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Cinema, il set è green grazie a Ludovica

Tutto è iniziato con una tesi di laurea by Bianca Martinelli | 13 novembre 2020 Dalla raccolta differenziata all’allaccio alla rete locale per evitare l’utilizzo di grossi generatori, dalla preferenza per materiali di scena di seconda mano allo smaltimento intelligente dei costumi. E ancora, il catering con prodotti a km 0 con stoviglie e cialde del caffè compostabili, gli alloggi situati a poca distanza geografica e la condivisione dei mezzi di trasporto della troupe per risparmiare carburante. Senza l’adozione del protocollo ne avremmo generate quasi 250, inoltre il 67% dei costumi è stato donato, così come il 51% delle scenografie, e abbiamo evitato la produzione di 370 chili di rifiuti di plastica». Successivamente, dopo la laurea ho lavorato come segretaria di produzione alla commedia “Tu mi nascondi qualcosa” con Rocco Papaleo , tanto è bastato per rendermi conto di quanta strada vi fosse ancora da fare per ragionare in termini di ecologia e sostenibilità. Così ho contattato nuovamente Tempesta: all’epoca stavano per iniziare le riprese di “Lazzaro felice”, avevano già elaborato il protocollo EcoMuvi (che è gratuito e può essere scaricato dal sito della casa di produzione) ma non avevano individuato una figura che se ne occupasse in via esclusiva. Sempre insieme a Tempesta Film, oggi Ludovica è in partenza per la Sardegna, dove si svolgeranno le riprese del film “Dall’Interno” di Leonardo Di Costanzo (nel cast Alba Rohrwacher, Toni Servillo e Silvio Orlando ). Agli studenti desiderosi di intraprendere una carriera similare alla sua consiglia: «Occorre tenersi aggiornati da un punto di vista normativo ma anche avere pazienza e perseveranza poiché scegliere di lavorare in un ramo così specifico presenta aspetti positivi e negativi.

 

Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore

Studenti Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore La studentessa di Giurisprudenza ha rappresentato l’Italia all’Opernball viennese e vanta già un’esperienza nel mondo del cinema. Marianna Taormina , studentessa di origine siciliana iscritta al secondo anno della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, ha coronato il sogno di rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna. Gli esami sostenuti nel primo anno di università sono andati bene e l’hanno rafforzata nell’interesse per gli studi giuridici, consapevole della necessità del diritto e dell’importanza della giustizia nel permeare i rapporti sociali dell’uomo. In più - dice Marianna - ho scelto di risiedere al Collegio Paolo VI, dove ho trovato “una seconda famiglia” che mi fa pesare meno la lontananza dalla mia terra e dai miei familiari». Sostenuta e incoraggiata dai miei genitori, nel 2018 ho partecipato a Jesolo alle semifinali di Miss Italia e sono stata eletta Miss Sorriso» racconta Marianna. Incoraggiata da questo successo, nello stesso anno ho partecipato al Gran Ballo Viennese delle debuttanti di Roma, forte dei dieci anni in cui ho praticato danza classica, e così sono stata scelta a rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna, sogno che si è avverato il 28 febbraio 2019. Nel tempo libero mi rilasso con una passeggiata sui Navigli e penso di partecipare a corsi di recitazione e danza classica e moderna».

 

Opera Prima, la scuola si apre al cinema e sbarca a Venezia

Contest Opera Prima, la scuola si apre al cinema e sbarca a Venezia Il concorso di scrittura per serie tv e film, promosso dall'Istituto Toniolo, approda alla Mostra del Cinema. La presentazione martedì 8 settembre 07 settembre 2020 Scrivere un soggetto per serie tv e film a scuola: è l’intento del concorso Opera Prima , che, per l’edizione 2020/2021, lancia una sfida a docenti e giovani, i veri protagonisti della ripresa post pandemia con una riflessione su ciò che è realmente virtuale e reale. Dopo una prima edizione che ha avuto un gran successo fra gli studenti di molte scuole del territorio nazionale con una valida qualità dei lavori presentati, torna il concorso Opera Prima, promosso dall’ Istituto Toniolo e dall’associazione Amore per il Sapere in collaborazione con diversi partner. Infatti, Opera Prima si allarga e nasce la nuova categoria di concorso di soggetti per serie tv o film, che sarà guidata dal professor Armando Fumagalli , direttore del Master universitario di primo livello in International Screenwriting and Production dell’Università Cattolica. La scrittura per il cinema e per le serie tv – spiega il prof. Fumagalli - ha evidentemente degli aspetti tecnici che occorre conoscere e che, se qualcuno in futuro vorrà fare davvero questo mestiere, con il tempo potrà e dovrà imparare. Però alla fine c'è una forza dell'idea e della intuizione creativa che, se sufficientemente elaborata e messa in forma, sarà quella che la giuria di Opera Prima premierà, tenendo conto che poi ci sarà il tempo per i ragazzi per crescere e maturare. Intervengono: monsignor Davide MILANI , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo, Marco FERRARI , docente e ideatore del concorso, Luigi BALLERIN I, psicoanalista e scrittore, Armando FUMAGALLI , direttore del Master Universitario di I livello in International Screenwriting and Production dell’Università Cattolica, Phaim BHUIYAN , attore e regista.

