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A Shanghai a studiare con i manager

È molto interessante il fatto di poter conoscere i manager da un punto di vista lavorativo e personale, potendosi immergere pienamente in un’altra cultura. Inoltre, si tratta di un corso molto interattivo, in cui le attività di team working e di public speaking sono il pane quotidiano. Ho appreso gli strumenti e le tecniche base di project &; people management e, a ogni spiegazione teorica, seguiva sempre la messa in pratica in prima persona tramite attività di team work, così da interiorizzare queste nozioni al meglio nel breve tempo. Il momento finale del corso dedicato ai feedback personali è stato veramente utile: è un ottimo momento per tirare le somme del proprio percorso, parlare apertamente, prendere consapevolezza di sé e di ciò che si può fare per migliorarsi. I ritmi sono serrati, ma una volta che ci si abitua a mantenere alto il livello di concentrazione, si viene travolti dal ritmo incalzante delle giornate, e tutto diventa più facile e immediato. Il gruppo composto da studenti e lavoratori provenienti da tutto il mondo lo rendeva eterogeneo e con molte esperienze da condividere e da cui imparare. È un programma molto intenso, che mette a dura prova, ma che tanto toglie, in termini di sonno e di energia, quanto dà a livello di autoconsapevolezza e autoefficacia.

 

In fuga da Hitler verso la Cina

MOSTRE In fuga da Hitler verso la Cina L’esodo degli ebrei a Shanghai, durante il nazismo, raccontato in una mostra al Memoriale della Shoah. L’avvento del nazismo e delle leggi razziali, alla metà degli anni ’30, portò all’esodo di circa 18.000 ebrei europei verso l’Estremo Oriente, generando una forte comunità a Shanghai. A raccontarlo attraverso testimonianze, documenti e fotografie – per la prima volta tradotti in italiano – la mostra dal titolo “Gli Ebrei a Shanghai”, visitabile dal 18 settembre fino al 15 dicembre al Memoriale della Shoah di Milano. L’esposizione è stata organizzata dagli Istituti Confucio dell’Università Cattolica e dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con lo Shanghai Jewish Refugees Museum , la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus e l’ Istituto Italiano di Cultura - Consolato Generale d’Italia a Shanghai . Il massiccio afflusso terminò nel 1941 con la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna, che sancì la chiusura della rotta verso la Cina, e del bombardamento giapponese di Pearl Harbour, nel dicembre 1941, che diede il via alla guerra del Pacifico. Nella seconda parte della mostra viene presentata la vita dei rifugiati ebrei a Shanghai, per i quali nemmeno la forte diversità della lingua è stata una barriera all’inserimento nel Paese. Dopo un periodo di libertà - in cui gli ebrei avviarono proprie attività commerciali fino a creare una “Piccola Vienna” nel distretto di Hongkou a Shanghai - l’invasione giapponese della Cina nel 1942 portò a nuova situazione di persecuzione.

 

La Cattolica stringe i ponti con la Cina

La trasferta nella città cinese di Antonella Sciarrone Alibrandi , pro rettore vicario e presidente Alumni Cattolica, insieme a una delegazione dell’Ateneo, testimonia il sempre più intenso rapporto tra la Cattolica e i suoi laureati impegnati professionalmente nella realtà cinese. A fine settembre, su invito del Consolato Generale d’Italia, la professoressa Sciarrone Alibrandi ha rappresentato l’Ateneo partecipando al workshop “ Fintech: promoting growth and innovation, opportunities and pitfalls ” presso il Shanghai Technology Innovation Center, con un intervento dal titolo “Financial innovation in Europe: Italian best practice”. È stato molto interessante il confronto tra diversi punti di vista di accademici, rappresentanti di istituzioni e professionisti di settore, sulle potenzialità dell’innovazione tecnologica nel settore finanziario e, più in generale, nel settore dei dati e delle informazioni», commenta Antonella Sciarrone Alibrandi. L’idea condivisa da tutti è lanciare nel 2020 un evento più importante magari con il coinvolgimento di Associazioni Alumni di altre università». cina #shanghai #confucio #alumni Facebook Twitter Send by mail Print COMITATI INTERNAZIONALI ALUMNI UCSC Sono istituiti i Comitati internazionali nei territori dove sono presenti ex studenti dell’Università Cattolica che desiderano ritrovarsi, incontrarsi e conoscersi per creare una forte rete locale. Nascono come punto di riferimento per gli Alumni all’estero per: • favorire lo scambio con il mondo professionale locale; • promuovere attività di carattere culturale, ricreativo, formativo a favore dell’Ateneo per il sostegno alla didattica e alla ricerca, nonché finalizzate allo sviluppo dell'Università stessa. Registrandosi, con le proprie credenziali iCatt, al portale MyAlumni , è possibile accedere alle community dei Comitati, per entrare in contatto con gli altri Alumni iscritti.

 

Shanghai, sinfonia del nuovo mondo

Trascorrere periodi di studio all’estero e interagire con altri studenti internazionali provenienti da svariati paesi, mi ha dato l’opportunità di sperimentare nuove situazioni e comprendere altri punti di vista, migliorando così la mia capacità di adattamento e arricchendo il mio bagaglio culturale e sociale. Oltre all’eccellenza dei professori e alle loro competenze nelle varie discipline, che sicuramente hanno contribuito a modellare ed arricchire le mie “hard skills”, il vero valore aggiunto di questa esperienza è stato l’ulteriore sviluppo e consolidamento delle mie “soft skills”. Capire come gli asiatici approcciano un problema, interagire con loro ogni giorno e scoprire la loro cultura, mi ha dato la possibilità di costruire un importante network che spero di poter coltivare anche in futuro. Altro aspetto fondamentale è stato quello di vivere un’esperienza del genere proprio a Shanghai, città internazionale e vero fulcro finanziario in grado di connettere l’Asia con il sistema economico occidentale. La città è particolarmente vivace e ricca di stimoli, dal quartiere francese di Xintiandi (da visitare in caso di improvvisa nostalgia europea) ai vari “rooftop bar” sul Bund che offrono, specialmente di notte, un panorama mozzafiato dei famosi grattacieli illuminati del centro finanziario. Curioso anche solo passeggiare per le strade e i quartieri più tradizionali della città, dove sono stato spesso fermato, con la scusa di una semplice foto, da famiglie e bambini asiatici stupiti di incontrare un ragazzo occidentale. Forte è il contrasto fra la capitale e Shanghai, sembra quasi di stare in due paesi diversi: se Shanghai rappresenta il centro finanziario ed economico, internazionale ed è improntata molto di più al business, Pechino è invece più turistica e apprezzata per i suoi siti storici, monumenti e parchi.

 
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