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Cardinal Bassetti: «La Chiesa vi guarda con ammirazione»

Nel rivolgervi qualche breve pensiero in occasione di questo solenne atto accademico, dopo gli interventi del Rettore e del Preside che hanno illustrato l’impegno e le attività dell’Ateneo in questa sede, vorrei soffermarmi su due aspetti di rilevante attualità per la missione dell’Università Cattolica. A partire dal Concilio Vaticano II è certamente cresciuta l’attenzione verso i giovani, ma è tale la complessità della sfida educativa che Papa Francesco ha sentito l’esigenza di rinnovare e rendere ancora più intenso l’impegno nei loro confronti. Un tale apprezzamento, certamente meritato e incoraggiante, richiede da parte di tutti ancor più consapevolezza della sete che c’è, tra i giovani e non solo, di una scienza unita alla sapienza, di una ragione illuminata dalla fede, di una professionalità che non sia mai disgiunta dalla solidarietà. Per molti aspetti il cammino che si è realizzato in questa sede romana, dove ha preso forma quello che Gemelli amava definire il “sogno della vita mia”, ci dice quanta strada è stata fatta, ma anche quanto grandi sono le sfide che i giovani devono affrontare. Così come il tema della sostenibilità della spesa sanitaria diviene ogni giorno più complesso e alimenta la tentazione di rompere quel patto di solidarietà nazionale che fa della sanità uno degli elementi di maggiore equità nel Paese. Non meno preoccupante è l’affermarsi di una visione radicalmente individualista ed eugenetica dell’esistenza che porta a relativizzare il bene della vita, soprattutto nelle fasi iniziali e in quelle terminali, e oggi anche di fronte a condizioni di vita non ritenute degne o sostenibili. Una tale deriva può essere contrastata solo da una cultura della sanità che al contrario sappia valorizzare il dialogo tra medico e paziente nell’ottica di un benessere complessivo della persona malata che non è mai riducibile alla sua cartella clinica o un codice collegato ai protocolli di ricerca.

 

«Diamo spazio alla componente giovanile»

Oggi, questo Ateneo, legato alle origini dell’impegno cattolico nella vita sociale italiana, sviluppatosi nelle varie sedi sotto lo sguardo benevolo e patrocinante di molti Pontefici, è connesso a una rete poderosa di iniziative benefiche ed esemplari, come il Policlinico intitolato allo stesso Agostino Gemelli. La scienza ispirata a saldi principi etici e sviluppata in vista del bene comune, e non per un egoistico tornaconto, è sempre un’attività estremamente generosa, un modo nobilissimo di offrire la propria vita, per amore della vita. È anche un canto di sollievo e di vittoria, che narra l’esperienza di chi si è visto perdonare i peccati e allontanare i nemici. E i nemici più potenti e insidiosi, lo sappiamo, si annidano dentro di noi; ed è con quelli che occorre anzitutto combattere, per conseguire un’autentica vittoria, pace e tranquillità, nella quale far fruttificare i talenti di grazia e di sapienza. La prima lettura, dal primo libro di Samuele, narra la tentazione della gelosia che attanaglia re Saul, tanto da indurlo quasi a uccidere il giovane David, desistendo quando il figlio Gionata, amico fraterno di David, lo fa ragionare. Occorre avere il coraggio di sapersi proiettare verso le nuove generazioni, accogliendone il fondamentale apporto e accogliendo anche le forze giovani e dinamiche, venute da altrove, che scelgono il nostro Paese, la nostra Italia così bella, per cercare e costruire un futuro migliore. Parte da qui, da queste aule, il ponte vitale verso la nuova giovinezza: l’impegno, la gioia contagiosa, una nuova capacità di accoglienza, un nuovo slancio verso l’avventura inesauribile del sapere, dello scoprire, dell’innovare, del costruire.

 

Bellantone: «Siamo una città della ricerca»

E parafrasando una sua bellissima frase invito tutti a ricordare che parte integrante della nostra missione non è quella di creare una Università per i giovani ma piuttosto quella di riscoprire con loro la perenne giovinezza della Chiesa e quindi anche di questa università che della Chiesa è opera. Perdere questo rigore avrebbe conseguenze irrimediabili nel fragile equilibrio attuale ed aprirebbe la strada a una ospedalizzazione del Policlinico per motivi di mera sopravvivenza con le conseguenze che pessimi esempi di altre istituzioni ben documentano. Intendiamoci non che ci piaccia: né che ci sia questo assalto indiscriminato a medicina, né che l'attitudine alle scuole di specializzazione sia verificata con un quiz; ma queste sono le attuali leggi italiane ed a queste ci uniformiamo. In attesa che vengano creati percorsi di indirizzo durante il liceo comprendendo che la via giusta è rendere più equa e ridotta la selezione e non il “liberi tutti” che massacra la vera formazione e penalizza i più motivati. Nato dall'intuizione geniale del nostro padre fondatore come elemento imprescindibile per una seria formazione sanitaria, è andato via via crescendo man mano che sempre più pressanti arrivavano da Roma e, soprattutto dal centro sud, richieste di prestazioni sanitarie che altre strutture non riuscivano a garantire. Si è venuta a creare quindi una anomalia unica in Italia di una struttura che non è pubblica ma che fa un servizio pubblico, spesso e volentieri, anche dove il pubblico non arriva. Ma adesso è arrivato il momento di dare la giusta valenza normativa nazionale che differenzi questo ospedale che fa sanità di alta complessità ed alti costi da strutture private che hanno ben altra valenza e ben altri fini.

