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Comunicazione, la rivoluzione del digitale

Come quelle che hanno dimostrato di avere sei studenti del master in Digital Communications Specialist che sono stati fra i nove finalisti di Twitter4Uni con i loro progetti creativi. Sotto la guida di Paolo Iabichino , Chief Creative Officer di Group Ogilvy &; Mather Italy e docente di Tecniche di Creatività al master, hanno ideato diversi progetti, due dei quali sono stati selezionati fra i progetti finalisti. A “ Dolomitwt ” hanno lavorato Andrea Aramini, Luca Oggioni e Margherita Sabbi , che hanno pensato a un servizio utile agli appassionati di sci e snowboard mirato a fornire attraverso Twitter informazioni su meteo, mappe e percorsi ma anche a dare possibilità di acquistare i biglietti attraverso i social network. Il corso di “Tecniche di creatività” in particolare ci ha aperto nuovi modi di pensare e ideare una strategia di comunicazione vincente e che avesse al centro il “racconto di una storia”. Paolo Iabichino ci ha ispirato profondamente sia nel suo ruolo di docente che in quello di direttore creativo di una delle agenzie di comunicazione più importanti al mondo». Oggi siamo chiamati a dotarci di una nuova sensibilità verso i nostri interlocutori ed è bello sapere che anche una materia così impalpabile possa trovare spazio all’interno di un master dedicato a formare i nuovi professionisti della comunicazione digitale” conclude Iabichino. Il master ha come obiettivo la formazione di figure professionali con un elevato grado di specializzazione, capaci di operare sul fronte della comunicazione digitale all’interno di agenzie e aziende, anche in una dimensione internazionale.

 

Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni

MILANO Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni Giovedì 4 luglio in Cattolica la prima giornata del convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. luglio 2019 “La sociologia deve trovare nuove parole per raccontare nuovi fenomeni”. Arriva da un filosofo, Cosimo Accoto , la sfida per i sociologi che si sono riuniti in Cattolica giovedì 4 luglio per la prima giornata del secondo convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. L’edizione 2019, ospitata dalla Cattolica, ha subito messo in chiaro il difficile compito della sociologia, alle prese con un mondo in continua evoluzione. Accoto, Research Affiliate al MIT di Boston, ha posto l’accento soprattutto sulle nuove frontiere della rivoluzione digitale: «Lo stimolo per la sociologia è andare oltre lo studio delle relazioni tra gli individui. Quotidianamente interroghiamo i dispositivi elettronici e se, per il momento, il rapporto è di domanda-risposta non è lontano il momento in cui le macchine eseguiranno ordini senza lo stimolo umano. E la sfida generazionale è anche una sfida educativa come sottolineato dal prof. Pier Cesare Rivoltella che ha ricordato come troppo spesso, anche tra gli stessi assistenti socio-sanitari, ci si approcci al mondo dell’adolescenza secondo schemi vecchi ormai superati #comunicazione #sociologia #digitale #rete Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Manager musicale, generazione 2.0

cattolica post Manager musicale, generazione 2.0 Nella musica per la prima volta anche in Italia il digitale ha superato il supporto fisico. I nuovi professionisti nascono in questo contesto ma necessitano di una formazione che vada oltre la mitologia di chi sta dietro le quinte. by Daniela Fogliada | 07 settembre 2016 Il superamento del digitale rispetto al supporto fisico nel mondo musicale è una realtà anche per il nostro Paese. Per la musica si tratta di un processo di evoluzione più che di rivoluzione digitale, che prosegue da qualche anno ed è tuttora in atto» fa notare Sibilla. È fondamentale una preparazione accurata, che vada al di là dell’idea “romantica” secondo cui chi gestisce un artista è un po’ artista egli stesso o della mitologia legata alla figura di chi sta dietro le quinte. In realtà questa professione è tutt’altro, necessita di una formazione che spazia dalla comunicazione alla promozione e al marketing». Quest’anno il programma è ancora più fortemente centrato sulla figura del manager: formiamo una generazione di professionisti che, a differenza delle precedenti, nascono già sul digitale.

 

Risorse umane, la sfida digitale

cattolicapost Risorse umane, la sfida digitale L’evoluzione della tecnologia sta cambiando modi, luoghi e tempi di lavoro e chiede un ripensamento a chi gestisce il personale: dagli Hr Analytics alla Hr Digital Transformation, cosa succede nelle imprese. Parla la professoressa Barbara Imperatori by Daniela Fogliada | 19 dicembre 2017 La digital transformation, il lavoro che cambia, il ruolo delle persone e delle organizzazioni. La trasformazione continua del lavoro suggerisce un ripensamento delle modalità di gestione delle relazioni di lavoro e rappresenta un’importante opportunità per i professionisti delle Risorse Umane per ridefinire il proprio ruolo e per “fare la differenza” sia a livello economico che a livello sociale. Partendo dalle competenze degli stessi professionisti HR» osserva Barbara Imperatori , docente di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia dell'Ateneo e coordinatrice del master in International HR Management . Gli HR Analytics offrono le basi per processi di people management consapevoli e rappresentano una opportunità per creare valore per i manager di linea: supportano i processi decisionali e contribuiscono a identificare le leve di gestione delle persone più efficaci. Saper identificare le determinanti del talento e saper utilizzare, anche in logica combinata, strumenti, canali, modalità ed “esperienze” diverse per intercettare, interloquire, e attrare detentori delle competenze chiave per una organizzazione sono competenze che gli HR devono sviluppare in accordo alle esigenze di business. La progettazione di meccanismi di governo delle relazioni di lavoro può fare la differenza anche e soprattutto per il family business , in cui i professionisti HR possono aiutare imprenditori a contemperare le logiche di business con quelle familiari».

