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Africa, la bellezza con i loro occhi

È da loro che Annabella Di Stefano è andata a bussare per costruire il suo progetto di ricerca sociale che partirà a fine gennaio e durerà circa un mese. Gli unici racconti a cui siamo abituati a vedere puntano sulla diversità, non mettendo in luce le tradizioni e le misure prese da parte delle organizzazioni Onlus, per aiutare la comunità a svilupparsi e ad autodeterminarsi. Entrerò in contatto con la popolazione locale, nello specifico i ragazzi seguiti dalla fondazione Museke, e offrirò loro l’opportunità di raccontarsi attraverso l’utilizzo di materiale tecnologico come per esempio uno smartphone. Ha raccontato gli immigrati che sbarcano in Sicilia e ora vuole andare nella loro terra e vivere un po’ con loro. Metterli al centro dei suoi racconti e dare loro l’occasione di raccontarsi attraverso l’utilizzo della tecnologia digitale; in questo modo l’arte diventa oggetto di condivisione e inclusione sociale. Per raggiungere questo obiettivo, Annabella ha coinvolto amici e parenti per raccogliere telefonini da distribuire ai ragazzi seguiti da Museke per realizzare un “bel racconto sul Burundi” da restituire alla fondazione Museke e ai vari partner di riferimento come testimonianza e promozione delle attività svolte. L’idea progettuale si svilupperà in due fasi: raccolta di materiale video e fotografico per documentare il luogo e i progetti che la fondazione Museke sviluppa; analisi, attraverso l’attivazione di un laboratorio con 15-20 ragazzi.

 

AI, la digitalizzazione in corsia

roma AI, la digitalizzazione in corsia Non è più così impossibile vedere un robot che fa una diagnosi e crea la cartella clinica del paziente. Fino a dove si spinge l’intelligenza artificiale in medicina? Un convegno al Gemelli con la testimonianza di Roberto Cingolani 14 gennaio 2020 di Lorenzo Cultrera e Vittorio Maccarrone L’intelligenza artificiale è croce e delizia dei nostri tempi. L’AI è al centro di molti dibattiti, tra l’entusiasmo dei pionieri e degli user che ne vedono le grandi potenzialità e chi in maniera più scettica dipinge scenari distopici à la Raymond Kutzweil. Per questo il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS il mese scorso ha chiamato a raccolta diversi esperti del settore perché si confrontassero sul tema dell’AI e l’impatto che ha nel settore medico-sanitario. La digitalizzazione in campo medico sostiene don Paolo Benanti, bioeticista ed esperto di intelligenza artificiale dell’Università Gregoriana e membro Task Force MISE sta creando disagi, una sorta di cambio del nostro modo di interpretare la realtà. Il manager italiano ha raccontato di mani bioniche che «riescono a fare circa l’80% delle prese che una mano umana può fare». Un’altra applicazione nel campo medico dell’artificial intelligence è Babylon Health , provider di supporto al medico di base che ore consulenze tramite messaggi e videochat con la sua applicazione mobile.

 

A lezione con Gomez e Corcione

by Elisa Belussi | 28 marzo 2019 Passione, impegno e adattamento sono tra i requisiti più importanti per la professione, soprattutto ora che l’informazione si spinge sempre più oltre i canoni tradizionali, abbandonando la carta a favore del web. Sapersi cimentare nei campi più disparati, mettersi in gioco e lavorare in squadra: caratteristiche fondamentali per Peter Gomez , direttore de ilfattoquotidiano.it, tra i primi ospiti del ciclo di incontri, introdotto da Gerolamo Fazzini del quotidiano Avvenire. Oggigiorno, infatti, l’informazione sta vivendo una fase in cui il giornalismo a stampa ha ancora un peso politico rilevante, ma la rete si sta facendo sempre più spazio, affiancata dalla televisione. Ovviamente, nel passaggio dalla dimensione cartacea all'online l’informazione cambia sfumatura, pubblico e contenuti: se il primo è fortemente identitario, il secondo è più eterogeneo, multisfaccettato, di semplice e rapida lettura. Open.online, diretto da Massimo Corcione e fondato da Enrico Mentana , è un giornale online che si pone l’obiettivo di coinvolgere i giovani nel vasto mondo dell’informazione, proponendo articoli e servizi brevi, interagendo ampiamente con i propri lettori tramite i social. Corcione interpreta il giornalista come una figura poliedrica, in grado di cogliere i tanti aspetti di una carriera sempre più multidisciplinare. Come i relatori hanno sostenuto durante l’incontro, per essere giornalista ormai non basta più saper scrivere, ma sapersi adattare con le diverse realtà del settore, proponendosi come un professionista a 360°, in grado di interfacciarsi con quante più realtà possibile.

