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Il latino rivive alla radio

il punto Il latino rivive alla radio Da sabato 8 giugno Radio Vaticana manda in onda un notiziario nella lingua di Cicerone. Evitando il tentativo posticcio di rivitalizzare quella che è e rimane una lingua morta. E da sabato 8 giugno Radio Vaticana manderà in onda un notiziario in lingua latina, che sarà affiancato da brevi lezioni per far conoscere i neologismi latini coniati per i tweet di Papa Francesco. Al di là del sorriso che la resa in latino della parola “tagliatella” può strappare (per i curiosi, è “oblonga pasta segmentata”), la tensione a riappropriarsi e godere di questa lingua è una buona notizia. Da un lato, il latino non va considerato alla stregua di un fossile eternamente incastonato nella sola classicità: insomma, quello di Cicerone è solo uno dei tanti “latini” che i documenti ci mettono in mano. Dall’altro, è necessario avere ben chiaro che il latino è e rimane una lingua morta, priva di parlanti nativi, e che ogni tentativo di sua rivitalizzazione non può che suonare posticcio. Oggi, questo significa metterli a disposizione e studiarli utilizzando quanto lo stato dell’arte della ricerca offre: si tratta di grandi raccolte di testi latini in formato digitale (chiamati “corpora”), così come di strumenti che ne producono automaticamente l’analisi grammaticale o logica.

 

Latino e greco, troppe incertezze

Speciale maturità Latino e greco, troppe incertezze La novità della versione contestualizzata, preceduta da un Ante-testo e da un Post-testo bilingui, è stata annunciata due anni fa ma le modifiche più significative sono arrivate da poco, ad anno scolastico abbondantemente iniziato. Già da due anni il ministero aveva preannunciato per questo tipo di scuole la novità della versione contestualizzata dal latino o dal greco: un testo preceduto da un Ante-testo e seguito da un Post-testo bilingui, utili per collocare opportunamente il brano da tradurre. Ma su questa innovazione positiva adesso è stato inserito dell’altro, cioè un secondo testo nell’altra lingua classica, con a fianco la traduzione italiana: perfettamente inutile per saggiare la competenza di traduzione dalla seconda lingua. Ma le modifiche più significative, e che riguardano tutte le scuole, sono arrivate solo da poco, ad anno scolastico abbondantemente iniziato: però con effetto immediato, cioè a partire già dagli esami che cominceranno adesso. In marzo seguiva poi un’Ordinanza che precisava, a proposito di questi “materiali”, che si doveva trattare di “buste” predisposte dalla commissione: il presidente prima e il candidato poi avrebbero dovuto sorteggiare la busta con relativi materiali, che non dovrebbero contenere domande precise, ma “nodi concettuali”. L’incertezza a questo punto per i candidati e i docenti è aumentata: giustamente è stato rilevato che novità così significative non possono essere introdotte nel corso dello stesso anno in cui si vuole anche applicarle. Nella storia recente della scuola di solito si è cercato di rispettare il principio per cui le novità legislative non possono essere inserite durante l’anno scolastico in corso, se si vuole ottenere la ricaduta didattica auspicata.

 

Non snaturare la prova di traduzione

Speciale maturità Non snaturare la prova di traduzione Tradurre un testo resta la migliore delle verifiche delle competenze di uno studente di liceo classico, che traducendo mette in campo anche le proprie conoscenze in ambito storico, artistico, filosofico, culturale e la propria capacità di applicarle. giugno 2019 di Antonietta Porro * Quanto è cambiata la seconda prova dell'esame di Stato per i licei classici con l’introduzione della cosiddetta “prova mista”, sperimentata quest’anno? Ci sarà ora una doppia traduzione, dal greco e dal latino? Sgombriamo subito il campo da un equivoco: non ci sarà nessuna doppia traduzione. Ai candidati sarà chiesto di tradurre un passo dal greco oppure dal latino (quest'anno sarà latino), mentre di un secondo passo nell'altra lingua classica, su un tema connesso con quello del brano da tradurre, sarà offerta allo studente una traduzione italiana bell'e pronta. Dunque la prova di traduzione resta una sola. Quali allora le novità? Una più (troppo?) ampia introduzione e contestualizzazione del testo e i quesiti che vi si accompagneranno. L’auspicio è che la prova di traduzione non venga snaturata. docente di Letteratura greca #maturita #esami #studenti #latino #greco Facebook Twitter Send by mail.