 

L’Ateneo a Milano Digital Week

Almed L’Ateneo a Milano Digital Week L’Università Cattolica partecipa all’iniziativa con tre eventi organizzati dall’Almed e con un incontro promosso dai master Professione Editoria cartacea e digitale e BookTelling in cui verrà presentata una mappa dei bookinfluencer italiani. marzo 2019 Sono tre gli eventi organizzati da Almed - Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo in Università Cattolica del Sacro Cuore per Milano Digital Week . Tre appuntamenti che riflettono sulle potenzialità della comunicazione digitale in quanto connettore a servizio della città, della comunicazione della salute e dell’ advertising . Cogliendo la proposta della Milano Digital Week , Almed ha promosso tre appuntamenti che accostano il tema da tre punti di vista differenti, evidenziando l’ampiezza e la complessità delle sfide che la relazione fra comunicazione digitale e territorio oggi pone» spiega Mariagrazia Fanchi , direttore Almed. L'ultimo evento ( 15 marzo ), promosso da Almed con la collaborazione di Regione Lombardia, ragionerà sulle opportunità che gli strumenti digitali offrono per diminuire i fattori di rischio per i giovani che vivono in situazioni relazionali complesse come quelle delle attualità città (vedi a lato). In particolare, gli studenti si sono occupati di ideare l’hashtag di campagna, di aprire e gestire i profili su Facebook e Instagram dedicati alla campagna #abbicuradite nei mesi di ottobre e novembre al fine di promuovere gli eventi. digitalweek #digitale #comunicazione Facebook Twitter Send by mail Print UNA MAPPA DEI BOOKINFLUENCER Gli studenti del master Booktelling hanno realizzato una mappa dei bookinfluencer italiani.

 

Gli atenei tra bricks and clicks

Questo trend si sta oggi ulteriormente intensificando. Dovendo garantire elevati livelli di qualità nell’insegnamento e nella ricerca, i nostri atenei affrontano la competizione globale – divenuta ormai incalzante su larga scala – con sforzi superiori rispetto al passato e costretti a operare con vincoli economico-finanziari sempre più stringenti. La conferenza annuale di EUA, European University Association, affronta questo tema alla radice. Dentro questa nuova prospettiva, anche le strategie di sviluppo messe in campo dai consigli di amministrazione degli atenei sono costrette a rivedere i propri parametri per poter garantire il conseguimento degli obiettivi prefissi e reggere il peso della competizione globale. L’evento di EUA si concentra sulle modalità con cui le Università europee possono sviluppare strategie innovative e sostenibili, che riescano a coniugare l’impiego delle nuove tecnologie con il normale sviluppo delle attività tradizionali: bricks &; clicks, appunto. Tutte le informazioni relative al Programma dell’Annual Conference 2016 sono reperibili sul sito di EUA. Appuntamento a Galway, Irlanda, i prossimi 7 e 8 aprile 2016. universita' #digitale #cattolicapost Condividi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Tre team di Piacenza alla Morpheus Cup

PIACENZA Tre team di Piacenza alla Morpheus Cup Il 10 e l’11 maggio, alla competizione sull’innovazione digitale di Lussemburgo, che mette in palio premi per 50mila euro, partecipano duecento università da tutta Europa . È la Morpheus Cup , nata solo nel 2015, ma già riconosciuta come uno degli appuntamenti principali sul palcoscenico dell’innovazione digitale , tanto da aver ricevuto, subito dopo la prima edizione, numerosi elogi sulle pagine dei più importanti periodici, a partire da Forbes . L’evento si terrà a Lussemburgo a margine della Ict Spring Europe 2016 , uno dei più importanti convegni per quanto riguarda l’Information-communication technology e il 10 e 11 maggio i protagonisti assoluti saranno gli studenti universitari : giovani provenienti da tutta Europa pronti a mettersi in gioco per dimostrare le proprie capacità. Tra questi, la prima squadra a iscriversi è stato Ne.Ha.Co ., dalle iniziali dei cognomi dei membri: Alberto Negri (a sinistra nella foto) , studente di International Managment, Lasse Hachem , studente danese della Copenaghen Business School, e Francesco Confalonieri (a destra nella foto) , studente di General Managment e referente del gruppo. La competizione, che mette in palio premi per 50.000 euro, grazie anche a sponsorizzazioni private, si terrà il 10 e l’11 maggio a Lussemburgo e vedrà i progetti in gara sfidarsi a colpi di innovazione e sostenibilità. Tra gli altri progetti anche un programma di formazione per i dipendenti delle aziende sul modello dell’Erasmus e un modello successorio attraverso fondi trust per meglio garantire gli eredi. Progetti che potranno sicuramente interessare gli oltre seimila rappresentanti di imprese, start-upper e finanziatori che presenzieranno alla manifestazione.

