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Sette gradi, siamo diventati universali

Fra mascherine e restrizioni l’ attenzione resta alta: Covid-19 è la cosa più universale degli ultimi decenni e non è ancora finita. Anche la libertà d’espressione è universale, o almeno dovrebbe: le minacce aumentano, come l’incertezza. In mezzo al Mediterraneo ci sono due barconi , uno è in avaria e imbarca acqua, SOS di angoscia: che cosa c’è di più universale della disperazione? C’è la speranza , a Nord; la resistenza , a Sud. Ed è possibile senza dimenticare “l’Europa del Sud”: l’Italia affronta emergenze diverse , chi si mette in mare non ha la speranza del tempo. E il “ dottore dei poveri ” non c’è più: la Medicina è cura, in tutti i sensi, universale è l’umanità. Ma la cosa più universale è ancora un virus: bilanci quotidiani pesanti nel mondo, da Sud a Nord, la pandemia accelera. Le spiagge vengono usate per gli esami, gli aerei dei grandi film vanno in pensione, la scienza medica è di nuovo universale, si vive in piccolo e si spera lontano.

 

Sette gradi, ri-pensarsi per cambiare direzione

Rassegna stampa Sette gradi, ri-pensarsi per cambiare direzione Il Covid ha costretto il mondo a ridisegnare molti ambiti della nostra vita. Lo dimostra la rassegna stampa della settimana da sabato 11 a venerdì 17 luglio sulle testate nazionali e internazionali by Federica Mancinelli | 17 luglio 2020 (Re)design thinking. C’è fiducia nei mercati digitali : ciò che ancora manca in presenza corre veloce nel Web. Ma è in presenza che si vive: ridisegnare i comportamenti ora significa attenzione . C’è bisogno di pensare ciò che non è stato mai pensato: in fondo siamo nati il 14 luglio . Mai come ora il futuro non è destino: dipende da come lo pensiamo ora, dipende da come ci alleniamo a immaginarlo. Da una parte all’altra delle paratie il colore dell’acqua è diverso, come nel pensiero, da una parte all’altra del tempo.

 

Sette gradi, è tempo di decisioni

Sette gradi Sette gradi, è tempo di decisioni Le trattative nell'Unione Europea sono state al centro dell'attenzione in questi giorni, insieme con il tema dei contagi e del vaccino. I leader europei non hanno deciso ancora: negoziare non è mai facile e il compromesso intelligente è l’essenza della politica. Chi può decide di andare in vacanza : s’inventano soluzioni, la Primavera è stata dura, l’Autunno è un’incognita. Sulla sicurezza sembra che decidere sia difficile: la mascherina è strumento sociale e gli obblighi sono scelte delicate. Per ora è sicuro, adesso bisogna dimostrare che è efficace: la buona notizia che tutti aspettiamo. Il consolato è chiuso, lo spazio no: la Terra è piccola, meglio su Marte fare domande al cielo. E sotto il cielo per ogni cosa c’è il suo tempo, questo è il tempo di investire: l’Europa della conoscenza ha bisogno di futuro, la “ next generation ” è piena di talenti.

 

Sette gradi: Usa, abbiamo un problema

Nello spazio ci si legge dentro meglio che altrove, sulla Terra la geopolitica è a un passaggio delicato e le strade di New York sono di nuovo piene. Leggendo dentro i dati la realtà è chiara, anche quella economica . L’intelligenza è coraggio e visione , mentre la fase successiva è alle porte. Si riprende a volare , ma solo tra confini limitrofi, sono ancora preclusi quelli del mondo: i numeri parlano chiaro. Tornano a giocarsi anche le partite politiche e nemmeno in Europa siamo tutti uguali, nemmeno alle porte . Coronavirus non è scomparso: le popolazioni fragili sono ancora in pericolo e il mondo è sempre diviso: fra chi è preoccupato di non riavere il superfluo e chi non ha nemmeno il necessario . E se è difficile leggersi dentro, se è ancora doloroso leggere il fuori , proviamo con la poesia: ci salverà .

 

Sette gradi, è tempo di ponti

 
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