 

La rivincita del latino

Brescia La rivincita del latino Nella sede di Brescia 115 studenti dei licei di Brescia e del resto della Lombardia hanno sostenuto la prova per avere la certificazione di livello B2. Perché anche la lingua di Cicerone può fare curriculum ed è tutt'altro che "morta". Il latino è più vivo che mai, tanto da richiedere una certificazione linguistica proprio come accade per l’inglese e il relativo Quadro Comune Europeo di Riferimento (lo strumento che rende spendibile la conoscenza certificata di una lingua nell’ambito professionale). Così anche la lingua latina avrà i suoi sei livelli di conoscenza da A1 e A2 per la capacità di base a B1 e B2 per la competenza media, fino a C1 e C2 per i professionisti della lingua. Per questo giovedì 11 aprile 115 studenti, provenienti dai licei bresciani e lombardi, sono stati impegnati nella prova scritta per ottenere la Certificazione linguistica latina di livello B2. In collaborazione con USR (Milano) e Cusl - Consulta Universitaria di Studi Latini (Roma) Direzione scientifica: professor Guido Milanese #latino #certificazione #lingua Facebook Twitter Send by mail.

 

Viaggio ai confini della storia

brescia Viaggio ai confini della storia Per cinque studenti della facoltà di Lettere e Filosofia della sede di Brescia, accompagnati dal loro professore, 135 km a piedi per 6 giorni di cammino lungo il Vallo di Adriano, alla scoperta di ciò che rimane di una delle più affascinanti rovine romane. Così si è definita, ovviamente in latino, la la “ Walking Summer School ” organizzata e finanziata dalla sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha portato in Inghilterra cinque studenti della facoltà di Lettere e Filosofia accompagnati dal professor Massimo Rivoltella , docente di Letteratura Latina. Da segnalare il percorso naturalistico che si è snodato per il Parco Nazionale del Northumberland, e la fugace visita a Edimburgo, luogo di arrivo e partenza dei voli da e per l’Italia. Il Vallo di Adriano è monito di un passato di grandezza ma anche di un futuro unificato ancora dall’eredità culturale latina» ricorda il professor Rivoltella. L’esperienza è stata magnifica, resa tale anche dal contributo di questi stupendi compagni di viaggio che sono stati gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che sono stati con me in questo tragitto». latino #summerschool #studenti #estate Facebook Twitter Send by mail.

 

Studenti sul palco con Plauto

milano Studenti sul palco con Plauto Ventitré allievi del corso di alta formazione Teatro antico in scena dell’Università Cattolica concludono il loro percorso formativo con la messinscena della spassosissima commedia plautina al Teatro di San Lorenzo alle Colonne. Rudens è un testo in cui sono presenti tutti i presupposti di una spassosissima commedia plautina, dove le azioni e le gag contribuiscono allo scioglimento della complicazione e degli equivoci che nascono nel corso della narrazione. Questi ed altri temi presenti nel testo quali, per esempio, lo scontro tra due schiavi sul diritto di proprietà, tema precursore del diritto occidentale o la descrizione della tempesta che richiama due importanti scene dalla Tempesta di Shakespeare, rendono la messa in scena molto godibile e interessante. Gli interpreti sono gli studenti del corso di alta formazione Teatro antico in scena dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, diretto dalla professoressa Elisabetta Matelli , che ne ha curato la produzione. Lo spettacolo rappresenta il primo step di un percorso che porterà la narrazione a svilupparsi davanti alla prova della messinscena e soprattutto al contatto con il pubblico. Questi ultimi sperimentano le soluzioni sceniche di una commedia che ha 2.218 anni, ma che attraverso il testo di Plauto propone vicende umane universali e perenni. Al termine dello spettacolo avverrà una sorta di “drama-forum”, in cui gli spettatori dialogano con attori, con il regista e con chi ha curato la drammaturgia.

 

Anche i manga parlano latino

by Marta Tibollo | 13 giugno 2016 Perché studiare il greco e il latino? A cosa servono? «Sono le domande che si pongono spesso studenti e docenti a proposito dell’insegnamento di queste materie, che presentano il mondo classico sempre e solo sotto forma di lingua e letteratura». Esordisce così Maurizio Bettini , professore della facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Siena, introducendo il convegno Tradizione classica e cultura contemporanea promosso dall’Università Cattolica in collaborazione con le Università di Milano e di Pavia. Durante le due giornate di studio, che si sono svolte il 9 e 10 giugno scorso, numerosi docenti di prestigiosi atenei anche stranieri, si sono confrontati sul tema cercando di capire quale potrebbe essere il ruolo della cultura classica in una realtà multiculturale come quella attuale. Un punto di vista che possa permetterci di costruire un confronto con il greco e il latino, che – come dichiara Cristiana Franco dell’Università per Stranieri di Siena – può rivelarsi un utile strumento di mediazione culturale. Infatti lo studio del latino permette di conoscere l’origine di alcuni concetti chiave delle culture e delle istituzioni europee e questo è importante per i mediatori culturali che devono creare un “ponte” linguistico e culturale tra persone di origine e diversa nazionalità. Potrebbe sembrare strano, ma in Giappone è molto diffuso lo studio della letteratura latina, tanto che a Tokyo e a Osaka sono stati inaugurati corsi di lingua e cultura latina aperti anche a un pubblico non accademico. Nel corso della sua relazione, Galeani, a partire dai manga Eureka e Thermae Romae , rispettivamente di Hitoshi Iwaaki e Mari Yamazaki , ha appurato come, per procurarsi un’attendibile ossatura storica, i due autori abbiano condotto un ponderoso approfondimento di ricerca culturale, che arricchisce anche le conoscenze dei lettori.