 

Olschki, cent’anni di grande editoria

milano Olschki, cent’anni di grande editoria Incontro giovedì 11 aprile con Daniele Olschki, ospite dei master BookTelling e Professione editoria, per riflettere sul senso e le pratiche del mestiere editoriale, erede di una tradizione che attraversa tre secoli. La vicenda della casa editrice Leo S. Olschki è una storia di continuità nel cambiamento, oltre che di un’azienda editoriale indipendente, rimasta aliena alle logiche della grande concentrazione, grazie proprio alla sua brand identity. L’origine della casa editrice risale al 1886, quando Leo Samuel Olschki, prussiano d’origine e poliglotta (padroneggiava 7 lingue), avvia a Verona un’attività in proprio. La ricerca di un mercato dal respiro europeo spinge il fondatore a trasferirsi prima a Venezia nel 1890 e, successivamente, nel 1897 a Firenze. La morte di quest’ultimo nel 1963 apre l’epoca di Alessandro , a cui si deve la ripresa della casa editrice, ottenuta grazie alla stretta collaborazione con importanti istituzioni culturali per la pubblicazione di riviste e periodici. L’alluvione di Firenze del 6 novembre 1966, pur causando la perdita di un consistente numero di volumi a poche settimane dal trasferimento nei nuovi magazzini, non ferma l’attività della sigla editoriale che continua tuttora con i fratelli Costanza e Daniele Olschki e Serena , figlia di Costanza. Nel corso dell’evento saranno anche consegnate agli allievi dei due master 11 borse di studio messe a disposizione dalle aziende partner IBS.it, INPS, Leggere S.r.l., Promedi, Casalini Libri e una in memoria di Marco Berrini.

 

Gli ecosistemi che modellano la società

Milano Gli ecosistemi che modellano la società La Rete e le tecnologie digitali contribuiscono a dare forma all’esperienza sociale, talvolta al di là della consapevolezza degli stessi soggetti che vi agiscono. Un pool di studiosi al convegno annuale della Società Scientifica Italiana Sociologia Cultura Comunicazione “ Transforming cultures, transforming societies. Gli offre la possibilità di districare, in questo caos, le grandi linee, l’ordito della società moderna, e di seguire su di esso la trama psicologica di tutta una gamma di uomini e di donne. Appare chiaro, allora, perché la Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura, Comunicazione abbia scelto di intitolare il suo secondo Convegno nazionale, in corso a Milano presso i Dipartimenti di Sociologia e di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’ Università Cattolica il 4 e 5 di luglio , “Transforming cultures, transforming societies. Come hanno ricordato inaugurando i lavori della mattinata Sara Bentivegna , Vicepresidente della SISCC, e Fausto Colombo , Direttore di Dipartimento di Scienze della Comunicazione, questi ecosistemi contribuiscono a dare forma all’esperienza sociale, talvolta al di là della consapevolezza degli stessi soggetti che vi agiscono. Di qui l’urgenza di “immaginare” sociologicamente, sia nel senso di “rendere visibili” tali dinamiche, sia nel senso di interrogarsi criticamente sui loro condizionamenti e ipotizzare l’esistenza di alternative possibili, che aprano ad altre forme di vita e a relazioni sociali più sostenibili, condivise e solidali. direttore di OssCom , centro di ricerca sui Media e sulla Comunicazione dell’Università Cattolica #comunicazione #sociologia #digitale #rete Facebook Twitter Send by mail Print Le nuove sfide della sociologia Giovedì 4 luglio in Cattolica la prima giornata del convegno annuale della Società Scientifica Italiana - Sociologia, Cultura, Comunicazione.

 

Collegi, tra digitale e public speaking

Milano Collegi, tra digitale e public speaking Sono ripresi i cicli di approfondimento per i collegi dell’Università Cattolica: incontri con i professionisti ed esperti di vari settori tra attualità, solidarietà e mondo digitale. Percorsi che affiancano allo studio l’approfondimento culturale. by Martina Vodola | 15 novembre 2018 Anche quest’anno i percorsi di approfondimento dei collegi dell’Università Cattolica offrono agli studenti la possibilità di partecipare a una serie di appuntamenti su temi trasversali di interesse, tenuti da professori e professionisti del settore in grado di offrire preziosi spunti di riflessione. Infine, la sera di mercoledì 14 novembre al collegio Marianum Ruben Razzante , docente di Diritto dell’Informazione, e Ivano Zoppi , presidente di Pepita Onlus, hanno tenuto un incontro su cyberbullismo e privacy on line, un’occasione per riflettere sull’esposizione della nostra vita provata nell’era digitale e dei social. collegi #studenti #digitale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Tsunami 2.0, chi sono i superbrand