 

Algoritmi e giustizia aumentata

milano Algoritmi e giustizia aumentata Cosa succede se nei processi entra il digitale? Oltre al rischio - da evitare - che le applicazioni decidano la pena in base a elementi predittivi, i giudici potrebbero disporre di un numero prima inimmaginabile di dati per elaborare le proprie decisioni. by Andrea Ferrario | 22 novembre 2018 Immaginate una semplice applicazione che sostituisce il giudice in un processo e decide la pena da comminare al colpevole basandosi su un algoritmo predittivo, che valuta il rischio di recidiva. Oppure, l’eliminazione dei limiti di velocità uguali per tutti: una vettura che può esaminare lo stato del conducente e le condizioni meteorologiche e dare un limite personalizzato, o anche studiare come ci sediamo sul sedile dell’automobile e intuire che quella sera abbiamo bevuto un po’ troppo. Eppure, il confronto è un elemento integrante e fondamentale per raggiungere una decisione finale che sia il più possibile equa e calibrata sul singolo individuo. Nessuna «giustizia rimpiazzata» dunque, ma una «giustizia aumentata, che determina una giustizia ripensata»: l’atto del giudicare deve restare prerogativa dell’uomo, poiché si tratta di un’azione molto più complicata della mera applicazione della legge. Garapon ha poi concluso citando il giurista americano Daniel Katz: «Gli uomini con le macchine sono sempre più forti degli uomini senza macchine e delle macchine senza uomini». Insomma, «così come si costruiscono macchine che leggono i dati sulla salute delle persone, si costruiscano macchine che possano aiutare» - ma non sostituire - «i giudici nel loro giudizio per un maggior benessere per tutti».

 

Anziani, il digitale per la salute

È quanto si propone di fare il Progetto europeo Harvest - eHealth and Ageing in Rural Areas: Transforming Everyday Life, Digital Competences, and Technology coordinato dal professor Simon Lindgren dell’Università di Umeå in Svezia. In particolare si vuole comprendere come vengano utilizzate le tecnologie digitali per la salute (eHealth) e l’impatto di queste tecnologie nella vita degli anziani geograficamente “isolati”. La ricerca prevede una serie di “interviste domestiche” in tre nazioni: Finlandia, Italia, Svezia . Avremo così l’opportunità di comprendere e osservare in contesti reali e quotidiani qual è l’uso di queste tecnologie da parte degli anziani». Il 24 e 25 settembre presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo si è tenuto il terzo workshop internazionale della ricerca che coinvolge ricercatori dell'Università Cattolica, dell'Università di Umea (Svezia) e dell'Università della Lapponia (Finlandia). Guarda i contributi video #harvest #anziani #digitale #salute Facebook Twitter Send by mail Print.

 

A scuola? Parole non ostili

Milano A scuola? Parole non ostili La ministra Valeria Fedeli, la presidente Rai Monica Maggioni e circa 2mila insegnanti di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla Giornata di formazione per portare tra gli studenti il decalogo di un web più sicuro. Questa è l’idea al centro di “Parole a scuola” , la giornata di formazione gratuita per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, organizzata dall’Associazione temporanea di scopo “ Parole O_Stili ” e Miur presso la sede milanese dell’Università Cattolica lo scorso 9 febbraio. Si tratta di un progetto nato a Trieste che ha già raggiunto più di un milione di persone e che ora sta girando l’Europa grazie alla traduzione in dieci lingue comunitarie. Le parole non hanno solo dei mondi dietro di sé, ma definiscono dei mondi», ha dichiarato Monica Maggioni per la quale il “Manifesto delle parole non ostili” è un’indicazione di metodo utile sia per gli insegnanti sia per quanti lavorano nel mondo della comunicazione. E rispetto alle fake news ha dichiarato: «Le parole che fanno male sono anche quelle che alterano la realtà: dire una cosa al posto di un’altra non è una bufala, è un falso, e come tale andrebbe punito». Così il magistrato Gherardo Colombo ha sintetizzato quanto sia importante scegliere le parole per veicolare dei messaggi nella società durante l’incontro “Dalla Costituzione al Manifesto: le parole per crescere”, il panel che ha aperto i lavori in Aula Magna dopo la plenaria di “Parole a scuola”. Non è un caso che quello che oggi chiamiamo “Ministero della Difesa” prima si chiamasse “Ministero della Guerra”: questo cambio di denominazione rimarca quanto dice l’articolo 1 della Costituzione, ossia che “l’Italia ripudia la guerra”.