 

Quando “La dolce vita” divise il mondo cattolico

Festival del cinema Quando “La dolce vita” divise il mondo cattolico Una ricerca presentata a Venezia 77 dal professore Massimo Scaglioni racconta le polemiche che si scatenarono all’uscita del film. Un dibattito squisitamente teologico, l’ha definito padre Antonio Spadaro , legato al tema della Grazia by Katia Biondi e Paolo Ferrari | 11 settembre 2020 Quando nel 1960 esce in Italia “La dolce vita” è un vero successo. Una disputa durissima che, a cent’anni dalla nascita del regista e a sessanta dall’uscita del film, viene rievocata attraverso documenti d’epoca, a partire da una ricerca dell’Università Cattolica. Se non un’intervista del 1964 di Sergio Zavoli al gesuita padre Angelo Arpa, amico di Fellini e esponente del Centro San Fedele, in cui si capisce che qualcosa è cambiato e da cui emerge il bisogno di credere espresso dal regista, un’ansia esistenziale, manifestazione di un umanesimo profondo e sincero». Eppure, ha precisato padre Spadaro, quella che emerge dal film è «una religiosità fatta di solidarietà con le forze più pericolose e contraddittorie dell’esistenza. Questo perché, ha detto Iarussi, Fellini è uno specchio per certi versi grottesco della nostra identità, che si riflette anche nel lessico: nessun regista ha offerto tanti lemmi alla lingua italiana, primo fra tutti Amarcord. Si tratta, ha concluso Iarussi, della capacità di riflettere «quella pirotecnia, oscura e a volte splendente, che nella “dolce vita” vige e vibra dentro il mosaico del boom economico con il presagio di quello che non andrà», facendone così «l’opera d’arte più rilevante della seconda metà del Ventesimo secolo».

 

Il film del mese: “Piccole donne”

Un elemento in comune con Lady Bird è l’eccellente attrice protagonista Saoirse Ronan , ma tutto il cast di Piccole donne è di primissimo livello, da Meryl Streep a Emma Watson , da Laura Dern al giovane ma ormai affermato Timothée Chalamet . L’unico neo è forse che il giocare su continui salti di tempo non rende sempre facilissima la lettura delle vicende a uno spettatore non particolarmente attento o non particolarmente familiare con il testo di partenza. Eppure, questa sensibilità femminista non è estremizzata: l’autrice fa dire a Meg, la sorella grande e “saggia” delle March, che scelte diverse sono possibili: lei ha scelto l’amore, il matrimonio, i figli e le sta bene così, anche se ha pochi soldi e una vita semplice. L’operazione fatta dalla Gerwig ci ha ricordato, pur nella diversità di stile, un altro eccellente adattamento di un classico ottocentesco della letteratura: il Ragione e sentimento scritto e interpretato nel 1995 da Emma Thompson e diretto da Ang Lee. Anche lì, una sostanziale fedeltà al romanzo di Jane Austen, con però un innesto non invasivo di elementi di modernità, che fanno percepire il percorso di emancipazione delle donne dei decenni e secoli successivi. Che lo vogliano o no, sceneggiatori e registi mettono sempre una loro sensibilità, fanno risuonare le domande dell’epoca in cui vivono, “dialogano” in modo sovente molto intelligente con l’opera di partenza. docente di Semiotica e Storia e Linguaggi del Cinema internazionale alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, Università Cattolica, campus di Milano #cinema #piccole donne #fumagalli #film Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Serie tv, una “bottega rinascimentale”