Un evento organizzato in collaborazione con Superbrands , realtà internazionale che si propone di riconoscere i brand eccellenti nei diversi mercati e offrire loro un sistema di comunicazione a supporto della promozione della propria reputazione, anche attribuendo, da oltre vent’anni, un certificato d’eccellenza riconosciuto internazionalmente come elemento qualificante. Quale l’effetto di questo tsunami sui consumatori? «Nella spropositata proliferazione dei canali e nella progressiva omologazione delle proposte sul mercato - aggiunge Tonfi -, le persone desiderano ancora fidarsi di quelle marche che sanno proporre soluzioni di senso e instaurano un dialogo costruttivo che le aiuta a fare le scelte giuste. E per decifrare e interpretare il cambiamento digital nel modo più efficace è necessario l’intervento della formazione, come sottolinea Nicoletta Vittadin i, direttore del master in Digital Communications Specialist: «La sfida del digitale non riguarda solo la comunicazione delle imprese, ma anche la formazione dei nuovi Digital Specialist. Le imprese che comunicano attraverso questi mezzi, infatti, sono sempre più chiamate a produrre e distribuire contenuti per i loro clienti e pubblici di riferimento come dei veri e propri editori che si rivolgono a una specifica community» prosegue la professoressa Vittadini. Quali? «L'evoluzione della comunicazione delle imprese e del mercato pubblicitario richiede nuovi professionisti del marketing in grado di operare con un elevato grado di specializzazione» afferma Fausto Colombo , direttore del master in Comunicazione, Marketing Digitale, Pubblicità Interattiva. Oltre all'aggiornamento digitale di "tradizionali figure" come account, pianificatori, addetti al marketing e alla comunicazione, sono necessarie figure innovative e professionisti specializzati nella comunicazione pubblicitaria digitale attraverso i social media, gli strumenti del web 2.0, il mobile, i motori di ricerca. Come emerge dalla nostra esperienza di placement al Master, il mercato della comunicazione richiede sempre più nuovi professionisti in grado di combinare ampie conoscenze di marketing con competenze tecniche e analitiche proprie del mondo online».

 

Vita e Pensiero+, nuovi e digitali

ateneo Vita e Pensiero+, nuovi e digitali Un nuovo strumento che viaggerà che via mail ogni due settimane si affianca alla storica rivista culturale dell’Ateneo nata nel 1914. settembre 2017 Alla storica rivista dell’Università Cattolica si affianca un nuovo strumento: Vita e Pensiero Plus+ , che viaggerà via mail ogni due settimane. Superati i 100 anni di storia, la redazione sentiva il bisogno di provare ad arricchire il dibattito culturale contemporaneo con uno strumento più leggero e più rapido rispetto all’uscita del bimestrale. Grazie a VP Plus , vogliamo intervenire sull’attualità per contribuire a svecchiare il clima culturale sempre più asfittico che domina il nostro Paese, dando spazio al pensiero di docenti della Cattolica e personalità esterne, credenti e non credenti». Lo scopo» spiega Roberto Presilla nell’editoriale online «non è quello di occupare un altro spazio, ma di condividere il processo che porta al fascicolo della rivista. Vorremmo coinvolgere le energie che in questi anni hanno circolato attorno alla rivista di carta e aggiungerne di nuove; trovare e incontrare nuovi lettori con cui confrontare i punti di vista e da cui imparare qualcosa». Dal dibattito internazionale è stato scelta l'intervista a Olivier Mongin , a lungo direttore di " Esprit ", pubblicata dallo stessa rivista, che svela i rapporti del presidente francese Macron con il grande filosofo Ricur, Primauté au politique .

 

Master SCHMIDT: multidisciplinarietà e concretezza per vincere la sfida del 4.0

Piacenza Master SCHMIDT: multidisciplinarietà e concretezza per vincere la sfida del 4.0 Da fine novembre al via il Master in Supply chain management e innovazione digitale. novembre 2018 In un mercato che vede sempre più aziende manifatturiere, commerciali e logistiche adottare sistemi cyber-fisici decentralizzati e collaborativi per crescere e competere, crescono le opportunità di crescita per quanti si occupano di tecnologie applicate e di supply chain management , nei loro numerosi aspetti. “ Un accordo che consentirà la frequenza del Master, con la relativa copertura dei costi di iscrizione, per 5 Giovani imprenditori di 2^/3^ generazione, 5 Giovani Manager in Servizio che intendono ampliare il loro orizzonte professionale, e 5 Giovani Manager temporaneamente inoccupati ovvero in fase di ricollocazione” spiega Timpano. Di cosa si occuperà questo nuovo master? Occuparsi di “supply chain” vuole dire occuparsi del modo in cui le aziende fanno arrivare nelle case dei consumatori i beni, minimizzando i costi e assicurando un servizio di qualità elevata. Il Master avrà come focus principale l’analisi della catena di fornitura ovvero della pianificazione aziendale, dell’implementazione e del controllo dell’intero processo aziendale dall’origine della fornitura delle materie prime e dei semilavorati fino al raggiungimento dei consumatori nel mercato finale. Perché frequentare un master di Supply chain management in una facoltà di Economia e Giurisprudenza? Il vantaggio sta nella multidisciplinarietà del percorso. Il Master nasce in una facoltà focalizzata sul management ma che ambisce ad essere l’elemento di collegamento fra le aree di competenza tecniche e quelle economiche in un’ottica di digitalizzazione.

