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Africa, la nuova frontiera delle Pmi

cattolicapost Africa, la nuova frontiera delle Pmi Giovedì 15 dicembre a Milano un seminario promosso dal master in Economia e gestione degli scambi internazionali-Megsi presenta le opportunità di business per le imprese italiane. Aldo Pigoli , docente ed esperto di geopolitica e analisi delle relazioni internazionali, approfondisce vantaggi e criticità nel seminario organizzato dal master in Economia e gestione degli scambi internazionali-Megsi in programma giovedì 15 dicembre alle ore 14 in Università Cattolica (via Carducci 28/30, Milano). Da circa 15 anni il continente africano sta attraversando una fase di crescita economica e sviluppo che ha attirato gli interessi di vari operatori economici a livello internazionale. Inoltre, negli ultimi anni molti Paesi africani hanno avuto successo nel rendere attrattivi i loro settori economici, attraverso investimenti in servizi e infrastrutture ma anche nel miglioramento degli aspetti burocratico-amministrativi e giuridico-legali». Secondo l’esperto di geopolitica, «permangono alcune criticità, le principali derivanti dalla forte dipendenza dalla produzione e dall’export del settore primario, largamente dominante in molti Paesi, e in generale, dalle enormi disparità socio-economiche, dalla perdurante corruzione e dal ritardo nello sviluppo delle infrastrutture». La Mistral International sarl si occupa di attività agricole e di allevamento animale è stata costituita nel 2013, ed è registrata presso la Camera di Commercio di Dakar (Sn). Nasce dall'unione di capitali e prestazioni d'opera italiani e senegalesi con la mission di strutturare un'azienda in grado di produrre alti profitti e svolgere una funzione sociale importante nel territorio, in grado di portare innovazione, formazione e lavoro; combattendo povertà e migrazione clandestina verso l'Europa.

 

Canada, opportunità per l’Italia

milano Canada, opportunità per l’Italia Il Paese nordamericano è una grande occasione per le aziende italiane perché i consumatori canadesi ricercano prodotti di qualità in vari settori. Un convegno promosso da Scienze bancarie e master Carint alla presenza dell’ambasciatore canadese. febbraio 2018 Il ruolo dell’Università è centrale nel processo di sviluppo e partnership delle organizzazioni nel mercato globale. Lo ha detto la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore vicario dell’Ateneo, aprendo i lavori del convegno The Canada Opportunity , organizzato dalla facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative e dal master Corporate advisory e risorse interculturali (Carint), in collaborazione con Ambasciata del Canada e Sace. Regione Lombardia e Ambasciata del Canada hanno sottolineano i risvolti, non solo economici ma anche sociali, di sostenibilità, confronto e crescita dei rapporti bilaterali, mentre realtà come Simest-Sace e le stesse banche giocano da facilitatori degli investimenti per le imprese. Le tavole rotonde hanno messo in rilievo le opportunità del mercato canadese, che costituisce un’importante piazza di sbocco per i prodotti italiani, grazie alla facilità di “fare impresa” in virtù di una burocrazia pressoché assente e di un clima sociale di assoluta tranquillità. Ciò consente di leggere e interpretare i fatti da più prospettive, gestire le complessità, anticipare le problematiche e fornire risposte strategiche alle sfide che la veloce evoluzione del contesto economico-sociale impone.

 