Attila e I Barbari i loro progetti vincitori by Emanuela Gazzotti | 10 luglio 2020 Due dei quattro progetti vincitori del premio StoryLab2 Development Grants sono targati Università Cattolica e tra gli autori tre sono alumni dell’ateneo. Il bando che supporta i giovani sceneggiatori di cinema e tv è arrivato alla sua seconda edizione ed è promosso dall’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Ateneo di largo Gemelli e dalla Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti di Milano. La giovanissima autrice del progetto vincitore Attila è Marta Mazzetti (nella foto), 24enne laureata in Linguaggi dei media alla Cattolica e diplomata lo scorso novembre al master di Almed International Screenwriting and Production , promotore del Premio, che ha scoperto frequentando una open lecture con il famoso sceneggiatore americano Randall Wallace. A questo progetto che mette a tema l’integrazione di comunità che vivono fianco a fianco senza conoscersi davvero e guardandosi reciprocamente come “barbari”, ha collaborato Nicola Peirano, laureato alla magistrale in Filologia moderna alla Cattolica e anche lui diplomato al lo stesso Master della Cattolica. Dopo una breve esperienza lavorativa in BeActive, una società portoghese specializzata in produzioni crossmediali e transmediali per la tv, il cinema e il web, Nicola ha frequentato un corso di specializzazione della Rai sulla scrittura seriale, dove ha conosciuto quelli che sarebbero diventati i colleghi del progetto I Barbari . A firmare i progetti, giovani autori, sceneggiatori e film makers che hanno studiato o abitano nel territorio lombardo e ai quali verrà ora assegnato un importo complessivo di 37.000 euro, il supporto di un tutor di progetto e sessioni gratuite di training on the job. I vincitori hanno ora circa otto mesi di tempo per sviluppare e concludere i loro progetti, che verranno presentati a un’ampia platea composta dalle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche in Italia nel corso della terza edizione del Milano Pitch prevista per febbraio 2021 .

 

Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini

Festival del cinema Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini È dedicato alla recezione nel mondo cattolico del film “La dolce vita” uno degli eventi organizzati al Lido, con la partecipazione di padre Antonio Spadaro . Diretta streaming by Emanuela Gazzotti | 10 settembre 2020 L’Università Cattolica partecipa a Venezia 77 , primo evento nazionale in presenza dopo il periodo di emergenza. Per il secondo anno consecutivo, insieme a Fondazione Ente dello Spettacolo , l’Ateneo è presente al Festival con tavole rotonde e presentazioni di master e ricerche. La circolazione internazionale dell’audiovisivo italiano a cura di Massimo Scaglioni (vedi a fianco) , oggi si parlerà dell’ecosistema dei media audiovisivi che nel corso di soli pochi anni è molto mutato. cinema #venezia 77 #master #fellini Facebook Twitter Send by mail Print CINEMA MADE IN ITALY Il primo evento promosso da Università Cattolica e Fondazione Ente per lo Spettacolo al Festival di Venezia è stato l’8 settembre l’incontro di presentazione del libro a cura di Massimo Scaglioni Cinema made in Italy. La percezione di una certa idea di nazione è anche attivata dalla circolazione, fuori dai propri confini, dei valori e contenuti associati ai prodotti dell’industria culturale nazionale. Se è vero che l’oggetto culturale entra a far parte del cosiddetto “made in Italy”, l’audiovisivo si è distinto per la capacità di diffondere un marchio di qualità e di stile e per la produzione di racconti, modelli iconografci relativi alla nostra personalità e al nostro.

 

I libri che sono andati al cinema

Laboratorio di Editoria I libri che sono andati al cinema Il Laboratorio di Editoria ha coinvolto gli studenti nella pubblicazione di un volume che raccoglie alcuni casi di trasposizione di opere letterarie nel grande schermo. Casi editoriali del cinema italiano con la presentazione di Giorgio Simonelli (Educatt, Milano 2020, “Quaderni del laboratorio di editoria”). Un’esperienza da “moderni protagonisti del Decameron ”, come si definiscono gli stessi studenti nella Premessa, che hanno dovuto destreggiarsi tra librerie, biblioteche, case editrici chiuse e autori rimasti nel mondo di fuori . Sono storie di carta e di fotogrammi che si contaminano a vicenda, italiani e stranieri - scrivono gli studenti - che nei diversi adattamenti hanno saputo arricchirsi, donando al lettore un universo narrativo ricco di sfaccettature e che, insieme, hanno costruito la nostra cultura e l’identità del Paese». Attraversando un secolo di metamorfosi questa antologia riunisce casi editoriali di opere letterarie che, nell’indossare vesti diverse, a volte ispirando film e altre volte serie televisive, manifestano il loro legame con il cinema italiano. Qui gli interni borghesi di Moravia condividono le pagine con i quartieri popolari della Ferrante, sfiorando gli scaffali della biblioteca di Eco, dopo essere passati attraverso lo sguardo di registi come De Sica, Leone o Salvatores. Nel campo preso in esame, che è quello del cinema italiano contemporaneo, non esiste solo la più classica di queste relazioni, la traduzione, sempre piuttosto complessa, di un testo di struttura verbale e letteraria in un testo di forma audiovisiva.