 

Nelle stanze del Lingotto correranno i bit al posto dei bulloni

La chiamo Fiat per evocare nel marchio quello che è stata la Fabbrica Italiana Automobili Torino. La trasformazione digitale si rende visibile nella trasformazione industriale rivelando uno dei caratteri che sono proprio del digitale, una rivoluzione per sostituzione, in questo caso del tutto e iconicamente evidente. Nelle stanze del Lingotto, parola che al torinese non evoca Fort Knox, ma il potere della fabbrica sulla storia di questa terra, correranno i bit al posto dei bulloni. Caricare di significati evocativi la transizione è forse eccessivo per una terra che continuerà ancora a lungo ad avere o sperare di avere nella manifattura di che vivere, tuttavia resta un segno forte del tempo che cambia e un messaggio chiaro per chi deve progettare il domani. La cultura della fabbrica ha segnato profondamente, nel bene e nel male i decenni scorsi, la cultura del digitale sta facendo e farà lo stesso. In quel caso la cultura della fabbrica è stata di fatto subìta, raramente scelta, difficilmente governata in una tensione ideologica che lasciava pochi margini. Tuttavia in quella tensione i campi contrapposti erano chiari così come i soggetti che li incarnavano, c’erano corpi intermedi ben precisi e le interlocuzioni, anche violente, si facevano attorno a un tavolo con volti e sigle.

 

Dalla normalità e dalla ripetizione a una scuola dell’inatteso

Scuola Dalla normalità e dalla ripetizione a una scuola dell’inatteso È questo l’invito lanciato da Piercesare Rivoltella durante la VII^ edizione dell’Eas day, consapevoli di come la didattica digitale non costituisca una sostituzione bensì un’aggiunta a quella in presenza. Piercesare Rivoltella , direttore del Cremit, prendendo spunto dagli autori americani White e Saday, ha preferito iniziare la riflessione su cosa è opportuno non fare e su come imparare a governare l’inatteso. Per la scuola, ad esempio, non bisogna impostare tutto sulla base dell’alternanza e distanza, ridurre tutto a un discorso di presenza e assenza dove la presenza è il valore e la distanza il ripiego, sicurezza quindi e insicurezza. La scuola è solo questo? Non c’è dell’altro? Questa è una scorciatoia cognitiva, così come concentrarsi esclusivamente sulle procedure come la quarantena, la sanificazione, le mascherine, la febbre. Ed è proprio da qui che parte la riflessione del filosofo Adriano Fabris per ribadire che per far fronte alle nuove situazioni la scuola deve insegnare a gestire l’imprevisto perché è solo un’illusione quella secondo cui le tecnologie ci permettono di avere tutto sotto controllo. E aggiunge che il benessere a scuola con la pandemia è peggiorato perché I’Italia è poco cablata, mancano i tablet, gli spazi dove studiare. Insegna che bisogna rafforzare la relazione, che si tratta di un’esperienza di apprendimento unica, che stimola domande e induce a porsi delle questioni».

 

Die Zeit, quando la carta tiene

Giornalista italo-tedesco, di Lorenzo si è trasferito a undici anni in quella Germania che è diventata la sua Heimat , più che una patria, il luogo del cuore. E di questa lingua simbolica che è il tedesco ha scelto di fare la sua professione. Tra i due si è aperto un dialogo che ha toccato le difficoltà di comunicazione degli stessi giornali che «sono di difficile comprensione in alcuni casi più che in altri. Quello che cerchiamo di fare con Die Zeit è proprio l’operazione contraria: cercare di spiegare sempre, ogni volta, qual è il tema in modo chiaro, in modo che tutti possano capire». E l’avvento del digitale? Alla domanda di Grasso di Lorenzo ha risposto con il richiamo all’approfondimento e al piacere della lettura che sul digitale è più difficile da trovare. Un vero peccato avere questo problema in Italia - ha concluso di Lorenzo -, un Paese che è sempre stato una sorta di laboratorio per fenomeni politici, che poi sono dilagati in tutto il mondo. Il tentativo che i media dovrebbero fare è quello di costruire un terreno per aprire la discussione anche tra posizioni differenti nel rispetto l’una dell’altra facendo sì che le persone che richiedono un dialogo trovino uno spazio in cui sentirsi ben rappresentate».

