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Insieme verso la Pasqua

ateneo Insieme verso la Pasqua In tutti i campus dell’Ateneo le sante messe in preparazione alle feste pasquali: mercoledì 3 aprile a Milano, giovedì 4 a Roma, martedì 9 aprile a Piacenza, mercoledì 10 a Cremona e giovedì 11 a Brescia. marzo 2019 Come ogni anno la comunità dell’Università Cattolica si prepara alla Pasqua con la celebrazione della messa nei diversi campus dell’Ateneo. Si comincia a Milano mercoledì 3 aprile 2019 con la celebrazione eucaristica presieduta dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori . Giovedì 4 aprile a Roma la santa messa presieduta da monsignor Giuliodori si terrà alle 12.30 nella Chiesa centrale del Sacro Cuore. A Piacenza la celebrazione eucaristica in preparazione alla Pasqua si terrà martedì 9 aprile alle 13.40 in Cappella Universitaria e sarà celebrata da don Luca Ferrari , assistente pastorale della sede piacentina. A Cremona la santa messa sarà presieduta dal vescovo della diocesi monsignor Antonio Napolioni . Nella sede di Brescia la celebrazione eucaristica in preparazione alla Pasqua si terrà giovedì 11 aprile alle 12.30 e sarà celebrata dall’assistente pastorale della sede don Roberto Lombardi .

 

Pasqua, calendario dei servizi

ATENEO Pasqua, calendario dei servizi I turni di chiusura e gli orari di funzionamento nei campus durante le feste pasquali e le chiusure per le altre festività. Le sedi rimarranno chiuse da sabato 26 marzo a lunedì 28 marzo compresi . CREMONA Il campus resterà chiuso da sabato 26 a lunedì 28 marzo compresi . PIACENZA Il campus resterà chiuso da sabato 26 a lunedì 28 marzo compresi . ROMA La sede resterà chiusa da sabato 26 marzo a lunedì 28 marzo compresi . EDUCATT, CHIUSURE NELLE SEDI In occasione dell'interruzione dell'attività accademica, i servizi al pubblico nelle sedi Educatt osservano un periodo di chiusura. CHIUSURE DI TUTTE LE SEDI PER FESTIVITÀ COME DA CALENDARIO domenica 27 marzo – Pasqua lunedì 28 marzo – Lunedì dell’Angelo lunedì 25 aprile – Festa della Liberazione giovedì 2 giugno – Anniversario della Repubblica venerdì 3 giugno – Solennità Sacro Cuore di Gesù.

 

Gli occhi e il dito di Tommaso

PASQUA 2016 Gli occhi e il dito di Tommaso Otto giorni dopo Pasqua, Gesù invita l’apostolo incredulo a “vedere e toccare”. Per José Tolentino un mistero che insegna che toccare l’amore significa accettare quello che sfugge dell’altro. Quando Tommaso risponde, «Mio Signore e mio Dio!», Gesù aggiunge: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». Dov’è andato a finire il tatto? Perché non viene più menzionato? Una soluzione è pensare che, vedendo e sentendo Gesù, lo stesso Tommaso non abbia fatto ricorso al tatto, nonostante Gesù gliene avesse dato la possibilità. Che non abbia avuto bisogno di andare fino in fondo ai suoi propositi per capire che si trattava effettivamente di Gesù. Il filosofo Jean-Luc Nancy ha scritto un curioso saggio su questo passo, sostenendo che l’espressione “ non mi toccare ”, non significa soltanto questo, ma più letteralmente “ che tu non voglia toccarmi ” o “ non pensare a toccarmi ”. Da un punto di vista più esistenziale significa: i mpara che toccare l’amore non significa niente più che accettare quello che ci sfugge dell’altro.

