La tua ricerca ha prodotto 3 risultati per tauran:

L’uomo del dialogo interreligioso

Milano L’uomo del dialogo interreligioso Un incontro ricorda il cardinal Tauran, a lungo alla guida del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. L’opera del porporato sarà al centro del convegno, in programma nell’aula magna della sede di Milano dell’Università Cattolica giovedì 16 gennaio alle ore 17, intitolato “L’uomo del dialogo. Continua a leggere Jean-Louis Tauran, nato in Francia a Bordeaux nel 1943 e ordinato sacerdote nel 1969, iniziò a frequentare i corsi di Diritto Canonico presso l’Istituto Cattolico di Tolosa. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel marzo del 1975, operò presso le Nunziature della Repubblica Domenicana e del Libano, fino al 1983, quando fu chiamato a lavorare presso il Consiglio degli Affari Pubblici della Chiesa. Nel 1988 fu nominato Sotto-Segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa. Il 1° dicembre 1990 fu eletto Arcivescovo titolare di Telepte e nominato Segretario di tale Consiglio che - qualche mese più tardi - prende il nome di Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Durante i 13 anni trascorsi alla guida della Sezione per i Rapporti con gli Stati, compì molte missioni all’estero e guidò la Delegazione della Santa Sede in numerose Conferenze Internazionali.

 

Tauran, il ricordo del card. Ayuso Guixot

È passato un anno e mezzo dalla scomparsa del Cardinale Tauran eppure, come mi dicono spesso anche i collaboratori del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, è una mancanza che ancora avvertiamo con rammarico. Ricordo solo, per dovere di cronaca, che si è trattato di un viaggio preceduto da uno analogo, compiuto nel lontano 1974 dal Cardinale Sergio Pignedoli, Presidente del Segretariato per i non cristiani, che, come inviato personale di Paolo VI, fu ricevuto a Riad da re Faisal. Sua Eminenza era infatti da sempre convinto che le buone relazioni fra cristiani e musulmani potessero dare un insostituibile contributo alla pace nel mondo, sostenendo che la vera minaccia non fosse lo scontro di civiltà, al quale non credeva, ma piuttosto lo scontro di ignoranze e di radicalismi. Mi sono soffermato sul discorso pronunciato da Sua Eminenza in Arabia Saudita perché è stato un po' come lasciare un testamento da parte sua. Io, che ne ho raccolto il testimone, vi posso confermare che il fine diplomatico era davvero un fine tessitore di ponti di dialogo. Chi si è posto così sulla strada del dialogo interreligioso ha potuto scoprire l'opera di Dio nelle altre religioni, quegli elementi di verità e di grazia che vi sono presenti e che sono veri e buoni. Tra gli altri ha scritto un messaggio anche il Grande Imam di al-Azhar Al-med al-Tayyib, che ha definito il cardinale Jean-Louis Tauran, "un religioso che ha dato un grande contributo al dialogo interreligioso e alla promozione della cultura della comprensione reciproca". Quale Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, egli ci ha fatto capire che non basta fermarsi a ciò che ci avvicina, ma è necessario esplorare nuove possibilità perché le diverse tradizioni religiose possano trasmettere, oltre che un messaggio di pace, la pace come messaggio.

 

Cristianesimo-Islam, il valore dell’amicizia

L’incontro è stato introdotto da Wael Farouq , docente di Lingua e letteratura araba nella facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Ateneo, e coordinato dal giornalista Roberto Fontolan . È naturale che ci siano differenze di pensiero politico, culturale e religioso, ma non è naturale che a causa di queste differenze ci si rifiuti di collaborare, conoscerci, amarci e lavorare insieme». È invece l’amicizia, ha affermato Al-Issa, che va perseguita: «L’amicizia non praticata è come una statua senz’anima: occorre essere tutti amici anche con i non credenti, vivere la riconciliazione». E, ha aggiunto, «la relazione tra mondo islamico e mondo cristiano è un’amicizia che si consolida giorno per giorno». Il richiamo è al Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune che il 4 febbraio 2019 il Santo Padre e il Grand Imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyebh hanno firmato ad Abu Dhabi. Ogni religione ha la propria identità, ma si deve accettare di considerare che Dio è anche all’opera in tutti, nell’anima di chi lo cerca con sincerità. Infine il dialogo non nasce da tattica o interesse, ma è richiesto dal profondo rispetto per tutto ciò che nell’uomo ha operato lo Spirito, che soffia dove vuole».

 
Go top