 

L’identità digitale dello studente

EDUCATT L’identità digitale dello studente Educatt torna sul fronte della progettazione europea con MyAcademicID come coordinatore delle attività di comunicazione e disseminazione. Il progetto è finalizzato a facilitare la mobilità internazionale e rafforzare lo status di “studente europeo”. La proposta di MyAcademicID, che è risultata tra quelle approvate e finanziate dalla call CEF 2018 e in particolare nell’ambito dell’azione chiave dedicata alle telecomunicazioni, è il risultato della convergenza di molteplici servizi elettronici mirati al riconoscimento dell’identità digitale dello studente in risposta a specifiche casistiche relative alla mobilità internazionale. MyAcademicID si prefissa l’obiettivo di consentire l’interazione digitale sicura e continuativa tra le istituzioni dell’istruzione superiore (HEI) nell’ottica di rafforzare lo status di “studente europeo” e favorire la mobilità internazionale degli studenti, attraverso l’ottimizzazione dei processi burocratici. La proposta è indirizzata, di conseguenza, al riconoscimento dell’identità digitale degli studenti, con particolare attenzione alla mobilità internazionale. La rappresentanza italiana all’interno del progetto è costituita da Fondazione Endisu ed Educatt , a cui è stato assegnato il coordinamento delle attività di comunicazione e disseminazione. Nello specifico Educatt è al lavoro sullo studio di logo e sul set-up della piattaforma online che sarà disponibile a breve.

 

Lavoro 4.0, rivoluzione da gestire

cattolicapost Lavoro 4.0, rivoluzione da gestire La digitalizzazione apre nuove opportunità ma scardina anche gli schemi di lavoro tradizionali, con conseguenze non sempre positive per le persone. Giovedì 24 maggio in largo Gemelli parlano gli HR manager su invito del master International HR Management by Daniela Fogliada | 23 maggio 2018 Come gestire il lavoro che cambia? Interverranno Walter Ballardin , Ceo di Bid, Fabrizio Brucato , Talent aquisition Manager &; HR Business Partner di Comau, Massimo Ippolito , Innovation Manager di Comau, Nicolle Herrera Ramirez , HR Business Partner at Global Corporate &; Commercial Central Team di Assicurazioni Generali. La digitalizzazione attiva un processo di innovazione dirompente che, da una parte, apre nuove opportunità sociali e di business, dall’altra, sembra scardinare gli schemi di lavoro tradizionali, con importanti e talvolta drammatiche conseguenze per le persone e per le organizzazioni. Si abilitano nuovi tempi, spazi e luoghi di lavoro, aprendo inedite possibilità organizzative quali smart working , agile working e nuove modalità di produzione virtuale con impatti positivi sia per le organizzazioni che per le persone. I detrattori individuano invece tra gli svantaggi della nuova rivoluzione digitale la de-umanizzazione del lavoro e la conseguente perdita di occupazione senza precedenti, oltre a svariate forme di precarietà. Dal punto di vista del lavoratore, tale rivoluzione sarebbe alla base di una sensazione di insicurezza, instabilità, ansia legata alla tecnologia, isolamento e segregazione.

 

Un’escape room in Sant’Ambrogio

Milano Un’escape room in Sant’Ambrogio È una delle idee proposte degli studenti del corso di laurea in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse per valorizzare la storia e il patrimonio della Basilica dedicata al patrono di Milano. by Nicolò Casali | 06 giugno 2018 Quattro idee per valorizzare la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano: dall’escape room dentro la chiesa, guidati dal templare Turgisio, all’installazione luminosa da condividere tramite Instagram Stories; dal racconto di Milano fatto da milanesi acquisiti, come il Santo patrono, al percorso di musica e arte. Sono i progetti migliori che gli studenti del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse dell’Ateneo hanno realizzato quest’anno, raccogliendo la sfida di raccontare i luoghi di culto in epoca digitale. Per gli 80 studenti coinvolti, la Basilica del Patrono è diventata luogo di studio e di applicazione delle conoscenze nell’ambito della comunicazione, dei media digitali, del funzionamento della rete e delle reti sociali, delle competenze economiche, analitiche e di marketing, tecniche e tecnologiche. I progetti degli studenti del Cimo, divisi in 24 gruppi, sono stati presentati il 4 giugno in aula Pio XI. Introducendo l’incontro, l’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori ha definito quello tra la Cattolica e Sant’Ambrogio «un binomio inseparabile». Due ambiti all’apparenza lontani che tuttavia, secondo la professoressa di Antropologia e Sociologia dei media Chiara Giaccardi , hanno parecchi punti in comune. Tuttavia, sottolinea la professoressa Giaccardi, «i luoghi di culto educano ad abitare la rete perché rimandano alla dimensione verticale incarnata nello spazio; richiamano al ruolo del corpo e al valore del silenzio».

