Milano 15 giugno: destinazione Camerun e Kenya. Sono i due paesi dove voleranno i primi quattro dei cinquanta studenti dell’Università Cattolica che quest’anno trascorreranno un’estate diversa grazie al Charity Work Program. Francesca e Chiara, entrambe iscritte alla facoltà di Scienze politiche e sociali, si recheranno nella città camerunense di Mbalmayo al Centre de Promotion Sociale (Cps), che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo umano, culturale e spirituale della popolazione locale. In particolare, le studentesse affiancheranno gli operatori camerunensi e italiani del Cps sia nel lavoro di ufficio sia nell’implementazione di alcune attività finalizzate a migliorare le condizioni dei detenuti. 

Alberto, di Scienze politiche e sociali, e Altea, di Giurisprudenza, opereranno nella baraccopoli di Nairobi fianco a fianco con il personale di Alice for Children, nelle scuole primarie di Korogocho e Dandora.

Promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale (Cesi), grazie a fondi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, il Charity Work Program offre l’opportunità di vivere un’esperienza di volontariato nei Paesi in via di sviluppo in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni. Dal 2009 a oggi hanno partecipato 259 studenti.

Oltre a rappresentare un’occasione altamente formativa sul fronte della crescita personale, il Charity consente di arricchire in maniera significativa il CV degli studenti. Questo perché con il passare degli anni è stato sempre più modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, cercando di offrire progetti ad hoc, messi a punto sulla base delle discipline insegnate in Ateneo e in linea con le attitudini dei partecipanti. In alcuni di questi casi, proprio per consentire un percorso di volontariato più completo, il periodo di permanenza all’estero è di due mesi. 

Secondo il professor Roberto Cauda, direttore del Cesi, «la solidarietà è un bene prezioso che va coltivato fin da studenti. Il Cesi, attraverso il Charity Work Program, ha voluto investire nella cultura della solidarietà, che si caratterizza per essere “contagiosa”, promuovendone la diffusione tra gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo». 

Tra le novità di quest’anno il maggior numero di destinazioni: 20 diversi progetti in 15 Paesi ospiteranno gli studenti, comprendendo nuove mete Ghana, Filippine e Kenya (queste ultime due la prima volta in assoluto), Brasile, Bolivia, Camerun, Etiopia, India, Perù, Tanzania, Terra Santa e Uganda. Ma anche nuove partnership con ONG e Onlus che lavorano in Africa, Asia e Sud America. 

Prosegue poi l’allargamento, già attivo dell’anno scorso, del Charity Work Program anche a neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione. In particolare, per questa edizione, il programma ha messo a disposizione 52 scholarship della durata di 3-8 settimane, a cui hanno concorso 235 studenti provenienti da tutte le facoltà e da tutte le sedi dell’Università Cattolica. 

Per il primo anno è stata attivata una destinazione riservata agli studenti delle facoltà di Scienze bancarie e assicurative ed Economia: una studentessa parteciperà per due mesi a un progetto di empowerment femminile al Livelihood and Development Center for Women and their families nella provincia di Cavite nelle Filippine, in collaborazione con il Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo (Vides).

Gli iscritti alle facoltà di Psicologia o Scienze della formazione saranno coinvolti in opere sociali come centri per la diagnosi precoce e riabilitazione di bambini con ritardo mentale, problemi nello sviluppo motorio, del linguaggio, cognitivo-comportamentale e sordità congenita in Bolivia presso la Fundación Mario Parma, a La Paz.

Per quanto riguarda Scienze agrarie, alimentari e ambientali è previsto un soggiorno all’Universidad Católica Sedes Sapientiae di Lima all’interno della facoltà di Ingegneria agraria con lo scopo di rispondere alle esigenze di un contesto globalizzato e di soddisfare il crescente sviluppo dell’agricoltura nel Perù. Gli studenti affiancheranno il lavoro del personale locale nelle piantagioni di Atalaya.

Anche gli iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia avranno la possibilità di affiancare i medici nell’attività ambulatoriale del Benedict Medical Centre a Kampala, in Uganda, e il Consolata Hospital Ikonda, in Tanzania, per offrire assistenza sanitaria di base alla popolazione della zona e promuovere l’accesso alle cure da parte delle persone bisognose con particolare attenzione ai bambini e alle donne. 

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