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Scuola, più risorse (non solo economiche) per un sistema plurale e integrato

Speciale Scuola, più risorse (non solo economiche) per un sistema plurale e integrato Oltre a una stabilità nei finanziamenti, serve più collaborazione tra scuole paritarie e statali, perché il servizio pubblico garantito da entrambe sia efficiente ed efficace, nel rispetto della libertà di educazione. Ma nel loro nome si cela un significato molto diverso: paritaria è ogni scuola istituita da un soggetto diverso dallo Stato che, facendo parte di un più ampio sistema d’istruzione, è messa sullo stesso piano delle scuole statali, con i medesimi obblighi e le medesime libertà che ne derivano. Sono scuole che, da un lato, hanno la possibilità di agire secondo il proprio progetto educativo ma, dall’altro, sono parte di un sistema complessivo» spiega Pierpaolo Triani , docente di pedagogia dell’Università Cattolica, inquadrando la questione della coesistenza e dell’equiparazione tra scuola statale e istituti paritari. Il principio base della vita democratica è permettere a tutti di avere i propri valori e la propria libertà di espressione e, insieme, di avere una base comune in cui riconoscersi». L’obiettivo di un sistema così congegnato è quello di unire nella diversità, permettere agli istituti d’avere uguale dignità e il medesimo riconoscimento nonostante i margini d’autonomia necessariamente garantiti per consentire a statale e non statale di coesistere e offrire un unico, ma pluralistico, servizio pubblico. Un altro aspetto su cui occorrerebbe investire maggiori risorse e attenzioni è quello dei progetti di cooperazione e lavoro comune tra scuole paritarie e statali : «Il sistema scolastico italiano dovrà accrescere i momenti di lavoro e incontro tra i due tipi di scuole. Un obiettivo, quello di un sistema didattico integrato, che ha ancora bisogno di risorse, mentali ancora prima che economiche, al di là del sostegno legato alla crisi causata dalla pandemia.