 

Partnership con Microsoft, offerte mobile

ateneo Partnership con Microsoft, offerte mobile Grazie all’accordo con la multinazionale, per gli studenti una promozione per acquistare a prezzi scontati prodotti per la vita universitaria ma non solo. E, grazie all'accordo con il quotidiano di via Solferino, abbonamenti low cost al Corriere Digital 13 ottobre 2016 L’Università Cattolica, per potenziare l’uso dei servizi digitalizzati all'interno del campus e nell’ambito della didattica, promuove un percorso per favorire l’utilizzo di strumenti mobile . A tal fine è stata concordata con Microsoft una partnership che prevede l’opportunità di accedere a speciali offerte su prodotti pensati soprattutto per la vita universitaria. Se sei studente , vai alla pagina https://www.microsoft.com/italy/store/cattolica/ , dove troverai le speciali condizioni per acquistare Surface Pro 4, Lumia 950 o 950XL e Xbox One e potrai scoprire, dopo avere validato nell’apposita form la tua mail universitaria (icatt.it) , tutti i vantaggi sugli ulteriori acquisti. E, se non l’hai già fatto, ti ricordiamo che l’Università Cattolica aderisce al programma Student Advantage che consente di scaricare gratuitamente Office 365 Pro Plus , che puoi installare su 5 dispositivi diversi . microsoft #corriere #digitale #mobile Facebook Twitter Send by mail Print CORRIERE DIGITAL, ABBONAMENTI LOW COST Grazie a una convenzione stipulata da Educatt con il “ Corriere della sera ”, è ora disponibile una nuova offerta per gli studenti , aperta anche ai docenti e al personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo. Registrandosi al sito http://digitaledition.corriere.it/con con le proprie credenziali di iCatt ( unicatt o educatt per docenti e dipendenti), si ha accesso alla speciale promozione che permette di stipulare abbonamenti a prezzi estremamente vantaggiosi.

 

Così il Museo diventa virale

brescia Così il Museo diventa virale Il Musil , spazio espositivo dell'industria e del lavoro, ha coinvolto i comunicatori del futuro per reinventarsi. Gli studenti del Geco hanno risposto con la campagna social #AdottaUnOggetto , usando media del presente per ridare vita a oggetti del passato. maggio 2017 Utilizzare i media del presente per ridar vita ad oggetti del passato: una vera e propria sfida creativa per i futuri professionisti della comunicazione. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale , tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries . Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo di riavvicinare il pubblico della rete al museo. Durante l’evento #Museo: Far Parlare il Patrimonio Culturale nell’Epoca dei Social , si svolgerà un pitch dei gruppi di lavoro, i quali presenteranno ufficialmente i diversi progetti realizzati per #AdottaUnOggetto. Oltre ai docenti che li hanno guidati nel corso del laboratorio, i professor Martire e Mininno, interverranno Renè Capovin , rappresentante del Musil, e Matteo Tarantino , docente del corso di laurea GeCo.

 

Disegnare il lavoro con Samsung

Pensare e gestire il cambiamento”, in programma venerdì 28 aprile dalle 10 alle 13 nella cripta dell’aula magna di largo Gemelli, rappresenta l’evento di kick-off di questo progetto che Samsung Italia ha sviluppato insieme all’Università Cattolica, per riflettere sullo scenario dell’innovazione, individuare problemi e opportunità e disegnare possibili traiettorie occupazionali. Il corso, che si svolgerà nel mese di luglio 2017, seguirà la modalità del BLEC Model, ossia il modello di blended instruction ideato dal Cremit, le cui caratteristiche strutturali sono il blended learning , la tecnica delle e-tivity e il coaching . La formazione avverrà dunque in parte in presenza e in parte a distanza e prevede attività da svolgere online a tempo (al massimo due settimane), come per esempio brevi consegne, piccoli prodotti e compiti da svolgere in poche ore di lavoro, che garantiranno l’avanzamento del corso di formazione. I migliori 30 studenti della seconda fase del corso accederanno all’Hackaton finale e otterranno un servizio di placement gratuito da parte di Randstad, agenzia per il lavoro specializzata nella ricerca e selezione del personale e nella formazione, e partner del progetto. Pensare e gestire il cambiamento”, in programma venerdì 28 aprile dalle 10 alle 13 nella cripta dell’aula magna di largo Gemelli è l’evento di avvio del progetto promosso da Samsung insieme all’Ateneo. IL CREMIT A #STEMINTHECITY Il Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia (Cremit) partecipa a #STEMintheCity , l’iniziativa del Comune di Milano nata per sensibilizzare i giovani alla cultura digitale e avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche. Il Cremit proporrà venerdì 28 aprile due laboratori tematici nella sede dell’Università Cattolica in piazza Buonarroti, condotti da Gianna Cannì , collaboratrice del Cremit e del corso di Scienze dell’educazione come docente di progettazione educativa e didattica.