 

Blockchain, tecnologie digitali e supply chain management

Piacenza Blockchain, tecnologie digitali e supply chain management Il 5 ottobre, in Cattolica, un incontro organizzato dal Master SCHMIDT sulla rivoluzione digitale in atto e sul suo impatto nelle aziende. ottobre 2018 “Occuparsi di innovazione digitale è un elemento strategico – spiega Franco Timpano , direttore del master – I modelli di business e le pratiche organizzative stanno profondamente cambiando. Per questo il 5 ottobre prossimo, alle 15, nella Sala Piana dell’Università Cattolica il Master universitario in Supply Chain Management e Innovazione digitale e tecnologica (SCHMIDT) propone il seminario: Blockchain, tecnologie digitali e supply chain management. Solo il 20% di un campione qualificato di aziende - interrogate recentemente dal Rem-Lab in occasione dell’Assemblea di Confindustria Piacenza – dichiara di avere un alto livello di digitalizzazione nonostante si tratti della più formidabile leva competitiva che le aziende hanno oggi a disposizione. Guelfo Tagliavini è coordinatore della Commissione innovazione e tecnologie di Federmanager e di Agenda Digitale Italiana. Coordina e conclude i lavori Mariachiara Tallacchini della Facoltà di Economia e Giurisprudenza della Cattolica, coordinatrice didattica e del comitato tecnico-scientifico del Master SCHMIDT. I contenuti di presentazione del Master saranno introdotti dai coordinatori didattici: Paolo Bisogni, Franca Cantoni, Luca Lanini e Paolo Mondini docenti della Facoltà di Economa e Giurisprudenza della Cattolica.

 

Collegi, tra digitale e public speaking

Milano Collegi, tra digitale e public speaking Sono ripresi i cicli di approfondimento per i collegi dell’Università Cattolica: incontri con i professionisti ed esperti di vari settori tra attualità, solidarietà e mondo digitale. Percorsi che affiancano allo studio l’approfondimento culturale. by Martina Vodola | 15 novembre 2018 Anche quest’anno i percorsi di approfondimento dei collegi dell’Università Cattolica offrono agli studenti la possibilità di partecipare a una serie di appuntamenti su temi trasversali di interesse, tenuti da professori e professionisti del settore in grado di offrire preziosi spunti di riflessione. Infine, la sera di mercoledì 14 novembre al collegio Marianum Ruben Razzante , docente di Diritto dell’Informazione, e Ivano Zoppi , presidente di Pepita Onlus, hanno tenuto un incontro su cyberbullismo e privacy on line, un’occasione per riflettere sull’esposizione della nostra vita provata nell’era digitale e dei social. collegi #studenti #digitale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Come nuotare nell’era digitale

CATTOLICAPOST Come nuotare nell’era digitale La rete non è un solo un mezzo, è un luogo: il direttore Comunicazione esterna Eni spiega come muoversi in un ecosistema profondamente mutato e suggerisce sei parole chiave per capire come cambiano le aziende e i media. Foster Wallace guardò la classe dei laureati del Kenyon College e cominciò il discorso così: « Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve, ragazzi. Per i Millennials – i giovani nati negli anni in cui moriva il XX secolo che oggi sono alle prese con lauree e master – l’acqua è un mondo in piena disruption provocata dal digitale, nel quale nuotano agevolmente. Da pesce che ormai da tre decenni si sposta a colpi di pinne prima nelle redazioni dei giornali, e ora nella comunicazione aziendale, mi permetto di aggiungere un paio di spunti di riflessione. Vi diranno che il web e l’intero mondo digitale in cui nuotate senza affanno non è che un altro medium, come lo sono stati prima di esso la radio o la Tv. Non è un caso che in questo ecosistema digitale stiano avendo successo i social media che utilizzano parole antiche, legate a desideri profondi di felicità di ogni uomo: “like”, piacere, amicizia, affettività (Facebook), oppure “follow”, seguire (Twitter). È il caso anche di un percorso sullo sviluppo dell’imprenditorialità, ideato per partecipanti a corsi avanzati di taglio umanistico-sociale, che, fin dalle sue prime edizioni, ha portato come sviluppo non scontato alla creazione di vere e proprie start up, che oggi operano sul mercato globale, dal Burundi alla Cina.

 

Comunicazione, consigli per naviganti

cattolicapost Comunicazione, consigli per naviganti Erica Negri, Layla Pavone, Linda Ovena, Silvia Barbieri e Mara Maionchi , cinque professioniste del settore, spiegano competenze e i profili emergenti nel mercato del lavoro. E, nel mercato del lavoro, il confronto non si gioca su un piano locale o nazionale, i confini si sono allargati al globo e l’orizzonte è quello digitale. È quello che hanno spiegato le professioniste coinvolte nel workshop “ Le professioni della comunicazione “, organizzato dall' Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) , che si sono confrontate su come affrontare le sfide nel settore della comunicazione. Layla Pavone , Chief Innovation &; Marketing and Communication Officer e consigliere delegato di Digital Magics Spa, mette l’accento sulle soft skills , molto ricercate oggi: il mondo della comunicazione richiede «capacità di essere molto flessibili, di avere un pensiero trasversale, di essere resilienti». La docente e condirettrice del master in Digital Communication Specialist , sottolinea l’importanza di saper «leggere in maniera orizzontale quelli che sono i fenomeni e la capacità di relazionarsi, di ingaggiare, quindi di coinvolgere le persone. Altro grande tema della comunicazione legata al mondo del digitale e dei social media in particolare, dove una delle parole chiave più importanti per chi si occupa di comunicazione è proprio l’engagement». Nel suo caso, la volontà di rimettere tutto in gioco è stata una scommessa vinta con grande testardaggine e caparbietà: «Capire quello che volete fare è il miglior regalo che possiate farvi».

