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Exchange nel cuore dell’Europa

Ucsc international Exchange nel cuore dell’Europa Francesco , studente di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative , ha trascorso cinque mesi a Maastricht , in Olanda, in una delle migliori università europee. “Sarò mai all’altezza di tutto ciò che comporterà questa esperienza?”, “Avrò le abilità necessarie per superare tutte le difficoltà che, inevitabilmente, mi si presenteranno?” … queste e molte altre erano le domande che mi ponevo. L’Exchange è internazionalismo, è integrazione, è essere cittadini del mondo, condivisione, multietnicità, è sentirsi “a casa lontano da casa”. Ho vissuto, durante la mia permanenza, in uno studentato, ed è la migliore opzione per chi vuole aprirsi a nuovi “mondi” e culture, per chi ha voglia di mettersi in gioco non solo a livello formativo ma anche personale. L’università di Maastricht è una delle migliori in Europa, tra le più internazionali, il metodo Problem-Based Learning di sicuro non è stato semplice all’inizio: tanto da studiare e in poco, pochissimo, tempo. Infatti, durante questi mesi ho avuto modo di viaggiare, di visitare e di scoprire nuovi posti e culture. Consiglio a tutti l’Exchange, consiglio a tutti l’Olanda, Maastricht; consiglio di “osare”, di evadere dalla vostra “comfort zone”, di misurarvi di fronte a nuove sfide, perché perdersi in nuovi traguardi è il solo modo per (ri)trovarsi e (ri)scoprirsi migliori di prima.

 

Overseas, il mio sogno americano

UCSC International Overseas, il mio sogno americano Per Federica , studentessa di Economia, i cinque mesi a New Orleans sono stati un tuffo nei ritmi e nei suoni di una città incredibile. La più nota è sicuramente la celebrazione del carnevale, durata sei settimane e culminata, al termine, nel vero e proprio “Mardi Gras”: un trionfo di colori e musica, con parate di carri elaborati dai quali venivano lanciati gadget di ogni genere. Fin dal primo giorno di lezione è stato chiaro che mi sarei dovuta adattare a un nuovo metodo di insegnamento, a un nuovo approccio ai contenuti e, soprattutto, alla persona. Gran parte del contributo alla lezione è fornita dagli studenti attraverso discussioni, confronti e lavori di gruppo, le scadenze sono pressoché giornaliere e vi è un costante stimolo alla conoscenza e all’approfondimento delle proprie competenze e dei propri talenti. La voglia di condividere il proprio tempo e le proprie emozioni, il desiderio di conoscersi e confrontarsi, la volontà di vivere al meglio questa esperienza sono state per me il vero linguaggio universale con cui sento di aver dialogato in cinque mesi (oltre che un pizzico di inglese!). Dopo essere rientrata in Italia, in tanti mi hanno chiesto qual è la cosa che mi è piaciuta di più o ciò che ritengo sia stato più significativo. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

Dopo l’Erasmus, lavoro a stelle e strisce

Ma ciò che ha reso così importante tutte queste esperienze sono le persone che ho incontrato nel mio percorso: mi hanno aiutato a inserirmi in contesti nuovi o a mettermi in gioco in qualcosa di diverso. Devo dire grazie ad ognuno di loro, ma anche alla mia università, che ha reso possibile questo itinerario che dalla Spagna mi ha portato nel cuore degli Stati Uniti. Questa esperienza mi ha sicuramente permesso di responsabilizzarmi, imparando a dividere equamente il mio tempo tra faccende di casa, lezioni, preparazione degli esami e uscite con compagni di corso della facoltà di economia o altri studenti Erasmus. Così, dopo una pausa di solo una settimana, sono volato direttamente negli States, in Maryland, per iniziare questa ulteriore, indimenticabile esperienza al più grande Water park di Ocean City. Così, dopo una settimana, sono andato nell'ufficio del mio capo chiedendole se potevo essere d'aiuto nello svolgimento di ulteriori mansioni, pur sapendo che il mio stipendio non avrebbe subito alcun aumento. Alla fine di ogni corso il superamento di un test scritto permetteva di essere promosso a un ruolo di maggiore responsabilità (con qualche dollaro in più). Così, quando inaspettatamente si è liberata una posizione manageriale, la mia direttrice mi ha proposto di ricoprirla: il giorno seguente ero al mio primo dei cinque giorni di training previsti dalle normative, in veste però di "manager supervisor".