 

La croce? Una buona notizia

vita e pensiero La croce? Una buona notizia È la rivelazione massima e inaudita della solidarietà di Dio nei confronti dell’uomo. Certo se si riduce la croce al “prezzo” che il Figlio ha pagato al Padre per riparare i peccati dell’uomo, finendo – di conseguenza – con insinuare l’idea di un Dio “giusto al modo degli uomini”… allora difficilmente si potrà parlare della croce come di una lieta notizia. La croce è lieta notizia perché in essa Gesù ha risposto alla domanda che ci ha accompagnato nella nostra lettura biblica dall’inizio alla fine, e che da sempre accompagna la storia dell’uomo. Invece sta proprio qui – nel dono di sé, nel non salvare se stesso – la verità di Gesù, trasparenza della verità di Dio. Il Figlio di Dio è rimasto sulla croce perché non ha voluto aggirare lo scandalo che accompagna la vita dell’uomo e il corso della storia. Se l’amore è la verità di Dio, perché troppe volte lo si sperimenta sconfitto e improduttivo? Di questo scandalo la croce è l’immagine ingigantita, non la cancellazione. Rimanendo fermo e silenzioso sulla croce, Gesù ha condiviso l’esperienza più dolorosa dell’uomo, al quale troppe volte sembra che la via di Dio non mantenga ciò che promette. Con la sua croce il Figlio di Dio si è inserito nel centro della contraddizione, nel punto più delicato, ma anche il più vero, dell’uomo e del suo cammino.

 

Insieme verso la Pasqua

Milano Insieme verso la Pasqua A Milano, dopo la celebrazione della messa, un corteo raccolto ha varcato la Porta santa della Basilica di Sant’Ambrogio . Un segno del clima di attenzione al cammino giubilare, come ha sottolineato monsignor Claudio Giuliodori nell’omelia. marzo 2016 di monsignor Claudio Giuliodori * Nell’anno giubilare della misericordia l’invito a rendere sempre più autentica e visibile la sequela si concretizza nell’impegno ad essere misericordiosi come il Padre. Condividiamo con tutta la Chiesa questo anelito a riscoprire il volto misericordioso di Dio che si riflette nel misericodiae vultus del Cristo. È incoraggiante vedere come in questi mesi anche nel nostro Ateneo si respira, pur tra mille impegni e nel ritmo serrato dell’attività accademica, un clima di attenzione e di viva partecipazione al cammino giubilare della Chiesa. Dalle iniziative dei Centri di Ateneo al percorso “ La misericordia e le sue opere ” che vede coinvolti molti docenti e organismi del nostro Ateneo in workshop, seminari e un Convegno finale, senza dimenticare le diverse proposte artistiche, dal teatro alle mostre ai concorsi fotografici. Un fermento bello e vivace, segno dell’azione dello Spirito che non snatura l’identità della nostra Istituzione universitaria, ma la rafforza e la vivifica per attuare, nelle forme che le sono proprie, una vera esperienza di discepolato.

 

La risurrezione, trionfo della fedeltà

PER RIFLETTERE La risurrezione, trionfo della fedeltà La Pasqua è il segno del Padre che non abbandona il Figlio nella morte, e di Gesù che non abbandona i discepoli nella disperazione. La meditazione del biblista Bruno Maggioni nell’editoriale della Rivista del Clero italiano edita da Vita e Pensiero 10 aprile 2019 di Bruno Maggioni * Parlando della sua passione, Gesù ha sempre fatto riferimento anche alla risurrezione. Gesù è andato avanti, non è tornato in dietro, è entrato in una dimensione nuova, è entrato nella gloria del Padre. Questo dato di rivelazione apre il credente a una grande e concreta speranza, che poggia sull'amore di Dio. Il Risorto mostra che Dio è fedele ed è il Vivente, e non abbandona alla morte ciò che ha creato. Il Vangelo rivela che chi ripercorre la via di amore, di dedizione e di obbedienza al Padre che Gesù ha aperto, sperimenta che la fedeltà di Dio verso l'uomo, la Sua promessa di vita, è più forte del peccato e della morte. Il riferimento è alla profezia fatta da Gesù nell'imminenza della sua passione (Mc 14,27-28), una profezia a due facce: l'abbandono dei discepoli («tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse»), e la fedeltà di Gesù («Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea»). Per questo la risurrezione è il trionfo della fedeltà: del Padre che non abbandona il Figlio nella morte, e di Gesù che non abbandona i discepoli nella disperazione.

 

Chiusure per le feste pasquali

Pasqua 2019 Chiusure per le feste pasquali Le variazioni negli orari dei servizi durante i giorni di Pasqua e nelle festività da fine aprile a giugno nelle sedi dell’Università Cattolica.