 

Cinema, due nuovi talenti targati Unicatt

Milano Cinema, due nuovi talenti targati Unicatt Claudio Benedetti e Cecilia Leardini, laureati in Cattolica, hanno vinto Storylab 2020: Milano Pitch , l’evento che fa incontrare i nuovi talenti con le più importanti case di produzione televisive e cinematografiche. Claudio, con una formazione in Criminologia e un passato di insegnante di teatro nei licei, sogna di continuare a scrivere per il grande schermo. Cecilia ha scoperto solo facendo il master una inclinazione che non conosceva e oggi aspira a diventare una script editor e una sceneggiatrice. StoryLab 2020 - Milano Pitch è un’opportunità unica per giovani talenti di presentare i propri progetti inediti alle maggiori aziende dell’editoria e alle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche in Italia. Erica ha vinto l’11 febbraio 2020 il Premio Solinas Experimenta Serie (una “borsa di sviluppo” finanziata dalla Rai) con un progetto pilota di serie tv presentato insieme ai compagni di corso Francesco Bitto, Francesco Ferrazzi e Nicolò Orlandini. Oggi sceneggiatrice, diplomata al Master nel 2015, Elisa ha scoperto il suo talento di storyteller dopo una laurea in Filosofia, un MBA e quattro anni di lavoro spesi nell’ambito del marketing. Abbandonato la prima professione, Elisa si è iscritta al Master in Cattolica e si è dedicata alla sua passione che l’ha portata a diventare autrice per la serie tv della Rai “La strada di casa 2” e altre ora in produzione.

 

Il cinema e la generazione Z

Lo studio Il cinema e la generazione Z Sarà presentato venerdì 13 dicembre a Roma il Rapporto Cinema 2019 curato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, dall’Osservatorio giovani del Toniolo e dall’Università Cattolica 11 dicembre 2019 Una disamina approfondita sui trend di consumo della Generazione Z , la prima vera generazione nativo-digitale. Il Rapporto Cinema 2019 realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica verrà presentato venerdì 13 dicembre a Roma. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini , Alessandro Rosina e Francesco Toniolo . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica. cinema #giovani #rapporto #spettacolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Contenuti promossi, regia da rivedere

Lo speciale: Tolo Tolo Contenuti promossi, regia da rivedere È una promozione a metà quella che il professor Armando Fumagalli assegna alla prima opera da regista di Luca Medici, in arte Checco Zalone . Non si ride un granché e in generale non è affatto un capolavoro del cinema, ma è comunque una commedia che ha il pregio di mettere in scena uno dei grandi problemi della nostra epoca, l’immigrazione». Quello di Armando Fumagalli , docente dell’Università Cattolica in Semiotica e Storia e Linguaggi del Cinema Internazionale alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere , è un giudizio che tutto sommato promuove l’ultimo film di Checco Zalone , il nuovo grande successo del comico pugliese che ha inaugurato questo 2020 cinematografico. La pellicola ha visto il debutto alla regia di Zalone, al secolo Luca Medici, e secondo Fumagalli è proprio sul frangente tecnico-artistico che Tolo Tolo soffre di più. Secondo Fumagalli è a tal proposito emblematico il finale, «che sembra mettere tutto fra parentesi; in sé sono tutte cose carine, ma non ben collegate fra loro, della serie: questa è la storia, se poi non ci credete, la buttiamo in corner». Più positivo il giudizio del professor Fumagalli sul piano dei contenuti offerti da Tolo Tolo , il cui merito principale è quello di richiamare l’attenzione sul dramma dei migranti, trattandolo con rispetto e attenzione. Era chiaro che il trailer – prosegue Fumagalli – potesse far pensare a una commedia dal taglio più razzista, diciamo, ma personalmente non ci ho mai creduto che Zalone avrebbe fatto un film così.

