sostegno pubblico. Più sintetico ancora il Concordato portoghese del 2004 che, nel riconoscimento della libertà della Chiesa cattolica di istituire seminari e altri istituti di formazione, non fa cenno alla questione del finanziamento, così come il Concordato italiano del 1984 che all’art. L’assetto ordinamentale francese dimostra il superamento degli approcci anticlericali al tema dell’istruzione, anche se va considerato che tale favore per le scuole private, che per la maggioranza sono di ispirazione cattolica, è bilanciato dall’assenza di qualsiasi insegnamento a carattere religioso nelle scuole statali. docente di Diritto ecclesiastico e canonico, facoltà di Economia e Giurisprudenza , campus di Piacenza dell’Università Cattolica Quarto di una serie di articoli dedicati al sistema delle scuole paritarie in Italia #scuole paritarie #scuola cattolica #europa #pluralismo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Orientamento, formare gli insegnanti

Il primo incontro, in programma il 21 novembre 2019 è dedicato al tema Orientare nella scuola: dalle attitudini alle potenzialità , con l’intervento del professor Alessandro Antonietti , preside della facoltà di Psicologia. Scopo dell’incontro è individuare le risorse potenziali dello studente, non ancora del tutto espresse, che potrebbero sostenerlo nei futuri percorsi di crescita, con l’esemplificazione di alcune proposte operative. Nella stessa occasione, di Orientamento in uscita e accompagnamento alla vita adulta parlerà il professor Pierpaolo Triani , docente di Pedagogia nella facoltà di Scienze della formazione. Stefano Gheno , docente di Psicologia delle risorse umane all’Università Cattolica, parlerà di un concetto sempre più d’attualità, quello di resilienza , che assume il ruolo di core competence nel cambiamento. Il quarto incontro, in programma mercoledì 29 gennaio 2020 prevede l’intervento del professor Luca Pesenti , docente di Sociologia nella facoltà di Scienze politiche e sociali, e della professoressa Ivana Pais docente di Sociologia nella facoltà di Economia. L’ultimo appuntamento è previsto per giovedì 13 febbraio 2020 , con l’intervento del professor Giuseppe Scaratti , docente di Psicologia delle organizzazioni nella facoltà di Economia, e del professor Pier Cesare Rivoltella , docente di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento nella facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica. Come è possibile passare dalla logica di trasmissione delle conoscenze a quella dello sviluppo delle competenze? Nell’era della nuova comunicazione formativa, quali sono le competenze richieste all’insegnante nell’utilizzo dei media digitali e sociali per la didattica e per l’orientamento?

 

A Cremona la GenerAzione creativa

Cremona A Cremona la GenerAzione creativa Oltre duecento studenti delle scuole superiori presenteranno la loro idea d’impresa al final contest del progetto promosso da Economia e Scienze agrarie alimentari e ambientali nel campus cremonese dell’Ateneo. Finale venerdì 23 febbraio 22 febbraio 2018 Sviluppare il proprio istinto imprenditoriale. Durante l’evento conclusivo , che si svolgerà presso la Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona a partire dalle 9 del 23 febbraio , le dieci squadre finaliste avranno a disposizione 6 minuti tempo per presentare la propria idea. Ma ci sarà un altro momento di valutazione per i video: quello tecnicamente migliore - quello più creativo - quello più efficace nel comunicare l’idea di business saranno valutati da giornalisti e da un esperto di video maker. Grazie al contributo di Credito Padano i tre gruppi vincitori riceveranno in premio il primo gruppo classificato un buono da 500 euro per la scuola, il secondo e il terzo Gruppo classificato un buono da 250 euro . Inoltre, tutti i componenti dei tre gruppi che si classificheranno nelle prime tre posizioni riceveranno in premio un voucher vacanza per due persone. generazionecreativa #innovazione #impresa #scuole Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Be Smart! per giovani imprenditori

Roma Be Smart! per giovani imprenditori Iniziato nel mese di gennaio presso la Facoltà di Economia della sede di Roma un nuovo progetto di alternanza scuola-lavoro per gli studenti delle scuole superiori. Al termine un premio ai migliori Business Plan. I liceali affrontano in aula, con la guida dei docenti della Facoltà di Economia, i principali temi dell’economia e del management, declinati attraverso un approccio multidisciplinare, con grande attenzione all’apprendimento delle life skill e alle conoscenze di carattere economico, manageriale, psicologico, storico, sociologico, statistico e tecnico. Le conoscenze acquisite e le esperienze sviluppate durante le 60 ore di attività permettono agli studenti di mettere in gioco la propria apertura mentale e il proprio spirito imprenditoriale attraverso lavori di gruppo finalizzati alla progettazione di una Start-Up. economia #management #startup #orientamento #scuole Facebook Twitter Send by mail Print DALLA SCUOLA ALL'UNIVERSITA' AL MONDO DEL LAVORO “E’ questo il tempo – dichiara la professoressa Manuela S. Macinati, Coordinatore dei Corsi di Laurea triennale della Facoltà di Economia della sede di Roma - di proposte che come il progetto BeSmart! contribuiscano a far emergere la ricchezza e varietà del potenziale creativo dei giovani liceali e siano espressione di un Ateneo che si fa prossimo alle esigenze degli studenti delle scuole superiori attraverso percorsi educativi e formativi che contribuisco alla crescita personale, culturale e valoriale”. I docenti e le scuole interessate ai progetti di Alternanza scuola – lavoro del campus di Roma possono scrivere a orientamento-rm@unicatt.it .

 

L’agenda 2030: è (anche) pane e olio a merenda

“All’interno della cornice dei processi educativi che la nostra facoltà di Scienze agrarie sta sviluppando nell’ambito dell’alimentazione, come ad esempio il master in ristorazione sostenibile, si inserisce questo progetto di educazione scolastica ed imprenditoriale ad un’alimentazione sostenibile –sottolinea il prof. Ettore Capri della facoltà di Scienze agrarie-. Abbiamo creato, in modo originale e unico in Italia, una rete fatta di aziende, università e scuole per arrivare a un obiettivo: il consumo di un cibo sano e che faccia bene a chi lo assume, a chi lo produce e all’ambiente”. “Tutto è partito da due azioni di formazione: una rivolta alle aziende, su come produrre in modo responsabile, e l’altra rivolta ai giovani consumatori, su come nutrirsi in modo responsabile. Poi abbiamo unito queste due istanze, per rendere concreto e immediatamente comprensibile, l’efficacia di quanto appreso”. I risultati di questa esperienza saranno illustrati il 24 gennaio dalle 8.30 presso la Sala Piana dell’Università Cattolica, in un incontro coordinato dal preside della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali Marco Trevisan e dal prof. Ettore Capri. educazionealimentare #consumatori #scuole #formazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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