 

Giuliodori: alla ricerca della verità

milano e roma Giuliodori: alla ricerca della verità Un’Università cattolica deve declinare i percorsi intellettuali con quelli esistenziali, le conoscenze scientifiche con le domande di senso, i diversi saperi con le sfide del nostro tempo. L’omelia dell’Assistente generale per la Pasqua a Milano e Roma 05 aprile 2017 di monsignor Claudio Giuliodori * La verità che rende liberi non è una teoria ben strutturata e convincente, ma la partecipazione alla relazione di Gesù con il Padre. Emerge in modo chiaro, quindi, che la verità non è un prontuario di concetti, ma l’incontro reale, concreto e vivificante con la persona di Gesù che ci rivela il volto misericordioso del Padre e ci fa dono dello Spirito Santo. Per non imboccare percorsi fuorvianti occorre tener presente che l’espressione “ la verità vi farà liberi ” [tratta dal Vangelo letto nella liturgia odierna] è il culmine di un percorso tracciato da Gesù: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Un approccio distorto alla questione della verità finisce, al di là di ogni legittima ricerca filosofica e teologica, in quello smarrimento che ha sperimentato anche Pilato quando domanda - senza riconoscere che ciò che cerca gli sta di fronte -: “che cos’è la verità?” (Gv 18,38). Le considerazioni che abbiamo fatto, a partire dall’espressione “la verità vi farà liberi”, sono particolarmente rilevanti per una Università cattolica, che è un luogo tradizionalmente e sostanzialmente deputato alla ricerca e all’approfondimento della verità, come afferma chiaramente l’Ex corde ecclesiae. Ma è soprattutto gravido di conseguenze, quanto mai rilevanti, circa l’invecchiamento della popolazione con le relative esigenze di cura e assistenza o in riferimento agli squilibri economici che pesano soprattutto sui giovani, per i quali è sempre più difficile trovare lavoro e costruire una famiglia.

 

Giovani, l’Ateneo si fida di voi

milano Giovani, l’Ateneo si fida di voi Nell’omelia in preparazione alla Pasqua, l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori ha richiamato il ruolo dell’Università nella formazione delle nuove generazioni anche in chiave di discernimento vocazionale. marzo 2018 di monsignor Claudio Giuliodori * Le considerazioni di questa lettera meritano di essere approfondite per mettere meglio a fuoco come possiamo aiutare noi stessi e le nuove generazioni ad evitare i cortocircuiti valoriali o, secondo l’immagine odierna, i morsi velenosi di certe tendenze culturali del nostro tempo. Come Ateneo cattolico preposto all’alta formazione dei giovani possiamo aiutare noi stessi e le nuove generazioni a evitare i cortocircuiti valoriali o, secondo l’immagine proposta dalla liturgia di oggi, i morsi velenosi di certe tendenze culturali del nostro tempo. Proprio in questa settimana si sta svolgendo a Roma il “Sinodo dei Giovani” in vista della Giornata Mondiale della Gioventù che sarà celebrata domenica prossima con la liturgia delle Palme e in preparazione al Sinodo dei Vescovi di ottobre. È un lavoro di autoconsapevolezza e di riflessione critica sul nostro vissuto concreto “con” e “per” i giovani che si aggiunge alle pregevoli e importanti attività scientifiche realizzate con il Rapporto giovani e con le ricerche curate da tanti docenti e gruppi di lavoro del nostro Ateneo. È il modo con cui contribuiamo alla riflessione della Chiesa, non solo dall’esterno fornendo alti contributi scientifici, ma dall’interno sentendoci parte viva di questa straordinaria avventura comunitaria che ci vede tutti impegnati ad aiutare le nuove generazioni a discernere la volontà di Dio sulla loro vita. Dobbiamo essere consapevoli che il nostro Ateneo e il Policlinico sono oggetto di scelte preferenziali, da parte di giovani e famiglie per la domanda formativa e da parte di malati e scienziati per quanto riguarda l’ambito della cura della salute, soprattutto per le situazioni più complesse..

 

Nella Pasqua tutto si rinnova

Pasqua Nella Pasqua tutto si rinnova Nella luce del Risorto l’augurio che le armi tacciano, che il terrore ceda il posto alla fraternità, che le migrazioni trovino accoglienza, che la politica torni a operare per il bene comune. Gli auguri dell’assistente generale monsignor Claudio Giuliodori 11 aprile 2017 di monsignor Claudio Giuliodori * “ Vide e credette ”. Quando sono il segno di un amore sconfinato, come quello testimoniato da Gesù, diventano fonte di consolazione e di incoraggiamento nell’affrontare le prove della vita. Ma ciò che cambia radicalmente il senso della storia e l’esistenza di ogni creatura è la risurrezione. È data la possibilità di partecipare alla vita eterna nella pienezza della comunione con Dio e con i fratelli. L’evento pasquale, celebrato nella liturgia e sperimentato nella vita, è in grado di incidere profondamente sul corso delle vicende personali e sociali. Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica Nella foto in alto: Eugene Burnand , Il mattino della Risurrezione , Musée d'Orsay, Parigi.