 

Alla scoperta della vera America

ucsc international Alla scoperta della vera America “ Sweet Home Alabama ” è il motivo che ha accompagnato l’ Exchange di Alessandra , studentessa magistrale di Filologia moderna, alla University of Alabama. Un semestre intenso che è stato, senza ombra di dubbio la parte migliore della sua vita. Forse con le tempistiche non sono stata brava in quanto, se vuoi viverti l’esperienza a pieno, dovresti avere la spensieratezza e l’impulsività di chi ha appena iniziato l’università e non l’ansia per il futuro e il desiderio di iniziare un nuovo capitolo della tua vita nel contesto lavorativo. Perché vivere lontano da casa non è mai facile e se anche viaggiare è la mia più grande passione è anche vero che mettersi in gioco ogni giorno non è una passeggiata. Una casa in cui non puoi mai rimanere da solo, ma puoi sentirti solo nei tuoi momenti no. Ogni mattina mi svegliavo con una vista stupenda sul piazzale principale dove tutto aveva inizio: le lezioni, lo studio in biblioteca, le pause pranzo sdraiati sul prato. Il campus è uno dei più grandi d’America e se davvero vuoi vivere la college experience è il posto perfetto perché puoi trovare di tutto, eventi di ogni tipo, grandi party nelle confraternite, partite di football di allo stadio, buffet gratis in ogni angolo, manifestazioni e conferenze. Tuscaloosa è la cittadina più vicina e anche se è molto carina non è minimante comparabile a una grande città.

 

Exchange tra le meraviglie d’Australia

L’esperienza da UCSC Exchange Student è stata un’opportunità meravigliosa che mi ha permesso di crescere non solo a livello accademico ma anche personale, umano. Assorbita da una realtà completamente diversa da quella a cui ero abituata ed essendomi messa costantemente in gioco con me stessa e con gli altri, ho potuto comprendere a fondo l’impatto positivo che ognuno di noi può avere nel proprio piccolo. L’ interattività e la praticità dei corsi, l’utilità dell’e-learning, l’efficacia dei lavori di gruppo con studenti internazionali e i vari assignment svolti mi hanno permesso di capire a pieno gli argomenti studiati. Non è stato immediato trovare dei corsi adatti al mio percorso di studi ma sono rimasta soddisfatta delle scelte che ho fatto e dei traguardi raggiunti. È stato proprio con alcuni di loro che, una volta terminati gli esami, ho visitato prima Cairns e poi Sydney. Nuotare in una cascata naturale della foresta pluviale, rilassarsi su una spiaggia paradisiaca a Fitrzoy Island, fare scubadiving e snorkelling nella Great Barrier Reef, assistere ad uno spettacolo teatrale all’Opera House di Sydney, camminare sul Sydney Harbour Bridge e così via sono state esperienze eccezionali. Penso che la forza dell’Australia sia proprio quella di essere un continente in cui si può godere di un’estrema diversità: unisce infatti la grandiosità delle sue metropoli ad una natura (sia flora che fauna) spaventosamente maestosa e ad un mix culturale unico nel suo genere.

 

Com'è difficile dire adiós

Milano Com'è difficile dire adiós Tornare da un Exchange di cinque mesi in un Paese accogliente come il Messico è difficile. luglio 2017 di Chiara Marianeschi * La parte più difficile di un Exchange, non è trovare un posto dove vivere, non è andare oltre le barriere linguistiche, non è trovare amici o capire come funziona l’università. Ogni persona è pronta ad aiutarti per qualsiasi cosa, sono sempre pronti a fare festa, sono curiosi di scoprire l’Europa, la nostra cultura, la lingua, le tradizioni. Mi ha cambiato, mi ha fatto scoprire un Paese meraviglioso, altre culture (vivere con 8 persone di nazionalità diverse ha fatto la sua parte), mi ha insegnato ad arrangiarmi da sola, a parlare lingue diverse per farmi capire dalle persone, a superare la timidezza. Il gruppo di Ilink - studenti volontari dell’università - mi ha aiutato con la casa, con gli esami, mi ha spiegato cosa fare e cosa no; ci sono stati come amici, compagni di avventure, insomma per qualsiasi cosa sono sempre stati presenti. Io sono partita per 5 mesi con una valigia da 10 chili, ho cambiato quattro voli per risparmiare, ma ciò che mi ha lasciato non si può contare o pesare: è qualcosa di molto di più. anni, di Terni, studentessa del corso di laurea magistrale in Gestione del lavoro e comunicazione per le organizzazioni, facoltà di Scienze politiche e sociali #exchange #messico #ilink Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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