 

Tornatore e Baglioni al Medicinema

roma Tornatore e Baglioni al Medicinema In visita al Gemelli il regista premio Oscar e l’autore delle musiche del video cult, che ha promosso il progetto della prima sala cinematografica in un ospedale italiano . marzo 2017 Una visita graditissima quella che Giuseppe Tornatore e Claudio Baglioni hanno voluto fare mercoledì 1° marzo, per vedere la Sala MediCinema del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma . Il regista Premio Oscar e il grande cantautore romano hanno avuto un ruolo di primo piano nel progetto per la realizzazione della prima sala cinematografica in un ospedale italiano nato dall’unione di MediCinema Italiana Onlus con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Avevo visto i rendering della Sala magnificamente progettata e realizzata da Pino Chiodo (presente ieri alla visita) insieme al Servizio tecnico del Gemelli - ha detto Tornatore -ma vederla dal vivo e realizzata in così breve tempo mi ha suscitato un'impressione molto positiva e bella». Siamo davvero contenti di avere contribuito alla concretizzazione di questo progetto pilota che sicuramente porterà sollievo ai degenti del Gemelli» ha aggiunto Baglioni. Vi ringrazio per questa visita e per la vostra amicizia» ha detto il direttore Zampedri ai due grandi artisti che hanno promesso di tornare al Gemelli per incontrare nella Sala MediCinema degenti - piccoli e grandi -, i loro familiari e gli operatori sanitari. cinema #ospedale #medicina #cinematerapia Facebook Twitter Send by mail Print GUARDA LA GALLERY Alcuni dei momenti della visita di Giuseppe Tornatore e Claudio Baglioni al Policlinico Gemelli SFOGLIA LA GALLERY.

 

Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary”

Brescia Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary” Cinque videomaker bresciani sbarcano su Amazon Prime con il documentario “The Ladies Diary”, girato in Birmania dedicato alla condizione femminile nel sud-est asiatico. Ad esempio abbiamo scelto di non inserire una voce narrante, sono sempre le protagoniste a parlare in prima persona, inoltre ci siamo occupati del lavoro di riscrittura e doppiaggio in italiano» - ha precisato Fabio Piozzi , uno dei laureati al Dams del campus bresciano -. Il prodotto finale, tuttavia, non è scandito in base alle singole storie, bensì mixa i punti di vista di ognuna di loro in base ad argomenti come politica, lavoro, famiglia» - ha precisato Fabio. E così, per i 20 giorni di durata delle riprese il Myanmar ha accolto i bresciani nel periodo di poco antecedente l’avvento della pandemia, mentre il lavoro di produzione e post-produzione - condotto in un’Italia in pieno lockdown - è stato editato a distanza. Oggi la nazione è guidata da Aung San Suu Kyi , una donna vista come un’eroina, leader incontrastata che lotta per i diritti civili… siamo partititi chiedendoci se fosse veramente così palese il cambiamento. Per una percentuale di donne che ce la fa, ce ne sono molte altre ancora in lotta, e questo accomuna l’Oriente con l’Occidente molto più di quel che si creda. Il docu-film mostra infatti uno spaccato della quotidianità di ognuna, seguendo le protagoniste nell’arco di un’intera giornata, mixandone frammenti di vita per arrivare a dipingere un affresco al femminile del cambiamento in Myanmar.

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Scrivere una storia per riscriverla

ottobre 2018 di Erica Gallesi* Dieci sconosciuti, accumunati dalla passione per lo storytelling si ritrovano nella sala conferenze del caratteristico Hotel Dolonne di Courmayeur per assistere alla lezione di presentazione della prima settimana di Summer School Cinema Internazionale . L’opportunità che ci è stata data dall’Università Cattolica grazie al finanziamento vinto con il bando della Siae “Sillumina”, rivolto a progetti di formazione artistica per giovani autori italiani. Cinque di noi partecipano come autori, portando un proprio progetto di lungometraggio o serie tv che è stato selezionato da una giuria di qualità; gli altri cinque intervengono come editor e lavoreranno insieme agli autori sui progetti selezionati. Innanzitutto, è organizzata in collaborazione con la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e ora si compone di due sessioni, ciascuna di una settimana: una a Courmayeur in giugno, la seconda a Rimini in settembre. Nel 2016 avevo avuto la fortuna di poter partecipare come editor a una precedente edizione della Summer School organizzata dall’Almed a Torchiara, nel Cilento, e lì ho capito cosa volessi fare una volta terminata l’università: la sceneggiatrice. Masters of Florence , coproduzione Rai-Netflix; Roberto Jannone , autore, regista e producer di Telemilano e poi Canale 5 e Luisa Cotta Ramosino , sceneggiatrice e creative producer di numerosi e importanti progetti nazionali e internazionali ( Distretto di polizia , Medici, Master of Florence …). Abbiamo imparato davvero molto e i nostri soggetti sono maturati grazie alle due settimane di Summer School: sicuramente c’è ancora tanto da imparare, ma è stata un’ottima occasione di crescita che, si spera, porterà ulteriori buoni frutti.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