Pmi e nuove tecnologie, sfida possibile

Milano Pmi e nuove tecnologie, sfida possibile Se ne è discusso in occasione della seconda conferenza Management and Marketing in the Digital Age . L’investimento 4.0 comprende macchinari, impianti e processi by Agostino Picicco | 18 febbraio 2020 Nell’ambito della sfida della quarta rivoluzione industriale è ancora tanta la distanza da colmare tra piccole/medie imprese italiane e nuove tecnologie. L’assioma di fondo è che oggi è molto importante per le piccole e medie aziende, che sono quelle che formano l’ossatura del mondo imprenditoriale italiano, investire in tecnologia. Tale investimento tecnologico, meglio conosciuto come “investimento 4.0”, comprende macchinari, impianti e processi e costituisce una vera sfida perché richiede di ripensare il modo di produrre e di definire il concetto di capitale intangibile (ideazione del prodotto, sua valenza e relazione con i bisogni delle persone). Del resto, come è emerso dagli interventi, occorre superare i limiti della dimensione dell’impresa, in quanto l’investimento tecnologico non riguarda solo i colossi industriali ma anche le piccole imprese. La sfida, allora, è cogliere in ottica strategica e di ripensamento generale, le opportunità della tecnologia digitale, che richiedono una trasformazione culturale, prima ancora che di governance e di organizzazione, come ha rilevato Gabriele Barbaresco, direttore Ufficio Studi Mediobanca. A tal proposito risulta utile il confronto tra imprenditori che si scambiano le diverse esperienze, le stesse associazioni industriali possono essere quindi un punto di partenza importante verso le nuove tecnologie.

 

Due premi di laurea sulla Csr

alumni Due premi di laurea sulla Csr Li ha assegnati il Gruppo Molteni a due laureate dell’Ateneo per le loro tesi dedicate alla responsabilità sociale d’impresa nelle aziende a proprietà familiare 04 ottobre 2019 Due riconoscimenti a due tesi dedicate alle imprese a proprietà familiare. Li ha attribuiti a due laureate dell’Università Cattolica il Gruppo Molteni , da sempre impegnato nel sostegno dei giovani talenti formatisi in prestigiose Università Italiane. I premi intitolati al cav. Angelo Molteni, fondatore del Gruppo Molteni insieme alla moglie Giuseppina, leader mondiale nel campo dell’arredo di design, sono stati assegnati a Elena Haivaz e Anna Montesano , e consegnati presso l’headquarter Molteni&;C a Giussano lo scorso 23 settembre alla presenza della famiglia Molteni. Elena Haivaz si è laureata in Direzione e consulenza aziendale (facoltà di Economia) nel 2017 con la tesi “ Proprietà e management nelle PMI famili ari”. Anna Montesano si è laureata in Politiche per la cooperazione internazionale allo sviluppo (facoltà di Scienze politiche e sociali) con la tesi “ Corporate Social Responsibility: the Illycaffe' case study ”. Per lei, triestina di nascita, è stato quasi naturale studiare il caso di Illy, sia per la proprietà familiare, sia per le politiche di responsabilità sociale d’impresa. Avevo provato a mandare la mia tesi, scritta con la supervisione della professoressa Fausta Pellizzari e non ci credevo molto».

 

Se le Pmi fanno le multinazionali

CATTOLICAPOST Se le Pmi fanno le multinazionali Anche se in certi comparti non ci sono più grandi aziende italiane, imprese più piccole sono leader del Made in Italy nel mondo. by Marco Castro | 28 gennaio 2016 Un periodo difficile che ha lasciato sul campo parecchie vittime ma che ha fatto emergere i nuovi campioni del made in Italy nel mondo: piccole e medie imprese che, rubando la scena alle grandi, si comportano come e vere e proprie multinazionali nel loro settore. I dati dicono che la grave situazione economica ha portato alla chiusura di un numero rilevante di imprese, soprattutto quelle che erano fragili dal punto di vista delle competenze. Anche se in alcuni comparti a livello di quote di mercato internazionale non abbiamo più grandi imprese, spesso ne abbiamo delle medie, composte da 80 o 100 dipendenti, che nel loro piccolo si comportano come vere e proprie multinazionali. Per rispondere al bisogno di maggiori competenze l’Università Cattolica e altri istituti hanno offerto più formazione sia agli imprenditori sia agli enti che si occupano di Pmi in Italia e all’estero. Un approccio tipico della nostro offerta didattica è aiutare i partecipanti - imprenditori, figli di proprietari d’azienda o collaboratori - a capire che il mondo delle micro, piccole e medie imprese è totalmente diverso da quello delle grandi. Cosa insegnate in particolare? «Abbiamo una serie di corsi che vanno da quello di marketing per Pmi al corso di finanza e programmazione, con un controllo quindi di tutto ciò che riguarda la gestione finanziaria e la contabilità, mostrando modelli diversi da quelli delle grandi imprese.

 
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