 

Augustinianum, la Settimana Santa è in streaming

COLLEGI Augustinianum, la Settimana Santa è in streaming Da un'intuizione degli studenti del collegio è partita la volontà di organizzare online i riti della prossima Pasqua. Un'occasione per sentirsi, adesso più che mai, parte di una comunità by Luca Aprea | 18 marzo 2020 Il Coronavirus può sospendere i riti religiosi ma non la voglia di sentirsi parte di una comunità e, soprattutto, di vivere e condividere il proprio percorso di fede. Un'esigenza che i ragazzi del Collegio Augustinianum hanno avvertito subito in modo molto forte e che li ha convinti ad organizzarsi subito per fronteggiare, anche da questo aspetto, l'emergenza sanitaria. “La volontà di dare una “risposta” anche dal punto di vista spirituale - spiega il direttore del collegio Edoardo Grossule – è stata una reazione immediata condivisa con il vicedirettore Andrea Patanè . La nostra intuizione ha trovato subito l'appoggio di don Daniel ed è stata ben accolta dal nostro assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori che ha ringraziato per l'iniziativa, dalla Direzione di sede e dal Rettore ”. Un percorso che condurrà alla Pasqua: “Ora – prosegue don Daniel - ci stiamo preparando per celebrare in questo modo anche i riti della Settimana Santa a cui purtroppo non credo che potremo essere presenti fisicamente. Il fatto di avere un appoggio della comunità da un punto di vista spirituale fa molto bene, è un esempio di resilienza che aiuta i giovani ad andare avanti in questo momento difficile”.

 

Monsignor Giuliodori: una Settimana Santa davvero speciale, i media una vera benedizione

Ateneo Monsignor Giuliodori: una Settimana Santa davvero speciale, i media una vera benedizione Per l’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo ci troviamo a vivere una Settimana Santa con pochi precedenti nella storia. Ma i mezzi di comunicazione offrono un ottimo supporto e amplificano l’espressione della fede che oggi tende a restare privata by Agostino Picicco | 06 aprile 2020 «A causa della pandemia da Covid-19 ci ritroviamo con le chiese vuote e a celebrare una Settimana Santa davvero speciale». Una Pasqua inedita sotto i punti di vista e che certamente rappresenta «una novità assoluta che ha pochi precedenti nella storia, se non in casi particolari e rarissimi, ma non con una estensione così globalizzata», osserva l’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo. Con un decreto del 25 marzo la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha stabilito che in generale le celebrazioni si svolgano “senza concorso di popolo e in luogo adatto, evitando la concelebrazione e omettendo lo scambio della pace”. In questo periodo, così diverso dall’ordinario, scopriamo altre modalità di partecipazione che, se non hanno tutte le dimensioni sacramentali che solo la presenza fisica può garantire, tra le principali il poter ricevere l’Eucaristia, non hanno minor valore dal punto di vista spirituale. In questa circostanza l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della CEI, anche in vista della Settimana santa, ha dato ulteriori indicazioni, molto interessanti e ricche di spunti di riflessione sul rapporto media-liturgia (https://chiciseparera.chiesacattolica.it/celebrare-in-diretta-tv-o-instreaming/)». Come si svolge il servizio pastorale in questo periodo? «Abbiamo avviato una rubrica quotidiana sui social dell’Ateneo per offrire spunti di riflessione a partire dal Vangelo del giorno e gli assistenti dei Collegi proseguono da remoto le loro attività di accompagnamento spirituale.