 

Adesso anche il latino ha il suo B2

BRESCIA Adesso anche il latino ha il suo B2 Nel campus di Brescia, 90 su 750 iscritti delle scuole lombarde, hanno sostenuto l’esame ai fini della certificazione per la lingua di Cicerone. Ne è una riprova il successo che da alcuni anni sta riscuotendo tra gli studenti delle scuole superiori lombarde, e non solo, l’iniziativa promossa dalla Consulta dei professori universitari di latino (Cusl) . In accordo con l’Ufficio scolastico regionale e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Cusl ha dato vita a un test che, similmente agli Esami Cambridge ESOL, certifica il livello di conoscenza linguistica della lingua di Cicerone. Una certificazione che fa curriculum anche agli occhi delle aziende, perché il latino insegna a ragionare in modo logico, quello che nel mondo del lavoro si chiama “problem solving”. Nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere moderne da ormai molti anni è prassi costante attestare, attraverso modelli di valutazione la cui serietà è attestata da un ente certicatore, il livello di apprendimento linguistico di uno studente. Lo testimoniano, solo per citarne alcuni, il DELF per il francese, la serie delle attestazioni del Cambridge ESOL2 o il corrispondente set TESOL/TEFL del Trinity College London, l’articolata serie di certicazioni del Goethe Institut4, senza dimenticare l’attività ormai intensa nella certicazione dell’italiano come “lingua 2”. La prova non consiste, se non al livello più alto di competenza) in una traduzione, bensì in esercizi che mostrino la comprensione del testo e la capacità di lavorare sulle strutture linguistiche del latino – ha aggiunto il professor Milanese –.

 

Latino, la versione è superata?

Secondo il professor Guido Milanese «facile certo, far finta di capire ma, capire sul serio, per nulla facile». giugno 2017 di Guido Milanese * La scelta di Seneca per la seconda prova al liceo classico compensa quella di Caproni (e non certo il miglior Caproni) per la prima prova. Seneca è un autore molto letto a scuola, frequentemente assegnato alla Maturità negli ultimi anni; e in particolare l’argomento trattato – il valore della filosofia per la vita – è essenziale non solo per il filosofo romano, ma per tutta la filosofia ellenistica. Un altro esempio due righe dopo: nell’enumerazione degli effetti della filosofia sulla vita, Seneca scrive che la filosofia actiones regit : facile la “non traduzione”, che porterà molti candidati a scrivere “regge le azioni”. Ma anche qui, grande la difficoltà: bisogna aver chiara la semantica del verbo regere , che significa «dare un orientamento, tracciare una linea»: il rex è colui che orienta il suo popolo, e la linea recta è appunto recta come una vita recta – cioè ben orientata. E non a caso Seneca propone, di lì a poco, la classica metafora della filosofia come capace di guidare la nave della vita tra le tempeste; riproponendo, con la forma composta derigo , il nucleo semantico dell’orientamento. La parte finale del testo, poi, presenta una sorta di rassegna delle ragioni per cui un fatalista potrebbe rifiutare la filosofia; se tutto è già deciso, perché illudersi di controllare la propria vita? Facile, questo testo? Facile, certo, far finta di capire; ma capire sul serio, per nulla facile.

 

Il latino è vivo e corre sul web

MILANO Il latino è vivo e corre sul web Grazie al finanziamento di 2 milioni di euro della Commissione europea, il ricercatore Marco Passarotti creerà una connessione web-based fra tutte le risorse linguistiche (testi, dizionari, lessici) e gli strumenti di trattamento automatico del linguaggio. Il latino è una lingua come le altre: non è più bella e non è più brutta, semplicemente perché questo non è un tratto distintivo delle lingue» spiega Passarotti. E così possiamo mettere nelle mani dei classicisti di domani un’enorme quantità di evidenza empirica, che è tutto ciò che possiamo sapere del latino. Si potrà lanciare una ricerca su testi di diverse epoche che sono stati messi a disposizione da diverse istituzioni (biblioteche, centri di ricerche, archivi). Si chiama Linked Data ed è un paradigma e una tecnologia che permette a dati sparsi in giro per il web di interagire utilizzando un lessico (cioè una lingua) comune, che è comprensibile e processabile non solo dall’uomo, ma anche dalle macchine. Ad esempio, potrà chiedere agli studenti di identificare tutti i soggetti al nominativo di una porzione di testo e poi consentire loro di verificare nella base di conoscenza che costruiremo quanto sia giusta la loro risposta (o se quella della macchina sia sbagliata). Il classicista potrà sostenere le proprie ricerche con grandi masse di evidenza empirica, che potrà gestire facilmente grazie a interfacce di accesso di semplice uso e a connessioni semantiche soggiacenti in grado di mettere in relazione le varie informazioni sul medesimo oggetto (ad esempio, una parola).

 
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