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Separazione, ascoltiamo i bambini

Roma Separazione, ascoltiamo i bambini È stato presentato il bilancio dei "Gruppi di parola" promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Università Cattolica e Istituto Toniolo. Il progetto intende valorizzare l’esperienza della condivisione delle emozioni come strumento di confronto ed elaborazione dei vissuti tra i bambini e i ragazzi coinvolti negli eventi di separazione o divorzio che coinvolgono i loro genitori. Si tratta di un numero elevato di bambini e ragazzi - commenta la Garante Filomena Albano - che si amplifica se si pensa che nel nostro Paese non esiste una misura a favore di questa particolare categoria di minorenni vulnerabili. Abbiamo constatato in molti modi il valore del GdP, abbiamo ascoltato le parole rasserenate dei bambini, i commenti positivi dei genitori, gli apprezzamenti di insegnanti che ci hanno riferito i cambiamenti osservati nei bambini». Un primo obiettivo dei promotori del progetto è la realizzazione di 7 GdP: 4 a Roma, 2 a Milano e 1 a Napoli, tutti gratuiti, associati alla somministrazione di un questionario - appositamente predisposto per questo progetto - per valutare il GdP dal punto di vista dei figli partecipanti e dei genitori. gruppidiparola #bambini #separazione #cartadiritti Facebook Twitter Send by mail Print I GRUPPI DI PAROLA I Gruppi di Parola sono interventi brevi, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati. Il Gruppo di Parola coinvolge anche i genitori: dalla fase di informazione e autorizzazione per i figli alla partecipazione all’incontro conclusivo del gruppo, fino al colloquio di approfondimento realizzato a distanza di un mese.

 

Separazioni? C’è il Parental Coordinator

Nel seminario promosso dal Centro di Ateneo sulla famiglia la mediatrice familiare canadese Lorraine Filion riflette sull’esperienza del Coordinatore genitoriale. Lorraine Filion, a partire dalla sua esperienza nel campo della mediazione familiare e dall’interazione con il Tribunale di Montréal, spiega come sono cambiate le diverse tipologie di intervento a fianco delle famiglie lacerate dal conflitto. Possiamo elencarle? «Il Giudice della Famiglia emette un mandato chiaro al Parental Coordinator e fissa precisamente tutti i diritti dei genitori e dei figli; egli rimane il garante del dossier - nessuna nuova procedura può essere avviata dai genitori durante il tempo della Coordinazione Genitoriale. Il Parental Coordinator redige relazioni periodiche al giudice e può chiedergli di intervenire se uno dei genitori non collabora o se il figlio ha un bisogno particolare al quale i genitori non rispondono». La capacità di esercitare la propria autorità professionale, uno spirito mediativo, la capacità di giocare un ruolo educativo, la capacità di lavorare con i professionisti del mondo giuridico (avvocati e giudici) e pazienza, pazienza, pazienza». Si tratta di una figura terza che fu già presentata in Università Cattolica nel maggio 2015, quando il professor Robert Emery della Virginia University (Usa) fu invitato a un seminario per illustrare questa prassi emergente nei paesi anglosassoni e oggetto di studio anche in Italia, all’Università la Sapienza di Roma. Costanza Marzotto spiega quali risultati emergono dall’analisi dei Gruppi di Parola realizzati con bambini di 6 - 12 anni o con adolescenti appartenenti a famiglie divise.

 
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