 

Comunicazione, è tempo di ibrido

cattolicapost Comunicazione, è tempo di ibrido Nel primo Libro bianco sulle professioni, l’Almed ha fotografato i radicali cambiamenti dei profili richiesti dal mercato. Un progetto guidato da Nicoletta Vittadini , docente di Sociologia della comunicazione e di Web e social Media, e Ruggero Eugeni , docente di Semiotica dei media e direttore di Almed. Facciamo un esempio… Sarà richiesta sempre di più un’alfabetizzazione informatica di base, soprattutto nel mondo della comunicazione, che non significa dover diventare programmatori, ma sapere che cosa vuol dire programmare. Comparti che tradizionalmente erano differenti oggi si stanno avvicinando, tanto che una serie di professioni è del tutto trasversale: il social media manager, figura che si inserisce in vari ambiti come l’agenzia, l’azienda, le media companies tradizionali o i quotidiani. In Italia cosa succede? «Le trasformazioni nel mondo della comunicazione e delle sue professioni in generale, ma nel nostro Paese in modo particolare, avvengono con velocità differenti: abbiamo dei settori di resistenza di modalità professionali precedenti, oppure dei fenomeni di modalità di adattamento lievi. È in atto una riconversione delle redazioni ai nuovi settori del web, del digital e del social e, soprattutto, sempre di più giornali e testate televisive fanno ricorso a free lancer in grado di garantire quel prodotto veloce e innovativo di cui hanno bisogno». Le start-up in Italia, nate come micro-imprese al servizio di imprese più grandi, in questo momento sono sempre più fagocitate da queste; sempre più i “cacciatori di teste” prendono direttamente giovani professionisti dalle start-up o giovani che sono maturati al loro interno, saltando una serie di passaggi anche generazionali.

 

Consulenza psicologica a distanza

Sono tanti gli studenti dell’Università Cattolica che in questo momento si trovano a fronteggiare l’emergenza sanitaria da soli: migliaia di fuori sede dislocati sui vari Campus dell’Ateneo sul territorio nazionale, ragazzi e ragazze lontani dalla famiglia e dagli affetti. Ma anche studenti prossimi alla laurea, vite sospese dal virus che non conosce scadenze o progetti. Per aiutarli a reagire e non sentirsi soli in un momento così delicato, Educatt – Ente per il Diritto allo Studio – attiva il servizio di Consulenza psicologica da remoto, un servizio che si rivolge agli studenti di tutte le sedi. I referenti del servizio provvederanno a ricontattare l’interessato per fissare una chiamata via Skype o Zoom con lo psicologo di riferimento. Il servizio è gratuito ed è riservato agli studenti dell’Università Cattolica . L’offerta non sostituisce quella degli eventuali percorsi personali già attivi presso il Servizio di Consulenza, che riprenderanno al termine dell’emergenza. educatt #consulenza psicologica #digitale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Così il Museo diventa virale

brescia Così il Museo diventa virale Il Musil , spazio espositivo dell'industria e del lavoro, ha coinvolto i comunicatori del futuro per reinventarsi. Gli studenti del Geco hanno risposto con la campagna social #AdottaUnOggetto , usando media del presente per ridare vita a oggetti del passato. maggio 2017 Utilizzare i media del presente per ridar vita ad oggetti del passato: una vera e propria sfida creativa per i futuri professionisti della comunicazione. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale , tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries . Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo di riavvicinare il pubblico della rete al museo. Durante l’evento #Museo: Far Parlare il Patrimonio Culturale nell’Epoca dei Social , si svolgerà un pitch dei gruppi di lavoro, i quali presenteranno ufficialmente i diversi progetti realizzati per #AdottaUnOggetto. Oltre ai docenti che li hanno guidati nel corso del laboratorio, i professor Martire e Mininno, interverranno Renè Capovin , rappresentante del Musil, e Matteo Tarantino , docente del corso di laurea GeCo.