Cinema, giovani allo specchio

milano Cinema, giovani allo specchio Una mostra promossa da Fondazione Ente dello spettacolo e Università Cattolica mette a confronto le nuove generazioni con la rappresentazione cinematografica dell’universo giovanile degli ultimi 70 anni. Video intervista al professor Massimo Scaglioni by Matteo Nava | 28 novembre 2018 I giovani italiani sono cambiati radicalmente dal dopoguerra a oggi o rimangono sempre uguali di generazione in generazione? La risposta sta probabilmente nel mezzo. Parola di Massimo Scaglioni , coordinatore della attività del Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi (Certa), che ha seguito da vicino un progetto che ha analizzato le figure giovanili nel cinema italiano negli ultimi 70 anni. Dopo diversi mesi di lavoro, il punto di arrivo è proprio questo: ci sono dei caratteri che si possono riconoscere e distinguere nei giovani italiani di tutto il Novecento e oltre, mentre altri sono strettamente legati all’epoca storica di riferimento. Temi come gli amici e la famiglia - seppur declinati in modo differente - accompagnano i giovani sin dai prodotti cinematografici più datati, mentre in altri casi i ragazzi di oggi hanno faticato a immedesimarsi con i loro coetanei di alcuni decenni fa» fa notare il professor Scaglioni. Una constatazione possibile proprio grazie al fatto che i protagonisti del progetto sono stati alcuni studenti universitari, che hanno analizzato diversi film italiani di differenti periodi storici, cercando di capire come le figure giovanili sono state rappresentate nel corso degli anni e in quali dei protagonisti potessero immedesimarsi. Il punto su cui però tutti sono concordi è l’innovazione che un progetto simile porta con sé: affidare non a degli accademici ma a dei giovani stessi il compito di analizzare le figure giovanili nel cinema italiano.

 

I paradisi fiscali tornano sul grande schermo

Milano I paradisi fiscali tornano sul grande schermo Il film di Steven Soderbergh Panama Papers (The Laundromat) , in gara a Venezia, riporta alla ribalta un famoso caso di cronaca legato al riciclaggio di denaro. La vicenda fece molto scalpore ed ebbe parecchie ripercussioni, anche perché finì con l'investire molti politici e personaggi di rilievo a livello internazionale. Non è la prima volta che il tema dei paradisi fiscali e dei ‘colletti bianchi’ finisce sul grande schermo: l’esempio più calzante è sicuramente The firm di Sidney Pollack (1993) che, in maniera quasi “profetica”, raccontava di uno studio legale specializzato nel costituire società off-shore. Panama Papers fornisce interessanti spunti di riflessione criminologica: sul rapporto tra etica ed affari, tra etica e famiglia e, soprattutto, sulla relazione tra criminalità organizzata e criminalità dei ‘colletti bianchi’ ( white collar crime ), ovvero sull’uso dei professionals (avvocati, notai, intermediari) da parte di evasori fiscali, criminali e mafiosi. In particolare, il film è efficace nello spiegare il meccanismo di creazione e funzionamento di una società off-shore, ossia registrata in una giurisdizione che offre una fiscalità agevolata, e in cui il sistema bancario richiede un livello molto basso o nullo di trasparenza sulla titolarità effettiva dei fondi. Nel raccontare queste storie, la sfida per il regista è quella di spiegare al grande pubblico un caso complesso e ricco di aspetti tecnici difficilmente comprensibili a chi non possiede un’adeguata preparazione finanziaria. Vi ricordate di Margot Robbie nella vasca da bagno che parla di mutui subprime? Qui i vostri professori di finanza sono Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas.

 

Un viaggio nel tempo dei giovani

Milano Un viaggio nel tempo dei giovani Da martedì 27 novembre in largo Gemelli la mostra multimediale “ Belle speranze: Il cinema italiano e i giovani (1948-2018) ” racconta settant’anni di storia dei giovani italiani. La promuove la Fondazione Ente dello spettacolo con l’Università Cattolica. novembre 2018 “ Belle speranze: Il cinema italiano e i giovani (1948-2018) ” è il titolo della mostra multimediale che viene inaugurata martedì 27 novembre, alle 14.30, presso l’Aula Pio XI in largo Gemelli 1 a Milano . L'allestimento presentato in anteprima alla Cattolica è parte di una mostra più ampia, che verrà esposta a Roma, presso gli spazi della Pelanda, all'inizio del 2019. All'inaugurazione interverranno il prorettore dell’Università Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi , il direttore di sede Mario Gatti , il presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo mons. Davide Milani , i curatori della mostra Gianluca Arnone , Emanuela Genovese e Maria Grazia Cazzaniga e Massimo Scaglioni , docente di Storia dei media all’Università Cattolica e coordinatore del lavoro di realizzazione dei video-saggi degli studenti. mostra #cinema #giovani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cinema, un volano per cultura e turismo