 

Professione Data Scientist

cattolicapost Professione Data Scientist Una figura che risponde all’esigenza di gestire e integrare informazioni che arrivano in varietà e volumi mai incontrati prima, spiega la psicologa Guendalina Graffigna . by Elisa Ballerini | 19 dicembre 2017 Acclamata nel 2013 dalla Harvard Business Review come una delle professioni più appetibili del 21esimo secolo, quella del Data Scientist sembra essersi guadagnata ormai da qualche anno un posto tra i lavori più ambiti di sempre. L’etichetta viene coniata nel 2008 da DJ Patil e Jeff Hammerbacher, protagonisti del mondo dei Big Data rispettivamente in Linkedin e Facebook, ispirati dalla storia di Jonathan Goldman, un dottorato di ricerca in fisica di Stanford, e neo assunto di Linkedin, ai tempi poco più di una start-up. Ma, come per i Big Data, anche quella del Data Scientist rischia di rimanere un’etichetta di moda dal contenuto se non è supportata da una formazione e certificazione universitaria adeguata, fa presente la psicologa dell’Ateneo. Diventare un Data Scientist oggi non richiede solo competenze tecniche di analisi statistica, ma anche competenze analitiche ed interpretative, e soprattutto la capacità di porre buone domande ai dati e di saperne trarre risposte actionable per il marketing e l’intelligence aziendale», prosegue la professoressa Graffigna. Oggi più che mai formare buoni data scientist vuol dire formare professionisti capaci di integrare virtuosamente competenze multidisciplinari che spaziano dall’analisi delle dinamiche dei consumi e dei consumatori, alla ricerca sui e tramite social media, fino alle competenze statistiche e di marketing che guidano il decision making aziendale». IS4MI, diretto dal professor Albino Claudio Bosio , ha scelto la strada di intrecciare le competenze “hard” di statistica avanzata, analisi dei big data e metodi e tecniche avanzate della ricerca di mercato con le competenze “soft” legate ai saperi e ai modelli applicativi della psicologia dei consumi.

 

Comunicazione, è tempo di ibrido

cattolicapost Comunicazione, è tempo di ibrido Nel primo Libro bianco sulle professioni, l’Almed ha fotografato i radicali cambiamenti dei profili richiesti dal mercato. Un progetto guidato da Nicoletta Vittadini , docente di Sociologia della comunicazione e di Web e social Media, e Ruggero Eugeni , docente di Semiotica dei media e direttore di Almed. Facciamo un esempio… Sarà richiesta sempre di più un’alfabetizzazione informatica di base, soprattutto nel mondo della comunicazione, che non significa dover diventare programmatori, ma sapere che cosa vuol dire programmare. Comparti che tradizionalmente erano differenti oggi si stanno avvicinando, tanto che una serie di professioni è del tutto trasversale: il social media manager, figura che si inserisce in vari ambiti come l’agenzia, l’azienda, le media companies tradizionali o i quotidiani. In Italia cosa succede? «Le trasformazioni nel mondo della comunicazione e delle sue professioni in generale, ma nel nostro Paese in modo particolare, avvengono con velocità differenti: abbiamo dei settori di resistenza di modalità professionali precedenti, oppure dei fenomeni di modalità di adattamento lievi. È in atto una riconversione delle redazioni ai nuovi settori del web, del digital e del social e, soprattutto, sempre di più giornali e testate televisive fanno ricorso a free lancer in grado di garantire quel prodotto veloce e innovativo di cui hanno bisogno». Le start-up in Italia, nate come micro-imprese al servizio di imprese più grandi, in questo momento sono sempre più fagocitate da queste; sempre più i “cacciatori di teste” prendono direttamente giovani professionisti dalle start-up o giovani che sono maturati al loro interno, saltando una serie di passaggi anche generazionali.

 

Toolbox: studenti in gara col video-contest

Per partecipare gli studenti, divisi in quattro gruppi, hanno realizzato un brevi video di due minuti circa, a partire da una ricerca scientifica proposta loro ad inizio corso. L’obiettivo è stato quello di divulgare le ricerche scientifiche o prendere spunto dai risultati di alcune di esse per aprire delle riflessioni. Tra le tematiche scelte dai gruppi: il brainstorming, la responsabilità, la barriera corallina e la celebre massima di Tucidide “La storia si ripete”. Così all’evento "Oltre il video" ogni gruppo ha presentato il proprio progetto, che è stato poi visionato da una giuria composta da Francesca Milano , social media editor de “IlSole24Ore”, Felice Florio , videojournalist di "Open", e Nicholas Berardo , video editor di Newsroom Web e Social per Università Cattolica. La giuria ne ha apprezzato lo stile ben definito e l’uso di fotografie di personaggi storici importanti per mostrare come spesso nella storia vengano affrontate tematiche essenziali per la società da persone che diventano poi il simbolo di lotte o ontestazioni o semplicemente di ideali. Quello che spesso si ripete nella storia è che quegli ideali finiscano nel dimenticatoio, non appena il portavoce scompare. L’invito allo spettatore è dunque quello di non dimenticare il rispetto e la responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti dell’ambiente: far sì che l’appello di pochi mesi fa di Greta Thunberg non venga dimenticato.

 

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