 

Dalla normalità e dalla ripetizione a una scuola dell’inatteso

Scuola Dalla normalità e dalla ripetizione a una scuola dell’inatteso È questo l’invito lanciato da Piercesare Rivoltella durante la VII^ edizione dell’Eas day, consapevoli di come la didattica digitale non costituisca una sostituzione bensì un’aggiunta a quella in presenza. Piercesare Rivoltella , direttore del Cremit, prendendo spunto dagli autori americani White e Saday, ha preferito iniziare la riflessione su cosa è opportuno non fare e su come imparare a governare l’inatteso. Per la scuola, ad esempio, non bisogna impostare tutto sulla base dell’alternanza e distanza, ridurre tutto a un discorso di presenza e assenza dove la presenza è il valore e la distanza il ripiego, sicurezza quindi e insicurezza. La scuola è solo questo? Non c’è dell’altro? Questa è una scorciatoia cognitiva, così come concentrarsi esclusivamente sulle procedure come la quarantena, la sanificazione, le mascherine, la febbre. Ed è proprio da qui che parte la riflessione del filosofo Adriano Fabris per ribadire che per far fronte alle nuove situazioni la scuola deve insegnare a gestire l’imprevisto perché è solo un’illusione quella secondo cui le tecnologie ci permettono di avere tutto sotto controllo. E aggiunge che il benessere a scuola con la pandemia è peggiorato perché I’Italia è poco cablata, mancano i tablet, gli spazi dove studiare. Insegna che bisogna rafforzare la relazione, che si tratta di un’esperienza di apprendimento unica, che stimola domande e induce a porsi delle questioni».

 

Dentro la Sharing economy

milano Dentro la Sharing economy Nell’ambito di Milano Digital Week 2018 , due eventi promossi da Almed: giovedì 15 marzo un dibattito per capire chi vince e chi perde con l’economia della condivisione. Giovedì 15 marzo alle 11 in via Nirone, interverranno Mario Maggioni , docente di Politica economica, Mauro Turcatti , Public Affairs and Communication Manager - Airbnb Italia, Nicola Fusco , Founder di Paladin, la prima app mobile per noleggio diretto di oggetti. Il primo, certamente positivo, riguarda la capacità di coinvolgimento dei consumatori e i consistenti vantaggi per questi ultimi in termini di costo, personalizzazione e rapidità di erogazione dei servizi. Il secondo, più problematico, riguarda la nuova concorrenzialità con le imprese tradizionali, una certa tendenza al monopolio o al monopsonio (accentramento della domanda da parte di un solo soggetto economico) e la questione dell’equità della tassazione. digitalweek #sharingeconomy #digitale #fakenews Facebook Twitter Send by mail Print COME DIFENDERSI DALLE FAKE NEWS Un’intera città “connessa” attraverso il digitale, con oltre 400 appuntamenti diffusi e rivolti a tutti i cittadini: è questo lo spirito con cui prende avvio, dal 15 al 18 marzo, la prima edizione della Milano Digital Week . Anche Ferpi, tra i supporter dell’iniziativa, sarà presente con un workshop in programma venerdì 16 marzo , alle 11, all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Aula NI 110 (Via Nirone, 11 - Milano) dal titolo “ Fake news, Real damages. Moderati da Daniele Chieffi , Agi – Ferpi, interverranno Alessandra Fossati , partner Studio Munari Cavani, Salvatore Ippolito , Ad Agi, Nicoletta Vittadini , Almed – Università Cattolica del Sacro Cuore, MariaLuisa Bionda , 2bResearch, e Manuela Kron , direttore Comunicazione Nestlé.

 

Die Zeit, quando la carta tiene

Giornalista italo-tedesco, di Lorenzo si è trasferito a undici anni in quella Germania che è diventata la sua Heimat , più che una patria, il luogo del cuore. E di questa lingua simbolica che è il tedesco ha scelto di fare la sua professione. Tra i due si è aperto un dialogo che ha toccato le difficoltà di comunicazione degli stessi giornali che «sono di difficile comprensione in alcuni casi più che in altri. Quello che cerchiamo di fare con Die Zeit è proprio l’operazione contraria: cercare di spiegare sempre, ogni volta, qual è il tema in modo chiaro, in modo che tutti possano capire». E l’avvento del digitale? Alla domanda di Grasso di Lorenzo ha risposto con il richiamo all’approfondimento e al piacere della lettura che sul digitale è più difficile da trovare. Un vero peccato avere questo problema in Italia - ha concluso di Lorenzo -, un Paese che è sempre stato una sorta di laboratorio per fenomeni politici, che poi sono dilagati in tutto il mondo. Il tentativo che i media dovrebbero fare è quello di costruire un terreno per aprire la discussione anche tra posizioni differenti nel rispetto l’una dell’altra facendo sì che le persone che richiedono un dialogo trovino uno spazio in cui sentirsi ben rappresentate».