Un incarico di prestigio che l’Università Cattolica ha condotto divenendo apripista di un progetto pilota, che allinea l’Italia al resto dell’Europa quanto a logiche di trasparenza. Stiamo parlando della Valutazione di impatto della Legge Cinema e Audiovisivo 2017-2018 , pubblicata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e realizzata da Università Cattolica e da Clas . Uno strumento come questo è utile per ragionare e immaginare correttivi nelle politiche di finanziamento in modo mirato e secondo una prospettiva di respiro più ampio», ha sottolineato Mariagrazia Fanchi chiarendo le importanti novità introdotte dalla legge Franceschini: «Per la prima volta sono stati creati dei fondi speciali. La proficua collaborazione con Centric e Certa ha permesso di «elaborare un software che consente di misurare il budget di genere in modo da rendicontare tutti i soggetti che sono occupati nella realizzazione di un’opera audiovisiva». Ma c’è una seconda novità, più di prospettiva, che porta l’Italia in una visione di dialogo europeo: «È la misurazione degli impatti sul turismo per il Paese; un indicatore fondamentale, perché il cinema è il veicolo primario di cultural diplomacy e attivatore di flussi turistici. Proprio perché questo è un impatto che si può misurare solo sul medio-lungo periodo, è stato creato un metodo che consentirà di valutare gli impatti in termini di flussi turistici sia business che leisure sui vari territori che sono coinvolti nella produzione o citati all’interno di opere audiovisive». La valutazione dell’Università Cattolica presenta dunque un’attiva proposta di metodi e strumenti per poter fruire di dati di particolar valore nel caso degli impatti indiretti nel mondo del cinema, come quelli sociali culturali.

 

Un film molto coraggioso

Lo speciale: Tolo Tolo Un film molto coraggioso Per il professor Massimo Scaglioni , Checco Zalone va promosso sia per la regia, sia perché affronta di petto un tema caldo come l’immigrazione. Il voto del professor Massimo Scaglioni è più che positivo per il quinto film di Checco Zalone . Ci sono due sequenze che mi sono piaciute e che trovo straordinarie: una a metà del film, che rappresenta in un certo senso la parodia dell’incubo dei sovranisti con un’Italia popolata da persone di colore. Dal punto di vista politico è abbastanza interessante il fatto che dopo l’uscita del trailer Checco Zalone sia stato bersagliato dalla critica di sinistra, mentre, dopo l’uscita del film, le critiche siano uscite da destra. Questa caratteristica è quella che ha animato la tradizione della commedia all’italiana alla quale Zalone si ispira nella quale troviamo Dino Risi e Mario Monicelli che hanno sempre messo al centro i difetti dell’italiano e dell’italianità». Parlando di commedia all’italiana nel film c’è una citazione di “Ricomincio da tre” di Troisi, quando Checco è disteso sul letto e parla con la ragazza… «È un elemento un po’ accennato e si può leggere anche il riferimento a Troisi. Quello che colpisce è il fatto che la cultura cinematografica di Checco Zalone sia molto varia.

 

Quei divoratori di cinema degli Z

Ricerca Quei divoratori di cinema degli Z Altro che fuga: ragazzi e adolescenti vedono senza precedenti contenuti filmici, grazie alla trasversalità dei device , avendo come ideale elettivo quello della sala cinematografica. Parola di Francesco Toniolo , autore insieme a Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini e Alessandro Rosina della prima parte del Rapporto Cinema 2019 , realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica. La metà di loro si vedono 1/2 film alla settimana, con un’accessibilità che non ha precedenti» fa notare la professoressa Maria Grazia Fanchi , direttrice dell’ Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (Almed) . L’accesso trasversale ai contenuti filmici cambia anche i criteri di scelta del film: «Non conta il regista e non contano più neanche gli attori, con buona pace del “fenomeno divistico” che in passato aveva un peso fondamentale», ha spiegato ancora la direttrice dell’Almed. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi, Fabio Introini, Alessandro Rosina e Francesco Toniolo , dedicata al rapporto tra il grande schermo e la cosiddetta Generazione Z . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica.

