La tua ricerca ha prodotto 2 risultati per criminalita':

Strategie per combattere l’Isis

milano Strategie per combattere l’Isis Mentre l’attentato nel sud della Francia riporta la paura in Europa, un seminario di Itstime ha analizzato i legami tra terrorismo e criminalità. Una nuova azione terroristica di matrice islamica che conferma che «cercare Daesh è stupido», come sostiene il professor Marco Lombardi , secondo cui «al giorno d’oggi bisogna interrogarsi su quali sono gli eredi e le sue nuove forme per prendere le adeguate contromisure». Di “ Terrorismo e criminalità ” si è parlato nella sede di largo Gemelli dell’Università Cattolica, nel seminario presieduto dal sociologo dell’Università Cattolica, direttore di Itstime e della Scuola di Giornalismo dell’Ateneo. Nicolò Spagna ha parlato di reti ma a livello europeo: «Abbiamo circa 500 soggetti che, a partire dal 2001, sono stati protagonisti di attentati di matrice islamica. Emergono tre riflessioni: innanzitutto, che esistono dei network di reclutamento; secondariamente, tali soggetti e la loro esperienza irrobustiscono i futuri gruppi; infine, i legami familiari sono un contagio che garantisce una continuità anche dopo la frammentazione». Secondo l’esponente della Questura, in termini di legami tra terrorismo e criminalità, la detenzione non è significativa perché ci sono persone che sono state in carcere per un tempo non sufficiente per radicalizzarsi. La centralizzazione delle indagini e delle informazioni e l'utilizzo di indagini diverse da quelle convenzionali sono centrali perché si tratta di una criminalità diversa.

 

Contro le mafie, scrivi la tesi

brescia Contro le mafie, scrivi la tesi Sempre più studenti della sede di Brescia e dell’Università statale studiano da punti di vista diversi la lotta alla criminalità organizzata e alla cultura mafiosa. Partendo da questa convinzione, l’Università Cattolica con il Centro Studi per l’Educazione alla Legalità, l'Alta Scuola di Psicologia “A. Gemelli” e l'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo, insieme al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Brescia da alcuni anni stanno collaborando nella realizzazione di ricerche sulle mafie. Ma anche di attivare specifici itinerari formativi sull’argomento per contribuire alla crescita di una cultura della legalità e della cittadinanza. La speranza - scrive la neolaureata - è che si vada sempre più verso una presa in carico multidisciplinare delle persone-vittime, perché possano essere supportate, protette e sostenute, dal punto di vista fisico, psicologico, economico, lavorativo, relazionale e legale. Non hanno bisogno di commenti le parole di Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Dalla Statale è stato scelto il lavoro di Francesco Bertolini , laurea magistrale in Giurisprudenza, che ha analizzato il rapporto tra la criminalità organizzata e il traffico illecito d’arte e di beni culturali. Dal 2002, anno di nascita del Centro studi per l’educazione alla legalità, il prof. Caimi ha promosso iniziative culturali e attività di ricerca per sensibilizzare studenti e cittadini verso una cultura della legalità.

 
Go top