 

Digitalizzazione e proattività dei giovani nel mondo del lavoro post Covid

Il gap da colmare è importante se si considera che l’indice di digitalizzazione di economia e società pone l’Italia al 25esimo posto su 28 paesi Europei. Ma il problema di fondo è una classe imprenditoriale con età media elevata e poco propensa al cambiamento e un approccio culturale della politica a cui manca una visione, un piano bipartisan che investa sull’innovazione». Un richiamo alla solidarietà europea è arrivato da Francesco Rolleri, che ha ricordato le sfide più importanti che l’Italia ha davanti a sé: «Lo Stato ha un ruolo fondamentale, ma da solo può far poco. Forte la sottolineatura di Rolleri sul ruolo centrale dell’impresa, attorno cui si sviluppa l’economia: «gli imprenditori devono ripartire dalla testa e dalle braccia: l’Italia è un grande paese costruito con creatività, determinazione e coraggio, una delle maggiori economie al mondo nonostante sia priva di materie prime». Sul futuro del lavoro si è concentrato l’intervento di Daniele Fornari: «è evidente che lo sviluppo delle tecnologie digitali generi saldi positivi occupazionali per il capitale umano qualificato; inoltre la digitalizzazione delle imprese sta stimolando il passaggio generazionale e l’attrazione dei talenti. Senza dimenticare la sinergia tra aziende, la necessità di creare network, trovando strategie condivise per affrontare nuovi mercati», ha sottolineato Rolleri, convinto che un periodo di grande difficoltà possa diventare un’occasione di crescita. Sono ricominciati i processi di selezione nelle aziende, che oggi hanno bisogno di giovani talenti capaci di vedere le cose in modo nuovo, giovani dotati di particolari soft skills quali la capacità di lavorare in team, la creatività, il pensiero critico, la propensione al problem solving, l’adattamento ai cambiamenti.

 

Disegnare il lavoro con Samsung

Pensare e gestire il cambiamento”, in programma venerdì 28 aprile dalle 10 alle 13 nella cripta dell’aula magna di largo Gemelli, rappresenta l’evento di kick-off di questo progetto che Samsung Italia ha sviluppato insieme all’Università Cattolica, per riflettere sullo scenario dell’innovazione, individuare problemi e opportunità e disegnare possibili traiettorie occupazionali. Il corso, che si svolgerà nel mese di luglio 2017, seguirà la modalità del BLEC Model, ossia il modello di blended instruction ideato dal Cremit, le cui caratteristiche strutturali sono il blended learning , la tecnica delle e-tivity e il coaching . La formazione avverrà dunque in parte in presenza e in parte a distanza e prevede attività da svolgere online a tempo (al massimo due settimane), come per esempio brevi consegne, piccoli prodotti e compiti da svolgere in poche ore di lavoro, che garantiranno l’avanzamento del corso di formazione. I migliori 30 studenti della seconda fase del corso accederanno all’Hackaton finale e otterranno un servizio di placement gratuito da parte di Randstad, agenzia per il lavoro specializzata nella ricerca e selezione del personale e nella formazione, e partner del progetto. Pensare e gestire il cambiamento”, in programma venerdì 28 aprile dalle 10 alle 13 nella cripta dell’aula magna di largo Gemelli è l’evento di avvio del progetto promosso da Samsung insieme all’Ateneo. IL CREMIT A #STEMINTHECITY Il Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia (Cremit) partecipa a #STEMintheCity , l’iniziativa del Comune di Milano nata per sensibilizzare i giovani alla cultura digitale e avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche. Il Cremit proporrà venerdì 28 aprile due laboratori tematici nella sede dell’Università Cattolica in piazza Buonarroti, condotti da Gianna Cannì , collaboratrice del Cremit e del corso di Scienze dell’educazione come docente di progettazione educativa e didattica.

 

Educare al tempo degli algoritmi

il dibattito Educare al tempo degli algoritmi La differenza tra robot e uomo si è sempre basata più sulla consapevolezza che sull’intelligenza. Ne sono responsabili nuovi tipi di algoritmi in grado di apprendere dall’esperienza che allo stesso tempo ridimensionano e rilanciano le promesse della prima stagione di ricerche sulle macchine intelligenti. Come tutto questo sfida il mondo dell’educazione? Vedo almeno tre indicazioni, che sono allo stesso tempo di tendenza e di ricerca. Sulla base dei dati disponibili, delle scelte fatte, delle tendenze in corso, questi algoritmi ci sostengono nel difficile compito di prevedere i comportamenti delle cose e degli altri nel futuro. Una sorta di delega in bianco alla macchina: l’accettazione di usare tutti gli stessi format per trarne vantaggio nella facilità d’uso. Max Tegmark, professore di fisica al MIT di Boston, fa osservare in un suo recente volume come la differenza tra uomini e macchine si sia sempre costruita non tanto sull’ intelligenza (una macchina può essere addirittura più intelligente di un uomo), quanto piuttosto sulla consapevolezza . Ora, una macchina che conosce i propri limiti e prova a rimuoverli intervenendo sull’algoritmo con cui è stata progettata per generare nuove più perfette versioni di se stessa, pare proprio essere una macchina in qualche modo dotata di riflessività e, quindi, di consapevolezza.