 

Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema”

Dams Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema” Domani parte il progetto degli studenti del Dams che hanno realizzato pillole video per spiegare il linguaggio audiovisivo a partire dal cinema classico e contemporaneo by Antonella Olivari | 10 luglio 2020 Video pillole per svelare i segreti del cinema. Da sabato 11 luglio, per nove settimane, con cadenza settimanale, sulla pagina facebook del Dams verranno pubblicati dei video per spiegare i fondamenti dei linguaggi cinematografici a partire da film classici e contemporanei. I Segreti del cinema sono delle pillole video realizzate dagli studenti del corso Dams per spiegare i vari aspetti del linguaggio audiovisivo utilizzando film classici e contemporanei. Il progetto è nato all'interno del Laboratorio di Storia del cinema tenuto dal docente Matteo Asti per mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite e fare esperienza con la rielaborazione di immagini e suoni. L'obiettivo - spiega Asti - è produrre una raccolta di brevi videosaggi da mettere a disposizione del pubblico e dei futuri studenti per imparare in modo più immediato concetti che vanno dalla composizione del quadro al piano sequenza, dallo zoom alla regola dei 180°». Al laboratorio, divisi in piccoli gruppi, hanno partecipato una quarantina di ragazzi frequentanti il primo anno del profilo "Dams per i media", di cui poi venti studenti sono stati selezionati per la realizzazione di nove prodotti. Dei nove video selezionati quest'anno uno ogni sabato verrà pubblicato sulla pagina Facebook del Dams.

 

A Udine con il Far East Film Festival

Brescia A Udine con il Far East Film Festival Alcuni studenti dello Stars sono stati ospitati a Udine in occasione dell'annuale Far East Film Festival, che dal 26 aprile al 4 maggio ha messo in mostra opere e testimonianze dai Paesi del continente asiatico. by Elisa Belussi | 08 maggio 2019 Non solo Cina e Giappone, ma anche Corea del Sud, Filippine, Taiwan e molti altri, per garantire al pubblico della ventunesima edizione del " Far East Film Festival" - composto da innumerevoli appassionati, studenti ed esperti del settore - un’offerta diversificata con proposte di ogni genere. Lee, che ha proposto la sua versione di "Perfetti Sconosciuti" di Paolo Genovese. Oltre alle decine di titoli per il grande schermo, la locandina ha proposto un gran numero di workshop, laboratori ed attività per approfondire il contatto con la cultura asiatica. Non sono mancate, inoltre,le occasioni di svago e divertimento, ovviamente caratterizzate da un tocco orientale: dj-set e degustazioni apposite hanno reso il FEFF un’opportunità unica per conoscere una realtà di nicchia nel nostro Paese, che invece è altamente dinamica e creativa. Si tratta certamente di una tappa annuale obbligatoria per gli appassionati del cinema di settore, poiché erano presenti anche diversi esponenti del panorama cinematografico orientale: registi e attori con i quali relazionarsi, rubando loro qualche scatto o attimi di discussione a proposito delle opere presentate. Coordinato perfettamente, il festival ha garantito un’esperienza piacevole ai suoi avventori, fornendo loro anche la possibilità di partecipare attivamente al programma, votando ogni film in una classifica da uno a cinque.

 

«La mia Puglia, nei video-racconti di Dior»

EmployAbility «La mia Puglia, nei video-racconti di Dior» C'è Giuseppe Schimera , laureato al Dams, dietro al lavoro di montaggio e post-produzione immagini dei video con cui la casa di moda francese ha presentato la collezione crociera 2021. Giuseppe in cosa è consistito il tuo lavoro commissionato da Dior? «Con la collezione Cruise 2021 , Dior ha voluto omaggiare la tradizione salentina, fatta di musiche, artigianato, cultura delle luminarie e molto altro. Per farlo ci ha chiesto di realizzare una decina di mini documentari dedicati agli artigiani del luogo, gli stessi contattati dalla stilista Maria Grazia Chiuri per realizzare alcuni dettagli degli abiti della collezione. Ci sono poi le Costantine , un gruppo di donne che realizza tessuti al telaio, un ceramista o, sempre in fatto di tessitura, i fratelli Massimo e Gabriele della tessitura Tre Campane, che portano avanti l’antica tradizione dell’orditura di riciclo, utilizzando fili di lana scartati per realizzare nuovi tessuti». Quali criteri di selezione delle immagini avete adottato durante il lavoro di montaggio? «È un progetto molto improntato a raccontare il lato umano e i volti delle persone che si celano dietro alle professionalità. Per esempio, nel video che ha per protagoniste le Costantine abbiamo dato risalto al ritmo sonoro dettato dal lavoro al telaio: ne emerge tutta la potenza acustica e legata al lavoro di gruppo che permea questo luogo di lavoro composto da sole donne. La difficoltà del nostro lavoro è proprio questa: realizzare un prodotto finale che rimanga entro i tempi dati dal committente, senza tuttavia perdere il senso e lo spirito di ciò che stiamo raccontando».

 

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