 

Le sfide dell’endoscopia digestiva

Questa rivoluzione è avvenuta anche nell’ambito delle malattie dell’apparato digerente, in particolare grazie all’impiego dell’endoscopia digestiva: dapprima come mezzo solo diagnostico, ma poi, a partire dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso, anche come mezzo terapeutico. Un risultato molto importante è stato raggiunto dall’asportazione per via endoscopica dei polipi del colon-retto che, attuata nei programmi di screening, ha ridotto l’incidenza del cancro del 70%. Altro campo di applicazione recente, e ancora in parte sperimentale, è rappresentato dall’endoscopia bariatrica e metabolica per il trattamento dell’obesità, endemia del nostro secolo, e del diabete tipo II non insulino-dipendente. La prima è quella di cercare di anticipare sempre più il momento della diagnosi, in particolare dei tumori: dallo stadio della diagnosi precoce a quello della suscettibilità alla degenerazione neoplastica mediante tecniche di imaging funzionale e imaging molecolare attualmente allo studio. La seconda è quella di implementare sempre di più la visione multidisciplinare, abbattendo definitivamente le barriere ormai obsolete tra chirurgia e gastroenterologia, utilizzando al meglio le scienze dell’immagine e combinando tutte le terapie fisiche disponibili di ablazione tissutale, cercando di ottimizzare la scelta migliore per il singolo paziente. Oggi possiamo usufruire di sistemi in grado di “aumentare” le nostre capacità di vedere grazie alle possibilità di ricostruzione delle immagini del singolo paziente, le nostre capacità di operare grazie alla robotica e il nostro cervello grazie all’intelligenza artificiale. Ordinario di Chirurgia Generale, direttore del Dipartimento Universitario di Medicina e Chirurgia Traslazionali della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore dell’Area Medicina Interna, Gastroenterologia e Oncologia Medica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS #dies academicus #roma #medcina Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il saluto di monsignor Claudio Giuliodori

La Sua presenza in mezzo a noi, in qualità di Presidente della Conferenza Episcopale, è per noi segno di attenzione da parte di tutta la realtà ecclesiale italiana. Le siamo particolarmente grati per aver accolto l’invito, nonostante i suoi innumerevoli e gravosi impegni, a presiedere questa Celebrazione Eucaristica con cui si apre la giornata dedicata all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2019 - 2020 in questa sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Quella Sua e della Chiesa italiana è una vicinanza particolarmente gradita e importante per la nostra istituzione che ogni giorno è chiamata a svolgere attività di primaria importanza nel campo educativo, scientifico e assistenziale. Questa grande realtà accademica, forte delle sue radici e della sua tradizione cristiana, si trova oggi ad affrontare nuove e ancor più impegnative sfide di fronte alle quali il sostegno e l’incoraggiamento della comunità ecclesiale sono di vitale importanza. Nello stesso tempo ci sentiamo partecipi delle scelte e del cammino della Chiesa italiana di cui condividiamo le attese e le speranze. Le assicuriamo la più convinta adesione e la più concreta collaborazione anche per le iniziative coraggiose e profetiche assunte dalla Conferenza Episcopale, come il prossimo incontro che si terrà in febbraio a Bari con la presenza di Papa Francesco, dedicato al “Mediterraneo frontiera di pace”. Affidiamo al Sacro Cuore di Gesù, anche attraverso questa Celebrazione Eucaristica da Lei presieduta, la nostra comunità accademica e il Policlinico Gemelli perché siano luoghi di vera crescita umana, di testimonianza cristiana e di santificazione per tutti.

 

Sanità e tecnologia, per una nuova etica

La chiara impronta di Padre Agostino Gemelli, che fu ad un tempo uomo di fede, scienziato rigoroso e fine umanista, ha favorito il formarsi, generazione dopo generazione, di un luogo predisposto al confronto con le correnti di pensiero che negli ultimi cent’anni hanno attraversato la cultura e la società. Ritengo giusto dire che precocemente qui si è compreso il significato antropologico del concetto di cura, di quella etica della cura che avrebbe occupato il dibattito filosofico a partire da diversi decenni più tardi. Oggi il pagamento di quel debito impone una rinnovata riflessione, radicale e, soprattutto, scientificamente e culturalmente sofisticata, di fronte alle dinamiche che si profilano davanti a noi e che richiedono capacità di comprendere fenomeni altamente complessi e capacità di operare scelte. Cominciando dal primo profilo, è evidente che si sta affermando una diffusa, un tempo inconfessata ma ora sempre più palese, sensazione di disagio, quasi di disorientamento, di fronte alle nuove possibilità della tecnologia. Oggi però non ci fidiamo più dello schematismo che scindeva scoperta scientifica e applicazione tecnologica, e che ci rassicurava ribadendo che la conoscenza è neutra, mentre il potenziale abuso delle tecnologie che ne derivano è questione da risolvere imponendo regole agli uomini che le utilizzano. La radicalità della prospettiva, che la si accetti o meno, offre la misura dei cambiamenti epocali che abbiamo di fronte e della fatica di adattare ad essi gli strumenti che abbiamo messo a punto, in tanti settori dell’esperienza umana, nel corso dei secoli. Mi preme infine ricordare, a conferma degli sforzi per coniugare eccellenza e inclusività, che nell’a.a. 2018/19 397 studenti di questo campus hanno usufruito di una borsa di studio, per un valore complessivo di 1.533.000 , e che gli stessi studenti hanno tutti beneficiato dell’esonero totale dal pagamento delle tasse universitarie.

 
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