 

Educare robot per un umanesimo della vita

il dibattito Educare robot per un umanesimo della vita Di fronte alla pervasività delle tecnologie digitali va riaffermato che l’educazione costituisce il primo e il fondamentale diritto. agosto 2019 Continua il dibattito aperto dall’articolo dal titolo “ Arrivano i robot ”, dedicato a come l’intelligenza artificiale sta cambiando noi e il nostro modo di vivere e di pensare di Pierluigi Malavasi * Educare robot? Ciò che chiamiamo intelligenza artificiale segna la vita di ogni giorno e costituisce una sfida per il futuro della civiltà. In quell’ambito multiforme e convergente che sono le tecnologie radicali, di cui la robotica è un emblema, la riflessione pedagogica deve far valere la cultura della formazione integrale della persona e dello sviluppo umano. Essa si realizza anche attraverso una un’educazione alla responsabilità emotiva, basata su un ascolto profondo della vita affettiva, che sa porsi la preoccupazione della cura, della custodia del creato. Nel febbraio del 2019, in occasione dell’ Assemblea plenaria della Pontificia Accademia per la Vita , il Santo Padre Francesco ha indirizzato il dibattito sull’intelligenza artificiale nel più ampio e comprensivo quadro di un umanesimo della vita “molto in sintonia con l’ecologia integrale, descritta e promossa nell’Enciclica Laudato si’ . La possibilità di intervenire sulla materia vivente a ordini di grandezza sempre più piccoli, di elaborare volumi di informazioni sempre più ampi, di monitorare - e manipolare - i processi cerebrali dell’attività cognitiva e deliberativa, ha implicazioni enormi: tocca la soglia stessa della specificità biologica e della differenza spirituale dell’umano.

 

Esperimenti di tribunale online

Interverranno al webinar Angela Maria Odescalchi , avvocato penalista del foro di Lodi e Milano e presidente dell’ordine degli avvocati di Lodi, e Pierpaolo Beluzzi , coordinatore dell’ufficio Gip e Gup. del Tribunale di Cremona e docente in Cattolica a Piacenza di “Sistemi digitali per il processo”. Introduce e modera la professoressa Paola Corvi , docente di Diritto processuale penale del Corso di Giurisprudenza di Piacenza. Per approfondire tutti gli aspetti processuali il prossimo 9 luglio è previsto un altro webinar, questa volta incentrato sul processo civile, in cui a cui parteciperanno Stefano Brusati , presidente del Tribunale di Piacenza, Giovanni Giuffrida , presidente dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza, e il professor Antonino Barletta , docentedi Diritto processuale civile. La partecipazione all’evento è libera, ma è necessario iscriversi a questo indirizzo . Gli iscritti riceveranno il link per la connessione al webinar in concomitanza dell’evento. giurisprudenza #processo #digitale #online Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fase 2, il piano #eCatt per il prossimo anno

Didattica Fase 2, il piano #eCatt per il prossimo anno “Tutto il possibile in presenza, tutto il necessario da remoto”: questa la filosofia per consentire agli studenti di proseguire il corso di studi senza rallentamenti, grazie a un modello di didattica integrata. Investimenti per 3,5 milioni di euro 18 maggio 2020 È molto difficile prevedere come evolverà nei prossimi mesi la situazione determinata dall’emergenza sanitaria Covid-19, ma è certo che l’anno accademico 2020-2021 dell’Università Cattolica si svolgerà regolarmente e in sicurezza . eCatt infatti mette a fattor comune tutte le nuove iniziative che consentiranno agli studenti che non potranno raggiungere i Campus di restare allineati agli insegnamenti anche se lontani dall’Università. Per la realizzazione del piano l’Ateneo ha messo in campo risorse finanziarie per 3,5 milioni di euro che, oltre al milione di euro inizialmente conferito per il Fondo salva studi Agostino Gemelli , comprende gli investimenti per la didattica digitale resa possibile anche dalla riqualificazione tecnologica delle complessive 500 aule dell’Università Cattolica. Una didattica a distanza ma non virtuale, frutto di una alleanza strategica di competenze tra iLab , il servizio di e-learning della Cattolica, Cremit , il centro studi sulla didattica, le Facoltà, il delegato del Rettore alla didattica e la commissione del Senato accademico a ciò preposta. La didattica integrata sarà progettata secondo i migliori standard scientifici, che si sono dimostrati efficaci nei mesi dell’emergenza e che l’Ateneo ha ulteriormente rafforzato in previsione del prossimo anno accademico. Ove non fosse possibile condurli in presenza, anche gli esami di profitto e le prove finali di laurea avverranno da remoto attraverso la piattaforma Blackboard o altri strumenti che saranno via via indicati.

