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Gli Stati Uniti in balia della logica del “me contro te” di Trump

L'analisi Gli Stati Uniti in balia della logica del “me contro te” di Trump La presidenza del magnate americano ha messo tutti contro tutti. Di qui la protesta che non cessa di attraversare le città con possibili ricadute sulle presidenziali di novembre. Parla la giornalista del Foglio e alumna Unicatt Paola Peduzzi by Claudio Rosa | 22 giugno 2020 Gli occhi di tutto il mondo sono, ormai da mesi, puntati sugli Stati Uniti. L’America in questo momento sta infatti vivendo una fase di grandissima ebollizione, nella quale stanno saltando fuori fratture antiche e fratture nuove. Tutto questo sta portando a una mobilitazione evidente delle piazze, il cui effetto lo sentiremo forse nelle elezioni di novembre». Una fase di turbamento e shock per l’Occidente, che amplifica tutto quello che succede: «Questo shock è dato da un 2020 particolarmente strano e da un cambiamento di leadership e di guide che, di fronte a delle crisi come queste, hanno rivelato la loro inefficacia dal punto di vista concreto». Soprattutto ora con le proteste, penso ai discorsi della sindaca di Atlanta, una leadership fatta di cura e attenzione di cui hanno bisogno ora gli Stati Uniti dopo un periodo in cui si sono sentiti bistrattati».

 

Presidenziali, la vittoria di Biden potrebbe arrivare dai giovani

Abbiamo chiesto ad alcuni giornalisti di varie testate, particolarmente esperti di politica americana e molti dei quali alumni dell’Università Cattolica, di aiutarci a capire dove stanno andando gli Stati Uniti e come affrontano uno dei passaggi più delicati della loro storia. L’enorme errore di Hillary Clinton nel 2016 fu di sottovalutare l’importanza di alcuni Stati di quello che chiamiamo “Midwest” o “Rust Belt” (Wisconsin, Michigan e Pennsylvania) considerati un “Blue Wall”, cioè una cintura democratica tra gli Stati più in bilico come Iowa e Ohio. Quale contributo possono dare per unire le varie anime dei Democratici? «Credo che a unire le anime dei Democratici siano Donald Trump e una svolta a destra dei Repubblicani che si è verificata negli ultimi anni. Però Joe Biden e Kamala Harris in parte si differenziano: Joe Biden è la vecchia guardia democratica, bianco, vive in Pennsylvania, uno che sa parlare dritto negli occhi alla classe operaia bianca che in parte aveva votato Trump, conosce quella gente e ne conosce i suoi “mal di pancia”. Kamala Harris è giovane, spontanea, californiana, una che ce l’ha fatta da sola, è un altro tipo di storia americana, ma in grado di parlare anche ad altri. Il fracking, per esempio, è tra le poche novità che dal punto di vista economico hanno caratterizzato questi Stati rispetto ad altri che sono in relativa decadenza dal punto di vista industriale. In un’eventuale presidenza Biden sarà determinante avere come alleata una parte di America che preme per rinnovare, altrimenti il rischio è una paralisi dovuta sia alla scarsa iniziativa che all’ostruzionismo dei Repubblicani».

 

«Vi racconto l’America vera che va al voto»

Posti che lei ha visitato… «Queste notizie sono frammenti di storie che ho raccolto nella contea di Roberts dove Trump ha raccolto il 95% dei consensi e dove i suoi sostenitori rappresentano ancora una schiacciante maggioranza. A oggi abbiamo due Americhe: una dice che il virus passerà e che la mascherina non è così necessaria; un’altra invece fa appello alla cautela, alle distanze sociali e alla sospensione delle attività economiche, se necessario. Non è la prima volta che questo Paese è polarizzato, ma la mia percezione dopo cinque anni che ci vivo è che questo solco si sia ulteriormente allargato». Il tema è di grande importanza perché in questo Paese esiste tuttora una forma di razzismo istituzionale che colpisce le minoranze e in particolare gli afroamericani che sono circa il 13% della popolazione. Il tema è diventato oggetto di dibattito elettorale.. «Sì, da una parte i Democratici sostengono la necessità di diminuire gli eccessi di violenza da parte della polizia, ma senza tagliare i fondi alle forze dell’ordine (lo stesso Joe Biden ne è contrario). Questa è una definizione che a mio parere non corrisponde alla realtà dei fatti: ci sono state violenze, ma credo si possa affermare con certezza che si trattava di una minuscola parte rispetto alla maggioranza delle proteste svoltesi in maniera del tutto pacifica». Siccome Trump continua a dire ai suoi sostenitori che il voto per corrispondenza comporterà dei brogli (affermazione che però non trova riscontro), ci saranno delle cause che arriveranno alla Corte Suprema e sarà pertanto importante avere questa giudice eletta.

 

La fotografia dalla California a casa propria

eCatt La fotografia dalla California a casa propria Il laboratorio di Fotografia dei Beni Culturali del Dams, solitamente tenuto in aula e tra le vie della città, quest'anno si è svolto da remoto. Dagli Stati Uniti il professor Bob Tyson ha coordinato il lavoro degli studenti nei rispettivi domicili by Bianca Martinelli | 12 maggio 2020 Le limitazioni di viaggio e di spostamenti geografici non hanno fermato la didattica del laboratorio di Fotografia dei Beni Culturali attivo al Dams . La dimensione di isolamento e costrizione casalinga ha obbligato gli studenti a riconsiderare il proprio concetto di visione, spostando sguardo e obiettivi fotografici dalla realtà esterna a quella interna alle proprie case e della propria quotidianità, scovandone tratti inediti. Già, perché quest’anno il laboratorio del professor Bob Tyson , che alle lezioni in aula generalmente affianca dei tour lungo le vie di Brescia guidando gli studenti nella ricerca di scorci da immortalare e suggestioni visive, è stato necessariamente tenuto a distanza. Una distanza notevole, dal momento che il docente è rimasto negli Stati Uniti, dove da oltreoceano ha coordinato il lavoro degli studenti confinati entro le mura domestiche. In un periodo complicato, che ci ha costretti in una sorta di clausura, abbiamo intrapreso quella che definirei una riscoperta dei sensi e delle sensibilità, constatando come la fotografia non sia solo tecnica ma anche una personale visione delle cose. Grazie questo corso e al confronto con i lavori dei miei colleghi e con le opere dei vari artisti visionate ho scoperto la fotografia non solo come la rappresentazione di un soggetto a me caro, ma anche come una semplice espressione personale slegata da vincoli o paletti autoimposti».

 
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