 

Settimana santa a distanza, le iniziative dell’Università Cattolica

Ateneo Settimana santa a distanza, le iniziative dell’Università Cattolica Per vivere questo periodo le quattro sedi organizzano diversi momenti di preghiera e occasioni di riflessione che accompagnano la comunità universitaria sparsa per l’Italia alla Santa Pasqua. E la community Alumni promuove on line due spettacoli teatrali by Agostino Picicco | 07 aprile 2020 Forse non è un caso che il periodo di quarantena sia coinciso con il tempo di Quaresima. Al di là dell’assonanza lessicale, i quaranta giorni che precedono la Pasqua sono intesi come tempo di silenzio, deserto, preghiera, riflessione più ampia sul nostro stile di vita sempre caratterizzato dal mito dell’efficienza in una società abituata alla produzione e alla rapidità. Per questo motivo il Centro Pastorale dell’Università Cattolica ha deciso di conciliare il cammino quaresimale con le modalità “a distanza” che l’emergenza sanitaria impone. Così, su iniziativa dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori , ha proposto alle comunità dell’Università Cattolica un cammino spirituale “virtuale” intitolato “ Le voci della Cattolica sulla Parola del giorno ” per ricevere luce e conforto dalla Parola di Dio, andando insieme alle sorgenti della fede e della sapienza umana. Gli oltre cinquanta assistenti spirituali e docenti di Teologia delle quattro sedi dell’Università hanno elaborato ogni giorno a turno una serie di riflessioni per aiutare la meditazione e la preghiera di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. Per la sede di Piacenza, l’assistente spirituale don Luca Ferrari ha organizzato la lettura di brani delle Scritture a cura di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, poi proposti on line, spiegando così l’iniziativa in una lettera aperta: «Quest’anno dovremmo limitarci ad auspici non sappiamo quanto fondati.

 

Il messaggio per la Pasqua di monsignor Claudio Giuliodori

Ateneo Il messaggio per la Pasqua di monsignor Claudio Giuliodori L’assistente ecclesiastico generale rivolge l’augurio pasquale all’intera comunità universitaria. Viviamo tempi di estrema precarietà e incertezza ma forse proprio per questo possiamo toccare con mano una speranza più grande» 08 aprile 2020 di monsignor Claudio Giuliodori * Il triduo pasquale è il cuore dell’anno liturgico e l’essenza della fede cristiana. La delicata situazione sanitaria e le inedite restrizioni sociali, dovute alla pandemia da Coronavirus, ci costringono a celebrare la Pasqua in uno scenario imprevisto e inusuale. Certo, siamo più isolati ma forse potremo comprendere meglio la solitudine di Gesù e quanto ci ha amato di fronte al tradimento di Giuda, l’incomprensione dei discepoli, la condanna umiliante delle autorità religiose e politiche, la sofferenza e il dramma della morte in croce, il silenzio del sabato santo. Così, ancora una volta nelle pieghe della storia e nel dramma del vivere umano, ci viene data la grazia di contemplare il volto del Risorto. Con questi sentimenti auguro di cuore a tutti i membri della comunità universitaria e a tutte le vostre famiglie una Santa Pasqua. assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore In alto: Tiziano Vecellio, Polittico Averoldi (particolare), collegiata dei Santi Nazaro e Celso, Brescia #pasqua #claudio giuliodori #auguri Facebook Twitter Send by mail Print.

 

In collegio una Pasqua diversa

Roma In collegio una Pasqua diversa L’aiuto direttore del Nuovo Joanneum racconta i giorni della Settimana Santa dei collegiali che hanno deciso di non tornare a casa. In questa cornice di eventi, al Collegio Nuovo Joanneum, gli studenti hanno trascorso le festività pasquali in modo certamente non previsto, lontani dagli affetti familiari, dalle proprie abitazioni e dalle tradizioni a loro care. La Settimana è stata scandita dai suoi tradizionali riti liturgici, a partire dalla messa della Domenica delle Palme fino alla Santa messa Pasquale. Nella celebrazione della veglia Pasquale don Paolo Bonini ha ricordato nella sua omelia, in riferimento al preconio cantato, come il debito di Adamo, saldato da Cristo nella notte della Resurrezione, fosse un debito di amore. E di farlo, soprattutto, nei confronti dei più fragili e dei più deboli, e anche verso se stessi, interrogandosi sul significato del proprio percorso e scrutando il proprio cuore. Memorabile è stato poi il pranzo di Pasqua organizzato e preparato dai collegiali insieme alla direzione del collegio, rispettando le norme igieniche necessarie e seguendo il distanziamento previsto. Aiuto-Direttore Collegio Nuovo Joanneum, tutor Corso di laurea in Medicina e Chirurgia #collegio #nuovo joanneum #roma #pasqua Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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