 

Gli atenei tra bricks and clicks

Questo trend si sta oggi ulteriormente intensificando. Dovendo garantire elevati livelli di qualità nell’insegnamento e nella ricerca, i nostri atenei affrontano la competizione globale – divenuta ormai incalzante su larga scala – con sforzi superiori rispetto al passato e costretti a operare con vincoli economico-finanziari sempre più stringenti. La conferenza annuale di EUA, European University Association, affronta questo tema alla radice. Dentro questa nuova prospettiva, anche le strategie di sviluppo messe in campo dai consigli di amministrazione degli atenei sono costrette a rivedere i propri parametri per poter garantire il conseguimento degli obiettivi prefissi e reggere il peso della competizione globale. L’evento di EUA si concentra sulle modalità con cui le Università europee possono sviluppare strategie innovative e sostenibili, che riescano a coniugare l’impiego delle nuove tecnologie con il normale sviluppo delle attività tradizionali: bricks &; clicks, appunto. Tutte le informazioni relative al Programma dell’Annual Conference 2016 sono reperibili sul sito di EUA. Appuntamento a Galway, Irlanda, i prossimi 7 e 8 aprile 2016. universita' #digitale #cattolicapost Condividi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Gli ecosistemi che modellano la società

Milano Gli ecosistemi che modellano la società La Rete e le tecnologie digitali contribuiscono a dare forma all’esperienza sociale, talvolta al di là della consapevolezza degli stessi soggetti che vi agiscono. Un pool di studiosi al convegno annuale della Società Scientifica Italiana Sociologia Cultura Comunicazione “ Transforming cultures, transforming societies. Gli offre la possibilità di districare, in questo caos, le grandi linee, l’ordito della società moderna, e di seguire su di esso la trama psicologica di tutta una gamma di uomini e di donne. Appare chiaro, allora, perché la Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura, Comunicazione abbia scelto di intitolare il suo secondo Convegno nazionale, in corso a Milano presso i Dipartimenti di Sociologia e di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’ Università Cattolica il 4 e 5 di luglio , “Transforming cultures, transforming societies. Come hanno ricordato inaugurando i lavori della mattinata Sara Bentivegna , Vicepresidente della SISCC, e Fausto Colombo , Direttore di Dipartimento di Scienze della Comunicazione, questi ecosistemi contribuiscono a dare forma all’esperienza sociale, talvolta al di là della consapevolezza degli stessi soggetti che vi agiscono. Di qui l’urgenza di “immaginare” sociologicamente, sia nel senso di “rendere visibili” tali dinamiche, sia nel senso di interrogarsi criticamente sui loro condizionamenti e ipotizzare l’esistenza di alternative possibili, che aprano ad altre forme di vita e a relazioni sociali più sostenibili, condivise e solidali. direttore di OssCom , centro di ricerca sui Media e sulla Comunicazione dell’Università Cattolica #comunicazione #sociologia #digitale #rete Facebook Twitter Send by mail Print Le nuove sfide della sociologia Giovedì 4 luglio in Cattolica la prima giornata del convegno annuale della Società Scientifica Italiana - Sociologia, Cultura, Comunicazione.

 

Il ronzio che crea lo sciame

cattolicapost Il ronzio che crea lo sciame Raggiungere un pubblico sempre più selezionato, omogeneo per interessi rispetto a una categoria di prodotti e servizi, è l’obiettivo del marketing digitale . Ed è la missione assegnata agli studenti del master Almed per la Social Media Strategy di Iab Forum by Marta Cascio | 13 dicembre 2016 Un ronzio che fa bene alla reputazione di prodotti e servizi. “ Buzz ” nel marketing rappresenta in maniera onomatopeica il volume di conversazioni attivate dal passaparola e da altre strategie basate sul web e sui social network , finalizzate ad accrescere la notorietà di un brand e a raggiungere nel minor tempo possibile un definito target di utenti (il cosiddetto “sciame”). Raggiungere un pubblico sempre più selezionato, omogeneo per interessi rispetto a un tema o a una categoria di prodotti e servizi, è l’obiettivo di questa strategia. Gli allievi del master hanno collaborato alla realizzazione del piano editoriale dei profili social di IAB Italia e della campagna pubblicitaria con “ Custom Audience ” su Facebook, con l’agenzia E3, Social Media Partner dell’evento. Abbiamo proposto a IAB di attivare una ‘sinergia’ con gli studenti del master, con tre obiettivi principali: fornire un’opportunità formativa sul campo, essere lo "staff" di Social Amplification dello IAB Forum e, infine, aumentare il buzz attorno all’evento. In questo modo definiamo piani strategici di sostenibilità che rispecchiano i valori e l’identità dell’azienda, il settore d’appartenenza e gli obiettivi di business che l’organizzazione si pone nel medio-lungo periodo» afferma Stella Gubelli , responsabile di Altis Consulting .

 

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